Lunedì 13 aprile 2026 - Firenze, stadio Artemio Franchi - Fiorentina-Lazio 1-0
► Stagione
Turno precedente – Turno successivo
13 aprile 2026 – Firenze, stadio Artemio Franchi - Campionato di Serie A, XXXII giornata - inizio ore 20:45
FIORENTINA: De Gea, Dodò, Rugani (71' Pongracic), Ranieri, Gosens (79' Balbo), Fabbian, Mandragora, Ndour, Harrison, Piccoli, Fazzini (84' Solomon). A disposizione: Lezzerini, Christensen, Comuzzo, Košpo, Kouadio, Braschi, Deli, Puzzoli, Cianciulli. Allenatore: Vanoli.
LAZIO: Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Nuno Tavares, Basic (46' Dele-Bashiru), Patric, Taylor (79' Ratkov), Cancellieri (67' Isaksen), Dia (67' Pedro), Zaccagni (46' Noslin). A disposizione: Furlanetto, Giacomone, Pellegrini, Belahyane, Hysaj, Przyborek, Cataldi. Allenatore: Sarri.
Arbitro: Sig. Fabbri (sez. Ravenna) - Assistenti: Sigg. Vecchi e Zingarelli - Quarto uomo: Sig. Perri - V.A.R.: Sig. Paterna - A.V.A.R.: Sig. Aureliano.
Marcatori: 28' Gosens.
Note: ammoniti 31' Rugani, 64' Noslin, 80' Dodò, 90'+1' Piccoli, 90'+4' Pedro. Angoli 5 a 6. Recuperi: 1' p.t., 8' s.t.
Spettatori: 18.259, incasso di 400.346 euro.
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XXXII giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio, la Coppa è via di fuga”. Continua il quotidiano sportivo romano: “La mente è alla semifinale ma l’attacco non punge mai. La squadra di Sarri non riesce a reagire al gol di Gosens. Fiorentina: è quasi salvezza. Il Franchi già intona cori di festa”.
L’immagine della salvezza è la Fiorentina abbracciata a centrocampo dopo 97’ gagliardi, racconta tutto di lei. È il Franchi che applaude e canta “11 leoni”, nessuno a Firenze ha più il cuore in gola. Più 8 su Cremonese e Lecce, vittoria romanzesca per Vanoli e i suoi perché ottenuta con i resti, 7 assenti e niente cambi, con un Fazzini illuminante, con Dodo d’assalto, difendendo il gol di Gosens, prendendosi il centrocampo dopo due svarioni. Avvicina il traguardo e allontana la più disgraziata e allucinante delle avventure. La Lazio, davanti a Lotito, resta sospesa tra quel che non c’è più e quello che chissà se ci sarà ancora, condizionata dalle assenze, dai rientri forzati, dai soliti amletici sbalzi. L’impotenza in avanti è cronica, una sensazione continua di gol che non possono accadere. Male il primo tridente Cancellieri-Dia-Zaccagni. Il capitano era senza forze eppure ha avuto la prima occasione. È durato 45’. Meglio Noslin e Ratkov nel finale. La cifra è la classifica, il rischio è ballare tra nono e undicesimo posto. Finale calvario in campionato, in Coppa bisogna arrivarci con un attacco vero, senza questa modestia balistica. Restano una tortura gli arbitraggi, mandano al manicomio Sarri. Fabbri ha negato il rigore a Noslin, l’ha ammonito per simulazione e non contento ha confermato la scelta dopo che il Var Paterna l’aveva richiamato. Gli arbitri si sono messi a discutere davanti a tutti. Per una volta il Var era stato a favore della Lazio.
