Sabato 18 aprile 2026 - Napoli, stadio Diego Armando Maradona - Napoli-Lazio 0-2
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18 aprile 2026 – Napoli, stadio Diego Armando Maradona - Campionato di Serie A, XXXIII giornata - inizio ore 18:00
NAPOLI: Milinkovic-Savic, Beukema, Buongiorno, Olivera, Politano (72' Mazzocchi), Lobotka (63' Giovane), Anguissa (46' Alisson Santos), Spinazzola (63' Gutierrez), Mctominay, De Bruyne (46' Elmas); Hojlund. A disposizione: Meret, Contini, Juan Jesus, Gilmour, Rrahmani. Allenatore: Conte.
LAZIO: Motta, Lazzari (82' Hysaj), Gila (61' Provstgaard), Romagnoli, Nuno Tavares, Basic (71' Dele-Bashiru), Cataldi (61' Patric), Taylor, Cancellieri, Noslin, Zaccagni (61' Dia). A disposizione: Pannozzo, Giacomone, Pellegrini, Pedro, Isaksen, Ratkov, Belahyane, Maldini, Przyborek. Allenatore: Sarri.
Arbitro: Sig. Zufferli (Udine) - Assistenti: Sigg. Lo Cicero e Cecconi - Quarto uomo: Sig. Feliciani - V.A.R.: Sig. Di Bello - A.V.A.R.: Sig. Meraviglia.
Marcatori: 6` Cancellieri, 57' Basic.
Note: al 31' Zaccagni fallisce un calcio di rigore. Ammoniti 29' Lobotka, 33' Cataldi, 60' Taylor, 90'+1' Dia . Angoli 12 a 0. Recuperi: 2' p.t., 6' s.t.
Spettatori: 50.000 circa.
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XXXIII giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Al Maradona comanda Sarri”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Napoli lento e irriconoscibile. Cancellieri e Basic: Lazio show. La squadra di Conte perde l’imbattibilità casalinga in Serie A: l’ultimo ko proprio contro i biancocelesti. I campioni vanno a -12 dall’Inter”.
Tutto ha una fine: a Parma sono sparite le bricioline del sogno scudetto, ormai scucito e in viaggio verso la Pinetina, e ora anche l'imbattibilità in campionato al Maradona. Il Napoli è crollato in casa dopo 26 partite senza sconfitte: l'ultima risaliva all'8 dicembre 2024 con la Lazio di Baroni e 496 giorni di gloria più tardi è stata la Lazio di Sarri a interrompere la striscia aperta più lunga d'Europa. Una squadra coraggiosa che, al di là della partita di grande intelligenza e concretezza, fa di necessità virtù dalla prima giornata di una stagione paradossale. Una vittoria energetica in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia con l'Atalanta, mercoledì a Bergamo, convincente tatticamente e per i numeri. Lusinghieri per la Lazio, imbarazzanti per il Napoli: neanche un tiro nello specchio contro 7 e un rigore sbagliato - non era mai accaduto in oltre 20 anni - e una confusione tremenda che piazza la prestazione sul podio delle peggiori dell'era Conte con il debutto del 2024 a Verona e il naufragio di Eindhoven in Champions. Una galleria di orrori nelle due fasi al cospetto dello spettatore Hamsik, il simbolo del sarrismo. Un caso? Forse. O forse no: dall'Hellas in poi, nonostante 5 vittorie e un pareggio, la squadra non ha mai convinto e ieri è crollata. Insieme con il progetto dei Fab Four parte seconda: McTominay sulla trequarti è uno spreco e Alisson, l'unico con un po' di brio offensivo, sembra l'unica arma per resuscitare uno sviluppo offensivo prevedibile e tenero con 3 gol nelle ultime quattro. Ancora pessimo l'approccio: terza volta in svantaggio entro il 6' nelle ultime cinque (Lecce e Parma). L'unica consolazione? L'aritmetica Champions dista 8 punti. Ma urge un'inversione.
