Martedì 6 marzo 2001 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-RSC Anderlecht 2-1

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6 marzo 2001 - 2940 - Champions League 2000/01 - Seconda fase gruppo D - V giornata - inizio ore 20.45

LAZIO: Marchegiani, Negro, Mihajlovic, Colonnese, Pancaro, Baronio, Stankovic, Pesaresi, Ravanelli, S.Inzaghi, C.Lopez (79' Luciani). A disposizione: Orlandoni, Favalli, Domizzi, Nedved, Ruggiu, Berrettoni. All. Zoff.

ANDERLECHT: Milojevic, De Boeck, Ilic, Crasson (83' Van Diemen), Dheedène, Doll, Hasi (81' Dindane), Vanderhaeghe, Goor, Koller (44' Stoica), Radzinski. A disposizione: Carlier, Pirard, Youla, Ngalula-Nbuyi. All. Anthuenis.

Arbitro: Sig. Fernandez Marin (Spagna).

Marcatori: 40' C.Lopez, 49' Stoica, 78' Baronio.

Note: ammoniti Radzinski, Vanderhaeghe, Mihajlovic, Negro, Dheedene.

Spettatori 8.368 paganti.


Colonnese impegnato nella marcatura di Koller
Foto Getty Images
Mihajlovic imposta l'azione
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Pesaresi contrasta un avversario
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I pochi fedelissimi erano venuti per lui. E Claudio Lopez si è inventato il modo di ripagarli per aver scelto l'Olimpico e non un cinema: un gol direttamente su calcio d'angolo al 40' del primo tempo. Una prodezza nell'acquario. Un lampo nella partita più inutile dell'anno. Per la serie: ridateci la Coppa dei campioni e l'eliminazione diretta. Lazio-Anderlecht è stata l'esempio più riuscito della perdita di fascino della Champions League con la formula dei gironi, adattissima alle tv e ai bilanci delle squadre ma non alla magia del calcio. Due squadre già eliminate (e con due turni di anticipo!) non potevano che giocare la partita di sospiri e imbottire le formazioni di riserve: Pesaresi, nessuna presenza in campionato; Colonnese, impiegato con il contagocce; Baronio, travolto dall'involuzione; Simone Inzaghi, distrutto in Lazio-Reggina dall'imitazione sbagliata del rigore "a scavetto" di Totti, e anche ieri inguardabile. Gara buona per qualche esperimento, come la difesa a tre provata per la prima volta da Zoff: Negro-Mihajlovic-Colonnese (i primi due sono riusciti nell'impresa di farsi ammonire). O il "tridentino" con Simone Inzaghi punta più avanzata e Claudio Lopez più spesso a destra di Ravanelli, per cercare di sfruttare il suo tiro, sempre e solo di sinistro.

Unico motivo di interesse era proprio il rientro a tempo pieno del Piojo. L'argentino, che si era rotto il legamento collaterale del ginocchio sinistro durante Lazio-Brescia del 1 novembre 2000 ed era stato operato tre giorni dopo, ha giocato una buona partita. E non solo per il gol (aiutato da un accenno di carica di Ravanelli su Milojevic, ma anche il portiere non ha avuto il cuore di chiedere l'annullamento della prodezza). Si è mosso bene, ha smarcato Simone Inzaghi in area con un bell'assist di esterno sinistro, ha giocato a buon ritmo per quasi 80 minuti, ha seminato qualche rimpianto su quello che poteva essere la Champions League con lui. Proprio Lopez, due stagioni fa, condannò la Lazio e portò fino in finale il Valencia. Quest'anno non ha potuto dare il suo contributo, nella campagna d'Europa che la Lazio ha compromesso nelle prime due partite, perse 1-0 a Bruxelles contro l'Anderlecht e all'Olimpico contro il Leeds. L'Anderlecht ha fatto esercizi di fuorigioco e perduto per infortunio il giraffone Koller. Meglio di lui il giovanissimo romeno Stoica, che ha segnato il gol del temporaneo pareggio approfittando di una sbavatura di Baronio, che poi si è vendicato siglando in acrobazia il 2-1 finale (con deviazione di Crasson).

Fonte: Corriere della Sera