Sabato 27 dicembre 2025 - Udine, Bluenergy Stadium - Udinese-Lazio 1-1

Da LazioWiki.

Stagione

Turno precedenteTurno successivo

27 dicembre 2025 – Udine, Bluenergy Stadium - Campionato di Serie A, XVII giornata - inizio ore 18.00

UDINESE: Padelli, Kristensen, Kabasele (87' Miller), Solet, Zanoli (87' Palma), Piotrowski, Karlstrom (87' Buksa), Ekkelenkamp, Bertola (66' Kamara), Zaniolo, Davis. A disposizione: Nunziante, Sava, Lovric, Zarraga, Gueye, Buksa, Ehizibue, Camara. Allenatore: Runjaić.

LAZIO: Provedel, Marusic, Gila (88' Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini (88' Lazzari), Vecino, Cataldi, Belahyane, Cancellieri (81' Isaksen), Noslin (74' Castellanos), Zaccagni. A disposizione: Mandas, Furlanetto, Patric, Nuno Tavares, Farcomeni, Pedro, Saná Fernandes. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Sig. Colombo (Como) - Assistenti: Sigg. Baccini e Fontemurato - Quarto uomo: Sig. Ayroldi - V.A.R.: Sig. Gariglio - A.V.A.R.: Sig. Chiffi.

Marcatori: 80' Solet (aut.), 90'+5' Davis.

Note: ammoniti 13' Zaniolo, 14' Cataldi, 40' Cancellieri, 51' Kabasele, 77' Karlstrom, 84' Pellegrini, 89' Vecino. Angoli 5 a 6. Recuperi: 3' p.t., 8' s.t.

Spettatori: 24.460, incasso di 383.786,82 euro.


File:27dic2025a.jpg
File:27dic2025b.jpg
File:27dic2025c.jpg
File:27dic2025d.jpg
File:27dic2025e.jpg
File:27dic2025f.jpg
File:27dic2025g.jpg
File:27dic2025h.jpg
File:27dic2025i.jpg
File:27dic2025l.jpg
File:27dic2025m.jpg
File:27dic2025n.jpg

I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XVII giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Sarri c’era andato Vecino”. Continua il quotidiano sportivo romano: “La Lazio assapora il colpaccio. Beffa Davis all’ultimo respiro. Biancocelesti avanti grazie all’autorete di Solet. L’amaro epilogo a sei secondi dalla fine: il gol del pari è viziato da un tocco di braccio”.

Tartassata storica, la Lazio. È inseguita da un anatema. Arbitri e varisti, vecchia e nuova guardia, si mettono sempre di traverso, dev’esserci davvero qualcosa di malefico. Questa, poi, dell’arbitro Colombo e del Var Gariglio è ancora più “bella” di tutte le altre, va messa agli atti insieme agli innumerevoli casi che hanno fatto giurisprudenza, che mandano tutti al manicomio: società, Sarri, giocatori, tifosi ed esperti. Davis segna l’1-1 al 94'53" dopo uno stop, casuale ma furtivo, di braccio destro. Il gol arriva dopo 9 secondi dal tocco. Può essere fatta qualsiasi teoria sul concetto di immediatezza o meno del contatto pallone-mano, ma i limiti restano valicati. Succedono tutte al povero Sarri, sempre più da compiangere e divinizzare. L’aveva vinta bocciando lo spento Castellanos in favore di un pimpante Noslin, più spunti e tiri di tante partite di Taty messe insieme, ma alla fine chi ha tirato di più e chi ha provocato il gollonzo è stato Vecino (deviazione di Solet e autorete) al suo quinto tiro. Destino più beffardo di quello della Lazio non c’è. Se Isaksen, al 91'47", non si fosse divorato il solito gol, offrendo a Padelli, terzo portiere, 40 anni, la palma di eroe, non si sarebbe arrivati al solito finale agitato. Mau torna frustrato e frustato da Udine. Una vittoria nelle ultime cinque, due soli gol segnati, i numeri che devono portare Lotito ad accelerare il mercato sbloccato.

