Sabato 19 settembre 2020 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Benevento 0-0


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19 settembre 2020 - Roma, stadio Olimpico - Amichevole - inizio ore 18.00


LAZIO: Strakosha, Patric (81' Bastos), Acerbi, Radu (81' Armini), Lazzari (81' Djavan Anderson), Akpa Akpro (76' Kiyine), Leiva (67' Escalante), Parolo (67' Caicedo), Lukaku (67' Marusic), Correa (76' Cataldi), Immobile (81' Adekanye). A disposizione: Reina, Alia, Falbo. Allenatore: S. Inzaghi.

BENEVENTO: Montipò, Letizia (dal 68' Improta), Glik (67' Tuia), Caldirola, Foulon (67' Maggio), Ionita (67' Kragl), Schiattarella (76' Del Pinto), Dabo (67' Hetemaj), Caprari (67' Lapadula), Moncini (67' Sau), Insigne (67' Tello). A disposizione: Gori, Manfredini, Lucarelli, Rillo, Vokic, Di Serio. Allenatore: F. Inzaghi.

Arbitro: sig. Pasqua (sez. Tivoli - RM) - Assistenti sigg. Scatragli e Zingarelli.

Note: recuperi 0' p.t. e 2' s.t.

Spettatori: -


Jordan Lukaku
Foto sslazio.it
Sofian Kiyine
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Jean-Daniel Akpa Akpro
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Gonzalo Escalante
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Una fase di gioco
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Joaquin Correa
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Danilo Cataldi
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Lucas Leiva e Patric
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Djavan Anderson
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Un momento della gara
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La Gazzetta dello Sport titola: "Simone e Pippo, così cambiano gli Inzaghi. Da goleador a tecnici perfezionisti. E il test tra Lazio e Benevento finisce senza gol".

Continua la "rosea": Certo, fa un po' strano che una loro sfida finisca 0-0. Ma è invece il segno più tangibile di come l’evoluzione da giocatori, anzi da attaccanti malati di gol, ad allenatori nel senso più pieno del termine sia ormai completa. Pippo e Simone Inzaghi si sono affrontati ieri all’Olimpico nell’amichevole disputata da Lazio e Benevento, entrambe costrette a saltare la prima di campionato. È finita 0-0, ma ai punti un vincitore c’è ed è Pippo. Non solo perché per una neopromossa come il Benevento pareggiare sul campo di una squadra che gioca in Champions è già un successo, ma anche perché è stata proprio la squadra campana a brillare di più contro una Lazio un po’ svogliata. Festa in famiglia. È stato il secondo confronto da allenatori tra i due fratelli. L’unico precedente era un Bologna-Lazio della stagione 2018-19 che vide la vittoria di Simone per 2-0 e contribuì al successivo esonero di Pippo. Quel giorno, vista la situazione, c’era poco da festeggiare sia per Pippo che per Simone, talmente legato al fratello da non gioire per un successo che (era nell’aria) avrebbe posto fine alla prima avventura del maggiore degli Inzaghi su una panchina di Serie A. Stavolta il clima è stato completamente diverso. Ovvio, perché adesso si è alla vigilia di un nuovo inizio. Per Pippo, che ritrova la Serie A dopo una trionfale promozione dalla B (e sono due, dopo quella col Venezia dalla C), ma anche per Simone che inizia la quinta stagione con la Lazio, quella che vedrà il suo debutto da tecnico in Champions.

Una stagione speciale che i due Inzaghi hanno voluto iniziare a braccetto. Per incoraggiarsi e sostenersi. Come fanno da sempre, da quando, adolescenti, giocavano nel cortile di casa a Piacenza, sognando di arrivare in Serie A. Chi è il maggiore? Ce l’hanno fatta, prima da giocatori e poi anche da allenatori. Con un incredibile e suggestivo capovolgimento di gerarchie. Se da giocatore Pippo è stato (non solo anagraficamente) il maggiore degli Inzaghi, da allenatore le parti si sono invertite. Simone si è preso una panchina importante, ha mietuto record, conquistato trofei (ben tre), addirittura portato a lottare per lo scudetto una formazione che al massimo si pensava potesse ambire alla Champions. Pippo, non solo per suoi demeriti, ha avuto la sfortuna della falsa partenza col Milan. Ma si è rimboccato le maniche ed è ripartito dalla C col Venezia. E poi di nuovo dal Benevento in B dopo la infausta esperienza al Bologna. Pancia piena. Adesso sono di nuovo entrambi in Serie A. Già, sono due che non si arrendono mai. L’antipasto di ieri, oltre agli abbracci di rito, è servito ad entrambi per fare il check delle rispettive squadre. Pippo può essere più che soddisfatto: il Benevento sembra decisamente sulla strada giusta. Simone (anche se c’è l’attenuante delle assenze di Luis Alberto e Milinkovic) deve fare i conti con una Lazio che sembra affetta dalla sindrome da pancia piena. Ci penserà lui a svegliarla. Come sta facendo Pippo col Benevento.


Dal sito online della "rosea":

Gli Inzaghi non si fanno male: Lazio-Benevento è 0-0. Ma sorride solo Pippo. Il derby tra fratelli giocato all'Olimpico finisce senza reti. Soddisfatto l'ex Milan, molto meno Simone: biancocelesti apparsi non ancora in condizione.

