Mercoledì 19 marzo 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 3-2


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19 marzo 2008 - 3.277 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXIX giornata - inizio ore 21.15

LAZIO: Ballotta, De Silvestri, (66' Mutarelli), Siviglia, Cribari, Kolarov, Dabo (83' Mudingayi), Ledesma, Behrami, Pandev, Rocchi, Bianchi (72' Mauri). A disposizione: Muslera, Rozehnal, Meghni, Tare. Allenatore: D.Rossi.

ROMA: Doni, Cicinho, Mexes, Juan, Cassetti (88' Panucci), De Rossi, Aquilani, Taddei (66' Giuly), Perrotta, Vucinic (84' Mancini), Totti. A disposizione: Curci, Tonetto, Brighi, Pizarro. Allenatore: Spalletti.

Arbitro: Sig. Morganti (Ascoli Piceno) - Assistenti Sigg. Strocchia e Rossomando - Quarto uomo Sig. Damato.

Marcatori: 31' Taddei, 44' Pandev, 57' Rocchi (rig), 62' Perrotta, 92' Behrami.

Note: serata non fredda, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Mexes, Siviglia, Dabo, Aquilani, Juan, Kolarov tutti per comportamento scorretto. Calci d'angolo 6-8. Falli commessi 16-18. Tiri in porta 6-3. Tiri fuori 2-3. Una traversa e un palo colpiti dalla Lazio. Recuperi: 1' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 53.276 di cui paganti 38.385 e abbonati 14.891; incasso e quota non comunicati.


Tommaso Rocchi e Totti rendono omaggio alla memoria di Gabriele Sandri sotto la Curva Nord
La sfera rinviata da Valon Behrami, fuori quadro, dopo essere sbattuta su Taddei mette fuori causa Marco Ballotta per il vantaggio della Roma
Goran Pandev sta per scoccare il tiro del pareggio biancoceleste
Un altro fotogramma della rete del macedone
Il calcio di rigore realizzato da Tommaso Rocchi
L'abbraccio al bomber veneziano
Il gol vittoria di Valon Behrami
Goran Pandev in un momento dell'incontro
Cristian Ledesma ed Ousmane Dabo in azione
Rolando Bianchi
Il derby è vinto: Mister Delio Rossi può correre sotto la Curva Nord

E' stato il derby di Gabriele Sandri, con il padre ospite in curva sud nel primo tempo e un bel mazzo di fiori depositato sotto la sua gigantografia in curva nord dai capitani Totti e Rocchi mezz'ora prima dell'inizio della gara, fissato nell'insolito orario delle 21.15, per fare un esperimento che ai tifosi non è piaciuto più di tanto. Ventiquattro punti di differenza in classifica, non in campo. La Lazio vince meritatamente la stracittadina 3-2, stesso punteggio con il quale si era imposta la Roma all'andata. Segnano Pandev, Rocchi su rigore e Behrami a tempo scaduto, quando ormai i giallorossi credevano nel pari agguantato con Perrotta. Invece Spalletti e i suoi scivolano a -7 dall'Inter e il digiuno di Totti s'allunga (dura dal 9 novembre 2003). Troppa la libertà concessa al tridente biancoceleste, intuizione di Delio Rossi che in poche giornate ha riportato la Lazio in zona Uefa. E pensare che la Roma era addirittura passata in vantaggio. Quello che accade alla mezz'ora ha dell'incredibile: i giallorossi sono in attacco, Vucinic cerca la profondità ma Behrami è attento e rinvia. Il caso, però, vuole che il pallone sbatta sulla spalla di Taddei e torni indietro, oltre Ballotta, in rete.