L’avvio. Salti mortali per Sarri, 4-3-3 a tutti i costi. Ha preferito puntare su Belahyane, all’esordio da titolare con Noslin, gli unici mancanti all’appello, pur di non cambiare modulo. Indulgente Runjaic con tutti i giocatori della batosta di Firenze tranne il portiere Sava, ha rispolverato Padelli, non giocava da marzo. Manovra d’aggressione col 3-5-2. Romagnoli e Gila puntati da Zaniolo e Davis. Karlstrom su Cataldi. Kristensen su Vecino. Belahyane arrancava contro Ekkelenkamp. Tutti armadi di ciccia e muscoli. Le marce alte di Noslin, un impasto di velocità ed elasticità, sono servite per dare un brivido a Padelli, il colpo da fuori ha scheggiato il palo. Primi 15 minuti tiratissimi. Zaniolo ammonito per proteste. Cataldi per gioco falloso. Falli, gialli e tiri nell’aria. Zaniolo da fuori, volo di Provedel. Mossa spiccia dell’Udinese: palla da Padelli o da Bertola su Davis. Gila era costretto a scalare su Zaniolo, mobilissimo. Cataldi doveva abbassarsi. Lo spagnolo ha iniziato a regalare palloni. Certe fregole non le risolve. Udinese brava nelle riaggressioni, decisivo un recupero di Belahyane su Zaniolo. Lazio costretta a crossare, 14 spioventi in 45 minuti non s’erano mai visti, tutti inutili. L’unica azione sarriana, palla avanti-palla dietro, ha portato Noslin in profondità. Tiro deviato da Karlstrom.

La ripresa. Runjaic ha lanciato Kamara a sinistra. Sarri con Castellanos per Noslin. Kamara ha mandato in tilt Gila: un rischio in area e un pallone soffiato (tiro di Davis). Kristensen ha perso palla, Cataldi e Vecino hanno costruito l’azione del gol. Cancellieri ha servito l’uruguaiano, tiro velenoso deviato da Solet. Runjaic ha ordinato il 4-3-1-2 con Palma, Miller e Buksa. Zaniolo dietro Miller e Davis. Sarri con Isaksen, Lazzari e Provstgaard. Cinque di recupero. Il flop di Isaksen. Il lancio incomprensibile di Zaccagni al 94'40" sul braccio sinistro di Palma, attaccato al corpo. Smarrimento della Lazio, difesa piantata sull’assalto di Zaniolo da destra, il cui tiro è finito sul braccio di Davis. L’1-1, il controllo Var. Le proteste di Sarri, della squadra, della panchina. Romagnoli a brutto muso con Colombo. La quasi rissa con l’Udinese dopo il 95'. La rabbia di troppe ingiustizie addosso.


Il Messaggero titola: “La grande beffa”. Continua il quotidiano romano: “La Lazio a Udine si fa raggiungere da Davis al 95’, ma contesta con forza il suo gol. Vecino provoca l’autorete di Solet. Isaksen manca il raddoppio: svanisce il salto in alto. Nell’azione decisiva l’attaccante inglese ferma il pallone con un braccio. La revisione al video non cambia l’esito”.

Forse c'è un regolamento per la Serie A e un altro dei conti con la Lazio. Davis risponde a Vecino (tiro deviato da Solet) e scoppia il putiferio: l'attaccante dell'Udinese segna all'angolino sul gong, dopo aver superato Marusic e Cataldi, ma soprattutto dopo aver stoppato il pallone col braccio destro. L'eurogol sarebbe da annullare, ma l'arbitro Colombo e il Var Gariglio concentrano il check su un tocco (giustamente involontario) di Palma e poi confermano l'1-1. Così il diritto troppo spinto diventa un altro torto, l'ennesimo scandalo in questo campionato contro la Lazio. Il successo biancoceleste poteva valere il momentaneo sorpasso al Bologna al settimo posto, a -1 dal Como sesto. Il pareggio vale poco, rallenta ancora la rincorsa all'Europa, ma soprattutto aumenta una sensazione di frustrazione, che ormai va oltre il risultato. Non si può sempre vincere contro le ingiustizie arbitrali, gli infortuni, il fato. È una lotta continua contro tutti e tutto.

