Domenica 7 maggio 2006 - Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 1-4


Stagione

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7 maggio 2006 - 3.194 - Campionato di Serie A 2005/06 - XXXVII giornata

ASCOLI: Coppola, Carbone (46' Paci), Cudini, Domizzi, Del Grosso, Cariello (69' Bjelanovic), Guana (55' Moro), Cristiano, Fini, Ferrante, Quagliarella. A disposizione: Boccolini, Giampà, Budan, Lauro. Allenatore: Silva-Giampaolo.

LAZIO: Ballotta, Oddo (82' Giallombardo), Stendardo, Cribari (64' Piccolo), Belleri, Behrami, Liverani, Zauri, Mauri, Pandev (52' Di Canio), Rocchi. A disposizione: Handanovic, Bonanni, Tare, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Marelli (Como).

Marcatori: 7' Stendardo, 11' Oddo (rig), 20' Pandev, 30' Ferrante, 57' Rocchi.

Note: pomeriggio caldo, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Fini, Domizzi, Paci, Behrami per gioco scorretto.Calci d'angolo: 1-2. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 6.417 per un incasso di 78.017,30 euro, abbonati 6.699 per una quota partita di 84.824,12 euro.

La curva laziale
Il biglietto della partita
Guglielmo Stendardo esulta dopo la rete
Il rigore calciato da Massimo Oddo
La gioia della panchina biancoceleste
Un fotogramma della gara

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio esagerata. Ma Ascoli gode. Tutti felici, anche i marchigiani travolti in casa. Previti, tifoso biancoceleste: In cella c'è Sky?".

Continua la "rosea": Non capita tutti i giorni di vedere una squadra perdere in casa per 4-1 ed essere lo stesso osannata dal proprio pubblico. Sono i miracoli di fine campionato, quando tutto è già deciso e il risultato è solo un dettaglio. Ascoli e l'Ascoli, giustamente, avevano solo voglia di festeggiare una salvezza raggiunta con largo anticipo e nella quale all'inizio pochissimi sperassero. E i marchigiani lo hanno fatto, magari esagerando un po', come ha onestamente ammesso il tecnico Silva. Che, alla fine, ha anche rattristato un po' la festa ufficializzando l'addio all'Ascoli del suo sodale Marco Giampaolo ("spero di seguirlo nella sua nuova avventura"). Ma il pesante passivo dei bianconeri è figlio anche di una Lazio che, pur avendo come i padroni di casa già raggiunto il proprio obiettivo stagionale (la qualificazione in Uefa), non ha voluto staccare la spina. Ai biancocelesti sono così bastati venti minuti per piegare un Ascoli in versione balneare e mettere al sicuro, dopo l'approdo europeo, pure il sesto posto finale, al quale Rossi e i suoi giocatori tenevano in maniera particolare. A giudicare da come la squadra romana macina calcio a memoria, è un peccato che la stagione stia terminando. Anche perché tra partenze certe (Liverani) e possibili (Oddo) la prossima stagione al momento è un punto interrogativo.

Pure al Del Duca, tra l'altro, il regista e il difensore (tre assist e un gol per lui) sono stati i migliori insieme con Pandev della banda di Rossi. Ma questi sono problemi al quale il tecnico penserà da luglio. Per adesso è giusto che gioisca per un sesto posto che è il miglior risultato della sua carriera e che, soprattutto, è un traguardo che pochi avevano pronosticato all'inizio. Con la marcatura di Stendardo (alla prima rete in serie A) sono diventati 16 i laziali ad essere andati in gol. E anche questo è un altro primato (da dividere con la Roma) di cui andare fieri. Come quelli, personali, di Ballotta che, a 42 anni e 1 mese, ha ritoccato il suo record di giocatore più longevo della serie A (e lo ha festeggiato neutralizzando un rigore a Ferrante sul 3-0), e quelli di Rocchi (15° gol stagionale e 100° in carriera) e Pandev (rete numero 11 al termine di una serpentina d'autore). "Vorrei vedere la partita in tv. Qui in carcere c'è Sky?". Cesare Previti, al terzo giorno di detenzione a Rebibbia, ha chiesto agli agenti di poter vedere Lazio-Ascoli. Non è stato però accontentato, perché la parabola non è ancora stata installata nel penitenziario.


