La cerimonia di festeggiamento in Campidoglio per la vittoria della Coppa Italia 2008/09 e della Supercoppa Italiana 2009


Francelino Matuzalem con le Coppe vinte a maggio e agosto 2009 mostrate durante l'amichevole Lazio-Osasuna del 13 agosto 2009
Foto di gruppo per la Lazio in Campidoglio (Foto Toiati)
Enrico Montesano, Gianni Alemanno e Claudio Lotito
Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno premia Simone Inzaghi (Foto Toiati)
I giocatori sugli scranni della Giunta Comunale (Foto Toiati)
Un momento della cerimonia
Un fotogramma delle celebrazioni

Stagione

La cerimonia di festeggiamento in Campidoglio per la vittoria della Coppa Italia 2008/09 e della Supercoppa Italiana 2009.


La vittoria della Coppa Italia 2008/09 del 13 maggio 2009

La vittoria della Supercoppa Italiana dell'8 agosto 2009


Roma, 15 ottobre 2009

Cori da stadio e sciarpe biancocelesti questa mattina in Campidoglio, nell'aula Giulio Cesare, gremita dai tifosi in occasione della cerimonia con la quale il Comune di Roma ha festeggiato e premiato la Lazio per le vittorie in Coppa Italia e in Supercoppa italiana. Alla celebrazione, presentata dall'attore laziale Enrico Montesano, hanno partecipato il presidente della società Claudio Lotito, il dirigente Igli Tare, il team manager Maurizio Manzini, l'allenatore Davide Ballardini e la squadra, seduta ai posti della giunta intorno al presidente del Consiglio comunale Marco Pomarici. Per l'amministrazione comunale, oltre a Pomarici, il sindaco Gianni Alemanno, il suo delegato allo sport Alessandro Cochi e il presidente del Circolo Lazio in Campidoglio, il consigliere del Pd Giulio Pelonzi. Nel pubblico il padre di Gabriele Sandri.

La cerimonia è iniziata con un minuto di silenzio per il soldato italiano morto in un incidente in Afghanistan e si è chiusa con un video in ricordo dell'attore e conduttore radiofonico Gianni Elsner, scomparso di recente. Le premiazioni, invece, sono partite con un riconoscimento consegnato da Pelonzi e Cochi a Mauro Zarate, quindi Lotito e Alemanno hanno premiato il capitano della squadra Tommaso Rocchi e il mister Ballardini; anche il team manager Maurizio Manzini ha ricevuto un riconoscimento; in conclusione il sindaco Alemanno ha premiato il presidente Lotito e dato una medaglia a ciascuno dei giocatori. Per parte sua, il presidente Lotito ha consegnato al sindaco, a suo figlio Manfredi presente nel pubblico e ad Alessandro Cochi una maglia della Lazio ciascuno con i rispettivi cognomi. "Dietro quella del sindaco c'è scritto: vorrei uno stadio", ha scherzato Montesano.

"Plauso al sindaco, a Cochi, alla giunta e al Consiglio comunale - ha detto il presidente Lotito - Siamo qui con orgoglio ed emozione per proseguire un cammino centenario, patrimonio di tutta l'Italia. Noi abbiamo la capacità e il coraggio di risorgere, con sacrificio e professionalità. Abbiamo riscoperto valori autentici dello sport, in controtendenza rispetto all'assioma 'più spendi, più vinci'. Sul campo abbiamo mostrato spirito di sacrificio, si vince anche con la testa e con il cuore. Queste sono le nostre caratteristiche. La squadra li incarna e la società educa a quei valori chi la rappresenta. Qui, oggi, rappresentiamo la forza della millenaria Roma - ha detto ancora il patron biancoceleste - Anche in Cina abbiamo testimoniato che Roma rappresenta millenni di civiltà. Tramandiamo questi valori ai nostri figli".

"Stimo la Lazio, anche se sono romanista, perché sa reagire alle difficoltà", ha detto il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici (attirando fischi con la menzione della sua fede calcistica), mentre il delegato allo sport del sindaco di Roma Alessandro Cochi, tifoso della Lazio, ha sottolineato "l'importanza della comunità laziale", composta dalla dirigenza, dalla squadra e dai tifosi. Per il numero di esponenti, la lazialità è "il partito più forte a Roma" secondo il presidente del Circolo Lazio in Campidoglio, il consigliere del Pd Giulio Pelonzi. "Il sogno continui e non si perda nei meandri di qualche tribunale", ha detto il team manager della Lazio Maurizio Manzini ritirando il suo premio. Mauro Zarate invece, dopo aver ricevuto il riconoscimento dalle mani di Cochi e Pelonzi e sollecitato a parlare dal presentatore della cerimonia Enrico Montesano, ha aggiunto che "questo premio lo abbiamo vinto tutti. Quella contro l'Inter è stata una grande partita".