L’avvio. Infermerie sature per tutti, nessuno ha santi reperibili. Vanoli con Rugani, Fazzini e Mandragora. Sarri con le sorprese Patric, Cancellieri e Zaccagni, scelto subito per non bruciare slot. Il via sotto una pioggerellina temperata. Fiorentina con il 4-1-4-1 in fase di possesso, 4-2-3-1 senza palla. Fabbian assillante su Patric. La costruzione era variabile: a 3 con Mandragora basso o a 4 con Mandragora play. Con la costruzione a tre Dodo e Gosens più alti, posizioni che si sono trasformate subito in micidiali scorciatoie per la Lazio. Da un pallone buttato da Gosens è nato il recupero di Basic per Cancellieri, poi l’assist di Dia per Zaccagni. Destro a giro, De Gea ci ha messo la manona sinistra. Dodo era sbilanciato. Ancora muro di De Gea su Cancellieri. Azione sarriana, dentro-fuori e tocco di prima di Patric in profondità. Gosens rincorreva l’ala della Lazio, che ha sparato centralmente. Qui la Fiorentina ha trovato l’uomo chiave: Fazzini. Largo a sinistra nel 4-1-4-1, dentro al campo nel 4-2-3-1. La Lazio non è mai riuscita a schermare il passaggio su di lui, sue le situazioni stimolanti puntando in diagonale, trovando la sovrapposizione interna di Dodo, con il piglio della mezzala. I viola per 3-4 volte hanno attaccato così fino al gol. Mandragora (basso) ha lanciato Fazzini centralmente. Truce l’arrembaggio di Dodo. Il cross di Harrison ha pescato Gosens, bello il terzo tempo su Lazzari. Palla di controbalzo, Motta in ritardo. Brava la Fiorentina a portare tanti uomini in area. La Lazio stava palleggiando di più e di prima (64 per cento di possesso al 45’), ha pagato il crescente attivismo in contropiede dei viola. La risposta dei biancocelesti con l’accelerazione di Taylor dentro l’area, Dia e Cancellieri erano dietro.
Le mosse. Dentro Dele-Bashiru e Noslin per Basic e Zaccagni, senza benzina. Più Lazio, Fiorentina a razionare le scorte. Ci ha provato due volte Harrison. Al 64’ Noslin e Mandragora sono entrati in contatto, lo scontro c’era. Frittata di Fabbri. Dentro Isaksen e Pedro. Noslin centravanti. Vanoli con Pongracic. Sarri s’è deciso a riprovare Ratkov, una vita da dimenticato. Vanoli con Balbo, classe 2006. Lazio con il 4-2-3-1. Subito Ratkov, zuccata, ancora De Gea. Dentro Solomon, fuori Fazzini, applauditissimo. Fabbian di testa. Quasi rissa con Pedro. Ndour d’assalto. De Gea su Pedro. E il Franchi si è alzato in piedi per la festa.
• Il Messaggero titola: “Lazio a secco, ora rimane solo la Coppa”. Continua il quotidiano romano: “Una rete di Gosens regala l’1-0 alla Fiorentina, ormai quasi in salvo. Occasioni per Cancellieri, Zaccagni e Ratkov, ma l’attacco non punge. L’arbitro richiamato al Var non dà un rigore per un fallo su Noslin. Poche indicazioni verso il ritorno a Bergamo. Utilizzati sette uomini in avanti ma manca il guizzo”.
La testa della Lazio è già al ritorno della semifinale di Coppa Italia. La testa di Gosens regala la vittoria alla Fiorentina. Non è un bel segnale nella marcia di avvicinamento alla sfida del 22 aprile contro l'Atalanta, anche se i biancocelesti recriminano un'altra ingiustizia: un rigore non assegnato dall'arbitro Fabbri a Noslin per un pestone di Mandragora. Conta poco, questa sconfitta, ai fini della classifica della Lazio (sempre nona), ma non regala certo un'iniezione di fiducia dopo il pareggio col Parma. La preoccupazione aumenta perché l'attacco non solo continua a non segnare, non tira e non vede mai la porta: sette uomini diversi utilizzati da Sarri nella stessa partita (nel finale dentro anche Ratkov), il risultato non cambia, è un'astinenza conclamata. La Viola, senza Gudmundsson e Kean, fa invece un altro passo decisivo verso la salvezza definitiva.