La bugia. Il calcio è bugia, diceva Benitez, e infatti il risultato del primo tempo è una menzogna pura: 1-0 per la Lazio. Soltanto uno: gol di Cancellieri al 6', con l'undicesimo tocco di una manovra perfezionata in verticale e sostenuta da una serie di strafalcioni difensivi. La squadra di Sarri fallisce un rigore al 31', costruisce quattro occasioni limpide per raddoppiare e meriterebbe di più: brillano Gila e Romagnoli, Taylor e Noslin, una freccia che infilza a ripetizione il fragilissimo Buongiorno. Male tutti i difensori azzurri. Tutti. E Milinkovic diventa eroe: al 31' spegne Zaccagni dal dischetto e poi si ripete su Cancellieri e Tavares. Al 45', i tiri in porta sono 6-0 per la Lazio. E il fatto che il Napoli non centri mai lo specchio non è casuale: il blocco avversario, un 4-5-1 fondato sull'attenzione nelle scalate, nei raddoppi e in pressione, azzera gli spazi e gli uomini. Il tema: presidio dell'area e ripartenze micidiali sulle fasce e con Noslin, mai contenute. Una conduzione orientata dal vantaggio immediato e favorita da una costruzione ben schermata con il primo pressing e dalla pessima giornata dei Fab, tutti e Four. E se De Bruyne e McT vagano nel buio, Anguissa e Lobo si macchiano nelle azioni del primo gol e del rigore con Spinazzola e Buongiorno. Il Napoli firma solo stucchevole possesso senza sbocchi: 67.4% all'intervallo. L'unica soluzione è il cross di Politano (11 alla fine). Solletico.
La fine. Conte prova a cambiarla nella ripresa: subito Elmas e Alisson per KDB e Frank, con McTominay in mediana; e poi Giovane in un 4-2-3-1 ancora inoffensivo. L'unico brivido è un palo esterno di Ali, ma è la Lazio a fare le cose giuste in contropiede: Buongiorno buca totalmente l'anticipo e Noslin parte. Tre tocchi e via: il bacio è di Basic. Mezza bugia anche in questo caso: lo 0-2 arriva tardi per la produzione offensiva e le chance create. Stabile il possesso Napoli: 67% finale. Ma conta altro: chiedere alla Lazio, vincente al Maradona per la quarta volta di fila. Mai nessuno c'era riuscito.
• Il Messaggero titola: “Lazio spettacolo”. Continua il quotidiano romano: “I biancocelesti da padroni a Napoli: subito gol di Cancellieri, Zaccagni si fa parare un rigore, Basic firma il 2-0 finale. Prova d’autorità in vista della Coppa Italia. È il quarto successo di fila al Maradona. Gli azzurri ormai a -12 punti dall’Inter che fra sette giorni può essere campione”.
O' miracolo. Vedi Napoli ed è sempre un'altra Lazio. Cancellieri e Basic regalano il quarto successo consecutivo al Maradona, ormai è un record storico. Biancocelesti imbattibili dal 4-0 del novembre 2021. Cinque anni dopo, reminiscenze di Sarrismo: solidità, compattezza, possesso, ma anche occasioni a raffica e a senso unico. La Lazio può persino permettersi di cancellare il primo rigore sbagliato in Serie A da Zaccagni, il Napoli chiude con zero tiri nello specchio. A maggio scorso i tifosi partenopei ringraziavano San Pedro (per il tricolore scucito all'Inter), oggi dicono addio allo scudetto (sono ormai a 12 punti dalla vetta) e fischiano Conte, offuscato dal "vecchio" ex Mau. Il Comandante chiude un altro ciclo al Maradona, dove la squadra azzurra non perdeva da 24 gare (19 vittorie e 7 pari) sino a ieri pomeriggio: l'ultimo ko era arrivato l'8 dicembre 2024, proprio contro la Lazio.
