Lunedì 3 settembre 2001 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Maccabi Haifa 4-0


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3 settembre 2001 - Amichevole pre-campionato 2001/02

I partita - Lazio-Maccabi Haifa 4-0

LAZIO: Peruzzi, Gottardi, Colonnese, Fernando Couto, Cesar, Castroman, Giannichedda, D.Baggio, De La Peña, S.Inzaghi, Berrettoni. Allenatore: Zoff

MACCABI: Awat, Giano, Harazi, Benado, Keise, Roso, Pralija (40' Attar), Badeer, Katan (25' Cohen), Yakubu (40' Sivilia), Banayoun. Allenatore: Grant.

Arbitro: Sig. Rossi (Ciampino).

Marcatori: 5' S.Inzaghi, 7' Cesar (rig), 12' Berrettoni, 44' De la Peña.


II partita - Asec Mimosas-Maccabi Haifa 1-0

ASEC MIMOSAS: Konate, Seydou, Kolo, Gaman, Mondakan, Taofeek, Brahima, Abdoulaye, Koffi (32' Bakari), Nantcho, Dansoko. Allenatore: De Kastel.

MACCABI: Awat, Giano, Balbul, Nagar, Badeer, Banayoun, Almoshnino, Attar, Roso, Sivilia, Cohen (35' Katan). Allenatore: Grant.

Arbitro: Sig. Palanca (Roma).

Marcatori: 12' Seydou (rig).


III partita - Lazio-Asec Mimosas 1-3

LAZIO: Marchegiani, Gottardi, Colonnese (11' Comazzi), Couto, Cesar, Castroman, Giannichedda, Baggio, De La Pena, Inzaghi, Berrettoni

ASEC MIMOSAS:

Arbitro:

Marcatori: 15’ Kone Bakari, 31’ Beugre Haiba, 44’ Couto, 45’ Kossi.

Note: al triangolare "Shalom Cup", alla sua seconda edizione, partecipano, oltre alla S.S. Lazio, il Maccabi Haifa (Israele) e l'Asec Mimosas (Costa d'Avorio). Partite con unico tempo di 45'. Il minitorneo è vinto dall'Asec Mimosas.

Spettatori: 8.000 circa.


Il concerto degli "Africa X"
Il biglietto della gara
L'articolo de "Il Messaggero"

Shalom, cioè pace. Antirazzismo. Sono i due campionati più difficili, quelli al quale s'iscrivono purtroppo spesso in pochi, ancora meno in quest'estate 2001 segnata da bombe e occupazioni in Medio Oriente, al quale, sicuramente, non hanno partecipato ieri sera, all'Olimpico, gli Irriducibili della Lazio: hanno boicottato la seconda edizione della "Shalom Cup" in nome di una sospetta posizione filopalestinese. Peccato, perché la Lazio, seppur si sia mossa in ritardo dopo anni di colpevole tolleranza nei confronti dei suoi ultras, negli ultimi tempi ce la sta mettendo tutta per recuperare il tempo perduto. Il pubblico, quel pubblico presente ieri sera all'Olimpico per assistere al triangolare Lazio-Maccabi Haifa (Israele)-Asec Mimosas (Costa d'Avorio) intitolato all'antirazzismo, ha applaudito il presidente Cragnotti quando è apparso in tribuna stampa. Vista molta gente in piedi per dire "grazie, Cragnotti" e chissà se qualcuno avrà anche pensato che è mille volte meglio scuotere le coscienze nel senso giusto che acquistare un campione. Cragnotti ha risposto così a presenti e, soprattutto, assenti: "Questa serata è servita anche se qualcuno ha boicottato l'iniziativa. Abbiamo dato un segno di civiltà. Il calcio è un'attività che comunica messaggi importanti: pace e unità dei popoli. La lotta contro il razzismo continua. La Lazio ha preso una strada senza ritorno. Io non lascerò questa società, anche se il mio impegno diminuirà". Ore 20, esterni della curva nord, roccaforte del tifo ultrà laziale. Transenne, un cordone di poliziotti, pochi tifosi che oltrepassano i cancelli. Vernice fresca, color bianco, sulle mura: coperte, ma non cancellate, quattro svastiche, la frase "giudeo assassino", lo slogan "sionismo uguale razzismo". Quest'ultima fa meditare: sarà forse stata scritta di recente, visto e considerato che alla conferenza di Durban, in Sudafrica, la scorsa settimana lo Stato d'Israele è stato etichettato come "razzista"? Intanto, s'intravedono diverse famigliole in cammino verso lo stadio, ma il primo colpo d'occhio offerto dall'Olimpico alle 20.15 è come un pugno allo stomaco: poca gente, meno di mille persone. Sul palco allestito in curva sud l'attore Pino Insegno e il giornalista di Rai 3 Fidel Mbanga Bauna, di origine camerunense, aprono la serata lanciando messaggi ben precisi: "E' nei momenti più difficili che si riconoscono le persone migliori", urla Insegno per rincuorare chi si sente solo in una serata così. Sventolano un paio di striscioni: "Ciao Mandela" e "Cragnotti non mollare".