La beffa. C'è Lotito al Franchi, di passaggio dopo l'assemblea di Lega, ma non porta fortuna. Sotto i suoi occhi, tutta la tribuna viola si alza in piedi e applaude Sarri, che ricambia i saluti e si siede in panchina. I tifosi della Fiorentina lo invocano di nuovo dopo una stagione disgraziata. Non che quella della Lazio sia stata meno tribolata. Ora è comune la via crucis in infermeria e nessuno ha più santi di scorta. Mau forza addirittura i rientri di Zaccagni dal 1’ a sinistra (dopo appena due allenamenti e un'assenza lunga quasi un mese per una lesione) e Patric in regia (recuperato dopo lo stop col Parma). Pesano cinque forfait (gli ultimi Marusic e Maldini), così il Comandante rilancia Lazzari e Tavares terzini, Dia davanti e schiera Cancellieri sulla fascia destra (al posto di Isaksen) per avere più fisicità e copertura. Mossa forse azzardata. Vanoli combatte con sette assenze (cinque infortunati e due squalificati) e s'inventa un 4-2-3-1 con Rugani, Fazzini e Mandragora, le novità rispetto a Londra. Pronti, via, strepitosa un'apertura di Dia per Zaccagni, che trova la difesa viola scoperta: paratona con la manona sinistra di De Gea. Il portierone spagnolo ferma altre due volte Cancellieri, prima di una clamorosa ripartenza dei padroni di casa: Piccoli sfiora il sette con una saetta. Spazi aperti da una parte e dall'altra, ma la Lazio fraseggia di più, è viva, anche se non riesce mai ad essere cinica in area, e lo paga. Ottima una chiusura di Lazzari su un inserimento di Fabbian, ma poi il terzino viene sovrastato da un cross di Harrison e una capocciata di Gosens porta in vantaggio la Fiorentina: palo-gol, la palla sbatte prima a terra e inganna Motta. Dodicesima rete incassata dai biancocelesti su una palla alta, fra campionato e Coppa Italia una mannaia esagerata.
Cambi preventivi. Manca sempre un guizzo alla Lazio, nonostante il miglior possesso. Zaccagni gioca da fermo e non sorprende De Gea con un rasoterra da lontano. Basic può garantire solo copertura dopo due mesi di stop. A inizio ripresa Sarri si gioca subito il doppio cambio: dentro Noslin e Dele-Bashiru. L'olandese porta senz'altro più vivacità sull'esterno, ma non c'è comunque nessuno che riesca a deviare dentro tre corner di seguito. Le idee sono poche e confuse, c'è ancora scarsa cattiveria di fondo, e i biancocelesti rischiano un altro tiro mancino di Harrison: stavolta Motta è attento sul primo palo. L'arbitro Fabbri s'inventa una simulazione di Noslin su un pestone in area di Mandragora, viene richiamato dal Var Paterna ma non torna indietro sulla sua decisione di campo. L'episodio non muta l'inerzia dell'incontro, non arrivano i gol, Sarri cambia di nuovo il tridente d'attacco: Noslin diventa centravanti (fuori Dia), ai suoi fianchi Isaksen e Pedro. C'è poco pressing, zero mordente, Mau è disperato e arriva addirittura a modificare l'assetto tattico: non si vedeva da inizio 2025, il 4-2-3-1. Il Comandante toglie Taylor, lascia Patric e Dele-Bashiru a centrocampo, riporta Noslin a sinistra e Pedro trequartista per rispolverare anche Ratkov. De Gea ferma la capocciata dell'ultimo entrato serbo, poi la Fiorentina si rintana in difesa e resiste facilmente al timido assalto finale della Lazio. Anzi, i viola chiudono addirittura con una testata di Fabbian sul fondo. La testa biancoceleste è già a Bergamo, ma dentro resta un cattivo pensiero.
