Giovedì 30 settembre 2004 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Metalurh Donetsk 3-0


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30 settembre 2004 - 3109 - Coppa UEFA 2004/05 - Primo turno - gara di ritorno

LAZIO: Sereni, Oscar Lopez, Siviglia, Negro, Seric, Liverani (46' Giannichedda), Dabo, E.Filippini (46' A.Filippini), Di Canio, Rocchi, Muzzi (65' Delgado). A disposizione: Casazza, Couto, Zauri, Pandev. Allenatore: Caso.

METALURH DONETSK: Virt, Checher, Lolo (46' Beqiri), Gjuzelov, Tkachenko, Turè, Zotov, Ristic, Neziri (70' Melikyan), Mendoza, Demetradze (75' Stolica). A disposizione: Dolgansky, Buryak, Markovic, Oleksienko. Allenatore: Muslin.

Arbitro: Sig. Gomes Costa (Portogallo).

Marcatori: 10' Liverani, 22' Muzzi, 25' Liverani.

Note: ammoniti Lopez e Checher. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 5.990.

La formazione biancoceleste
Paolo Di Canio in azione
Esultanza biancoceleste
Fabio Liverani e Paolo Di Canio
Paolo Di Canio festeggia Fabio Liverani
Anthony Seric in azione

La Gazzetta dello Sport titola: "Liverani rende tutto più facile. Doppietta del centrocampista e la Lazio vola. Grande anche Di Canio".

Continua la "rosea": Tutto facile come previsto. Anzi, più del previsto. Dopo aver già ampiamente ipotecato il passaggio del turno nella gara di andata, la Lazio liquida la pratica Metalurg con irrisoria facilità anche nel retour-match dell'Olimpico. I biancocelesti si impongono con lo stesso largo risultato ottenuto due settimane fa in Ucraina, ma stavolta con molta minore sofferenza. Perché se a Donetsk il Metalurg aveva comunque impensierito i biancocelesti per un tempo prima di soccombere nella ripresa, in un Olimpico quasi deserto gli ucraini si squagliano nel giro di dieci minuti. Alla Lazio bastano un paio di accelerazioni per sbloccare il risultato e metterlo al sicuro. Poi trovano pure il modo di arrotondarlo prima della mezzora in modo da trasformare il resto della partita in un vero e proprio allenamento. Il mattatore della serata è Fabio Liverani. Al rientro da titolare dopo essere finito in panchina nelle ultime due partite di campionato, il centrocampista romano realizza una doppietta con cui già prima dell'intervallo annulla le residue speranze degli ucraini di realizzare l'impresa clamorosa. A favorire la sua estemporanea trasformazione in goleador è un ispiratissimo Paolo Di Canio che gli fornisce due assist al bacio, il primo dopo appena dieci minuti di gioco, il secondo alla mezzora. In entrambi i casi l'azione nasce sulla sinistra, dove l'ex asso del Charlton semina un paio di avversari prima di scodellare la palla su un piatto d'argento al compagno di squadra. Fra le due realizzazioni della ditta Di Canio-Liverani c'è quella dell'altro romano della squadra biancoceleste, Roberto Muzzi, che sfrutta a dovere un traversone di Emanuele Filippini.