Partenza col botto. Dopo la brusca fermata di Firenze, non poteva ricominciare meglio il viaggio biancoceleste verso il ritorno della semifinale di Coppa Italia, l'appuntamento clou di mercoledì sera a Bergamo. La tappa di campionato in riva al mare finisce con un meraviglioso tramonto. Il Maradona illumina la Lazio, solito bunker antiatomico: quando va in vantaggio (16 volte) per gli avversari è impossibile ribaltare il risultato. E qui c'è tutto il cuore e l'anima del Sarrismo. Mau rilancia Gila, fuori da settimane per un'infiammazione al tendine rotuleo. Super Mario e Romagnoli sono un muro, un tandem difensivo straordinario. Cataldi rimette minuti sulle gambe, Taylor ritrova il piede più educato, Basic esulta dopo il lungo infortunio. Finalmente Noslin sfrutta alla grande la sua nuova occasione da centravanti dal 1’. Zaccagni non è ancora al top, ma dalla sua prima intuizione a sinistra nasce l'inserimento sul fondo di Taylor, che rimette la palla indietro e trova puntuale Cancellieri al centro. L'esterno romano non segnava dal 4 ottobre (doppietta in casa col Torino), ma può e deve dare ancora molto di più. La Lazio parte col turbo, il Napoli soffre il primo possesso e si scioglie col caldo. Poche idee, una semi-rovesciata di Anguissa è l'unico risultato di una collezione di calci d'angolo. I biancocelesti resistono compatti, senza affanni, e attendono il contropiede giusto per colpire di nuovo: Noslin pressa Buongiorno e si lancia in profondità grazie a un rimpallo, sterza in area su Beukema e viene atterrato da Lobotka (graziato col giallo). Zufferli fischia subito il rigore, ma Zaccagni se lo divora dal dischetto: prima viene fermato da Milinkovic (terzo penalty parato), poi non sfrutta la respinta sui piedi e calcia in cielo. Nessun contraccolpo per la Lazio: Milinkovic deve volare su un piattone di Cancellieri, fermare un siluro di Tavares e controllare Lazzari da lontano.
Compattezza unica. Non c'è uno spunto degno della corazzata, che ha vinto l'ultimo scudetto. Nella ripresa Conte sostituisce subito Anguissa e De Bruyne con Elmas e Alisson Santos, ma la Lazio fa più paura con un rasoterra di Taylor a fil di palo. Noslin non si risparmia un attimo, prima con un tiro al volo incrociato, poi in pressing su Buongiorno ad eludere un altro intervento goffo. Tavares ne approfitta, vola a campo aperto e strozza un cross al centro: Cancellieri cicca, Basic no. Lo zampino del croato mancava dall'8 febbraio contro la Juve, la sua penultima gara giocata prima di uno stop infinito. Alisson Santos prova a scuotere il Napoli con un colpo improvviso sul palo esterno. Sarri non si spaventa e inizia a pensare alla Coppa Italia con un triplice cambio preventivato: fuori Gila, Cataldi e Zaccagni, dentro Provstgaard, Patric (capitano) e Dia in attacco. Noslin trasloca sull'esterno sinistro. Conte inserisce anche Gutierrez e Giovane, ma il Napoli continua ad essere piatto. Noslin invece non è mai domo, si porta dietro tutta la difesa, ma Tavares non scarta il cioccolatino. Basic chiede il cambio, al suo posto subentra Dele-Bashiru e non capisce il filtrante sopraffino di Taylor. Nel finale Lazzari si tocca il flessore (forse solo crampi, va scongiurato lo stiramento perché anche Marusic è out), viene sostituito dall'ex Hysaj (mai utilizzato dall'8 gennaio). La prima e ultima conclusione di Hojlund viene deviata da Provstgaard sopra la traversa, Motta ha il ghigno. La Lazio chiude l'ottava trasferta con la porta inviolata, evviva San Gennaro.
• Il Tempo titola: “Bentornata Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Nuovo blitz al Maradona. I biancocelesti passano ancora a Napoli e consegnano lo scudetto all’Inter. Apre Cancellieri, nella ripresa sigillo di Basic: dominio totale. Zaccagni si fa parare un rigore da Milinkovic. Ora la coppa”.
Tanto bella quanto inattesa. La Lazio si ritrova in un caldo pomeriggio al Maradona e batte per la quarta volta di seguito i campioni d'Italia in casa loro. Conte scivola a -12 dall'Inter, consegna il tricolore alla squadra di Chivu e ora deve guardarsi le spalle per conquistare un posto in Champions. L'ultima a passare a Napoli che, da allora, aveva conquistato 19 vittorie e 7 pareggi, era stata proprio la Lazio con la rete di Isaksen nel finale (495 giorni fa, 4 dicembre 2024). Sarri può sorridere, gol di Cancellieri e Basic, rigore parato da Milinkovic-Savic a Zaccagni, dominio totale su un Napoli troppo modesto per essere vero. Prestazione mostruosa dei biancocelesti che si sono rialzati dopo il ko di Firenze. Certo, la classifica, con un modesto nono posto, resta anonima ma ora la Coppa Italia, la semifinale di mercoledì contro l'Atalanta può dare un senso a una stagione tormentata. Conte schiera De Bruyne e Mc-Tominay dietro a Hojlund per sorprendere la difesa della Lazio che ritrova Gila dopo tre partite di assenza. Il tecnico toscano, a sorpresa, sceglie Noslin come centravanti dopo aver puntato nelle scorse gare su Maldini o Dia. Sulla fascia destra c'è Cancellieri al posto di Isaksen.