Il Corriere della Sera racconta così la gara:

Nel pieno dei festeggiamenti per la serie A conservata (e pure brillantemente), l'Ascoli ha assorbito con grande compostezza la lezione impartitagli da una Lazio in buone condizioni di forma e per nulla deconcentrata, nonostante il già raggiunto obbiettivo della partecipazione alla Coppa Uefa. Dopo 7 minuti la Lazio era già in vantaggio (veemente colpo di testa di Stendardo, al suo primo gol in A, punizione di Oddo) e al 20' era sul 3-0, quando Pandev, servito dal solito Oddo, dribblava anche il portiere per toccare la palla in rete. Fra questi due gol lo stesso Oddo (11') aveva segnato su rigore. Troppo facile, insomma, per i laziali, che al 26' avevano pure la fortuna di veder parare da Ballotta un rigore di Ferrante. E fa niente se lo stesso Ferrante pochi minuti dopo si riscattava con uno splendido tiro in rete a fil di palo. Ormai la partita era benedetta e il 4-1 di Rocchi (ancora su assist di Oddo) al 12' della ripresa ne ampliava le proporzioni al di là dei demeriti di giornata di un Ascoli ben impostato da Giampaolo, che a quanto pare deluderà i suoi tifosi cambiando squadra nella prossima stagione. Quando potevano giocare in attacco, infatti, soprattutto con Ferrante, ma anche con Fini e con Quagliarella, pure gli ascolani si facevano valere.

Lo aveva chiesto il presidente Lotito e lo aveva ribadito Delio Rossi: mantenere il sesto posto, obiettivo finale della Lazio di quest'anno. Nessun calo di concentrazione da parte della squadra che nel primo tempo ha chiuso la pratica Ascoli. "Nessuno ci credeva all'inizio dell'anno - dice Delio Rossi - Invece siamo sempre stati nella zona sinistra della classifica con tanti giovani. Un applauso va anche a Rocchi, che ha fatto quindici reti senza tirare un rigore. Ringrazio i ragazzi, credevo che interpretassero questa partita in maniera diversa, invece hanno dato tutto. Siamo sesti ed è un risultato importante". Rossi è felice per com'è andata la gara ed è in vena di elogi, in attesa della grande festa di domenica prossima all'Olimpico contro il Parma. "Ballotta è come i giocatori di colore, non si sa quanti anni hanno. Un grazie anche ai tifosi. Di Canio? Tutti meritano di essere confermati, soprattutto quelli più rappresentativi. Ora per due giorni godiamoci questo risultato". Ancora un gol per Massimo Oddo che sta chiudendo in modo dignitoso la sua avventura biancoceleste. "È stata una grandissima annata, una stagione fantastica. Abbiamo portato a termine una cosa bellissima che nessuno si aspettava. Il merito è di tutti: dei tifosi, dell'allenatore e di tutto lo staff tecnico e medico. Non sono soltanto i giocatori che vincono, ma anche tutto quello che c'è intorno".

Ed ora comincia a pensare al futuro, che per Oddo vuol dire nazionale e i Mondiali in Germania, e poi, forse, Fiorentina o Milan. "Per me è importante partecipare al campionato del mondo con gli azzurri, se dovessi giocare darei il massimo. Il Milan? Sono soltanto voci, e tali rimangono. Io ho fatto una promessa al presidente e lui ne ha fatta una a me. Ne riparleremo a fine campionato". Oddo ha il contratto in scadenza nel 2008, ma attraverso il suo procuratore, Alessandro Moggi, ha chiesto un adeguamento di 250 mila euro a stagione. La risposta del presidente Lotito è stata negativa. Sull'eventuale conferma di Di Canio: "Tutti meriterebbero di restare anche l'anno prossimo. Ma chi decide è lo staff tecnico".