Proprio la prova dei tre "indigeni" della squadra di Caso è una delle note più importanti della serata. Per diversi motivi, tanto Liverani, quanto Di Canio e Muzzi erano rimasti un po' in ombra in questa prima parte della stagione. Contro il Metalurg dimostrano invece di esserci anche loro. E anzi di poter essere molto utili alla Lazio. In una squadra che molto realisticamente il tecnico sta impostando su caratteristiche che chiamano in causa più la prosa della poesia, il loro tasso tecnico può comunque rivelarsi un'arma in più. Ma la serata di coppa ha fornito a Caso anche molte altre indicazioni utili. A cominciare, ad esempio, dalla prova di Rocchi sul versante sinistro dell'attacco biancoceleste. L'ex empolese aveva giocato in questa posizione già nella gara di campionato a Brescia, prima di essere espulso al termine del primo tempo. Contro il Metalurg Rocchi conferma di cavarsela benissimo in questa posizione. In attesa di recuperare Cesar (il brasiliano non dovrebbe essere disponibile prima della fine di ottobre) la Lazio può sicuramente fare affidamenti su di lui. Buono anche l'esperimento di Emanuele Filippini sulla fascia destra. Esperimento fino a un certo punto, perché l'ex giocatore del Palermo già in passato ha occupato questa posizione. Con la Lazio, però, finora aveva giocato solo da centrale, disimpegnandosi sempre molto bene. Ma anche decentrato dimostra di poter dare un contributo concreto alla formazione biancoceleste. Mimmo Caso può dunque ritenersi soddisfatto non solo per aver ottenuto il visto per il turno successivo di coppa Uefa. Al punto che, adesso, il tecnico si ritrova addirittura con problemi di abbondanza. Una situazione impensabile appena un mese fa, quando era alle prese con un organico ridotto all'osso. Ma un mese fa era anche impensabile che la Lazio avrebbe iniziato la stagione in maniera così positiva.


La Repubblica titola: "I biancocelesti si qualificano: stesso punteggio dell'andata. Gol di Muzzi e doppietta di Liverani propiziata da Di Canio. Tutto facile per la Lazio: un altro 3-0 al Metalurg".

Continua il quotidiano: La Lazio supera agevolmente il Metalurg Donetsk e accede alla fase a gironi di Coppa Uefa. All'Olimpico i biancocelesti infliggono agli avversari un altro 3-0, esattamente come all'andata. Grande protagonista Di Canio che alla prima in Europa con la sua maglia preferita ha servito a Liverani gli assist per i suoi due gol. Mimmo Caso, considerando gli impegni ravvicinati del campionato, cambia per otto undicesimi la squadra che aveva perso con il Milan. Buona la prestazione del neoacquisto Oscar Lopez in difesa e di Seric che hanno controllato con disinvoltura le corsie esterne. Bene anche la coppia centrale Negro-Siviglia che non ha avuto problemi a controllare gli evanescenti attacchi delle due punte del Metalurg Demetradze e Mendoza. E bene il centrocampo che con Liverani, autore di due gol, riesce a far girare la palla con molta facilità. Il primo tempo vede assoluto protagonista Paolo di Canio, che al debutto in Europa con la maglia della Lazio, distribuisce assist, vincenti in un paio di circostanze. Il primo passaggio serve per mandare in porta Liverani, che di sinistro in area batte il portiere ucraino Virt. Il secondo gol è invece per gran parte merito dell'infaticabile Emanuele Filippini che con un passaggio filtrante, dopo aver superato due giocatori, mette Muzzi davanti al portiere e l'attaccante di piatto destro mette il pallone in rete.

Anche il terzo gol arriva su suggerimento di Paolo Di Canio che dopo una serpentina che intontisce un difensore, serve Liverani solo davanti alla porta: è 3-0. In avvio di ripresa Caso toglie dalla mischia Emanuele Filippini e Liverani (con un leggero problema al polpaccio) per dare spazio a Giannichedda e al fratello gemello Antonio Filippini. Il secondo tempo scivola via senza sussulti particolari: la Lazio è ormai paga e gli ucraini non sembrano in grado di cerare particolari problemi. Sereni risponde da campione in un'occasione a Mendoza nell'unica occasione in cui gli ospiti sono riusciti ad impensierire la retroguardia biancoceleste. Prima del fischio finale si ferma anche Negro, alle prese con un risentimento al bicipite femorale della gamba destra. Il rotondo risultato dell'andata ha reso poco interessante la partita di ritorno e lo stadio Olimpico non ha mostrato il volto delle grandi occasioni: scarso il pubblico presente. Da verificare le condizioni di Negro e Liverani, usciti malconci. Potrebbero essere l'unica nota negativa di una serata che ha dato a Di Canio la gioia di esordire in Europa da protagonista con la maglia che ama.