• Il Tempo titola: “Lazio, che noia”. Continua il quotidiano romano: “I biancocelesti perdono contro la Fiorentina e confermano il nono posto in classifica. Decide un gol di testa di Gosens poi solo sterili attacchi. Fallita la prova generale per la semifinale di Coppa Italia”.
La prova generale per la Coppa Italia fallisce. La Lazio perde anche contro una Fiorentina rimaneggiata ma capace di fare una cosa fondamentale nel calcio: il gol, con Gosens nel primo tempo. Il resto è noia, tanta, con i biancocelesti che continuano la serie negativa contro i viola arrivata a cinque partite di cui ben quattro perse. Tante assenze da entrambe le parti. Vanoli deve fare a meno degli infortunati Parisi, Brescianini e Kean oltre agli squalificati Fagioli e Gudmundsson, si mette a specchio della Lazio con un 4-3-3 molto difensivo e tridente d'attacco formato da Harrison-Piccoli-Fazzini. Sarri lascia a Roma Provedel, Marusic, Gigot, Gila, Rovella e Maldini, cinque potenziali titolari. Il tecnico toscano punta su Dia e Cancellieri in attacco, insiste con Patric in regia (Cataldi va in panchina), rispolvera Zaccagni, al rientro dopo tre settimane, e Basic titolare dopo oltre due mesi. In tribuna c'è il presidente Lotito a tifare per la sua squadra, non porterà fortuna la sua presenza.
Parte meglio la creatura di Sarri, De Gea respinge subito le conclusioni di Zaccagni e Cancellieri, sembra un monologo, quasi difesa contro attacco ma, all'improvviso passa la Viola: minuto ventotto, ripartenza di Dodò e chiusura di testa di Gosens che vince facilmente il duello fisico con Lazzari. Biancocelesti sotto dopo aver dominato senza aver mai subito imbucate degli avversari, puniti alla prima sbavatura difensiva. A quel punto padroni di casa ancora più rintanati e pronti a ripartire in contropiede, Lazio col gioco in mano senza, però, pungere. Tiene il pallone con attacchi sterili e poco incisivi, fraseggi anche apprezzabili dal punto di vista tecnico ma senza trovare la profondità come nei minuti iniziali. E così si arriva all'intervallo col gol di Gosens che pesa come un macigno sulla testa di Romagnoli & Co.
Dopo l'intervallo Sarri inserisce subito Noslin (fuori Zaccagni che non corre inutili rischi dopo un buon primo tempo) e Dele-Bashiru (esce Basic), Vanoli non cambia nulla della Fiorentina. Mandragora colpisce Noslin in area di rigore, viene chiamato al Var da Paterna ma l'arbitro Fabbri conferma l'ingiusta ammonizione dell'olandese. Sarri si gioca pure le carte Isaksen e Pedro (escono Dia e Cancellieri), Vanoli sostituisce Rugani con Pongracic. Ancora Noslin, uno dei più attivi anche da centravanti, sfiora il pari nel finale con un colpo di testa che finisce al lato di poco. La Fiorentina difende con i denti il vantaggio che vale un passo decisivo per la salvezza. Il tecnico della Lazio si gioca la carta della disperazione nel finale, entra Ratkov: cambio a sorpresa del modulo, ora le punte sono due e il serbo impegna subito De Gea a terra. Sette minuti di recupero senza squilli e i biancocelesti restano noni in classifica. Una tristezza infinita. Ora sabato nuova trasferta a Napoli prima della semifinale di ritorno a Bergamo contro l'Atalanta che indirizzerà in modo definitivo la stagione della Lazio. Ma se si giocherà così, ci sono davvero poche speranze.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Scatto viola, salvezza a un passo”. Continua il quotidiano sportivo: “Basta Gosens gol battuta la Lazio e +8 sulla zona B. Il colpo di testa del tedesco decide la sfida. Vanoli allunga nella lotta retrocessione e la prossima c’è il Lecce. I biancocelesti pericolosi solo in avvio”.
