Sabato 4 aprile 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 1-1
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4 aprile 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXXI giornata - inizio ore 20:45
LAZIO: Motta, Marusic (58' Lazzari), Provstgaard, Romagnoli, Tavares, Taylor, Cataldi, Dele-Bashiru, Isaksen (58' Cancellieri), Maldini (65' Dia), Pedro (58' Noslin). A disposizione: Furlanetto, Giacomone, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Basic, Przyborek, Farcomeni. Allenatore: Sarri. .
PARMA: Suzuki, Delprato, Circati, Valenti, Britschgi (90'+1' Carboni), Keita (90'+1' Sorensen), Nicolussi Caviglia (71' Estevez), Bernabé (80' Ordonez), Valeri, Pellegrino, Strefezza (80' Oristanio). A disposizione: Corvi, Rinaldi, Ndiaye, Ondrejka, Jensen, Elphege, Mena. Allenatore: Cuesta.
Arbitro: Sig. Marcenaro (Genova) - Assistenti: Sigg. M. Rossi e C. Rossi - Quarto uomo: Sig. Di Marco - V.A.R.: Sig. Camplone - A.V.A.R.: Sig. Fabbri.
Marcatori: 15' Delprato, 77' Noslin.
Note: ammoniti 27' Strefezza, 32' Pellegrino, 87' Noslin. Angoli 7 a 2. Recuperi: 2' p.t., 7' s.t.
Spettatori: 11.244 presenti (di cui circa 6 mila paganti e 5 mila abbonati).
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XXXI giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Il Parma fa sgobbare la Lazio”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Segna Delprato, soltanto nella ripresa la reazione biancoceleste: pari di Noslin. Un primo tempo a favore di Cuesta, poi Sarri cambia l’attacco: la sua squadra alza il ritmo e trova il gol dell’1-1”.
Sarri ha interrotto la striscia delle tre vittorie, Cuesta quella delle due sconfitte. Punto futile per la Lazio, il vuoto l’ha fatto Lotito: presenti 5.000 abbonati e 6.000 paganti (1.000 del Parma), 25.000 assenti. Il punto è d’oro per il Parma anche per il calendario finale. Cuesta non ha fatto giocare Sarri. Il Parma ha cercato la vittoria, è andato in vantaggio, ha provato a difenderlo con un blocco basso di 11 uomini e Motta ha tolto lo 0-2 volando su Valeri. Sull’1-1 di Noslin il Parma s’era guadagnato un rigore (braccio di Tavares), rimangiato per fuorigioco di Pellegrino. Più che una squadra, il Parma, una cava di marmo con blocchi inamovibili. Sarri ha dovuto cambiare tutto il tridente (Noslin-Dia-Cancellieri) per trovare il gol dell’olandese, abbonato ai colpi col Parma, non segnava dall’andata (la famosa vittoria in 9). Alla Lazio è mancata l’elettricità pre-sosta, è ripartita scarica, sempre in emergenza. Per 70 minuti sono mancati movimenti e spazi propiziatori anche perché il Parma ha presidiato ogni sentiero, ogni cespuglio. La Lazio s’è infuriata per l’arbitraggio di Marcenaro (seguito da Rocchi in tribuna). Ha contestato il fallo di Cataldi, anteprima del gol del Parma. Ha chiesto due rigori su Maldini e Lazzari.
