Mercoledì 20 settembre 2006 - Verona, stadio Marc'Antonio Bentegodi - Chievo-Lazio 0-1


Stagione

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20 settembre 2006 - 3.209 - Campionato di Serie A 2006/07 - III giornata – inizio ore 20:30

CHIEVO: Squizzi, Moro (86' Marchesetti), Mandelli, Scurto, Lanna, Semioli, Brighi, Giunti, Marcolini (65' Kosowski), Pellissier, Bruno (64' Godeas). A disposizione: Sicignano, Mantovani, Malagò, Sammarco. Allenatore: Pillon.

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stendardo, Siviglia, Zauri, Manfredini, Mudingayi, Ledesma, Mauri, Pandev (78' Makinwa), Rocchi (90' Belleri). A disposizione: Ballotta, Cribari, Baronio, Foggia, Tare. Allenatore: D.Rossi

Arbitro: Sig. Banti (Livorno) - Guardalinee Sigg. Di Liberatore e Pugiotto - Quarto uomo Sig. Zanardo.

Marcatori: 63' Oddo (rig).

Note: ammoniti Giunti, Scurto, Marchesetti e Rocchi per gioco scorretto, Pellissier per proteste. Angoli: 5-6. Tiri in porta: 2-6. Tiri fuori: 3-1. In fuorigioco: 6-4. Recuperi: 2' p.t., 5' s.t.

Spettatori: paganti 1.011 per un incasso di 16.894,90 euro, abbonati 4.221, per una quota di 33.554,40 euro.


Il calcio di rigore trasformato da Massimo Oddo
L'esultanza del difensore abruzzese dopo la rete
Tommaso Rocchi in azione
Goran Pandev in un fotogramma dell'incontro
Stefano Mauri in un momento della gara
Le proteste clivensi dopo la rete annullata dall'arbitro Banti

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, vittoria al veleno. Chievo beffato da Banti. I biancocelesti vincono grazie a un rigore di Oddo. L'arbitro sbaglia di tutto e annulla ai gialloblù il gol regolare del pari".

Continua la "rosea": E adesso chi lo spiega al Chievo che Moggiopoli è finita? Lo farà lei, signor Luigi Agnolin commissario straordinario dell'Aia? La Lazio si schioda dal meno 11, risale a meno 8, però sono tre punti avvelenati. Il Chievo si era costruito un pari faticoso, tortuoso quanto volete, ma vero. L'arbitro Banti di Livorno si è preso la responsabilità di cancellarlo e di contraddire l'assistente Di Liberatore, che in prima battuta nulla di irregolare aveva ravvisato. Zac, niente 1-1. E poche migliaia di persone si sono indignate. Dettaglio inutile, cosa volete che importi della rabbia del minuscolo pubblico del Chievo, che per la prima volta in tanti anni si è lasciato andare alla contestazione. Ultrà pandorati hanno assediato l'uscita e intonato cori minacciosi che fino a ieri si ascoltavano dappertutto, tranne qui. Moggiopoli, la mediocrità, i cattivi pensieri. Si è stufata persino la buona gente del Chievo. Sette minuti alla fine, calcio d'angolo. Mischia nell'area della Lazio. Brighi tira dal limite, Peruzzi respinge, Godeas si tuffa e butta dentro la palla vagante. Sul tiro di Brighi, un giocatore del Chievo (Pellissier) è in fuorigioco, ma si disinteressa dell'azione né disturba la visuale di Peruzzi. Il guardalinee Di Liberatore valuta correttamente e non alza la bandierina. Banti lo smentisce e leva il braccio verso l'alto. Per l'arbitro, Pellissier è in posizione di "offside" influente. Così si uccide una partita e si mina la fiducia dell'appassionato medio. Banti ha arbitrato talmente male, in un senso o nell'altro, che non si può neppure accusarlo di essere in malafede.

