Domenica 14 maggio 2006 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 1-0


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14 maggio 2006 - 3.195 - Campionato di Serie A 2005/06 - XXXVIII giornata

LAZIO: Handanovic, Oddo, Siviglia (80' Piccolo), Stendardo, Giallombardo, Behrami, Zauri, Liverani (55' Bonanni), Manfredini, Di Canio, Rocchi (68' Tare). A disposizione: Ballotta, Belleri, Keller, Siqueira. Allenatore: D.Rossi.

PARMA: De Lucia, Ferronetti (84' Mandorlini), Contini, Fernando Couto (81' Paponi), Bonera, Grella, Simplicio, P.Cannavaro, Marchionni (78' Ruopolo), Pasquale, Corradi. A disposizione: Bucci, Cardone, Cherubini, Mattiuzzo. Allenatore: Beretta.

Arbitro: Sig. Giannoccaro (Lecce).

Marcatori: 61' Rocchi.

Note: pomeriggio caldo, terreno in buone condizioni. Ammonito Bonera. Calci d'angolo: 6-4. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t. Esordio in serie A per Mandorlini.

Spettatori: 32.000 circa per un incasso di euro 413.568.


Valon Behrami in azione
Paolo Di Canio festeggia con i tifosi
Duello aereo tra Guglielmo Stendardo e Bernardo Corradi

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio non riesce a gioire. Gran gol di Rocchi, Parma k.o. Lotito ancora contestato ma questa volta anche per le intercettazioni".

Continua la "rosea": Gioia e apprensione. Applausi e fischi. Sorrisi e lacrime. C'è tutto e il contrario di tutto nell'ultimo pomeriggio di campionato all'Olimpico. Per la Lazio doveva essere la festa per un insperato sesto posto finale, che vale la qualificazione in Uefa. Ma il coinvolgimento del club nello scandalo-intercettazioni e le possibili conseguenze non possono non lasciare indifferente il popolo biancoceleste. Così si fa festa, ma con un velo di amarezza. E, più che concentrarsi sul Lazio-Parma in corso di svolgimento, si pensa al Lazio-Parma della scorsa stagione che, insieme con altre due gare giocate dai biancocelesti un anno fa, rende il futuro un grande punto interrogativo. Intanto, come primo effetto concreto, si allarga ancor di più la voragine tra il presidente Lotito e la curva Nord. Con gli ultrà (ieri entrati allo stadio con 15' di ritardo per protesta) che adesso hanno un argomento in più per chiedere la testa del presidente. E da ieri hanno come alleato pure Gianni Alemanno: "La posizione di Lotito non è più sostenibile, per questo credo sia giunto il tempo che si dimetta", sostiene il candidato sindaco di centro-destra, una esternazione giudicata "molto grave" dal coordinatore della maggioranza al Comune di Roma, Silvio Di Francia. Da parte sua il presidente della Lazio attraverso un comunicato ringrazia la squadra e anche i tifosi (compresi quelli che lo contestano) per la splendida stagione appena terminata e si dice convinto di poter dimostrare la assoluta estraneità della Lazio a qualsiasi tipo di illecito.

Il clima surreale vissuto sugli spalti condiziona pure i protagonisti di una partita che, peraltro, non avrebbe potuto aggiungere nulla al campionato di ciascuna delle due squadre. Pur sconfitto, il Parma chiude ugualmente al decimo posto, risultato straordinario, soprattutto se si va a rivedere la classifica degli emiliani al termine del girone di andata. Anche all'Olimpico, del resto, la squadra di Beretta mostra un discreto stato di salute, a cominciare dagli applauditi ex Couto e Corradi. E potrebbe chiudere il campionato con un pari se Simplicio e Marchionni fossero un po' più fortunati (entrambi colpiscono un palo) o se il giovane Paponi non si emozionasse nel finale, consentendo al debuttante Handanovic di restare imbattuto. In precedenza era stato Tommaso Rocchi ad accendere una partita che sembrava avviata verso uno 0-0 privo di emozioni. E, per farlo, l'attaccante veneziano sceglieva il modo migliore: stop di petto e conclusione al volo di destro. Un gran gol, anche se agevolato dalla scarsa concentrazione di Cannavaro e De Lucia. A segnare una rete d'autore ci aveva provato, ma con minore fortuna, pure Di Canio in apertura di gara. Il numero 9 è però il protagonista assoluto del dopo-partita, con uno stadio intero che lo osanna (in particolare la curva Nord che riesce pure a "fagocitarlo" per qualche istante). Potrebbe essere stata la sua ultima recita all'Olimpico. Il rinnovo contrattuale, che lui chiede e sul quale Lotito nicchia, rischia di essere ulteriormente allontanato dal ciclone-intercettazioni. E' stata invece sicuramente l'ultima partita da laziale (con qualche lacrima al momento dei saluti) per Fabio Liverani. Lo aspetta la Fiorentina, altra squadra il cui futuro è piuttosto incerto.


Dal Corriere della Sera:

E ora che cosa accadrà? Se lo chiedevano i tifosi allo stadio e se lo chiedono i giocatori, appena chiusa una stagione estremamente positiva. Ieri è stato il giorno degli addii per alcuni di loro, un arrivederci per altri, ma il futuro della Lazio ormai è nelle mani della giustizia sportiva. C'è chi, come Di Canio, è pronto a seguire la squadra anche in Interregionale. Chi, è il caso di Peruzzi, preferirebbe invece smettere dopo 19 anni di serie A. C'è poi chi, come Oddo, cerca la Champions League, e chi la Champions - per ora - l'ha già trovata (Liverani con la Fiorentina, inguaiata però come la Lazio per lo scandalo delle intercettazioni telefoniche). Mentre Dabo dirotta verso l'Inghilterrra, destinazione Manchester City. Sicuramente due di questi, Peruzzi e Oddo, ora dovranno concentrarsi sul Mondiale. Un terzo, Liverani, spera di farlo e oggi conoscerà il suo destino da Marcello Lippi. Peruzzi a 36 anni potrebbe giocare addirittura da titolare, visto il ciclone giudiziario che a Torino e a Parma ha investito il portiere della Juventus Gigi Buffon.

Oddo, dopo aver faticato non poco, è riuscito a ritrovare l'azzurro grazie a Delio Rossi, che lo ha voluto tenere ad ogni costo, e a una stagione in cui l'esterno difensivo ha macinato chilometri su chilometri. Ma c'è anche chi rimpiange l'azzurro: come Tommaso Rocchi, il bomber che nonostante i 29 gol segnati in due anni non ha mai assaporato il gusto di un solo stage con la Nazionale (13 nello scorso campionato e 16 in questo che si è concluso ieri pomeriggio all'Olimpico). In attesa di sapere quale campionato giocherà l'anno prossimo la Lazio, i tifosi biancocelesti si sono congedati da questa stagione con negli occhi l'immagine di Di Canio che si tuffa tra gli ultrà della curva Nord, prima di rivolgere loro un inchino di ringraziamento tenendo sotto braccio le sue due figlie. Un momento di grande commozione che, probabilmente non intenerirà il presidente Lotito sempre più convinto a non rinnovare il contratto all'attaccante.