In tribuna Monte Mario, c'è un gruppo di splendide signore nere. Sono alcune rappresentanti delle ragazze che concorreranno per la prima edizione di Miss Africa in Italia. La manifestazione si terrà l'8 settembre. Le ragazze si scatenano quando comincia il breve concerto del gruppo "Africa X", composto da musicisti ivoriani, senegalesi e camerunensi. Anche lo stadio si anima: i mille diventano ottomila, forse anche diecimila, che è poi la cifra degli spettatori presenti l'anno scorso, quando fu la Roma a organizzare la manifestazione. Appaiono altri neri in tribuna. Si notano anche alcune "kippah", i tradizionali copricapo ebraici. Si notano soprattutto gli applausi quando l'altoparlante annuncia le formazioni e vengono scanditi i nomi dei giocatori. C'è aria di shalom. Una bella aria. Ecco lo striscione che i laziali hanno già esibito negli ultimi tempi in tribuna Tevere: "Il razzismo ci fa schifo, forza Lazio è il nostro tifo". Poco dopo, nella stessa tribuna appare un altro striscione: "Contro il razzismo sionista, per una pace vera, Intifada fino alla vittoria". Viene mostrato per cinque minuti, il movimento di agenti verso il settore lo fa scomparire. Il presidente della Lega, Franco Carraro, critica gli Irriducibili: "Non capisco l'atteggiamento di quei tifosi della Lazio che hanno deciso di disertare un'iniziativa bellissima. Penso che la loro sia stata una reazione sbagliata e superficiale". Gianni Rivera, consulente per lo Sport del Comune di Roma, afferma "che non è escluso che l'assenza degli Irriducibili sia figlia di un progetto politico". Carraro poi rivela che è allo studio della Lega un progetto che coinvolgerà società di serie A e B. Lo spunto viene dall'iniziativa che ha adottato il Comune di Roma, proprio con Gianni Rivera: quello di andare a fare lezioni antiultrà ai ragazzi delle scuole: "Ci siamo già accordati con 38 comuni per far sì che le società calcistiche, con i loro giocatori, vadano a parlare con i giovani per insegnare loro cosa significa amare lo sport". C'è anche Tito Stagno, il giornalista che descrisse la sera del 20 luglio 1969 lo sbarco del primo uomo sulla Luna. Finora, per l'uomo è stato più facile viaggiare nello spazio che abbattere il razzismo e far vincere la pace.

La Lazio liquida facilmente la pratica Maccabi. Perché d'accordo che nella Shalom Cup i contenuti sportivi sono in secondo piano, però gli uomini messi in campo da Zoff (che finora hanno avuto poco spazio) ci tengono a fare bene. E, anche se l'avversario è di levatura modesta, le risposte che il tecnico chiedeva arrivano puntuali. Nei due tempi da 22 minuti si mettono in luce proprio quegli elementi che sono in pole position per conquistare spazio in squadra anche nelle prossime gare di campionato e Champions League. Vanno subito in gol Simone Inzaghi e Cesar (quest'ultimo su rigore conquistato dallo stesso Inzaghi). Al di là delle reti (il poker finale è completato dai gol del giovane Berrettoni e di un De la Peña ritrovato) sono proprio l'attaccante e il brasiliano a far vedere le cose migliori. Bene anche Fernando Couto, in campo grazie alla deroga concessa dalla Federazione. Il portoghese, cui i compagni affidano la fascia di capitano, dimostra di essere pronto nel caso in cui la Caf (che si pronuncerà giovedì) gli riduca la squalifica. Intanto la Lazio pensa ai prossimi impegni. Un aereo privato riporterà Stam a Roma mercoledì sera dopo Olanda-Estonia per fargli anticipare di un giorno le visite mediche (giovedì anziché venerdì). Ieri, alla società biancoceleste è giunto, tramite il mediatore Pasquale Bruno, un messaggio del tecnico del Manchester Ferguson che precisa che i motivi della cessione dell'olandese sono economici (i tabloid inglesi parlavano di uno Stam rotto). Da oggi la Lazio avrà un dirigente in più: è Michele Uva, ex direttore generale del Parma.

Sergio Cragnotti, durante la Shalom Cup, ha voluto fare i complimenti a Sven Goran Eriksson per il successo ottenuto con l'Inghilterra in Germania. "È un grande allenatore - ha detto -. Per chi, come noi, lo conosce bene, non rappresenta certo una novità per quel che ha fatto. Sono onorato, e devono esserlo tutti i tifosi, di aver avuto un tecnico che alla Lazio ha portato ben sei trofei e uno scudetto.

Fonte: La Gazzetta dello Sport