Gli arbitraggi puzzolenti viaggiano su altri binari, hanno contorni più melliflui e subdoli. Banti ha collezionato errori. Per esempio: sul finire del primo tempo non ha fischiato un rigore per la Lazio (Giunti su Mauri) e in avvio di ripresa ha ignorato un altro fallo d'area di rigore (Mauri su Scurto), che forse avrebbe meritato la sanzione massima (condizionale d'obbligo, imposto dalle prime non chiare moviole). Anche sul gol della Lazio grava il sospetto dell'irregolarità. Forse Pandev, autore di una strepitosa volata, è partito da una posizione di fuorigioco (pure in questo caso i primi replay non fanno chiarezza). Di certo Banti ha sbagliato all'atto finale: oltre al rigore, ci stava l'espulsione di Scurto, autore del fallo e colpevole di aver interrotto una chiara occasione da rete. Nella sua mediocrità, Banti si è limitato al giallo. Oddo, con freddezza, ha sbrigato il suo mestiere di rigorista. A proposito: il capitano ha ritrovato la voglia di giocare nella Lazio, i suoi traversoni tesi e tagliati hanno squassato la difesa gialloblù. Bisogna dire che sul piano tecnico la Lazio non ha rubato i tre punti. Il Chievo è stato a lungo remissivo, senza personalità né qualità. La Lazio ci ha messo fin troppo a comprendere che la vittoria sarebbe stata possibile a prescindere. In avvio Bepi Pillon, allenatore del Chievo, ha scelto un'altra volta la linea della prudenza: Marcolini esterno sinistro, mossa dettata dal timore che su quella corsia Oddo facesse sfracelli, è il segnale che la squadra giallobù vive una regressione. Qualcosa non funziona più, Banti non è - non può essere - l'unica spiegazione.


Il Corriere della Sera così racconta la gara:

Un piccolo passo in avanti. La Lazio, dopo due sconfitte, saluta il -11, un fardello pesantissimo, ed espugna Verona in fondo a una prestazione non esaltante, ma convincente sul piano della personalità e del sacrificio. La squadra di Rossi sembra destinata a soffrire novanta minuti sotto l'iniziale pressione del Chievo. Invece, stringendo i denti e accorciando gli spazi, riesce ad alzare il baricentro fino a diventare quasi padrona della partita. Sbaglia un gol clamoroso con Rocchi alla fine del primo tempo, sblocca il risultato su rigore dopo 62 minuti. Oddo, il capitano, il migliore dei suoi in questo tribolato inizio di stagione, non si fa prendere dall'ansia e spiazza Squizzi. Ma il merito principale va a Pandev, confermato da Rossi al di là delle critiche, abile a involarsi sul filo del fuorigioco sul lancio profondo di Rocchi e a liberarsi di Scurto, che lo stende proprio sotto gli occhi dell'arbitro. La reazione del Chievo è rabbiosa, ma scomposta. Semioli, minaccioso nel primo tempo, cala proprio nel momento decisivo, facendo mancare il sostegno sulla fascia destra. Pillon sostituisce l'anonimo Bruno con Godeas, una mossa azzeccata. L'ultimo arrivato segna di testa dopo una respinta di Peruzzi su tiro di Brighi. Banti annulla per un fuorigioco di Pellissier, che secondo l'arbitro disturba il portiere. I veronesi si ribellano, lo stadio fischia. Ma non c'è niente da fare. Il risultato non cambia e il Chievo si trova a fronteggiare una crisi tanto evidente quanto preoccupante: un punto in tre partite e la Coppa Uefa quasi compromessa.

Niente di drammatico ma serve un'inversione di rotta. Guardando la classifica, sta peggio la Lazio, ovviamente. Ma dentro questa sofferta vittoria, Rossi può trovare la chiave per la rinascita. Pandev è rinato, Ledesma è cresciuto, la difesa dopo due prestazioni spaventose, tiene. Segnali di crescita sui quali lavorare con passione per cercare in fretta di uscire dall'inferno del sottozero. La personalità non fa difetto perché una volta conquistato il controllo della partita, i biancocelesti non si accontentano di controllare la situazione, ma giocano a testa alta alla ricerca della vittoria. Magari sbagliando negli ultimi sedici metri, ma senza mostrare paura. Mauri sostiene l'azione sulla corsia sinistra più di quanto non lo faccia Manfredini a destra, Mudingayi dà equilibrio alla squadra, Pandev e Rocchi non sbagliano i movimenti e tengono in agitazione la difesa del Chievo. Si gioca sino al 50', poi la Lazio festeggia, il Chievo si dispera e i suoi tifosi contestano l'arbitro. "Rivogliamo Moggi e Giraudo", gridano fuori dallo stadio. Forse rivorrebbero il Chievo dell'anno scorso.