Giovedì 18 marzo 1999 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Panionios NFC 3-0


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18 marzo 1999 - Coppa delle Coppe 1998/99 - Quarti di finale

LAZIO: Ballotta, Lombardo, Nesta, Mihajlovic (71' Crovari), Lombardi, Gottardi, Baronio, Fernando Couto, Nedved, Stankovic, De La Peña. A disp. Marchegiani, Favalli, Pancaro, Sergio Conceicao, Salas, R.Mancini. All. Eriksson.

PANIONIOS: Strakosha, Mitsiopoulos, Zachopoulos (46' Ioannidis), Gazis, Kamitsis, Karasavidis, Tisdale, Bakkerud, Roberts, Sapountzis, Robins (61' Haylock). A disp. Fakis, Bougas, Bergensen, Ioannou, Kafalis. All. Whelan.

Arbitro: Heynemann (Germania).

Marcatori: 69' Nedved, 76' Stankovic, 80' De La Peña.

Note: serata gelida, terreno duro. Calci d'angolo: 9-1.

Spettatori: 21.000 circa.

Pavel Nedved sblocca il risultato
Il raddoppio di Dejan Stankovic
La rete di Stankovic in un altro fotogramma
La rete del 3-0 ad opera di Ivan De La Peña
Il calciatore spagnolo festeggiato da Pavel Nedved e Dejan Stankovic
Esultanza biancoceleste
Federico Crovari
Il biglietto della gara

Dal Corriere della Sera:

I rincalzi laziali chiudono la pratica-Panionios con altre tre realizzazioni. Hanno il merito di lievitare, per motivi di decoro, dopo un primo tempo da cestinare. De la Peña pretende una serata in copertina e via via i compagni lo accontentano. L'Olimpico è meno vuoto del previsto. Anche il nulla, avvolto nei colori biancocelesti, affascina ormai i parrocchiani di Cragnotti. Pensate: siamo in quindicimila per seguire la Lazio 2, allenata dallo sciamannato Panionios. Solo tre titolari prendono freddo, quasi dovessero liofilizzare contro nessuno l'opulenza erikssoniana, da dedicare ai prossimi scontri di campionato. E ogni reparto ha ridotto lo spessore abituale, con un pieno d'improvvisazione che sfocia nell'accoppiata Stankovic-De la Peña, terminali del fatturato da aggiungere alle quattro reti già ricavate. I greci cercano una platonica rivincita, correndo su ogni pallone come se i giochi fossero ancora aperti. Ma sono sforzi che non guastano gli esperimenti biancocelesti così riepilogabili: Lombardi e Lombardo propulsori laterali, Baronio e Couto alle rifiniture, Gottardi a sostegno delle punte occasionali, Nedved alla ricerca dell'effervescenza svanita.

Beh, pare proprio la passerella giusta alle attitudini di Ivan De la Peña, che trascorre l'intero primo tempo ad incipriare il gioco con virtuosismi rimasti purtroppo sotto chiave durante le partite complicate. Peccato che si arrivi all'intervallo senza prevedere le porte e la gente fischia. Così alla Lazio non resta che incrementare i ritmi nel prosieguo. Allora provvede un Baronio meglio ispirato nei rifornimenti, mentre Nesta e Mihajlovic rimangono in completo relax, a parte l'unica palla-gol sciupata dal subentrato Haylock, quando i poveri greci hanno già subito altri tre dispiaceri per il conto totale. Si festeggiano nell'ordine Nedved (cross al bacio di De la Peña), Stankovic (lancio scoperchiante di Lombardo) e ovviamente De la Peña, l'asso delle sfide facili. Quelli del Panionios non lasciano traccia neanche davanti ad una Lazio che forse non rivedremo più.


Il Messaggero titola: "Coppa Coppe. Basta poco contro il Panionios. Una festa all’Olimpico. Lazio, De la Peña è uno spettacolo. Lo spagnolo il migliore: segna e fa anche segnare".

L'articolo così prosegue: La prima notizia è che c'erano, all'Olimpico, oltre un centinaio di tifosi del Panionios. Canterini e saltellanti, euforici addirittura quando i loro beniamini hanno conquistato un calcio d'angolo. Di più i greci non hanno fatto per sovvertire il pronostico, per giocarsela almeno dalle parti di Ballotta. La seconda notizia è che c'erano anche i tifosi della Lazio, impietriti dal freddo, incuriositi dalla strana messinscena: solo qualche sfottò di riscaldamento ai "cugini" immalinconiti a casa, risfoderati perfino i vecchi cori per Chamot e Jugovic. Cragnotti non dica più che il pubblico biancoceleste non gli è riconoscente: è bastato un taglio ai prezzi ed ecco ingurgitato anche questo allenamento europeo, in allegria, anche se adesso arrivano quattro partite di fila di campionato in casa e ci sarà da rompere qualche salvadanaio. L'augurio è che qualcuno abbia almeno vinto al Superenalotto, col tagliando omaggio offerto dalla società, tanto per dare un senso al sacrificio serale.

In campo, peraltro, si è annoiato pure l'arbitro. Il Panionios ha scelto una melina fuori dal tempo e probabilmente fuori luogo. Ottenendo di non finire sommerso, se può essere una consolazione avere incassato "solo" tre gol, ma rinunciando a quel pizzico di spregiudicatezza che gli avrebbe garantito un'uscita dignitosa dal torneo. La Lazio, dopo un paio di fiammate iniziali, con Nedved lento nella battuta a specchio aperto e un colpo di testa centrale di Stankovic, unica punta, è sembrata quasi spaesata da quella specie di "torello" sciorinato dagli avversari: De la Peña è apparso il più convinto nelle rincorse, Nedved ha provato soluzioni di forza, Mihajlovic è avanzato malinconicamente a battere gli angoli, Lombardo a un certo punto si è ritrovato ultimo difensore. Tra i panchinari più assidui, è stato Baronio a darsi da fare, ma sempre a ritmi soporiferi. Poco gioco sulle fasce, zero sovrapposizioni e vie centrali affollatissime.

Decisamente più viva la ripresa, almeno per rispettare i patti, lo spettacolo promesso. Al tiro Stankovic, di testa e di piede, poi Nedved contrato in uscita da Strakosha. E perfino Nesta in avanti con caparbietà, al cross fra applausi scroscianti. Ispiratore di tutto un De la Peña sempre però molto lontano dall'area avversaria, quasi una sorta di pudore per la pochezza dei rivali. Che sono riusciti a impappinarsi anche in un paio di contropiedi semplici semplici, quando la Lazio ha allentato la morsa. Il gol laziale è arrivato quasi per forza d'inerzia, dopo un tentativo da fuori di Baronio con smanacciata del portiere. De la Peña ha crossato da sinistra, Nedved si è inserito di fino a centro area toccando al volo fra le gambe di Strakosha. Esordio assoluto di Crovari, subito dopo, per il demotivato Mihajlovic, con Fernando Couto arretrato al fianco di Nesta. Con la Lazio a proseguire nell'allenamento, sempre a base di tiri dalla distanza.

Non appena gli spazi si sono aperti, un lancio dalle retrovie di Lombardo ha trovato pronto Stankovic allo scatto bruciante, chiuso senza problemi di sinistro. A pratica archiviata, De la Peña ha cercato la soluzione personale con un pallonetto fuori misura. Poi Nedved gli ha restituito il favore: splendido il duetto in velocità e primo gol in biancoceleste per l'encomiabile Ivan che è poi corso sotto la curva a lanciare la propria maglietta. Oggi il sorteggio stabilirà l'avversario di semifinale. Le passeggiate finiscono qui.