Sull'Olimpico, per un attimo, cala il silenzio tra i tifosi biancocelesti. Perché fin qui, e anche dopo, è solo Lazio, ben disposta dietro e imprevedibile davanti col suo tridente. Kolarov, schierato al posto di Radu, è un attaccante aggiunto ed è sfortunato quando al 7' Doni alza sulla traversa la sua punizione dalla trequarti. Ci provano anche Bianchi e Rocchi, ma Mexes e Juan fanno buona guardia. Nella Roma non va l'intesa tra la mediana e Perrotta che dovrebbe assistere Totti, così anche il capitano giallorosso non si vede. E la Lazio pareggia: splendida l'azione di prima Rocchi-Kolarov e cross al centro deviato da Doni su piedi di Pandev che non sbaglia il bersaglio. Spalletti riporta l'ordine e nella ripresa è un'altra Roma anche se va subito sotto: Juan è in ritardo su Bianchi e lo atterra. E' giusto il rigore realizzato da Rocchi al 13'. Pochi istanti prima, da segnalare un palo esterno di Kolarov su punizione. I giallorossi non ci stanno: segna Totti ma è in fuorigioco, poi il capitano offre a Perrotta l'assist per il pari, che arriva al 17': 2-2. Spettacolo in campo, e panchine che si marcano stretto: fuori Taddei e dentro Giuly, fuori De Silvestri e Bianchi per Mutarelli e Mauri.

Al 37' Totti ha nei piedi la palla del k.o. ma anziché servire Vucinic s'intestardisce nel dribbling e perde palla. Spalletti si gioca anche la carta Mancini ma è la Lazio a tornare in vantaggio a tempo scaduto: Mauri rimette a centro area un servizio di PAndev, la sfera giunge all'accorrente Behrami che lascia partire un tiro potente che s'insacca dal basso verso l'alto tra palo e portiere. Il boato del pubblico biancoceleste è devastante, i giocatori vanno tutti sotto la curva nord compreso mister Rossi, indemoniato per la gioia. Finisce 3-2 come all'andata, ma stavolta è la Lazio a vincere con pieno merito con i biancocelesti che hanno ben giocato e costruito migliori trame ed azioni da rete. A margine, due curiosità: il gol di Behrami, segnato alle ore 23:06:35, è il più "notturno" nell'intera storia della Serie A mentre il capitano romanista Francesco Totti colleziona la sconfitta personale numero 11 nelle stracittadine romane, realizzando così un poco invidiabile record.


La Gazzetta dello Sport titola: "Inter, grazie Lazio. Rimonta derby: Roma gelata a -7".

Continua la "rosea": Derbissimo. A Gabbo, il giovane laziale ucciso sull'autostrada e celebrato un'ora prima del match da Totti e Rocchi sotto la curva nord, sarebbe piaciuto proprio così. Col gol di Behrami al minuto 92, in mezzo a una dormita di tutta la difesa della Roma, per un 3-2 che restituisce ai giallorossi quello dell'andata. Un risultato giusto, perché la Lazio ci ha creduto di più, prima inseguendo e poi facendosi inseguire e poi ancora provandoci sul 2-2 quando le forze avevano abbandonato un po' tutti, ma gli allenatori non la finivano di giocare a scacchi con le sostituzioni. Taddei, Pandev, Rocchi su rigore (che forse c'era e forse no, ma non importa più di tanto in una partita così piena di cose), Perrotta e infine Behrami. Derby molto bello, un vero spot per il calcio. Quanto ai giallorossi, ora hanno nove giornate e un calendario strafavorevole, se sfruttato a dovere, per mangiare all'Inter quegli otto punti in classifica che servono per lo scudetto (sette non bastano perché l'Inter è in vantaggio negli scontri diretti). Se ci credono, possono ancora farcela. Ma devono cominciare da sabato prossimo, Roma-Empoli senza Mexes e Aquilani squalificati, cinque ore prima di Inter-Juventus. Sono Rossi e Spalletti i grimaldelli, più che le chiavi, della partita. Due tecnici bravi, bravissimi. La loro disputa si sviluppa stavolta nella ricerca del controllo delle corsie laterali, con scelte curiosamente premianti sia per la Lazio che per la Roma.