Incredibile primo tempo della Lazio, da squadra vera, padrona del campo per larghi tratti rispetto a un Napoli in difficoltà. Segna Cancellieri dopo sei minuti: azione perfetta sulla sinistra, l'assist lo confeziona Taylor grazie anche al taglio di un Noslin più vivo che mai. Poco prima della mezz'ora l'occasione per il raddoppio sciupata da Zaccagni: fuga dell'attaccante olandese steso da Lobotka in area di rigore, l'arbitro Zufferli concede il penalty e ammonisce solo lo slovacco lasciando tanti dubbi su una sanzione che avrebbe potuto anche essere l'espulsione. Il capitano dal dischetto si fa ipnotizzare dal solito Milinkovic-Savic e poi calcia in Curva B la respinta. Tant'è, Cancellieri impegna ancora il portiere serbo, imitato poco dopo da Tavares che trova sulla sua strada sempre i guantoni del fratello di Sergej.
Nella ripresa cambia poco, Lazio dominante, Napoli in affanno. Non bastano a Conte gli ingressi dopo l'intervallo di Elmas e Alisson Santos. Basic raddoppia su un'altra ripartenza di Tavares, la Lazio continua a spingere tanto da fallire di poco il tris con lo stesso terzino portoghese. A quel punto, Sarri comincia a pensare all'Atalanta e inserisce Provstgaard, Patric e Dia evitando di affaticare Gila, Cataldi e Zaccagni. Il Napoli non punge nonostante qualche sverniciata di Alisson Santos, entrano anche Dele-Bashiru e Hysaj, sull'altro fronte spazio a Giovane, Gutierrez a Mazzocchi. Finisce 0-2, quindicesima partita di campionato senza subire gol, successo strameritato per Sarri che ora può puntare la Coppa Italia, alla semifinale di ritorno, con qualche freccia in più nel proprio arco.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Crollo Napoli, si scuce lo scudetto”. Continua il quotidiano sportivo: “Azzurri troppo scarichi. La Lazio non fa sconti. Lezione di Sarri a Conte. Cancellieri e Basic stendono i campioni d’Italia che chiudono con zero tiri in porta. L’Inter è a +12, ora va blindata la Champions”.
La rivoluzione sarrista a Fuorigrotta non si è compiuta ma la grande bellezza delle idee è intatta. E il Maradona si abbandona all’unico sentimento rimasto, la nostalgia che per un pomeriggio cancella anche la gioia degli scudetti. L’ultimo si scuce definitivamente dalle maglie azzurre, gli ultimi lembi strappati dal 2-0 di una Lazio al limite della perfezione: un bel momento per essere così sarrista, alla vigilia del ritorno della semifinale di Coppa Italia. La sconfitta dei campioni d’Italia — che non perdevano in casa proprio dall’ultima volta contro i biancocelesti — riduce i tempi di attesa dell’Inter: il destino tricolore si compirà prima del previsto, ora che il divario è di 12 punti, e la squadra di Conte, svuotata, comincia davvero a guardarsi indietro. Il Milan può agganciarla, le altre arriveranno se l’andazzo è questo. Cade anche l’alibi del “cosa sarebbe successo se...” non ci fossero stati tutti gli infortuni che hanno condizionato la stagione: dopo il mezzo flop del Tardini, i Fab Four steccano ancora, e di brutto.