L’avvio. Questi siamo, ricorda Sarri. Sette assenti da Gila a Zaccagni. Cuesta ha reclutato Bernabé e l’ha preparata fregandosene delle rime baciate. Parma con un 5-3-2 asimmetrico. In fase di possesso un quadrato a centrocampo: due play, Keita e Nicolussi Caviglia, Strefezza sulla stessa linea di Bernabé. Pellegrino punta. Un 5-2-2-1. Cataldi s’è trovato sempre in mezzo a Bernabé e Strefezza. Superiorità del Parma a centrocampo, sua la partenza. Il gol però è arrivato dopo una palla buttata da Marusic, improbabile il lancione da dietro per Isaksen. L’anticipo ha azionato Strefezza, a contatto con Cataldi. Generoso il fallo concesso da Marcenaro per quanto ci sia una tiratina di maglia. Punizione di Valeri, il rimpallo di Circati (passiva la marcatura di Provstgaard) è diventato un assist per Delprato, bella la frustata (0-1). Il blocco basso del Parma ha imprigionato la Lazio. I sarriani hanno iniziato a crossare nel vuoto con Tavares. Lazio poco aggressiva, si palleggiava addosso. Dele-Bashiru fuori partita. Taylor non riusciva a caricarsi la squadra sulle spalle. Il Parma ha trovato facilità di palleggio e il barcellonismo non è la sua specialità. Gli unici spunti della Lazio da Maldini. Prima ha chiesto un rigore dopo un contatto con Circati. Rigore forse no, ma neppure fallo in attacco. Poi è stato murato, sempre da Circati, il primo tiro della partita laziale dopo il 30'. Il Parma ha trovato sempre un uomo libero, Lazio sempre in ritardo sulle uscite. Valeri ha stoccato da sinistra, è servito un volo di Motta per evitare lo 0-2. La Lazio cercava l’episodio. Taylor atterrato in area da Bernabé, già ammonito. Marcenaro ha continuato a non fischiare. A fine primo tempo i cross della Lazio sono saliti a 11. I tiri del Parma a 4 (3 nello specchio). Più della solita media.
La ripresa. Dele-Bashiru ha stangato da fuori. Sarri con tre cambi: Lazzari, Noslin e Cancellieri. Fuori Isaksen, Marusic e Pedro. Fuori Maldini, dentro Dia. Ratkov spettatore nonostante i cross a raffica. Lazzari col turbo in area. La risposta di Strefezza da fuori. I cross inutili della Lazio sono saliti a 19 (alla fine saranno 31). Cuesta con Estevez. Sarri ha chiesto sovrapposizioni a Tavares e Noslin, accontentato col gol. Scambio tra Nuno e l’olandese, triangolo con Taylor, stoccata di Noslin deviata da Circati. Dentro Ordonez e Oristanio. Qui il rigore di Tavares, braccio sinistro. Ma l’azione era viziata dal fuorigioco di Pellegrino, l’annuncio di Marcenaro dopo revisione. Spallata di Valenti su Lazzari, la Lazio ha chiesto il secondo rigore. È finita nei rimpianti.
• Il Messaggero titola: “C’è ancora Noslin in aiuto della Lazio”. Continua il quotidiano romano: “L’attaccante olandese decisivo come nella gara di andata. Parma in vantaggio con Delprato, l’ex Verona entra e trova la rete del pareggio grazie a una deviazione di Circati. Sfuma la quarta vittoria di fila nell’Olimpico quasi deserto. Passo indietro nella prestazione”.
Un tempo non basta. Andata e ritorno, Noslin è il salvatore di una Lazio schiacciata di nuovo dal vuoto. L'Olimpico torna in silenzio, i biancocelesti si spengono. Marcia indietro. Sarri non mette la quarta dopo Sassuolo, Milan e Bologna, ma almeno evita la sconfitta in casa col Parma alla ripresa del campionato. A Cuesta non basta Delprato per ritrovare il successo, ma è un 1-1 prezioso. Pareggio più amaro per i biancocelesti, perché un punto vale poco: l'ottavo posto a quota 44 (Bologna pronto oggi all'ennesimo controsorpasso) rende di nuovo l'Europa un miraggio. Oltretutto c'è una frenata nell'approccio, nel risultato e quindi nel morale (nonostante un finale all'assalto), anche in vista del ritorno della semifinale di Coppa Italia, l'appuntamento più importante del 22 aprile a Bergamo. La possibilità di alzare un trofeo in un'annata del genere farebbe urlare a un altro miracolo di Sarri, dopo il secondo posto.