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

La S.S. Lazio supera in scioltezza il primo turno di Coppa UEFA e accede alla fase a gironi della manifestazione. I romani battono allo stadio Olimpico il FC Metalurh Donetsk con un perentorio 3-0, grazie a una doppietta di Fabio Liverani inframezzata da una rete di Roberto Muzzi. La qualificazione era comunque stata archiviata due settimane fa con [[il successo, con identico punteggio, in Ucraina. Rispetto alla gara contro l'AC Milan, il tecnico Domenico Caso propone otto nuovi volti. Gli unici confermati sono Oscar Lopez, Sebastiano Siviglia ed Emanuele Filippini. Nel reparto avanzato spazio al tandem formato da Paolo Di Canio e Roberto Muzzi, centrocampo molto offensivo con Tommaso Rocchi schierato esterno a sinistra. Il Metalurh Donetsk presenta tre giocatori diversi rispetto alla gara di andata, disputata due settimane fa allo stadio Shakhtyor. Igor Gjuzelov, Olexandr Zotov e Serhiy Trachenko prendono il posto di Arsen Ne, Elevin Begiri e Gocha Jamarauli. In attacco confermato il tandem composto da Andrés Mendoza e Georgi Demetradze. Dopo i primi, timidi approcci della squadra ucraina, la Lazio va in vantaggio al primo affondo. Bello spunto di Di Canio sulla sinistra, che elude con una finta l'intervento di un avversario e prova un tiro. Il suo destro è intercettato da un difensore ucraino, ma il pallone finisce sui piedi di Liverani che non ha difficoltà a battere sotto misura Yuriy Virt. Siamo al 10'. Poco dopo il vantaggio biancoazzurro, è il portiere di "notte" Matteo Sereni a mettersi in evidenza. Su una staffilata di sinistro di Yaya Touré dai 25 metri, l'estremo difensore laziale è prodigioso e riesce ad alzare la palla sopra la traversa.

Al 22' la Lazio trova il raddoppio. Splendida verticalizzazione di Emanuele Filippini per Roberto Muzzi: l'attaccante si invola tutto solo verso Virt e non ha difficoltà a superarlo con un preciso piatto destro. Gli ucraini sono storditi e al 25' incassano un altro goal. Di Canio, sempre sulla sinistra, fa impazzire il malcapitato Vyacheslav Checher. Il suo assist per Liverani è al bacio, il centrocampista al 25' fa doppietta e porta i padroni di casa sul 3-0. I ragazzi di Caso potrebbero andare ancora a segno con Rocchi, Muzzi e Liverani su punizione; sul fronte opposto Sereni è attentissimo su un sinistro di Mendoza. Dopo un minuto di recupero, l'arbitro portoghese Paulo M.Gomes Costa manda tutti negli spogliatoi. Nella ripresa Caso decide due cambi: Giuliano Giannichedda prende il posto del goleador Liverani, Antonio Filippini rileva suo fratello Emanuele. Dalla parte opposta Slavoljub Muslin richiama Igor Lolo e tenta la carta Begiri. Nella squadra ospite uno dei giocatori più caparbi è Mendoza. L'attaccante peruviano si rende pericoloso nella seconda frazione di gioco con due tiri dalla distanza, entrambi fuori dallo specchio. Al 62' sembra fatta per il gol della bandiera, ma sul colpo di testa del "colored" Sereni è ancora una volta determinante. Tre minuti dopo, Roberto Delgado prende il posto in attacco di Muzzi. Muslin decide una seconda sostituzione al 71', richiamando Bojan Neziri e gettando nella mischia Yeghishe Melikjan. Al 75' Demetradze sfiora il gol del 3-1, ma la chiusura in scivolata di capitan Negro è perfetta per scelta di tempo. Un minuto dopo l'attaccante ucraino esce, rimpiazzato da Ilija Stolica.

Il pubblico vorrebbe un goal di Di Canio, ma l'idolo dei tifosi stasera è più ispirato come uomo assist. All'84' un colpo di testa di Checher manca di poco il bersaglio, all'87' Sereni devia in angolo un sinistro di Stolica. La partita non ha più nulla da dire, le attenzioni si spostano sulla Curva Nord che porta in trionfo Mimmo Caso. Ora occhi puntati sull'urna di Nyon, che il 5 ottobre deciderà le prossime avversarie della Lazio.