La differenza la fanno le motivazioni, che incidono sulla testa e pure sulle gambe. Quelle che hanno spinto la Fiorentina ad andare oltre l’emergenza, archiviare in fretta la batosta di Conference contro il Crystal Palace e sfruttare la sfida per portarsi a +8 sulla zona rossa a sei giornate dalla fine. E quelle che non ha avuto una Lazio sgonfia e forse con la testa già alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta della prossima settimana, una squadra che galleggia a metà classifica senza timori ma pure senza obiettivi. Le assenze, pesanti pure in casa biancoceleste (Rovella, Provedel, Marusic, Maldini, Gila e Gigot) non bastano a spiegare una prestazione vuota, illuminata solo dalla doppia occasione iniziale. Maurizio Sarri ci ha messo del suo, schierando una formazione poco logica, con Zaccagni e Basic appena rientrati dall’infortunio, e inserendo un centravanti capace di sfruttare i tanti cross piovuti in area nel secondo tempo (Ratkov) solo nei dieci minuti finali. La Viola ringrazia e festeggia ma la vittoria è meritatissima, per il coraggio e la capacità di soffrire con cui si è guadagnata il quinto risultato utile di fila e un salvifico balzo in classifica, lasciandosi cinque squadre alle spalle.
Viola, nuovo spartito. Senza Kean, Fagioli, Gudmundsson, Brescianini, Parisi e Fortini e Rugani di nuovo titolare dopo il disastro di Udine, Paolo Vanoli stavolta ha preparato bene la partita, tornando al 4-1-4-1 con Mandragora play, Fazzini esterno alto e i due mediani, Ndour e Fabbian, uno a cercare di spezzare il gioco altrui e l’altro a galleggiare sulla trequarti. Consapevole della poca qualità dovuta alle assenze, la Viola ha accettato intelligentemente di lasciare il palleggio agli avversari, cercando di sfruttare la superiorità numerica in mezzo per rubare palla e ripartire. Eppure l’avvio era stato preoccupante, con la Lazio partita forte e De Gea costretto subito alla doppia parata (impegnativa soprattutto la prima su Zaccagni). I biancocelesti hanno iniziato attaccando con cinque uomini, i tre del reparto offensivo, Cancellieri, Dia e Zaccagni, più le mezzali Basic e un deludente Taylor, srotolando il gioco soprattutto sulle corsie laterali: lo schema preferito era palla ai due esterni, che avevano il compito di provare a sorprendere alle spalle i due terzini viola Dodo e Gosens. Così sono nati i primi due pericoli laziali dopo una manciata di minuti, il primo da sinistra con Zaccagni (servito da Dia), il secondo con Cancellieri.
Vantaggio corale. La Fiorentina è rimasta fedele al suo piano gara, sfruttando la prima verticalizzazione per far partire l’azione del vantaggio: poco prima della mezzora gran palla di Mandragora per Fazzini, che ha spostato il gioco sull’altra corsia innescando Dodo a destra. Il brasiliano ha scambiato con Harrison, da cui e partito il cross per la testa di Gosens: palo e gol, con Lazzari sovrastato dal tedesco. Prima del vantaggio, arrivato al primo tiro in porta della Viola, c’era stato solo un tentativo alto di Piccoli. La rete ha portato sorrisi e intraprendenza, tanto che la squadra di Vanoli avrebbe anche potuto chiudere il primo tempo sul 2-0 se Harrison (uno dei migliori) non avesse vanificato la ripartenza e il gran cambio di gioco di Dodo sbagliando la misura del passaggio per Piccoli.