La solita beffa. Altro che resurrezione, ricomincia la Via Crucis della Lazio. Riecco la protesta contro la gestione Lotito. Chiusa la gioiosa parentesi dei cinquantamila spettatori col Milan, l'Olimpico torna semi-deserto con undicimila anime pie a sorreggere la squadra di Mau, con la solita infermeria da incubo. Ancora out Gila per l'infiammazione al tendine rotuleo, fuori il jolly Patric per un problema ad un dito di un piede (operato in passato). Provstgaard torna al fianco di Romagnoli in difesa, Cataldi è costretto a rientrare in fretta e furia in regia, dopo lo stiramento appena smaltito. Pedro viene confermato dal 1’ a sinistra al posto di Zaccagni (ko) così come Isaksen e Maldini nel tridente d'attacco. Cuesta si difende col blocco basso e schiera un 3-5-2 con Strefezza accanto a Pellegrino. Tavares è subito attento a coprire al centro un suo cross velenoso e a lanciare le prime ripartenze della Lazio. Motta stoppa agevolmente il primo tiro telefonato da Bernabé sul primo palo. I biancocelesti non pressano e badano a chiudere solo le linee di passaggio. Così il Parma sfrutta il primo svarione e passa in vantaggio: punizione di Valeri, goffo rimpallo in area di Provstgaard, Romagnoli e Tavares restano fermi, troppo facile per Delprato far centro al volo. Decima rete subita su palla inattiva dalla squadra di Sarri, fra Coppa e campionato, sta diventando un caso serio, quanto l'esclusione costante di Ratkov. Maldini invoca un rigore per un contatto con Circati, ma l'arbitro Marcenaro gli fischia il fallo contro. Isaksen cerca l'iniziativa personale, ma viene fermato sul più bello. La Lazio va oltre il possesso, alza finalmente il ritmo, ma non trova mai un varco: gli emiliani tolgono profondità, creano densità e fanno muro. Un colpo di testa di Romagnoli è troppo moscio, anche se almeno centra lo specchio. Strepitosa una parata di Motta, che vola all'incrocio su un piattone di Valeri ed evita il raddoppio. Taylor invoca un altro penalty per una trattenuta maliziosa di Bernabé sul finale del primo tempo, ma Marcenaro sorvola di nuovo e manda tutti irritati nello spogliatoio.
I cambi decisivi. C'è più grinta, manca un guizzo. A inizio ripresa, Tavares e Isaksen continuano a sbattere sul Parma, Maldini si muove a vuoto. Serve la superiorità numerica, più imprevedibilità nell'uno contro uno. Non basta un tiro improvviso da lontano di Dele-Bashiru. Sarri procede a un triplice cambio: dentro Lazzari, Cancellieri e Noslin, fuori Marusic, Isaksen e Pedro. Nicolussi Caviglia non impensierisce troppo Motta, Suzuki è efficace su un inserimento pericoloso di Taylor. Come contro il Milan, l'ingresso di Dia (al posto di Maldini) muta completamente il volto dell'attacco. Lazzari ha il piede caldo, regala strappi utili, ma non strappa il pareggio. Una capocciata di Taylor finisce alta, la precisione è un inganno. E allora serve un aiuto del Fato, anzi una deviazione di Circati in porta su un rasoterra di Noslin, lo stesso eroe della gara vinta all'andata al Tardini in nove contro undici, tra l'altro l'ultima (il 13 dicembre) in cui aveva segnato. Un tocco di mano di Tavares rischia di rovinare tutto, ma per fortuna Marcenaro va al monitor e scova una posizione di Pellegrino in fuorigioco. Prima il sospiro di sollievo per la Lazio, poi l'arrabbiatura per una spinta in area di Valenti a Lazzari, ancora non sanzionata dal fischietto. Resta solo il rumore di un silenzio infinito all'Olimpico.
• Il Tempo titola: “Un punto e basta”. Continua il quotidiano romano: “Parma avanti con Delprato, poi nella ripresa Noslin pareggia. Finale tutto biancoceleste, ma gli ospiti tengono e portano via l’1-1. Per la Lazio si ferma a tre la striscia dei successi consecutivi. Stadio deserto per la protesta anti-Lotito”.
Solo un pari contro il Parma, niente poker: la Lazio rimedia un punto in rimonta ma gioca un'altra partita seria soprattutto nella ripresa. Apre Delprato, 1-1 di Noslin, sempre lui, come all'andata quando, però, una sua rete valse la vittoria in nove contro undici. Benino sul campo, la solita tristezza sugli spalti con poche presenze per lo sciopero contro la gestione del presidente Lotito. Difficile capire come si potrà uscire da questa situazione di stallo, le previsioni sono nefaste, i tifosi non si presentano più allo stadio, probabile anche il boicottaggio degli abbonamenti per spingere il padrone del club a lasciare la Lazio. Lo strappo appare definitivo, non ci sono margini per una possibile mediazione e quindi anche stavolta l'Olimpico è deserto. Oltre ai 4000 paganti, c'è qualche migliaia dei 30.000 abbonati che ha preferito essere presente: alla fine gli ingressi sono 11.244 a confermare che lo sciopero ormai riguarda la quasi totalità della gente laziale.