La sorpresa. Nonostante l'emergenza assoluta a centrocampo, Sarri non molla né rinuncia al suo 4-3-3 granitico. Con Rovella ai box, Dele-Bashiru in Coppa d'Africa, Guendouzi e Basic squalificati, esordio dal 1’ anche per Belahyane al fianco dei reduci Cataldi e Vecino. Si vede e si sente la differenza di corsa e polmoni lì in mezzo, dove Zaniolo cerca d'insinuarsi in ogni buco. La vera sorpresa biancoceleste è in attacco: c'è Noslin per la prima volta dall'inizio al posto di Castellanos. Nonostante la disfatta di Firenze, Runjaic conferma dieci undicesimi di quel blocco per un riscatto d'orgoglio: fuori solo lo squalificato Okoye, dentro il 40enne Padelli, assente in porta da marzo. Brividi immediati per il portiere friulano: Noslin è galvanizzato, si muove a tutto campo e lascia partire un bolide che scalfisce il palo. L'Udinese accusa lo spavento, inizia a rinculare all'indietro e a commettere un fallo dietro l'altro. L'arbitro Colombo finge il pugno duro (subito due gialli sventolati a Zaniolo e Cataldi) perché poi si perde più di un cartellino. La Lazio fatica nella costruzione dal basso, si complica la vita in uscita, e i bianconeri tornano pericolosi prima con un siluro improvviso di Zaniolo, poi con diverse incursioni in area e una scapocciata di Ekkelenkam sul fondo. Zaccagni e Cancellieri sgommano per far respirare i compagni, Belahyane si immola da ultimo uomo su una ripartenza di Zaniolo. Vecino si intravede per la prima volta su un corner, ma è Noslin a sciupare l'occasione più clamorosa sul finale del primo tempo: Bertola lo tiene in gioco, ma Kristensen recupera l'olandese e in extremis lo stoppa in angolo.

La svolta. Nessun cambio all'intervallo, le squadre continuano a studiarsi allo sfinimento. Pellegrini rischia subito il giallo per un blocco su Zaniolo, Kabazele se lo becca per le proteste, dopo una conclusione di Cancellieri, di poco sul fondo. Più assoli che idee biancocelesti davanti, Sarri non è soddisfatto. L'Udinese continua a muoversi tanto senza palla, Cataldi chiude sulla linea un traversone insidioso di Zanoli. Cancellieri scova un bel triangolo con Pellegrini, ma non riesce a dare potenza al gancio mancino. Marusic invoca un rigore per un sandwich, ma in realtà inciampa sulla palla dopo un leggero contatto. Gara ancora a sprazzi e strappi, in cerca di un episodio o un guizzo risolutivo. Runjaic sfodera il velocista Kamara (al posto di Bertola) e azzecca il cambio: il terzino accelera e crossa, Gila intercetta prima con la testa e poi con la coscia sinistra (nonostante l'illusione di un braccio). Il difensore spagnolo sembra in bambola e rischia un altro pasticcio: palla regalata a Kamara, Provedel respinge il siluro. Sarri vuole far salire la squadra, inserisce Castellanos al posto di Noslin, ma il bomber diventa Vecino: il suo piattone, deviato da Solet (migliore in campo sino a quel momento), spiazza Padelli per il vantaggio. Mau vuole consolidarlo e rilancia lsaksen negli spazi aperti, ma toglie anche Gila e Pellegrini in debito d'ossigeno (dentro Provstgaard e Lazzari) per sigillare l'incontro. Proprio Isaksen lo tradisce e si divora il raddoppio a tu per tu con Padelli in pieno recupero. La beffa è dietro l'angolo: Zaccagni perde palla con un lancio ribattuto dal subentrato Palma, Zaniolo calcia addosso al braccio di Davis, che poi supera tutta la difesa e la mette all'angolino al 95. Lungo check al Var e verdetto scontato: l'1-1 è "regolarmente" ai danni della Lazio.


Il Tempo titola: “Il solito furto”. Continua il quotidiano romano: “Ennesimo scippo arbitrale stavolta al 96’: il pareggio dell’Udinese è irregolare. Vecino illude Sarri nel finale poi la beffa tra le contestazioni. Classifica anonima e il sospetto di una persecuzione cresce”.

