Sabato 14 febbraio 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-2

Da LazioWiki.

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14 febbraio 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXV giornata - inizio ore 18:00

LAZIO: Provedel, Marusic, Gila (46' Patric), Provstgaard, Nuno Tavares, Dele-Bashiru, Cataldi (67' Rovella), Taylor (79' Cancellieri), Isaksen (88' Dia), Maldini, Noslin (67' Ratkov). A disposizione: Motta, Furlanetto, Pellegrini, Belahyane, Hysaj, Przyborek, Farcomeni. Allenatore: Sarri.

ATALANTA: Carnesecchi, Scalvini (46' Kossounou), Djmsiti, Ahanor (25' Kolasinac), Zappacosta (83' Bellanova), De Roon, Ederson, Bernasconi, Samardzic (46' Raspadori), Zalewski (70' Sulemana), Krstovic. A disposizione: Rossi, Sportiello, Hien, Bakker, Musah, Pasalic, Scamacca. Allenatore: Palladino.

Arbitro: Sig. Sacchi (Macerata) - Assistenti: Sigg. Perrotti e Laudato - Quarto uomo: Sig. Di Bello - V.A.R.: Sig. Di Paolo - A.V.A.R.: Sig. Gariglio.

Marcatori: 41' Ederson (rig.), 60' Zalewski.

Note: ammoniti 10' Scalvini, 12' Ahanor, 74' Bernasconi, 78' Taylor, 90' Djmsiti. Angoli 5 a 4. Recuperi: 3' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 6.000 circa.


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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XXV giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Dea a palla. Lazio: conto salato”. Continua il quotidiano sportivo romano: “La squadra di Sarri fermata dai pali. I nerazzurri chiudono in dieci: l’infortunio di Raspadori preoccupa anche Gattuso. Atalanta, imbattuta nel 2026, al 6° posto. Ederson e Zalewski: una rete per tempo”.

La Lazio paga prezzi enormi. Si batte allo stremo, ma è sola e stanca oltre che perseguitata da assenze, arbitri e calamità. Sarri ha perso Gila nell’intervallo, si teme per il ginocchio, era già senza Romagnoli. Per resistere a un’Atalanta imbattuta nel 2026, lanciatissima, sesta dopo il sorpasso sul Como (una gara in meno), a più 9 dai biancocelesti ottavi, non è bastato lo sforzo estenuante profuso alla terza partita di fila. Non sono bastati assalti fino al 95’, 18 tiri, cinque nello specchio, gli stessi della Dea, due pali (Taylor e Ratkov), in più i lisci di Maldini (89’) e del serbo (95’). La sconfitta è di Lotito più che di Sarri, è di un presidente arroccato dentro le mura di un Olimpico spopolato. Seimila tifosi ieri, solo 2.000 in più rispetto al Genoa. La Dea sarà più forte, ma la Lazio è più debole senza la sua gente. Ci rivolgiamo al presidente, può e deve fare qualcosa per far tornare 40mila laziali in Coppa il 4 marzo contro l’Atalanta. Non si potrà giocare nell’Olimpico di ieri, vorrebbe dire non avere grosse speranze. Palladino si è permesso il lusso di sganciare Raspadori nel secondo tempo, ko per uno stiramento ai flessori, stop che inquieta anche Gattuso. E di lasciare Scamacca in panchina. Ha chiuso in 10, aveva finito i cambi, resistendo agli assalti di una Lazio irriducibile. I prezzi enormi che paga Sarri: Tavares è un treno davanti, è sempre sciagurato in fase difensiva, suoi i due palloni persi nei due contropiedi dei gol (il rigore di Ederson e lo 0-2 di Zalewski). Maldini, da ex, ha fatto tre ruoli: centravanti, ala e trequartista nel 4-2-3-1. È riuscito a tirare poco e non benissimo. Anche i vuoti di Isaksen sono da bimbi dell’oratorio, ha sulla coscienza il raddoppio.