Ma torniamo alla partita: anche stavolta Sarri si presenta in totale emergenza, manca quasi una squadra: il portiere Provedel, i difensori Gigot, Patric, Gila e Pellegrini, i centrocampisti Rovella e il capitano Zaccagni. L'allenatore biancoceleste non rischia nessuno perché la semifinale di ritorno a Bergamo del 22 aprile è la priorità di questo finale di stagione con li biancocelesti ormai relegati a metà classifica in una posizione anonima. Fiducia a Motta in porta, si rivede Cataldi in regia, giocano i due danesi reduci dall'eliminazione della propria nazionale dai mondiali, Maldini agisce sempre da attaccante centrale. Il giovane tecnico spagnolo Cuesta, dopo una partenza alla ricerca del bel gioco, si è ben presto Italianizzato con una strategia di gioco molto difensiva, la migliore per conquistare la salvezza nel nostro campionato. Quindi, poco fraseggio a metà campo e tanta minestra col bomber Pellegrino pronto a colpire in contropiede.
Si parte e subito Parma avanti: punizione di Valeri, difesa laziale poco reattiva e Delprato infila l'incolpevole Motta. La reazione c'è ma non produce tiri verso la porta di Suzuki. Senza profondità, la spinta è continua soprattutto dalla parte di Tavares, Pedro e Isaksen non pungono e così il fortino degli ospiti resiste senza grandi sofferenze fino all'intervallo. Da segnalare il solito arbitro ostile, Marcenaro di Genova, fiscale con i laziali che chiedono un paio di rigori su Maldini e Taylor, permissivo col Parma. Nella ripresa dieci minuti di nulla e poi i cambi di Sarri che stravolge l'attacco con Cancellieri, Dia e Noslin (fuori Isaksen, Maldini e Pedro), poi entra anche Lazzari per Marusic. Proprio l'olandese trova il pari in un'azione tutta orange rifinita da Taylor: la Lazio va all'assalto. A quel punto Marcenero sale in cattedra, si fa aiutare sul Var su un'azione elementare con Pellegrino che parte in fuorigioco e poi guadagna un rigore per fallo di mano di Tavares, infine ignora un rigore solare su Lazzari. Finisce 1-1 tra i rimpianti.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio solo a metà”. Continua il quotidiano sportivo: “Subito Delprato. Noslin pareggia ma ride il Parma. Brutta partita dei biancocelesti dopo 3 vittorie. Per i gialloblù un altro passo verso la salvezza”.
Hanno avuto ragione i tifosi. Quelli che non si sono presentati all’Olimpico. La Lazio ha giocato una partita vuota come lo stadio e triste come il suo campionato senza ambizioni, raggiungendo il pareggio nel finale grazie al buon cuore del Parma che si è abbassato troppo e si è fatto gol da solo. Non sapremo mai quanto incida il deserto affettivo, ma ormai la squadra di Sarri dovrebbe essere abituata. E invece ieri ha prodotto pochissimo e ha dato l’impressione di essere completamente scarica e priva di idee. Il Parma ha costruito una gara ordinata con la consueta attenzione difensiva, ma mostrando anche qualcosa di più rispetto a tante altre volte. La squadra di Cuesta è stata spesso pigra come proposta di gioco nel corso della stagione, ma ieri ha adottato qualche soluzione interessante. L’intento era quello di aprire i corridoi per le fughe degli esterni, oppure andare su Pellegrino per sfruttare i rimorchi da dietro. Quando Bernabé (troppo raramente) avanzava per duettare con Strefezza dietro al centravanti, la Lazio andava in difficoltà per l’atavica idiosincrasia della difesa di Sarri a spezzare la linea. I due gialloblù potevano quindi alzare la testa e decidere cosa fare con discreta libertà. Il gol del vantaggio è stato un caso nello sviluppo (punizione di Valeri e mischia risolta da Delprato) ma non nel contesto. Prima dell’intervallo, infatti, il Parma ha costruito l’occasione per il raddoppio (filtrante di Keita per Britschgi, cross arretrato e gran parata di Motta su Valeri) mentre la Lazio è andata negli spogliatoi senza aver mai impegnato Suzuki. Quando saliva con la palla, la squadra di Sarri trovava un muro mobile, con le fasce chiuse e il centro presidiato. Il risultato era un enorme ingorgo con tutti i giocatori racchiusi nei venti metri a ridosso dell’area gialloblù: più semplice passare la dogana di Paesi inospitali piuttosto che arrivare a chiedere le credenziali a Suzuki. Sarebbe servito quello che alla Lazio ieri è completamente mancato: velocità, sovrapposizioni, movimento senza palla, intraprendenza, coraggio nel cercare il dribbling o la giocata risolutiva. Cataldi non trovava nessuno da servire nello spazio, Isaksen era sempre raddoppiato, Pedro spento. Gli unici a comprendere cosa si dovesse fare erano Taylor e Maldini, che però da soli potevano fare poco.