I tifosi hanno accompagnato la cerimonia con cori e applausi, in particolare quando è stato proiettato un video con sequenze della vittoria della Lazio in Coppa Italia e di quella in Supercoppa italiana. Nel pubblico, oltre ai tifosi, una quarantina di bambini di quarta e quinta elementare provenienti dalla scuola romana Immacolata di via Monza, bambini che l'anno scorso hanno partecipato ai Ludi Motorii promossi dall'assessore alle Politiche educative e scolastiche di Roma Laura Marsilio; i piccoli indossavano maglietta e cappellino, alcuni verdi, altri bianchi, altri ancora rossi, ed erano seduti in modo da riprodurre la bandiera italiana.

"La costruzione dello stadio significa per la società affrancarsi dalla dipendenza dai diritti televisivi e avere un processo di patrimonializzazione diverso, non legato a un patrimonio aleatorio e volatile rappresentato soltanto dai giocatori, che possono subire depauperamenti legati a infortuni, a un'inferiore prestazione e quant'altro. Significa quindi rendere solida la società, darle la possibilità di avere una ricaduta economica importante, perché nel caso della Lazio vuol dire incrementare di circa 80-90 milioni i ricavi". Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito, a margine dei festeggiamenti in Campidoglio per le vittorie della Lazio in Coppa Italia e in Supercoppa italiana. "Dobbiamo consentire ai tifosi di avere una propria casa, nel quale ricreare un rapporto empatico - ha aggiunto Lotito - riportare al centro del progetto il tifoso come elemento determinante, non solo di supporto".

Fonte: Adnkronos


Il Campidoglio si tinge di biancoceleste, tra sciarpe, cori, inni e stendardi. Oggi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il delegato allo Sport, Alessandro Cochi, hanno ricevuto la Lazio, in un'aula Giulio Cesare gremita di tifosi, per tributarle il riconoscimento dopo le vittorie nella Coppa Italia e nella Supercoppa italiana a Pechino. All'appello, oltre al presidente Claudio Lotito e al team manager Maurizio Manzini, hanno risposto quasi tutti i giocatori, dal capitano Tommaso Rocchi all'applauditissimo Mauro Zarate. Presenti anche i 'dissidenti' Cristian Ledesma e Guglielmo Stendardo, assente Pandev ("pensavamo venisse", ha precisato poi Lotito). Mattatore della giornata, Enrico Montesano, che ha aperto i festeggiamenti ringranziando il sindaco: "Erano nove anni che la Lazio non era ricevuta in Campidoglio, grazie per essersi ricordato della squadra che ha portato il calcio a Roma". Dopo il ricordo di Gianni Elsner, il giornalista radiofonico recentemente scomparso, il Comune e la società si sono scambiati reciproci riconoscimenti: Lotito ha regalato una maglietta personalizzata a Cochi, Alemanno ("dietro c'è scritto volevo lo stadio", ha scherzato il sindaco) e a suo figlio Manfredi, mentre il Campidoglio ha premiato con un targa Zarate ("è un premio di tutti, contro l'Inter abbiamo fatto una grande partita", ha detto l'argentino), e con delle medaglie Rocchi, il mister Davide Ballardini e Manzini.

Premiati poi tutti gli altri giocatori. "La Lazio è una squadra magnifica e penso che meritasse una giornata del genere - ha detto Alemanno - sia perchè erano nove anni che non veniva in Campidoglio, sia perchè ha vinto le coppe. Quando una squadra vince merita il riconoscimento della città". Il sindaco ha poi insistito sull'importanza di "trasmettere valori" attraverso lo sport: "Quando scendete in campo andate incontro a una sfida, insegnate ai ragazzi a battersi e ad avere lo spirito per costruire le vittorie". Lotito, dal canto suo, ha detto che "è con orgoglio ed emozione che siamo qui per proseguire il cammino di una storia centenaria che rappresenta un patrimonio sportivo non solo dei romani". Emozionato Cochi, di provata fede biancoceleste: "Era doveroso avere qui la Lazio dopo due trofei importanti e ribadire in Aula Giulio Cesare la lazialità". Il delegato del sindaco ha poi ricordato anche Gabriele Sandri (presente il padre Giorgio) e Vincenzo Paparelli. Giulio Pelonzi, presidente del circolo bipartisan Lazio club in Campidoglio, ha spiegato che "la lazialità è il partito più forte a Roma. Siamo un gruppo di 20 consiglieri comunali e diversi presidenti di Municipio". Tutti presenti in aula.

