Domenica 24 settembre 2006 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 1-0


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24 settembre 2006 - 3.210 - Campionato di Serie A 2006/07 - IV giornata

LAZIO: Ballotta, Oddo, Stendardo, Siviglia, Zauri, Foggia (71' Manfredini), Mudingayi, Ledesma, Mauri, Pandev (46' Makinwa, 53' Tare), Rocchi. A disposizione: Berni, Belleri, Cribari, Baronio Roberto. Allenatore: D.Rossi.

ATALANTA: Calderoni, Adriano, Rivalta, Loria, Bellini, Ferreira Pinto (76' Bombardini), Bernardini, Migliaccio, Ariatti (81' Tissone), Zampagna (70' Defendi), Ventola. A disposizione: Ivan, Talamonti, Donati, Soncin. Allenatore: Colantuono.

Arbitro: Sig. Girardi (San Donà di Piave).

Marcatori: 69' Siviglia.

Note: ammoniti Adriano, Ariatti, Rivalta e Mudingayi per gioco scorretto, Ferreira Pinto per comportamento non regolamentare, Oddo per proteste. Angoli: 6-2. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 7.074 per un incasso di euro 123.966,00, abbonati 12.265 per una quota di euro 167.714,71.


Il biglietto della gara
La rete di Sebastiano Siviglia
Un altro fotogramma della rete del difensore biancoceleste
Pasquale Foggia in azione di gioco
Tommaso Rocchi in un momento della gara
Un'altra foto del bomber veneziano
Massimo Oddo in azione
Gaby Mudingayi in un momento dell'incontro

La Gazzetta dello Sport titola: "Tare scuote la Lazio. L'Atalanta spreca. L'albanese favorisce la traversa di Rocchi e il gol di Siviglia. Ventola fallisce due occasioni: primo k.o. esterno nel 2006".

Continua la "rosea": Tre punti pesanti per una vittoria leggera, quasi impalpabile, come la partita tra Lazio e Atalanta. Vincono gli ex: Siviglia, che mette dentro un colpo di testa in avvitamento di Tare che sarebbe finito ugualmente in rete. E Delio Rossi, che per la prima volta affrontava la squadra sulla cui panchina aveva sfiorato una salvezza impossibile, lasciapassare per il viaggio di sola andata a Roma, sponda biancoceleste. Per l'Atalanta, che sembra avere abdicato a quella ricerca della linea verde che l'ha resa celebre nel passato, è la prima sconfitta esterna del 2006. Per la Lazio, sempre sottozero ma durerà poco (visto che gli sconti via arbitrato del Coni ci saranno, anche se a qualcuno non piacciono), è un successo che vale per quel che si porta dentro, una maggiore convinzione nei propri mezzi, più di quello che ha mostrato fuori. Poco, pochissimo, a parte il rilievo statistico delle quindici partite consecutive di campionato andando sempre in gol. Per venire a capo del match, vinto comunque con merito a dispetto di quel che sostiene Colantuono, ci vuole la molto casuale partecipazione di Tare, ultimo panchinaro e invece uomo del destino. Chance di entrare sottozero, come la classifica della Lazio. E invece: Pandev fa scena muta (come col Palermo), Rossi lo lascia giustamente fuori nell'intervallo, e la partita del subentrato Makinwa dura solo otto minuti, il tempo scattando a freddo di procurarsi un guaio muscolare. Ecco allora Tare. Che si rivelerà il più pimpante di tutti: un solo minuto per aprire con un velo la strada a Rocchi che centra la traversa (il pallone rimbalza sulla linea), un quarto d'ora per inventare sulla punizione laterale di Ledesma la girata di testa sulla quale si avventa Siviglia, a mezzo metro dalla porta.