Assalto confuso. I primi tre cambi di Sarri (Lazzari, Cancellieri e Noslin per Marusic, Isaksen e Pedro) avevano lo scopo di dare una scarica di energia; il quarto (Dia per Maldini) voleva garantire una presenza più fisica in area. Ma la produzione offensiva è stata concentrata in due tiri centrali di Dele-Bashiru e Lazzari mentre il Parma aveva il torto di rifugiarsi nella comfort zone della propria metà campo rinunciando a quanto sarebbe stato più ovvio e proficuo: cercare di chiudere la partita sfruttando gli spazi lasciati dagli avversari, impegnati in un confuso tentativo di forcing. Ne è uscita fuori una ripresa di rara bruttezza, verso la fine della quale la Lazio ha pareggiato con una conclusione di Noslin deviata da Circati. Nell’occasione il Parma ha pagato il suo atteggiamento passivo: Noslin ha potuto scambiare con Taylor e avanzare in zona tiro senza opposizione mentre sette gialloblù occupavano invano l’area di Suzuki. Con l’undicesimo pareggio stagionale, comunque, Cuesta continua la sua passeggiata verso la salvezza. Alla Lazio resta solo la Coppa Italia. Ma con prestazioni di questo tipo non farà di sicuro tornare ai tifosi la voglia di andare allo stadio.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
“Ma la Lazio c’è” le parole di Sarri. Il tecnico biancoceleste analizza il pari senza nessuna critica per i suoi Sarri: “Non è uno stop. Il gruppo è forte e unito. Stagione difficile di cui avrei fatto a meno...”.
Resiste a fatica. Non ne può più, Sarri: "Questa stagione la definirei formativa, era meglio se fosse capitata 15 anni fa perché avevo più bisogno di essere formato. Adesso ne avrei fatto volentieri a meno". Non ne può più delle difficoltà, dei salti in avanti e dei passi indietro, delle emergenze, delle assenze, del mercato incompleto o incompiuto, di una classifica anonima. E dopo serate così l’amarezza torna a colpire Mau: "Stagione molto difficile per tutto lo svolgimento, non solo per le condizioni di partenza. Ma il legame col gruppo e con i giocatori è bello".
La partita. In campionato è finita da tempo, i discorsi sono quasi irrilevanti. Il Parma, per parlare di ieri, non ha fatto mai giocare la Lazio: "Ci hanno fatto un 5-3-2. Solitamente sono partite che se le porti sullo 0-0 al 70' le vinci, purtroppo non ce l’abbiamo fatta. Nel primo tempo abbiamo giocato troppo palla addosso, nel secondo il ritmo è stato diverso. Per quelle che erano le caratteristiche della partita abbiamo fatto una buona ripresa. Fuori casa loro hanno vinto a Milano e Bologna, hanno pareggiato col Napoli". Mau ha contato gli assenti: "Senza 5-6 giocatori importanti diventa difficile. L’Olimpico semivuoto è triste. Per fortuna il gruppo mi sembra sia diventato un gruppo vero, anche la reazione lo testimonia. I 23 minuti e mezzo di tempo effettivo del secondo tempo non ci hanno aiutato". La Lazio ha chiuso con 31 cross, molti nel vuoto, eppure Sarri non ha ritenuto neppure stavolta fosse l’occasione di Ratkov, almeno in corsa. Sono entrati tutti gli attaccanti tranne lui, anche a Bologna: "Le spiegazioni le danno le scelte, in questo momento lo vedo peggio degli altri. È una bufala che può fare l’esterno, con me solo il centravanti. Ha tutte le attenuanti del caso. Ratkov è un po’ indietro per quello che ci sta facendo vedere in questo momento. Ha tutte le difficoltà che può avere un ragazzo che arriva in un altro campionato, che cambia modo di allenarsi. È normale che faccia fatica, è in Italia da due mesi e mezzo. Quando lascerà sensazioni diverse sarà preso in considerazione". Sarri non lo vedeva e continuava a non vederlo. Ballano 13 milioni. La mossa Lazzari: "Ci pensavo già nell’intervallo, avendo poco movimento senza palla lui dà e va e poteva creare situazioni. È un ragazzo che dovrebbe essere utilizzato di più, non è sempre facile trovare equilibrio con Lazzari e Tavares".