Per fortuna è finito questo maledetto 2025. La Lazio segna con Vecino sul finire di una sfida equilibrata e fisica poi subisce il pareggio dell'Udinese al 96', all'ultimo secondo (decimo clean-sheet fallito per pochi secondi fatali). Un gol viziato da un doppio fallo di mano che fa impazzire i giocatori biancocelesti in campo come era accaduto a San Siro contro il Milan. Tant'è, ennesimo scippo arbitrale, altri due punti persi per un regolamento ormai consolidato: nel dubbio bisogna penalizzare la Lazio, quasi ci fosse stato un passaparola del designatore Rocchi. C'è poco da aggiungere, la classifica resta anonima, il futuro cupo con i calciatori che stanno perdendo fiducia nelle decisioni dei fischietti. Colombo di Como ha assegnato il gol tra le proteste, il Var Gariglio ha giudicato non punibili i falli di mano prima di Palma (dubbio) e poi quello decisivo del centravanti dell'Udinese che poi segna il pareggio. Un altro scandalo che si somma a tanti altri in questa stagione. Rujnaic ha puntato tutto sulla voglia di riscatto dei suoi dopo il crollo inatteso di Firenze e sulla coppia Zaniolo-Davis, due clienti difficili per la difesa biancoceleste. Ha rilanciato il 40enne Padelli in porta al posto di Okoye. Sarri si è affidato al suo solito spartito, il 4-3-3 nonostante le assenze di quattro centrocampisti: mancano gli squalificati Guendouzi e Basic, oltre al lungodegente Rovella e Dele Bashiru in Africa con la Nigeria. Prima da titolare per Belahyane con Vecino e Cataldi per un reparto molto poco fisico al cospetto di avversari molto strutturati. Tant'è, il tecnico non ha cambiato modulo e, a sorpresa, ha regalato per la prima volta una maglia a Noslin al posto di Castellanos, fuori forma e forse distratto da un possibile divorzio a gennaio. Partenza aggressiva dell'Udinese che è sembrato si stesse giocando la finale di Champions, pubblico indemoniato e gemellato con la Sud romanista, l'atmosfera è stata difficile. Per fortuna che alla prima buona uscita, Noslin ha colpito il palo esterno e ha calmato i bollenti spiriti dei friulani. Così, nel cuore del primo tempo, la partita è tornata equilibrata e la Lazio ha subito solo delle ripartenze di Zaniolo (tiro fuori da trenta metri) e qualche mischia in area di rigore confermando una solidità difensiva di ottimo livello. Al tramonto della frazione, sempre l'olandese non ha sfruttato un fuorigioco sbagliato e si è fatto rimontare da Kristensen che ha salvato Padelli.

La ripresa è stata lenta, poche emozioni fino a un tiraccio di Davis respinto da Provedel. Poi l'Udinese ha inserito Kamara, Sarri ha puntato su Castellanos e, quando la gara sembrava avviata a uno scialbo nulla di fatto è arrivato il colpo di fortuna dei biancocelesti: tiro strozzato di Vecino e clamorosa deviazione di Solet nella propria porta: 0-1. I cambi nel finale con Palma, Buksa e Miller da una parte, Sarri ha dato spazio a Isaksen, Lazzari e Provstgaard. Proprio il laterale danese ha sprecato il match point, bravo Padelli alla deviazione in angolo prima del convulso finale: il pari di Davis con due falli di mano nella stessa azione. Incredibile se si pensa al gol di Meister annullato al Pisa il 28 settembre contro la Fiorentina. Episodio uguale e, in quella occasione, gli arbitri applaudirono la decisione di non convalidare la rete. Ora due partite in casa con Napoli e Fiorentina in un campionato che ormai offre poche possibilità di rimonta. Solo tanta rabbia nei riguardi di una classe arbitrale modesta e ormai chiaramente persecutoria verso il club di Lotito. I quasi tremila tifosi presenti al Bluenergy presi ancora in giro e il sospetto che non ci sia una soluzione per evitare questo scempio.


La Gazzetta dello Sport titola: “Pareggio e veleni”. Continua il quotidiano sportivo: “La Lazio sfiora il colpo. Udinese, rete e brividi. Succede tutto nel finale: all’autorete di Solet risponde Davis. I biancocelesti protestano per un tocco con il braccio dell’attaccante”.

Un tranquillo e anche insipido 0-0 si trasforma negli ultimi dieci minuti in un 1-1 che, al tirar delle somme, è il risultato che rispecchia meglio l’andamento di Udinese-Lazio, ma che ha il potere di regalare ai padroni di casa una gioia simile a una vittoria per lo scampato pericolo e ai romani un’amarezza infinita che tracima nella rabbia per una vittoria sfumata a un centimetro dal traguardo e al termine di un’azione a lungo contestata. Sì, perché il gol con cui Davis fissa il punteggio sull’1-1 nell’ultimo dei cinque minuti di recupero scatena le proteste laziali per un fallo di mano fortuito, non sanzionato perché non c’è immediatezza tra il tocco e la rete. L’arbitro Colombo convalida e il Var ritiene di non dover intervenire. Il club romano non ci sta, a fine partita proclama polemicamente il silenzio stampa e affida la sua protesta a un comunicato con il quale esprime tutto il proprio disappunto per quello che viene ritenuto l’ennesimo torto arbitrale subito (il mancato rigore contro il Milan, le espulsioni di Parma e i mancati rigori con la Cremonese gli altri episodi incriminati).