L’avvio. I moduli: 4-3-3 e 3-4-2-1. Subito palla lunga di Provedel, la Lazio voleva il 3 contro 3 attaccanti-difensori. Scalvini ha preso giallo su Noslin, era il 10’. Dopo un minuto e 55 secondi giallo per Ahanor su Isaksen. Due centrali su tre ammoniti. Palladino ha iniziato a scaldare Kolasinac. Ahanor non riusciva a prendere Dele-Bashiru alto e non copriva su Isaksen. Brava la Lazio a uscire con uno-due tocchi, a verticalizzare con Cataldi su Isaksen o Dele, a volte più alto del danese. L’Atalanta ha risposto appena ha trovato Bernasconi in profondità. Uscita a vuoto di Provedel. Provstgaard ha salvato su Krstovic. Sarri s’è infuriato quando Krstovic ha steso Isaksen lanciato in porta. Fallo e giallo, niente per Sacchi. Il danese è sfuggito di nuovo ad Ahanor, 18 anni tra pochi giorni, e Palladino ha fatto entrare Kolasinac. Era il 25’. Taylor ha colpito il palo, deviazione di Carnesecchi. Ecco il Tavares da kamikaze: s’è involato da solo a centrocampo e anziché servire Maldini ha regalato il pallone a Samardzic. Provstgaard s’è perso Krstovic, triangolo con Zappacosta. Cataldi ha dovuto chiudere da terzino, il cross di Zappacosta gli è finito tra braccio e ascella. Rigore: Ederson ha spiazzato Provedel.

La ripresa. Gila ko, dentro Patric. Palladino ha tolto Scalvini, ammonito, dentro Kossounou. Raspadori per Samardzic. Il rigore preso da Tavares, tocco di Zappacosta sul cross, è stato negato per fuorigioco del portoghese. Carnesecchi ha salvato su Noslin. Riecco Tavares, ha sballato un cross all’indietro, è nata la ripartenza di Zappacosta dello 0-2. Per Zalewski colpo a giro ed esultanza da derby. Isaksen gli aveva aperto la strada. Sarri con Rovella e Ratkov. Ecco Sulemana, fuori Zalewski fischiato. Punizione di Maldini, pugni di Carnesecchi. Altra comica di Isaksen, ha lanciato Raspadori. Cancellieri nel 4-2-3-1. Raspadori ko. Palo di Ratkov all’89’. Maldini ha ciccato a porta vuota. Ratkov ha bucato il pallone al 95’. Che anno è?


Il Messaggero titola: “Vuoto a perdere”. Continua il quotidiano romano: “La Lazio cade tra i rimpianti nella prima delle sfide all’Atalanta: pali di Taylor e Ratkov. In un Olimpico deserto, Palladino passa con Ederson (rigore contestato) e Zelewsky. 18 tiri, nessuna rete. L’Europa passa solo dalla doppia sfida in Coppa Italia. Ansia per Gila: esami al ginocchio”.

Vuoto a perdere all'Olimpico. La Lazio è piena di occаsioni (18 tiri, 6 nello specchio) eppure le sciupa tutte e resta ferma ai pali di Taylor e Ratkov. Il vuoto sugli spalti rispecchia una classifica svuotata di significato, nell'anonimato. Il paradosso è che quest'immeritata sconfitta fa meno rumore, quando intorno c'è così tanto silenzio. L'Europa biancoceleste ormai passa solo dalla Coppa Italia, dal doppio confronto in semifinale con un'Atalanta rigenerata da Palladino. Alla Dea bendata bastano un rigore di Ederson e il sigillo di Zalewski per confermare l'imbattibilità del nuovo anno in campionato (sei vittorie e due pari) ed effettuare anche il sorpasso al Como al sesto posto. Una rimonta da standing ovation. La Lazio recrimina perché gioca pure meglio, ma stavolta perisce al primo tiro dal dischetto. È più sciolta grazie all'ultima vittoria di Bologna, ma non scioglie il dissenso.