Sembra un paradosso, ma non lo è. Finisce senza reti la sfida tra i due Inzaghi, da giocatori professionisti del gol, ad allenatori costretti evidentemente ad avere un approccio più realistico alle partite. Lazio e Benevento non vanno così oltre lo 0-0 all’Olimpico in quello che per entrambe è l’ultimo test prima dell’inizio del campionato. Un risultato che per ovvi motivi soddisfa più Pippo di Simone. Il suo Benevento, alla seconda amichevole stagionale, dimostra di essere già in discreta forma. Nelle gambe e ancor di più nella testa. Un ottimo rodaggio in vista di un campionato che per i sanniti sarà tutto in salita. La squadra campana regge bene l’urto della Lazio per tutta la gara, concedendo solo poche occasioni ai biancocelesti. E si rende anche pericolosa in avanti, specie con Caprari, a cui Strakosha nega per due volte il gol con altrettanti interventi degni di nota. Se Pippo può ritenersi quindi soddisfatto non altrettanto si può dire per Simone. La sua Lazio conferma di non essere ancora in una condizione accettabile. Più che a livello fisico è a livello mentale che la formazione biancoceleste fa fatica a riattivarsi. E’ vero che, senza Luis Alberto e Milinkovic (entrambi rientreranno per la prima di campionato) la squadra romana fa una fatica tremenda a creare gioco, ma neanche si ingegna a trovare vie alternative. Il recupero di Leiva, che conferma i progressi già evidenziati a Frosinone, è l’unica notizia lieta della serata laziale. Per il resto c’è qualche buona combinazione in avanti tra Immobile e Correa (con l’argentino che non capitalizza al meglio due buone opportunità) e poco altro. A sette giorni dal via del campionato è un piccolo-grande campanello d’allarme per Inzaghi. Anche perché la prova poco brillante contro il Benevento fa seguito a quelle delle precedenti amichevoli in cui la Lazio non aveva entusiasmato.


► Il Corriere dello Sport titola: "L'amichevole. Finisce senza gol la sfida "in famiglia" col Benevento. Simone e Pippo non riescono a superarsi".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Baci, abbracci e neppure un gol. Il derby dell’Olimpico tra i fratelli Inzaghi, a una settimana dal via in campionato, è finita in pareggio e con sensazioni contrastanti. Il Benevento sembra pronto o quasi, la Lazio non ancora. Pippo ha buoni motivi per guardare al debutto di Marassi pensando di sorprendere la Samp, per Simone ci sono diverse preoccupazioni e sempre meno tempo a disposizione per tornare ai livelli dello scorso inverno: i nuovi acquisti, tolto Escalante, non li ha ancora visti sul campo e sabato lo attende la corrida di Cagliari. I segnali, più che da corsa scudetto e da Champions, sono da post lockdown ma non sarebbe giusto dare un eccessivo peso ad un’amichevole di questo tipo. Poca qualità. La Lazio ha iniziato meglio tenendo i ritmi alti solo nel primo quarto d’ora, poi è calata e ha costruito poco. Senza i colpi e le intuizioni di Luis Alberto e Milinkovic, chi poteva dare il pallone giusto a [[Immobile Ciro|Immobile e Correa? Nessuno. Rifornimenti scarsi e un centrocampo piatto, solo muscolare, con Parolo, Leiva e Akpa Akpro. Bene Lazzari, forse il più in forma e scattante. Attenti e risoluti i tre centrali (Patric, Acerbi, Radu). Poco concreto il Tucu sotto porta (divorate le due occasioni più limpide in avvio di ripresa), anche Ciro non è apparso brillante. L’impressione è che abbiano anche bisogno di assist e di palloni in profondità che negli ultimi due test (Frosinone e Benevento) non si sono mai visti. Discreta la risposta di Leiva, sotto ritmo per difetto di condizione, ma recuperato dal punto di vista clinico: il ginocchio regge, la forma arriverà.

Guizzi di Akpa Akpro, un recupera-palloni che a Inzaghi ricorda Onazi, corsa infinita e un quasi gol in avvio. Sufficiente Lukaku, vice a sinistra in attesa di Fares. Tanta corsa. Il Benevento ha giocato la partita che doveva, raccolto benissimo dietro la linea della palla. La difesa di Pippo non ha lasciato un metro di campo a Immobile e Correa, Ionita incrociava Parolo e Dabo duellava con Akpa, poche sbavature con Caldirola e il muro alzato da Glik. Quando la Lazio ha abbassato il ritmo, è venuta fuori senza mai scoprirsi la Strega, a tratti pungente con gli esterni. Caprari e Roberto Insigne hanno creato qualche insidia per Patric e Radu, Moncini era tenuto a freno da Acerbi. Ci poteva scappare il gol in apertura di ripresa, quando Strakosha si è superato per alzare sopra la traversa il colpo di testa ravvicinato di Caprari. Pippo, nell’ultima mezz’ora, ha sganciato Lapadula, Sau, Maggio e Kragl. Nel solco tradizionale di una neopromossa, il Benevento ha sfoggiato una condizione atletica ottima. Cambi. La fisicità della Lazio, a cui serve un nuovo difensore, è una garanzia. Almeno l’intesa tra Patric, Acerbi e Radu è fuori discussione. Certo nelle prime tre giornate si avvertirà l’assenza (pesantissima) di Luiz Felipe. A metà ripresa, impiegato da mezzala, è riapparso Cataldi, mai utilizzato nelle amichevoli. Buono l’impatto di Escalante, considerato regista alternativo.



La formazione del primo tempo: Strakosha, Immobile, Lukaku, Acerbi, Parolo, Correa; Akpa-Akpro, Radu, Leiva, Patric, Lazzari
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica




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