Verdetto giusto. Rabbia e proteste comprensibili, ma anche se per vie bizzarre il gol finale dei padroni di casa ristabilisce un equilibrio durato per tutta la partita e che nessuna delle due squadre sembra in grado di spezzare. Squadre fin troppo attente, fasi difensive che prevalgono su quelle offensive, presidio quasi militare delle rispettive metà campo. E occasioni da gol con il contagocce, affidate a qualche iniziativa estemporanea dei singoli. Questa è Udinese-Lazio fino a dieci minuti dal termine. Noslin che scheggia il palo esterno da una parte e Zaniolo che costringe Provedel a un intervento complicato dall’altra gli unici squilli. Anche se con moduli diversi e filosofie di gioco distanti Runjaic e Sarri sembrano voler puntare più alla solidità che alla ricerca della supremazia sull’avversario. Atteggiamenti figli delle rispettive situazioni contingenti. L’Udinese arriva da un 5-1 (con la Fiorentina) che ha lasciato strascichi pesanti, la Lazio continua a vivere in emergenza con un centrocampo falcidiato dalle assenze (tra squalifiche, infortuni e Coppa d’Africa mancano Guendouzi, Rovella, Basic e Dele-Bashiru).

Il jolly e gli errori. Lo 0-0 pare inevitabile. Servirebbe un’invenzione di un giocatore o un colpo fortuito per schiodarlo. Arriva il secondo quando, a dieci minuti dalla fine, un tiro da Vecino viene deviato da Solet nella propria porta. Per la Lazio sembra la classica giornata da massimo risultato con il minimo sforzo. E invece i biancocelesti, forse impreparati a gestire tanta ricchezza, si fanno raggiungere a un soffio dal gong finale. La rete di Davis, al netto delle contestazioni, è comunque bella oltre che riparatrice. Ma la formazione di Sarri, al di là dell’epilogo finale, deve prendersela pure con i propri errori. Un minuto prima del pareggio Isaksen si divora il 2-0 che avrebbe chiuso i giochi. E l’azione del pareggio prende origine da un avventato (e sbagliato) retropassaggio di Zaccagni.

La solitudine di Taty. Il pareggio finale consente a Udinese e Lazio (ma le costringe pure) a continuare il loro campionato sempre in bilico tra una zona Europa non troppo distante e il rischio dell’anonimato da centroclassifica. I rimpianti maggiori, per come si sviluppa la partita, sono ovviamente di una Lazio che adesso deve anche gestire un possibile caso Castellanos. Sarri gli preferisce Noslin, salvo poi farlo entrare poco prima del gol. Col mercato imminente e le avances insistenti del Flamengo per l’attaccante argentino, tra Taty e la Lazio si sta inevitabilmente scavando un fossato.


• Tratte dal Corriere dello Sport le reazioni post-gara, con la protesta biancoceleste contro la direzione arbitrale: “La Lazio tuona”. Il finale di Udine scatena la polemica. Il club si chiude in silenzio stampa, poi la dura nota con video dossier: "Questi episodi incidono sull’equità del campionato. Errori arbitrali sempre a sfavore. Vogliamo rispetto".

Furia totale e corale della Lazio, si ribella sempre più. "Succede sempre a noi", ha urlato Romagnoli davanti all’arbitro Colombo dopo l’ok al gol di Davis. La società s’è chiusa nel silenzio stampa, dopo gli ultimi casi ha sempre preferito diramare comunicati di protesta anziché intervenire davanti alle tv o in conferenza stampa. Ecco la nota, è stata chiesta giustizia, ma non è la prima volta: "Nel rispetto del lavoro e dell’impegno della classe arbitrale continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere. La S.S. Lazio chiede rispetto, uniformità di giudizio e maggiore attenzione: episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione, generando rilevanti danni economici al club e ledendo profondamente la passione, l’impegno e i sacrifici di una tifoseria che sostiene questi colori, in ogni stadio e in ogni contesto". Sarri, anche dopo la Cremonese, s’era tappato la bocca: "Se parlo mi squalificano", aveva detto lanciando una frecciata alla società. Dopo Inter-Lazio, quando Mau aveva provocato chiedendo di "noleggiare arbitri stranieri", il club aveva diffuso una nota per stemperare i toni. Sarri ci ha messo la faccia e non lo farà più.