Kolarov e Behrami da una parte, Vucinic dall'altra. Un serbo, uno svizzero d'Albania e un montenegrino. Il primo coglierà due pali (esterni) e confezionerà i due cross da cui scaturiranno le reti di Pandev e Rocchi (il rigore per una cintura di Juan su Bianchi così dubbia che nemmeno la moviola sarà capace di chiarire, ma in presa diretta la decisione di Morganti sembra quella giusta), il secondo deciderà la partita dopo avere regalato alla Roma il gol dell'1-1, il terzo entrerà con la sua forza e la sua tecnica nelle reti di Taddei (fortunosa, il rinvio di Behrami gli sbatte addosso) e Perrotta. Sul 2-2, dopo un'ora, le strade di Rossi e Spalletti si divideranno: il tecnico laziale inserisce Mutarelli per De Silvestri, sottraendolo al martirio di Vucinic, cui destina invece il decisivo Behrami, e poi ancora Mauri (per Bianchi), che metterà lo zampino nell'azione del 3-2. Spalletti gli risponde colpo su colpo: Giuly per Taddei quando entra Mutarelli, Mancini per Vucinic quando entra Mudingayi (per Dabo) a pochi minuti dalla fine. Ma questa volta la panchina giallorossa, al contrario di Roma-Milan, non è quella vincente. Delio Rossi dopo Zauri perde anche Radu. Senza un terzino sinistro difensivo gioca al rischiatutto. Dentro Kolarov, davanti a lui Behrami per una corsia muscolare, esplosiva. E davanti il tridente, schierato con Pandev e Rocchi larghi appena dietro a Bianchi, chiamati a lavorare molto nella fase di non possesso palla, l'uno a galleggiare tra Cicinho e Aquilani, l'altro tra Cassetti e De Rossi.

De Silvestri è il terzino destro, e gli tocca l'ingrato compito di incrociare subito Vucinic. Ledesma gioca centrale basso davanti a Siviglia e Cribari (che curano un Totti così così) e sta spesso sui piedi di Perrotta; Dabo e Behrami, grazie al sacrifico delle punte, possono aspettare più che assalire Aquilani e De Rossi, così che la Lazio è sempre corta, molto ben messa in campo. L'idea di Rossi sarà sempre quella, cambi inclusi, di tenere la Roma il più lontano possibile da Ballotta. Che infatti, gol a parte, non dovrà compiere nemmeno una parata. Spalletti era così giustamente preoccupato dell'asse Kolarov-Behrami da decidere, una volta lasciato Panucci in panchina privilegiando Cicinho, di destinare al brasiliano, troppo leggero, la corsia di sinistra, con Cassetti e Taddei a destra. Ironia della sorte, sul gol di Pandev sarà Cicinho a tradirlo sul fronte opposto e poi Behrami e Kolarov a completare l'opera con una stupenda azione di stile rugbistico. E su quello che decide la partita, Cassetti e Taddei non saranno più in campo, uno per scelta tecnica e l'altro per infortunio (dentro Panucci). Il puntare diritto su Vucinic, destinando Mancini alla prima panchina in un derby dopo nove disputati da titolare, era stata un'idea felice. Quelle successive, dettate comunque dalla voglia di vincere, no.


La Repubblica titola: "I giallorossi hanno il vantaggio di sapere il risultato di parità dell'Inter ma non sanno approfittarne. Gli uomini di Rossi li beffano nel finale con Behrami: 3-2. Roma sciagurata, occasione al vento. Trionfa nel derby la Lazio operaia. Gli uomini di Spalletti, in vantaggio con Taddei. Gol di Pandev, Rocchi e Perrotta. Emozione fair play: Totti e Rocchi portano fiori sotto la Nord per ricordare Sandri".