L’Italia. Sarri ha parlato del caso Italia: "Ho altri problemi da risolvere e ci ho riflettuto poco. Nei vivai c’è qualcosa da rivedere, ma un vivaio forte produce giocatori normali. Il talento lo produce la mamma, la vedo dura produrre talenti attraverso il vivaio. Sicuramente ci sono margini di miglioramento enormi". Sarri ha attaccato il Decreto Crescita che abbatte la tassazione per gli stranieri, sgravi per cui Lotito si è battuto per la proroga: "Veniamo da un Decreto Crescita - ha detto il tecnico - in cui uno straniero costava meno degli italiani, il percorso è stato fatto al contrario. Serve un accordo tra presidenti". Sarri ct? Non ci pensa: "Un premio alla mia carriera? Mi dite che sono vecchio. Mi sento meno vecchio di quello che sono, faccio quello che mi piace. Non ci ho mai pensato".
In un altro articolo, le dichiarazioni di Provstgaard: “Delusi. Potevamo vincere. Nel secondo tempo abbiamo creato di più. I tifosi ci mancano, dobbiamo finire bene”. Il danese ieri titolare per l’indisponibilità di Gila.
Tornato dalla nazionale e subito titolare. Provstgaard uno dei due centrali a disposizione di Sarri, il tecnico non ha potuto scegliere nonostante le frasi pre-partita: "I danesi sono usciti distrutti dal punto di vista mentale dall’eliminazione al Mondiale". Il classe 2003, comunque fresco di esordio con la Danimarca, ha affiancato Romagnoli vista l'indisponibilità di Gila. A fine gara ha commentato il pareggio con il Parma: "Non siamo soddisfatti. Potevamo vincere, abbiamo creato di più nella ripresa. Non era facile creare occasioni contro di loro". La Lazio ha sbattuto contro il 5-3-2 di Cuesta: "Sulle palle inattive potevamo fare meglio, ci stiamo lavorando. Finora è stata una stagione difficile, siamo cresciuti nelle ultime partite, dobbiamo trovare l'energia per finire bene. I tifosi? Ci mancano, ci danno una spinta in più, si è visto contro il Milan. A prescindere dobbiamo dare il massimo in ogni partita, con o senza tifoseria sugli spalti". Sulla nazionale: "È stata una crescita importante per me e per la Lazio, sono felice. Il Mondiale era una grande opportunità, purtroppo come l'Italia non ci siamo qualificati. Sono giovane, ora mi devo concentrare sul club".
Infermeria. Ci sono nove giorni per recuperare più infortunati possibili. Sarri ha ritrovato Basic in panchina, non veniva convocato dall'8 febbraio, giorno di Juve-Lazio. È rimasto fuori due mesi per un problema al tendine dell'adduttore, ieri a fine partita il croato si è dedicato a un lavoro di allunghi. Non è stato utilizzato in corsa: "Eravamo d'accordo nel risparmiarlo, salvo casi di necessità", ha spiegato Sarri in conferenza. È stato il primo passo verso il ritorno in campo, alla vigilia sembrava di nuovo indirizzato al forfait dopo qualche giorno di test in gruppo.