E' il gol-partita. Al quale l'Atalanta opporrà solo le inefficaci sostituzioni di Colantuono: Defendi, Bombardini e Tissone fanno rimpiangere Zampagna, Ferreira Pinto e soprattutto Ariatti, l'unico capace tagliando da sinistra verso il centro di mettere in difficoltà la difesa della Lazio (Ballotta, Oddo e Manfredini lo stopperanno tre volte). L'Atalanta può piuttosto recriminare a proposito del primo tempo. Orribile in generale, causa reciproche lentezze e imprecisioni, ma con gli ospiti più pericolosi: due volte, grazie ai lanci millimetrici di Bernardini e alla generosità dei difensori laziali, Ventola è finito davanti al 42enne Ballotta e due volte ne è stato ipnotizzato, tanto da tirargli addosso. Nella Lazio, oltre alla latitanza di Pandev, non funzionavano i due uomini delegati a tenere alta la qualità del gioco: Ledesma, di nuovo sprofondato nell'anonimato, e il piccolo Foggia, che pur mostrando qualche pallido progresso è ancora lontano da quello di Ascoli che contribuì alle fortune dell'allenatore Giampaolo. Rossi gli ha cambiato due volte corsia, un destra-sinistra-destra che ha avuto solo la capacità di aprire la strada a Oddo, l'unico di questa partita con i piedi davvero di serie A. La Lazio, che nel primo tempo aveva subito l'efficacia di un'Atalanta corta, ridisegnata a metà campo da Colantuono con Bernardini regista, Migliaccio uomo di fatica, Ferreira Pinto e Ariatti esterni, ha preso quota nella ripresa, Tare a parte, solo perché ha impresso al match un'altra cadenza. Quando si mette a correre, e Oddo, Mudingayi, Mauri e Rocchi si sono impegnati a farlo sul serio, la Lazio sa mandare in difficoltà avversari che alla lunga si votano alla sola difesa.

Cessati i rifornimenti per Zampagna e Ventola, e cessato anche il loro fiato, s'è cominciato a giocare a una porta. E quel che non è arrivato su azione, disponendo di due come Oddo e Ledesma, è scaturito da palla inattiva. La rincorsa salvezza è appena cominciata, ma basta guardare la classifica di tante altre squadre per sapere già che andrà a finire bene. Nella ripresa gli uomini di Rossi hanno aumentato il ritmo mentre i nerazzurri si sono chiusi troppo. Ora si aspetta lo sconto sulla penalizzazione.


Il Corriere della Sera titola: "Battuta l'Atalanta. Siviglia e Ballotta, la Lazio vince con la difesa".

Continua la "rosea": Un sussulto di Siviglia e la Lazio coglie il secondo successo in campionato in cinque giorni. Ma quello di ieri contro l'Atalanta non è stato affatto facile. E se da una parte il tecnico bergamasco Colantuono si rammarica per il risultato, dall'altra il biancoceleste Delio Rossi mette in risalto lo spirito della sua squadra. Che a poco a poco sta riemergendo dalle sabbie mobili della penalizzazione di undici punti. Una penalizzazione che ora, in attesa dell'arbitrato del Coni, è arrivata a meno cinque. Il destino ha voluto che a dare i tre punti alla Lazio fosse un difensore (ed ex atalantino), dopo che la retroguardia era stata messa sotto accusa in questo inizio di stagione. Grazie alla zampata di Siviglia, a metà del secondo tempo, la Lazio è comunque riuscita a portare a casa la seconda vittoria consecutiva, com'era peraltro nelle sue aspirazioni, dopo quella ottenuta in trasferta contro il Chievo, un'altra provinciale. Per l'Atalanta, tuttavia, questa sconfitta ha un sapore molto amaro, perché la formazione di Colantuono ha giocato bene - meglio dell'avversario - per almeno un'ora. Clamorosa, in particolare, l'occasione da gol di Ventola, il più vivace dell'attacco atalantino, sul quale si è opposto alla grande il quarantaduenne Marco Ballotta. La Lazio è rimasta per lunghi tratti prigioniera delle sue paure, nonostante l'Olimpico (sempre in conflitto con il presidente Claudio Lotito) non abbia mai fatto mancare il proprio appoggio. La partita è stata decisa nella ripresa, dopo che Rocchi aveva colpito una traversa a Calderoni battuto. Per la squadra di Rossi si tratta di un'incredibile boccata d'ossigeno. Che rende il futuro un po' più sereno.