Individualità e contesto. Vero è che il Napoli non ci credeva più, né in se stesso né in quello che fa, perché tra il fischio finale di Parma e quello d’inizio di ieri il divario dalla testa della classifica si è raddoppiato. A livello nervoso e mentale ha inciso, altrimenti non si spiega una prestazione di così basso livello, anche degli insospettabili. De Bruyne sbaglia un paio di controlli come non gli capitava da quando era nei pulcini e viene sostituito dopo un tempo, come Anguissa che sembra il fratello spompo. Hojlund è cancellato dalla velocità di Gila, McTominay non tocca palla per un tempo e quando arretra non combina molto di più. I disastri veri però sono dietro: difesa fatta a fette, Buongiorno colpevole due volte, gli altri non danno una mano. E solo Milinkovic-Savic tiene basso il punteggio. Le inguardabili prestazioni individuali però sono anche frutto di un contesto tattico che si è inaridito troppo. Intensità e aggressività contiane si sono trasformate in calcio rugbistico, fatto di passaggi laterali o più spesso all’indietro, o “pallamanistico”, un continuo aggiramento da una parte all’altra con l’unico sbocco del cross. Se McT non è più in versione sfondatore, sono guai. L’unica aggiunta di giornata è il tentativo di cambio gioco per colpire il lato debole della Lazio, difetto strutturale delle squadre di Sarri. Potrebbe funzionare se i biancocelesti non tenessero le distanze giuste, invece stavolta sono precisi al millimetro. Avrà tanti difetti, Maurizio, ma sulla preparazione delle partite è impeccabile. Al Maradona, lo è anche l’attuazione.
Numeri e occasioni. Il Napoli finisce con il 67% di possesso palla e 12 calci d’angolo conquistati — quasi tutti frutto di cross deviati, solo un paio per tiri stoppati nel finale — ma sono numeri del tutto ininfluenti, soprattutto in confronto allo zero alla voce tiri nello specchio della porta. L’unico che ci va vicino colpendo il palo esterno è Alisson, che misteriosamente non viene mai schierato dall’inizio pur essendo l’unico, attualmente, a uscire dalla monotonia del traversone. Mentre il Napoli accumula corner, la Lazio produce occasioni. Dall’inizio. Il primo sangue è precoce, non come a Parma ma comunque il gol arriva presto: Zaccagni infila per Taylor, che dal fondo aspetta il rimorchio, Noslin fa velo, Cancellieri imbuca. Per il Maradona è un deja-vu: evocato il ricordo di Ghoulam, Insigne, Callejon. Questa Lazio, almeno in questa occasione, gioca come quel Napoli. Tavares, Zaccagni e Taylor formano un triangolo furioso a sinistra, Noslin sostiene con sponde e corse: quando vola via a Buongiorno e parte in campo aperto, Lobotka lo stende in area. Ma il contropiede nasce da uno sviluppo del Napoli sulla trequarti sinistra avversaria, che non trova sbocchi e torna indietro. Zaccagni dal dischetto commette l’unico (doppio) errore della propria partita davanti al miglior pararigori d’Europa Milinkovic-Savic — 8 salvataggi nelle ultime 5 stagioni, 3 solo in questa — fallendo male pure la ribattuta. Ma la delusione non spegne la Lazio che si difende con ordine sarriano, coprendo zone e linee di passaggio, e riparte in modo lucido e frenetico, guidata dall’intelligenza calcistica superiore di Taylor (che Sarri a fine partita ha paragonato a Hamsik: ci sta). Cancellieri e Tavares chiudono il primo tempo impegnando ancora Milinkovic-Savic — e il Maradona fischia —, Taylor e Noslin aprono la ripresa con la mira sfuocata.
Pensieri. Nel frattempo, Elmas e Alisson, ingressi dopo l’intervallo per i califfi in disarmo De Bruyne e Anguissa, non danno la sostanza voluta, come poi Giovane e Gutierrez, anche se l’ex Sporting qualche impulso lo trasmette. Ma gli altri restano giù. E la Lazio, micidiale quando può andare in accelerazione, raddoppia: Noslin travolge Buongiorno, Tavares sprinta, Cancellieri stavolta non chiude sul secondo palo ma c’è Basic che è arrivato a sostenere. Il palo esterno di Alisson è l’unico sussulto. Va talmente tutto liscio per la Lazio che Sarri può cominciare a pensare alla Coppa Italia, richiamando Zaccagni, Cataldi e Gila. L’unica piccola preoccupazione verso mercoledì sono i crampi precoci di Noslin, Basic e Lazzari, ma così, mentre i tifosi sfollano prima della fine, c’è tempo per rivedere anche l’ex Hysaj. Ah, la nostalgia..
► Le dichiarazioni dei protagonisti
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Sarri: “Adesso la Coppa. Lazio con l’Atalanta devi bissare”. Il tecnico porta via dal Maradona elementi utili in vista di mercoledì “Questo gruppo ha delle buone risorse mentali. Con il Napoli il risultato poteva essere anche più largo”.