Tempistiche. Al contrario nemmeno in panchina Patric, Gila e Pellegrini. Il primo ieri si è allenato in modo differenziato a Formello. Ha alzato bandiera bianca per un problema a un dito del piede operato in passato. Stop di circa 10 giorni, salvo sorprese recupererà in tempo per Firenze. Da valutare quotidianamente le condizioni di Gila, alle prese con un'infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Il centrale verrà gestito almeno fino alla semifinale di ritorno con l'Atalanta. Appuntamento a cui dovrebbe partecipare Zaccagni, sta risolvendo la lesione muscolare: "L'ultimo controllo è stato positivo, Bergamo ora sembra una certezza, ma spero di riaverlo anche prima. Lui e Patric sono i più vicini al rientro", ha detto Sarri. Provedel e Rovella hanno chiuso in largo anticipo la loro stagione.
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XXXI giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 72 | 31 | 23 | 3 | 5 | 71 | 26 | 45 | 38 | 12 | 2 | 2 | 34 | 11 | 1 | 3 |
| Napoli | 65 | 31 | 20 | 5 | 6 | 47 | 30 | 17 | 37 | 11 | 4 | 0 | 28 | 9 | 1 | 6 |
| Milan | 63 | 31 | 18 | 9 | 4 | 47 | 24 | 23 | 31 | 9 | 4 | 2 | 32 | 9 | 5 | 2 |
| Como | 58 | 31 | 16 | 10 | 5 | 53 | 22 | 31 | 32 | 9 | 5 | 2 | 26 | 7 | 5 | 3 |
| Juventus | 57 | 31 | 16 | 9 | 6 | 54 | 29 | 25 | 33 | 9 | 6 | 1 | 24 | 7 | 3 | 5 |
| Roma | 54 | 31 | 17 | 3 | 11 | 42 | 28 | 14 | 32 | 10 | 2 | 3 | 22 | 7 | 1 | 8 |
| Atalanta | 53 | 31 | 14 | 11 | 6 | 44 | 27 | 17 | 32 | 9 | 5 | 2 | 21 | 5 | 6 | 4 |
| Bologna | 45 | 31 | 13 | 6 | 12 | 40 | 37 | 3 | 17 | 5 | 2 | 8 | 28 | 8 | 4 | 4 |
| Lazio |
44 | 31 | 11 | 11 | 9 | 32 | 29 | 3 | 26 | 7 | 5 | 4 | 18 | 4 | 6 | 5 |
| Sassuolo | 42 | 31 | 12 | 6 | 13 | 38 | 41 | -3 | 23 | 7 | 2 | 7 | 19 | 5 | 4 | 6 |
| Udinese | 40 | 31 | 11 | 7 | 13 | 35 | 42 | -7 | 20 | 5 | 5 | 6 | 20 | 6 | 2 | 7 |
| Torino | 36 | 31 | 10 | 6 | 15 | 35 | 53 | -18 | 20 | 6 | 2 | 7 | 16 | 4 | 4 | 8 |
| Parma | 35 | 31 | 8 | 11 | 12 | 22 | 39 | -17 | 14 | 3 | 5 | 7 | 21 | 5 | 6 | 5 |
| Genoa | 33 | 31 | 8 | 9 | 14 | 36 | 44 | -8 | 19 | 5 | 4 | 7 | 14 | 3 | 5 | 7 |
| Fiorentina | 32 | 31 | 7 | 11 | 13 | 36 | 44 | -8 | 15 | 3 | 6 | 6 | 17 | 4 | 5 | 7 |
| Cagliari | 30 | 31 | 7 | 9 | 15 | 32 | 44 | -12 | 16 | 4 | 4 | 7 | 14 | 3 | 5 | 8 |
| Cremonese | 27 | 31 | 6 | 9 | 16 | 26 | 46 | -20 | 12 | 2 | 6 | 7 | 15 | 4 | 3 | 9 |
| Lecce | 27 | 31 | 7 | 6 | 18 | 21 | 43 | -22 | 16 | 4 | 4 | 8 | 11 | 3 | 2 | 10 |
| Verona | 18 | 31 | 3 | 9 | 19 | 22 | 53 | -31 | 7 | 1 | 4 | 10 | 11 | 2 | 5 | 9 |
| Pisa | 18 | 31 | 2 | 12 | 17 | 23 | 55 | -32 | 10 | 2 | 4 | 10 | 8 | 0 | 8 | 7 |
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