Continua il quotidiano: Una zampata di Behrami cancella il sogno della Roma di riaprire davvero il campionato. E' il derby a riportare la Roma a -7 dall'Inter e a ridare linfa ad una Lazio fatta di cuore e forza che insegue ancora un posto in Uefa. Il derby del Cupolone va ai biancocelesti al termine di un match più vibrante che bello, che si elettrizza nella ripresa e che la Roma si vede sfuggire nel recupero, quando il 2-2 pareva assodato. Un gol fortunoso di Taddei ed il pari di Pandev dopo 45 minuti, ai quali va sommato un legno di Kolarov, il rigore realizzato con qualche timore da Rocchi e la stoccata di Perrotta entro il tempo regolamentare della ripresa. Poi il colpo di scena ed il colpo al cuore inflitto alla Roma da Behrami, una rete che rende più saldo il comando dell'Inter fermata in casa del Genoa. Emozioni vere a pochi minuti dal via: Rocchi e Totti depositano fiori sotto la Nord per ricordare Gabriele Sandri, un gesto che tutto l'Olimpico apprezza con un applauso sentito. Nessun problema di ordine pubblico nonostante l'orario (fischio d'inizio alle 21,15) e squadre pronte a giocarsi l'intera posta in palio. Delio Rossi conferma il tridente formato da Rocchi, Bianchi e Pandev, Luciano Spalletti preferisce Vucinic a Mancini e Aquilani a Pizarro, mantenendo il suo credo che prevede Totti punta unica.

Inizio più convinto dei biancocelesti, che vincono spesso i duelli sulle fasce: De Silvestri si fa apprezzare, Cicinho ci mette un po' a entrare nel clima. Non è che fiocchino occasioni, quella più evidente la Lazio se la procura al 7' con una punizione di Kolarov che trova Doni così fuori dai pali da imporgli il balzo all'indietro con palla sporcata sulla traversa. La Roma lentamente esce dal guscio ma non va oltre una sterile supremazia territoriale che non crea problemi all'evergreen Ballotta. Tanto che il vantaggio romanista del 31' è frutto di uno scherzo del destino. Il cosiddetto "gollonzo": Vucinic ha il merito di scambiare con Perrotta e incunearsi, Behrami va per deviare e il pallone carambola nella sua porta dopo aver sbattuto sulla spalla dell'incredulo Taddei. Rabbiosa la reazione laziale, Rocchi sfiora solo davanti a Doni e la partita si incattivisce un po' senza degenerare. Clima da derby, finalmente, e pareggio dei "padroni di casa" al 44': azione rugbistica tutta alla mano, la difesa giallorossa si ritrova in inferiorità numerica sul cross basso di Kolarov, Doni fa il possibile ma Pandev è appostato come un avvoltoio. Morganti si becca qualche reprimenda laziale per uno "scambio di idee" tra Totti e De Silvestri, ma le scintille sono tutte nella ripresa. Dopo 12 secondi Totti e Perrotta fanno cadere gli ultimi capelli a Ballotta, poi si fa vedere Pandev e a Totti viene giustamente annullato un gol in fuorigioco.

Lazio pericolosa al 10' con una punizione del solito Kolarov che tocca il palo esterno e sul 2-1 al 13' su rigore. Bianchi e Juan si strattonano in area, per Morganti è del brasiliano il "reato": Doni capisce ma Rocchi trasforma. Per la Roma è uno schiaffo in faccia che necessita di una risposta adeguata. Che giunge al 17': Vucinic lavora un gran pallone, Totti inventa e Perrotta va a colpo sicuro. Qui i giallorossi avrebbero in mano la partita e dovrebbero trovare la forza per salire a -4 dall'Inter. Ma non trovano la forza e il cuore per mettere alle corde gli avversari. I laziali, invece, a poco a poco, si ritrovano: prima arginano, poi vanno addirittura al trionfo. Iniziano i cambi, nella Roma prima Giuly e poi Mancini che però non incidono, nella Lazio invece è prezioso l'innesto di Mutarelli in una partita che ha ancora sussulti quando i giallorossi avanzano in velocità e i biancocelesti si affidano all'estro di Rocchi e Pandev. Quando però il risultato sembra fissato, ecco la zampata di Behrami nel recupero su una dormita giallorossa che costa alla squadra di Spalletti forse la fine di un sogno.