Niente scossa. Sarri ha capito che qualcosa non stava funzionando e ha provato a ribaltare la squadra. A inizio ripresa ha tolto Zaccagni e Basic per Noslin e Dele-Bashiru, poi ha rivoluzionato l’attacco con Noslin centravanti, Pedro a sinistra e Isaksen a destra e infine ha messo dentro Ratkov, chiudendo con 4 punte e con il 4-2-3-1. Però non è bastato, perché la luce non si è mai accesa e i biancocelesti non sono mai riusciti a impensierire veramente la Viola a parte nel finale, quando un cross invitante è finito sulla testa del neo entrato serbo. La Fiorentina è rimasta compatta, attenta nelle chiusure e mai davvero in pericolo. L’unico brivido del secondo tempo è stato il fallo di Mandragora su Noslin intorno al ventesimo: l’arbitro ha ammonito il laziale per simulazione e il Var ha confermato che il rigore non c’era. Le braccia in alto di De Gea allo scadere dei 7 minuti di recupero dopo l’ultimo tentativo di Pedro sono la fotografia di quanto contino questi tre punti per la Viola, che ha imparato a vincere senza Kean e adesso finalmente vede la luce in fondo al tunnel. Alla Lazio, che veniva da 10 punti nelle ultime 4 gare, non resta che la Coppa, ma per la finale serve un altro spirito.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Sarri: “Stagione devastante. Il rigore su Noslin? Usato un metro diverso”. Il tecnico: “Sconfitta ingiusta, la partita era nelle nostre mani. Il futuro? Se non sono felici troveremo una via d’uscita”.
Sarri inizia ad essere corteggiato. Paratici nel prepartita ha speso lodi per lui, i vecchi attriti dei tempi di Torino forse sono sfumati. La tribuna del Franchi ha applaudito Mau quando è entrato in campo. I laziali non lo lascerebbero mai, sta a Lotito convincere Sarri a restare con argomenti validi evitando l’assalto della Fiorentina o di altri club: "Stagione devastante e soffertissima per quanto mi riguarda. A livello di programmi futuri vediamo quello che ha in mente la società, quale programma ha e come vuole attuarlo, e io di conseguenza. Sono io che devo ascoltare la società. Se dipendesse da me farei spendere sul mercato 700 o 800 milioni. Se loro sono contenti si troverà una soluzione, se non sono contenti si cercherà una via di uscita. Io quel che posso dire è che in questi giorni parlerò solo con la Lazio", il lungo sfogo di Mau. Su Paratici e il Franchi: "Mi fa piacere che Fabio (Paratici, ndi) abbia speso parole per me. Quella Juve era a fine ciclo. Scudetto molto sottovalutato. L’accoglienza del Franchi è emozionante, un ringraziamento che avevo fatto in estate, nell’anno in cui ero fermo la tifoseria viola è stata quella che mi è stata più vicina. Sono cresciuto qui in piazza Alberti, mi sentono uno di loro. Li ringrazierò sempre anche se non avrò mai la fortuna di allenare la Fiorentina". È preoccupato per il futuro della Lazio, non per il suo: "Per il mio futuro sono poco preoccupato, per la Lazio vediamo quali sono i programmi, non ho sentito niente, non so quali possano essere". È stata una stagione balorda, insopportabile per tutto quello che si è vissuto: "Anche a Firenze mancavano tanti giocatori, ho dovuto far giocare gli acciaccati un tempo per uno. È sempre stato così e ci sono stati tanti altri problemi". Quarantadue infortuni senza Coppe, anche traumatici, molti muscolari. La difesa di Sarri: "Penso sia l'unione di tanti fattori. Maldini ha un problema cronico".