La scossa. Il vuoto non è quello spazio dov'è caduta la Lazio, ma quel tempo dove resta ad aspettare chi vorrebbe di nuovo accanto. C'è qualche fedele ritrovato (circa seimila spettatori) rispetto all'Olimpico sconsacrato col Genoa, ma lo sciopero prosegue senza condizionamenti da risultato. Il tifo organizzato festeggia l'amore biancoceleste a Ponte Milvio. Lotito è da solo in tribuna a San Valentino, la squadra isolata in campo e il Fato torna avverso. Sarri è costretto al solito turnover, quasi obbligato: Provstgaard sostituisce lo squalificato Romagnoli al fianco di Gila, Tavares torna dal 1'. A centrocampo si rivede Cataldi, Taylor gioca nonostante l'affaticamento. C'è Noslin sulla fascia sinistra al posto degli infortunati Zaccagni e Pedro. Confermati Isaksen e Maldini in attacco. Dopo il brutto ko di De Ketelaere, Palladino punta su Samardzic e Bernasconi alle spalle di Krstovic nel 3-4-2-1. L'Atalanta fatica nella costruzione dal basso, la Lazio trova buchi ma non riesce mai ad affondare il colpo. Isaksen sembra sempre voler spaccare il mondo, ma poi è innocuo. La Lazio corre il primo pericolo su un lancio di Zalewski per Bernasconi su cui Provedel esce a vuoto: Krstovic calcia a porta vuota, è decisivo il salvataggio di Provstgaard sulla linea, stile muro umano. Buona la reazione biancoceleste, ma c'è poca forza nella semirovesciata di Taylor. L'olandese scarta invece un cioccolatino di Maldini, dopo una sgommata di Noslin, ma Carnesecchi devia il piattone sul palo. Sarri è soddisfatto della gestione del pallone e delle fiammate offensive, ma impreca contro Tavares per una palla persa a campo aperto. Zappacosta riparte in contropiede e Cataldi si tuffa in scivolata per intercettare il suo cross: la sfera sbatte sul braccio alto, Sacchi fischia il rigore (contestato) ed Ederson spiazza Provedel dal dischetto.

L'inconsistenza. Piove sul bagnato. Gila si fa male al ginocchio sinistro (oggi esami) in un contrasto con Zelewski e riesce a resistere solo fino all'intervallo. A inizio ripresa dentro Patric, Raspadori rileva Samardzic nell'undici nerazzurro. Un episodio potrebbe cambiare l'inerzia dell'incontro: Zappacosta tocca la palla con la mano, ma un fuorigioco di Tavares nega il rigore alla Lazio. Carnesecchi è straordinario su una spizzata di Noslin diretta all'incrocio. È uno dei rari tentativi dell'olandese, di nuovo troppo pigro come Dele-Bashiru. Isaksen paga il solito errore in ripiegamento: è in ritardo sulla marcatura di Zalewski, che trova spazio fuori area e sfodera un piattone letale all'angolino. Anche Daniel Maldini ha il piede caldo, ma è impreciso e Carnesecchi lo neutralizza senza troppo affanno. L'ex della gara trasloca a sinistra con l'ingresso di Ratkov. Il serbo è volenteroso, ma prima colpisce il palo di testa, poi cicca una clamorosa occasione in pieno recupero. Anonimi gli ingressi di Cancellieri e Dia, per poco Krstovic non trova il tris da centrocampo. Sarebbe stato troppo. Anche perché il vuoto non è vuoto. Rimane pieno di rimpianti, rabbia, paure, incubi e un altro tramonto bruciato.


Il Tempo titola: “Notte fonda”. Continua il quotidiano romano: “Olimpico vuoto, vince l’Atalanta, biancocelesti sempre più giù: resta solo la Coppa Italia. Decidono Ederson su rigore e Zalewski nel cuore della ripresa. Solo due pali per la Lazio: squadra stanca e con troppe assenze”.