Contropiede in scioltezza, attaccando al passo. Così la Lazio può provarci a Bergamo, deve bissare la prova di Napoli: "Sarà durissima contro una squadra forte e in uno stadio difficilissimo ma quando qualcosa non è impossibile vuol dire che è fattibile". Maurizio Sarri è diventato l’anti-Napoli, una bestia nera. Tris di vittorie con la Lazio, due al Maradona. E ora l’Atalanta: "Abbiamo rallentato solo negli ultimi venti minuti e senza rischiare. Il risultato poteva essere anche più largo. Buona partita, bella interpretazione, senza retropensieri per mercoledì. Le partite bisogna aggredirle e non subirle. Sono contento di quello che ho visto". Mau è riapparso orgoglioso: "Questo gruppo ha delle risorse mentali di buon livello, anche nell’ultimo periodo ci siamo ritrovati a metà classifica in uno stadio vuoto, c’erano tutti i presupposti per mollare ma non l’abbiamo fatto". Cadute e risalite, è sempre andata così quest’anno: "La stagione è stata pesante. Dentro la pesantezza ci sono state anche soddisfazioni. Abbiamo vinto due gare col Milan, una con la Juve, una col Napoli. Loro non perdevano in casa da un anno. Qualche soddisfazione c’è. Ci sono segnali di miglioramento da parte della squadra e di tanti singoli".
L’abbraccio. Martedì l’incontro con i tifosi a Formello: "Per noi è importante avere i tifosi accanto, sicuramente vivremo la prima mezz’ora di allenamento con loro e poi ci ritaglieremo un’altra mezz’ora per il lavoro tattico". Gli alti e bassi hanno tante spiegazioni: "Questa squadra nell’ultimo mese e mezzo ha sbagliato la gara di Firenze, ma ha fatto 13 punti nelle ultime sei gare. Ai ragazzi ho detto che le partite in calendario vanno aggredite sempre e non subite. Venire al Maradona e pensare a mercoledì ci avrebbe portato a perdere questa gara e a non prepararci bene per la prossima. Abbiamo giocato in maniera tosta e convincente e penso che il risultato più rotondo poteva starci". La Lazio verticale: "Penso sia un adattamento alle caratteristiche dei giocatori. Non abbiamo tanti uomini di palleggio, ma tanti che hanno strappo. Quindi è un tentativo di metterli a proprio agio e non a disagio giocando un calcio che hanno meno nelle loro corde". Taylor mezzala sarrista: "Mentre uscivo dal campo ho visto Hamsik. Penso sia stato tutto ciò che volevo da una mezzala. Taylor è ancora abbastanza giovane, intelligente. L’adattamento al calcio italiano è stato immediato. Sta facendo bene per essere ai primi mesi in Italia, in un campionato che non è tra i più belli, ma è tra i più difficili". Il tridente giusto per Napoli: "La scelta di questi tre davanti l’ho fatta a inizio settimana. Mi sembravano i più adatti a giocare questa gara. Cancellieri ha qualità fisiche immense, tecnicamente deve migliorare nelle scelte e lo sta facendo, quindi può diventare un giocatore". La sosta era arrivata nel momento migliore: "Ci ha fatto perdere un po’ la brillantezza delle tre-quattro partite precedenti, l’abbiamo ritrovata. Quando troviamo squadre che si chiudono facciamo fatica, ma credo che si tratti di caratteristiche della squadra". Sul futuro, a Napoli si parla anche di lui: "Questa è un’eventualità molto remota se avete seguito il Napoli negli ultimi anni. Mi fa piacere sia venuto fuori questo tipo di discorso. E poi ho anche un contratto di altri due anni con la Lazio".
In un altro articolo, le parole dei calciatori protagonisti. Cancellieri: “È vero posso fare meglio”. Lui e Basic sono tornati al top al momento giusto. L’esterno incassa i complimenti (e anche i consigli) di Sarri “Gol, assist e difesa, lavoro su tutto. L’1-0 nato dai dettagli”.
Cancellieri e Basic, un gol per tempo per battere il Napoli. Due mancini che mancavano da tempo per onorare al meglio il Maradona e mettere la firma sulla vittoria per 2-0 della Lazio. Prima l’attaccante esterno, di nuovo al gol dopo 196 giorni, dalla doppietta al Torino del 4 ottobre. Il croato, invece, ne ha lasciati trascorrere 174 per esultare ancora dopo il sigillo alla Juventus del 26 ottobre. Sono tornati entrambi al momento giusto, nel momento più delicato della stagione.