L’arbitro. Il caso Noslin, Sarri è stato chiaro senza alzare i toni: "Fabbri mi ha detto che all’inizio pensava non ci fosse contatto, ha visto che c’era ma era troppo lieve. Posso essere anche d’accordo su questo ragionamento però il metro di giudizio dell’ultimo anno questi rigori li ha decretati tutti come tali. Altrimenti arbitrano ognuno per i cavoli loro e non va bene. Si facciano una domanda e si diano una risposta, andiamo con un metro di giudizio unico. Per l’interpretazione di questa stagione è rigore". Ora Napoli e Bergamo, ma conta solo la Coppa: "Recuperare giocatori è importante, bisogna vedere in che condizioni ci arriveranno". I gol mancanti: "Se avevo la soluzione ero al Real Madrid. Se mi dite che il possesso palla non conta nulla io non sono d'accordo. Il nostro problema è l'area di rigore, non il possesso. È mancato l’attacco dell’area di rigore, è un problema avuto tutto l’anno. Caratteristica che ci manca. Con la Fiorentina quando siamo riusciti a saltare un uomo raramente siamo stati accompagnati per produrre qualcosa di diverso. Ratkov è andato alla conclusione di testa". Sarri ha chiuso col 4-2-3-1: "È una soluzione per spezzoni di partita, non abbiamo la struttura di squadra che può reggere questo modulo". Ha qualche rimpianto: "Il loro gol è fortuito, la partita era in mano a noi. Abbiamo la responsabilità di aver concesso qualche ripartenza a campo aperto".
In un altro articolo, le parole di Manuel Lazzari. Deluso, vuole reagire in fretta: “L’ottavo posto e la semifinale di ritorno di Coppa Italia nella nostra testa. Dobbiamo stare uniti e compatti. Dispiace per la squadra Ho dato tutto fino alla fine”. Il terzino della Lazio è tornato a giocare per 90’. Sarri dovrà dosare energie e scelte in vista di Napoli.
C'è delusione, inevitabilmente, nei volti dei giocatori della Lazio al termine della gara. A metterci la faccia è stato Manuel Lazzari: "Abbiamo approcciato molto bene alla gara, con 2-3 occasioni veramente importanti per sbloccarla. Purtroppo non ci siamo riusciti e loro alla prima azione hanno fatto gol. Dispiace molto, si sono messi tutti dietro, gli spazi erano pochi e abbiamo fatto fatica".
Lazzari. La Lazio così torna a casa con zero punti, una classifica sempre più anonima e l'ottavo posto ora distante 4 punti: "Non va assolutamente abbandonato l'ottavo posto, è un obiettivo che abbiamo tutti noi, anche perché ci permetterebbe di saltare un turno di Coppa Italia. Ce l'abbiamo nella testa, così come la semifinale di ritorno di Coppa Italia che è ancora più importante. Purtroppo è da inizio anno che combattiamo con le assenze. Dobbiamo stare uniti e compatti". Dal punto di vista personale, il terzino destro è tornato a giocare titolare come non accadeva da gennaio: "Ho dato tutto quello che avevo, erano quasi 3 mesi che non facevo più di 20-30 minuti, non sapevo nemmeno come finire la gara. Nel primo tempo ho spinto di più nel secondo sono calato molto. Dispiace per la squadra, ma adesso c'è un'altra partita importante a Napoli e poi la Coppa Italia".
Programma. La sconfitta di Firenze lascia strascichi, non solo in classifica ma soprattutto sul piano delle condizioni fisiche. La Lazio riparte già oggi (allenamento alle 11.30, poi domani e giovedì alle 15.30, venerdì alle 11), senza tempo per fermarsi, con il Napoli nel mirino e una gestione degli uomini che diventa centrale. A Firenze, Zaccagni e Basic sono partiti titolari (per poi essere sostituiti), mettendo minuti preziosi nelle gambe. Il resto del quadro, però, rimane complicato. Gli assenti pesano: Provedel è fuori fino a fine stagione, Gila continua a convivere con l’infiammazione al tendine rotuleo e lavora a parte, Maldini è fermo per lo stesso problema e resta in dubbio almeno fino alla Coppa. Marusic, invece, si è fermato prima di Firenze per una lesione muscolare: tempi stimati tra le due e le tre settimane, con un recupero per Bergamo che appare molto difficile.
Condizioni. A questo si aggiungono situazioni da monitorare. Dele-Bashiru è rientrato (ieri si è visto nella ripresa) ma convive con un fastidio all’adduttore, Pellegrini si è riaggregato dopo giorni di gestione, mentre per Lazzari, appunto, dopo essere rimasto in campo per tutta la gara, il rischio di sovraccarico è sempre presente. Sarri dovrà dosare energie e scelte. A Napoli servirà una Lazio competitiva, ma anche lucida nella gestione. Alcuni rientri aiutano, ma la coperta resta corta.