Il video. Il comunicato di protesta è stato pubblicato su Instagram insieme ad un dossier di torti, tutti quelli di quest’anno. Il video ricostruisce, dalla prima giornata a ieri, ogni episodio contrario. Prima il rigore negato a Castellanos a Como, steso da Perrone. Guendouzi atterrato da McKennie, già ammonito, nel match con la Juve. Il tocco di Pavlovic, di braccio, sul tiro di Romagnoli a San Siro col Milan in vantaggio. I rossi di Zaccagni e Basic a Parma. Il piede colpito da Castellanos in area contro la Cremonese e la spinta di Noslin sempre in area nella stessa partita. Poi il gol di Davis. Il finale del 2025 è stato in linea con quanto accaduto nelle ultime due stagioni e più in generale con quanto accaduto da quando c’è il Var. Sono anni che la Lazio ne contesta decisioni, interventi avvenuti e mancati, interpretazioni e protocolli. Il diesse Fabiani, a Torino, contro la Juve nell’ottobre 2024, aveva provocato dicendo "aboliamo il Var" dopo il caso Douglas Luiz, mancato rosso, per un pugno a Patric.

Il finale. La ricostruzione dei minuti finali di Udine parte dalle proteste scattate dopo il tocco di Davis. I 2.300 tifosi in Curva furenti. Romagnoli scatenato. Cataldi incontenibile. Sarri imbestialito, più di sempre, per i troppi casi contrari, la somma del peggio. Ha provato a calmarsi e ci è riuscito a fatica, si è speso per evitare provvedimenti disciplinari ai giocatori. La panchina era finita in campo. Mau per tutta la partita aveva protestato con l’arbitro Colombo e il quarto uomo Ayroldi, lo stesso di Parma-Lazio, era stato lui a richiamare l’arbitro Marchetti dopo il colpo di Basic a Estevez. Da qui le due giornate di stop. Il Comandante a un certo punto, in piena partita, si è girato verso la panchina dicendo "ok, adesso non parlo più!". Protestava per un giallo a Cataldi dato poco dopo un giallo preso da Zaniolo, l’aveva letta come una compensazione.




File:27dic2025Formazione.jpg
La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XVII giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 36 16 12 0 4 35 14 21 18 6 0 2 18 6 0 2
Milan 35 16 10 5 1 27 13 14 20 6 2 1 15 4 3 0
Napoli 34 16 11 1 4 24 13 11 19 6 1 0 15 5 0 4
Roma 33 17 11 0 6 20 11 9 18 6 0 3 15 5 0 3
Juventus 32 17 9 5 3 23 15 8 18 5 3 0 14 4 2 3
Como 27 16 7 6 3 22 12 10 15 4 3 0 12 3 3 3
Bologna 26 16 7 5 4 24 14 10 14 4 2 2 12 3 3 2
Lazio 24 17 6 6 5 18 12 6 15 4 3 1 9 2 3 4
Sassuolo 22 17 6 4 7 22 21 1 10 3 1 4 12 3 3 3
Atalanta 22 17 5 7 5 20 19 1 13 3 4 2 9 2 3 3
Udinese 22 17 6 4 7 18 28 -10 12 3 3 3 10 3 1 4
Cremonese 21 17 5 6 6 18 20 -2 9 2 3 3 12 3 3 3
Torino 20 17 5 5 7 17 28 -11 11 3 2 4 9 2 3 3
Cagliari 18 17 4 6 7 19 24 -5 9 2 3 3 9 2 3 4
Parma 17 16 4 5 7 11 18 -7 9 2 3 4 8 2 2 3
Lecce 16 16 4 4 8 11 22 -11 9 2 3 4 7 2 1 4
Genoa 14 17 3 5 9 17 27 -10 6 1 3 5 8 2 2 4
Verona 12 16 2 6 8 13 25 -12 6 1 3 3 6 1 3 5
Pisa 11 17 1 8 8 12 24 -12 6 1 3 5 5 0 5 3
Fiorentina 9 17 1 6 10 17 28 -11 5 1 2 5 4 0 4 5





<< Turno precedente Turno successivo >> Torna alla Stagione Torna ad inizio pagina