Capocannoniere. Cancellieri ha sfiorato per due volte la doppietta, la prima venendo anticipato da Zaccagni sulla respinta dopo il rigore parato da Milinkovic, la seconda cileccando il pallone delizioso messo in mezzo da Tavares e fornendo un assist involontario proprio per la rete del 2-0 Basic: "L’importante - ha raccontato dopo il triplice fischio - è aver fatto anche il secondo gol. Ci sono state tante occasioni in cui potevamo fare meglio, ma in una partita in cui c’è grande dispendio fisico può capitare di commettere qualche errore". Il risultato sono comunque tre punti importanti per il morale e il suo quarto gol personale in Serie A, che gli ha permesso di agganciare il "rivale" Isaksen (a cui ha permesso di rifiatare) in testa alla classifica dei marcatori della Lazio.
Crescita. Soprattutto, l'ex Parma ed Empoli ha dato una risposta importante a Sarri, che nel post-partita ha usato carota e bastone: "Ha qualità fisiche immense, tatticamente non è male ma deve migliorare nelle scelte per diventare un giocatore". Un'analisi pienamente condivisa dal numero 22 della Lazio: "Ha ragione, posso migliorare ancora tanto, sono consapevole di poter fare molto meglio nei gol, negli assist e nella fase difensiva. Pure fisicamente, visto che al 75' avevo un po’ di crampi. Però ci sta, devo riprendere la condizione fisica. Lavoro su tutto, anche sui piccoli dettagli come attaccare la porta quando la palla è sul lato opposto. Il mio gol è arrivato proprio su un’azione di questo tipo". Ed è arrivato nel momento giusto: "Abbiamo sicuramente meritato, attaccando la partita dall'inizio, sbloccandola subito e continuando a lottare su ogni pallone. Dal punto di vista mentale ci dà grande forza e consapevolezza. Ora dobbiamo restare umili e concentrati per lavorare bene nei prossimi giorni".
Gigante Gila “Meritiamo cose belle”. Dopo una gara da veterano lo spagnolo punta l’Atalanta “La vittoria ci carica per la Coppa. È stata una stagione difficile ma adesso arriveremo in finale”.
È tornato, si è notato. Impressionante Gila, ha giganteggiato al ritorno. Non giocava dalla trasferta di Bologna, contro il Napoli ha annullato Hojlund e tutti quelli che hanno provato ad avvicinarsi a Motta. Scattante nelle fughe all'indietro, poche. Bruciante negli anticipi in avanti, si è perso il conto. Quasi un mese ai box per l'infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro, si è rimesso a disposizione in tempo per la semifinale con l'Atalanta. Al Maradona si è mangiato gli attaccanti di Conte come riscaldamento pre-Coppa. Il suo primo pensiero è sta"to per i tifosi: "Siamo contenti per la vittoria, spero lo siate anche voi. Questo risultato ci dà tantissima forza per mercoledì". La Lazio ha brillato senza mai rischiare in difesa, per prestazione e valore dell'avversaria è stato uno dei migliori clean-sheet della stagione: "Siamo stati compatti fuori casa. Ora ci aspetta una partita importante, vincere qui ci regala una mentalità positiva", ha detto a Dazn.
Fiducia. "Un animale", l'ha definito Cancellieri. Sarri ha tolto Gila dopo un'ora, era un cambio programmato alla vigilia, il rodaggio non poteva andare oltre a soli quattro giorni da Bergamo. I 60 minuti disputati gli sono bastati (e avanzati) per vincere il premio come man of the match. Lo spagnolo non si è accontentato dei 3 punti conquistati a Napoli, ha rilanciato con fiducia massima per la sfida contro l'Atalanta: "La stagione finora è stata difficile, meritiamo un evento positivo, sia noi, sia i tifosi. Sono sicuro che mercoledì giocheremo bene e ce la faremo, arriveremo in finale", ha aggiunto ai microfoni ufficiali. A bordo campo, come un veterano, ha rincuorato Zaccagni per il rigore fallito: "Succede, anche se capisco il suo umore, che si senta un po' in colpa. Ma Mattia ci ha aiutato tantissimo, è un episodio che non può essere più importante del resto della gara".