Fonte: sito web Diregiovani.it


La Lazio è stata premiata stamattina in Campidoglio dal sindaco Alemanno per la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa italiana contro l'Inter a Pechino. Medaglie sono state consegnate a tutta la squadra, premi speciali a Zarate, Rocchi, Ballardini, Lotito e al team manager Maurizio Manzini. La cerimonia, condotta da Enrico Montesano, si è aperta col saluto del presidente del consiglio Marco Pomarici, seguito da quello del delegato allo Sport Alessandro Cochi, quindi è intervenuto il presidente Lotito. "Siamo tutti emozionati - ha detto Lotito - lo è chiaramente chiunque vive questa giornata con autentica emozione. E' un orgoglio essere qui per proseguire un cammino di una storia centenaria che rappresenta un patrimonio sportivo non solo per la Lazio. Abbiamo abbandonato l'assioma più spendi più vinci e abbiamo portato altri valori nel calcio. Questa società cerca di educare i propri rappresentanti a questi valori anche attraverso un allenamento della mente e dello spirito. E' questo che ci ha consentito di vincere contro la potenza e la forza economica. Noi abbiamo vinto attraverso il linguaggio internazionale dello sport, siamo stati un gruppo. Abbiamo portato in Cina il simbolo di Roma con grande dignità e coraggio. Ora, chiedo che l'amministrazione faccia scelte coraggiose come noi per creare la casa del tifoso, che ci consenta di portare avanti i nostri valori. Aspettiamo la legge dello Stato. Poi presenteremo il progetto. Non vogliamo forzare né tempi, né norme. Siamo rispettosi delle leggi, so che c'è al varo una legge che regolamenterà la realizzazione di questi stadi".

I due trofei erano in bella mostra accanto agli scranni solitamente riservati ai membri della giunta comunale e dove oggi sedevano i giocatori della Lazio. Poi la replica del sindaco Gianni Alemanno. "Dietro c'è scritto: volemo lo stadio", ha scherzato il sindaco ricevendo in dono la maglia biancoceleste col suo nome. "Fa effetto questo palco. Di solito c'è la Giunta - ha detto Alemanno - oggi è strano vedere i giocatori della Lazio. Io chiedo loro d'insegnare ai nostri giovani a vivere, a battersi con lo stesso spirito con il quale costruiscono le loro vittorie. Dietro le magie che ha realizzato questa squadra, c'è un sacrificio enorme e quotidiano. Bisogna trasmettere questi valori a tutta la nostra città perché sia migliore. Per questo la Lazio merita un suo stadio e noi glielo daremo, lo costruiremo insieme non tanto per aggiungere un pezzo di cemento, ma un pezzo vero di sentimento e di valore alla città. Siamo contenti e soddisfatti di accogliere la Lazio che in questa stagione ha vinto più di ogni altra squadra. Sono rimasto impressionato quando è stata consegnata la coppa. Lotito strillava come un pazzo. Gli stadi? Dovremo aspettare che il Parlamento faccia la legge nazionale che chiarisca la situazione e accorci le tempistiche di un anno. Appena sarà approvata, partiremo con i progetti".

Fonte: Agi/Italpress


Da Il Tempo del 16 ottobre 2009:

Una bella mattinata di lazialità e il Campidoglio si tinge di biancoceleste. Lotito, la squadra, Ballardini nell'aula Giulio Cesare a ritirare il giusto riconoscimento della città per la conquista della Coppa Italia e Supercoppa italiana. E poi, tanti vip biancocelesti, il ricordo di Gabriele Sandri, di Gianni Elsner, il team manager Manzini che si emoziona dopo aver ricevuto il premio del Comune. Enrico Montesano ha fatto gli onori di casa ma si è dimenticato di Delio Rossi, uno dei protagonisti del successo di maggio. Le note dell'inno biancoceleste hanno riecheggiato all'interno dell'aula dove solitamente si parla di piano regolatore e di problemi importanti per la città. Tanti i tifosi presenti, tra loro anche Manfredi, figlio quindicenne del sindaco che ha ricevuto una maglia così come l'illustre papà. Cori per tutti anche se il più coccolato è stato Maurito Zarate, sorridente come al solito. E anche Ledesma ha ritrovato finalmente l'applauso della gente dopo i fischi ingenerosi di agosto. Tant'è, le parole di Alemanno hanno riaperto il discorso che sta più a cuore a Lotito in questo momento: lo stadio.

Alemanno non usa mezzi termini per rinforzare la sua promessa elettorale: "La Lazio avrà il suo impianto ma dovremo aspettare che il Parlamento faccia la legge nazionale che chiarisca la situazione in modo tale che non ci possano essere dei problemi. Appena sarà approvata partiremo con i progetti. Le ipotesi sono state tante, adesso si tratta di concretizzare, di certo la nuova legge permetterà di accorciare le tempistiche di un anno". Soddisfatto Lotito che oltre a ribadire le ragioni che lo spingono a costruire lo stadio ha anche rivolto un appello alle istituzioni cittadine: "Siamo qui con orgoglio ed emozione per proseguire un cammino centenario, patrimonio di tutta l'Italia. Noi abbiamo la capacità e il coraggio di risorgere, con sacrificio e professionalità. Lo stadio? Chiedo che l'amministrazione faccia delle scelte coraggiose come noi per creare la casa del tifoso, che ci consenta di portare avanti i nostri valori. Di certo il nuovo impianto ci permetterebbe di incrementare i ricavi di circa 80-90 milioni, quasi raddoppiarli". La strada è lunga ma c'è la volontà di tutti di riuscire a regalare finalmente al più antico club della Capitale il suo tempio comune.





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