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
|
• La classifica dopo la XXXII giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 75 | 32 | 24 | 3 | 5 | 75 | 29 | 46 | 38 | 12 | 2 | 2 | 37 | 12 | 1 | 3 |
| Napoli | 66 | 32 | 20 | 6 | 6 | 48 | 31 | 17 | 37 | 11 | 4 | 0 | 29 | 9 | 2 | 6 |
| Milan | 63 | 32 | 18 | 9 | 5 | 47 | 27 | 20 | 31 | 9 | 4 | 3 | 32 | 9 | 5 | 2 |
| Juventus | 60 | 32 | 17 | 9 | 6 | 55 | 29 | 26 | 33 | 9 | 6 | 1 | 27 | 8 | 3 | 5 |
| Como | 58 | 32 | 16 | 10 | 6 | 56 | 26 | 30 | 32 | 9 | 5 | 3 | 26 | 7 | 5 | 3 |
| Roma | 57 | 32 | 18 | 3 | 11 | 45 | 28 | 17 | 35 | 11 | 2 | 3 | 22 | 7 | 1 | 8 |
| Atalanta | 53 | 32 | 14 | 11 | 7 | 44 | 28 | 16 | 32 | 9 | 5 | 3 | 21 | 5 | 6 | 4 |
| Bologna | 48 | 32 | 14 | 6 | 12 | 42 | 37 | 5 | 20 | 6 | 2 | 8 | 28 | 8 | 4 | 4 |
| Lazio |
44 | 32 | 11 | 11 | 10 | 32 | 30 | 2 | 26 | 7 | 5 | 4 | 18 | 4 | 6 | 6 |
| Udinese | 43 | 32 | 12 | 7 | 13 | 38 | 42 | -4 | 20 | 5 | 5 | 6 | 23 | 7 | 2 | 7 |
| Sassuolo | 42 | 32 | 12 | 6 | 14 | 39 | 43 | -4 | 23 | 7 | 2 | 7 | 19 | 5 | 4 | 7 |
| Torino | 39 | 32 | 11 | 6 | 15 | 37 | 54 | -17 | 23 | 7 | 2 | 7 | 16 | 4 | 4 | 8 |
| Genoa | 36 | 32 | 9 | 9 | 14 | 38 | 45 | -7 | 22 | 6 | 4 | 7 | 14 | 3 | 5 | 7 |
| Parma | 36 | 32 | 8 | 12 | 12 | 23 | 40 | -17 | 15 | 3 | 6 | 7 | 21 | 5 | 6 | 5 |
| Fiorentina | 35 | 32 | 8 | 11 | 13 | 37 | 44 | -7 | 18 | 4 | 6 | 6 | 17 | 4 | 5 | 7 |
| Cagliari | 33 | 32 | 8 | 9 | 15 | 33 | 44 | -11 | 19 | 5 | 4 | 7 | 14 | 3 | 5 | 8 |
| Cremonese | 27 | 32 | 6 | 9 | 17 | 26 | 47 | -21 | 12 | 2 | 6 | 7 | 15 | 4 | 3 | 10 |
| Lecce | 27 | 32 | 7 | 6 | 19 | 21 | 45 | -24 | 16 | 4 | 4 | 8 | 11 | 3 | 2 | 11 |
| Verona | 18 | 32 | 3 | 9 | 20 | 23 | 55 | -32 | 7 | 1 | 4 | 10 | 11 | 2 | 5 | 10 |
| Pisa | 18 | 32 | 2 | 12 | 18 | 23 | 58 | -35 | 10 | 2 | 4 | 10 | 8 | 0 | 8 | 8 |
| << Turno precedente | Turno successivo >> | ► Torna alla Stagione | ▲ Torna ad inizio pagina |