Zac e Oliver. Ha parlato anche il capitano, era quello con il sorriso meno sgargiante: "Sbagliare un rigore è sempre brutto, sicuramente mi sarebbe dispiaciuto di più se non avessimo vinto. Invece siamo rimasti sul pezzo, abbiamo fatto il secondo gol e in generale una grande partita". Sulle sue condizioni: "Io e Mario abbiamo forzato un po’ il rientro proprio in vista di mercoledì. Ora stiamo bene fisicamente. Dobbiamo riposare perché contro l'Atalanta sarà fondamentale fare bene". Il commento di Provstgaard: "Possiamo farcela, vedere i tifosi martedì a Formello ci caricherà. Gila e Romagnoli? Sono due difensori fortissimi, mi hanno sempre aiutato da quando sono arrivato a Roma".
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XXXIII giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 78 | 33 | 25 | 3 | 5 | 78 | 29 | 49 | 41 | 13 | 2 | 2 | 37 | 12 | 1 | 3 |
| Milan | 66 | 33 | 19 | 9 | 5 | 48 | 27 | 21 | 31 | 9 | 4 | 3 | 35 | 10 | 5 | 2 |
| Napoli | 66 | 33 | 20 | 6 | 7 | 48 | 33 | 15 | 37 | 11 | 4 | 1 | 29 | 9 | 2 | 6 |
| Juventus | 63 | 33 | 18 | 9 | 6 | 57 | 29 | 28 | 36 | 10 | 6 | 1 | 27 | 8 | 3 | 5 |
| Como | 58 | 33 | 16 | 10 | 7 | 57 | 28 | 29 | 32 | 9 | 5 | 3 | 26 | 7 | 5 | 4 |
| Roma | 58 | 33 | 18 | 4 | 11 | 46 | 29 | 17 | 36 | 11 | 3 | 3 | 22 | 7 | 1 | 8 |
| Atalanta | 54 | 33 | 14 | 12 | 7 | 45 | 29 | 16 | 32 | 9 | 5 | 3 | 22 | 5 | 7 | 4 |
| Bologna | 48 | 33 | 14 | 6 | 13 | 42 | 39 | 3 | 20 | 6 | 2 | 8 | 28 | 8 | 4 | 5 |
| Lazio |
47 | 33 | 12 | 11 | 10 | 34 | 30 | 4 | 26 | 7 | 5 | 4 | 21 | 5 | 6 | 6 |
| Sassuolo | 45 | 33 | 13 | 6 | 14 | 41 | 44 | -3 | 26 | 8 | 2 | 7 | 19 | 5 | 4 | 7 |
| Udinese | 43 | 33 | 12 | 7 | 14 | 38 | 43 | -5 | 20 | 5 | 5 | 7 | 23 | 7 | 2 | 7 |
| Torino | 40 | 33 | 11 | 7 | 15 | 37 | 54 | -17 | 23 | 7 | 2 | 7 | 17 | 4 | 5 | 8 |
| Genoa | 39 | 33 | 10 | 9 | 14 | 40 | 46 | -6 | 22 | 6 | 4 | 7 | 17 | 4 | 5 | 7 |
| Parma | 39 | 33 | 9 | 12 | 12 | 24 | 40 | -16 | 15 | 3 | 6 | 7 | 24 | 6 | 6 | 5 |
| Fiorentina | 36 | 33 | 8 | 12 | 13 | 38 | 45 | -7 | 18 | 4 | 6 | 6 | 18 | 4 | 6 | 7 |
| Cagliari | 33 | 33 | 8 | 9 | 16 | 33 | 47 | -14 | 19 | 5 | 4 | 7 | 14 | 3 | 5 | 9 |
| Cremonese | 28 | 33 | 6 | 10 | 17 | 26 | 47 | -21 | 13 | 2 | 7 | 7 | 15 | 4 | 3 | 10 |
| Lecce | 28 | 33 | 7 | 7 | 19 | 22 | 46 | -24 | 17 | 4 | 5 | 8 | 11 | 3 | 2 | 11 |
| Verona | 18 | 33 | 3 | 9 | 21 | 23 | 56 | -33 | 7 | 1 | 4 | 11 | 11 | 2 | 5 | 10 |
| Pisa | 18 | 33 | 2 | 12 | 19 | 24 | 60 | -36 | 10 | 2 | 4 | 11 | 8 | 0 | 8 | 8 |
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