Due anni fa la notte di San Valentino celebrò il momento più alto della gestione Lotito, la vittoria contro il Bayern Monaco in Champions League grazie al gol di Immobile. Sarri esultava in panchina pensando a un clamoroso ritorno tra le prime otto d'Europa, l'Olimpico era gonfio d'amore e di passione. Ieri, 731 giorni dopo, Lazio sola, stadio vuoto e una contestazione della "assoluta maggioranza" altro che sparuta minoranza come si sperava a Formello. E adesso lo strappo sembra ancora più insanabile rispetto a proteste del passato quando qualche risultato positivo aveva ricomposto tutto. Seimila presenti, una sconfitta clamorosa sotto questo aspetto che si spera faccia riflettere il presidente per le strategie future. Tant'è, l'altra partita la vince l’Atalanta con i gol di Ederson su rigore e dell'ex romanista Zalewski tanto per rendere la notte più nera. Lazio stanca e con troppe assenze per poter fare di più. Sarri si ritrova senza sei giocatori, l'elenco è lungo: Lazzari, Romagnoli, Gigot, Zaccagni, Basic e Pedro. Tocca a Provstgaard e Tavares in difesa, conferma per Dele-Bashiru nel ruolo di mezzala destra mentre in attacco accanto a Isaksen e Maldini, grande occasione per Noslin. Palladino, imbattuto in campionato nel 2026 e con l'occhio all'andata dello spareggio Champions contro il Borussia Dortmund di martedì, sceglie Samardzic e Krstovic in avanti per avvicinare i posti europei. Vola Flaminia che si spera possa farlo presto nel stadio di cui porta il nome, poi Sacchi fischia l'inizio.

La Lazio parte anche bene con Isaksen ma Ahanor che prende subito un giallo e rischia di lasciare il campo, viene provvidenzialmente sostituito da Palladino con Kolasinac e la gara di placa dopo venti minuti spettacolari. Provstgaard salva sulla linea, Taylor viene fermato dal palo. La gara prende la via di Bergamo al tramonto del primo tempo: cross innocuo di Zappacosta che colpisce Cataldi in scivolata scomposta sul braccio. L'incerto arbitro Sacchi fischia il rigore che manda gli ospiti avanti all'intervallo. Nella ripresa Sarri subito con Patric per l'infortunato Gila, Palladino toglie l'altro ammonito Scalvini (dentro Kossonou), fuori anche l'impalpabile Samardzic per Raspadori. Subito un rigore per la Lazio ma il fallo di mano di Zappacosta arriva dopo il fuorigioco di Tavares (non è serata), Carnesecchi è bravo su Noslin in mischia. Tutto qui perché la squadra è stanca, non ne ha più. Zalewski segna un gol bellissimo con Isaksen e tutta la difesa troppo passiva. Solo allora Sarri inserisce Rovella e Ratkov ma cambia poco con un'Atalanta più forte e con una rosa profonda (entrano Raspadori, Bellanova e Sulemana). Nel finale il palo di Ratkov chiude la sfida. Lazio battuta ma in Coppa Italia, tra meno di venti giorni, potrà essere un'altra storia se qualcuno dei big tornerà a disposizione. Campionato finito, classifica inguardabile, resta la semifinale ma è davvero poco soprattutto se non finirà presto questa devastante lotta intestina.


La Gazzetta dello Sport titola: “Volo Atalanta. La Lazio torna a terra”. Continua il quotidiano sportivo: “Ederson-Zalewski la Dea è da Europa. Sarri non svolta. Il rigore del brasiliano dà la svolta. I biancocelesti fermati dai pali e dalle parate di Carnesecchi. Palladino ha un passo da Champions”.

L’Atalanta ormai si è affezionata all’Europa e senza le coppe non ci vuole proprio stare. Ieri, battendo la Lazio, i nerazzurri hanno scavalcato il Como e, dopo la lunga rimonta iniziata dal tredicesimo posto, sono tornati per la prima volta a occupare l’ultima posizione che garantisce la partecipazione ai tornei continentali. Fabregas deve recuperare mercoledì la partita con il Milan e quindi può teoricamente raggiungere o superare la Dea, ma lo scenario è cambiato. Nel 2026 la squadra di Palladino ha vinto sei delle otto partite disputate in campionato e i sei clean sheet dimostrano che sta funzionando quasi tutto. Anche la gestione di una gara giocata sotto ritmo perché magari la testa era un po’ a Dortmund, dove martedì l’Atalanta disputerà l’andata dei playoff di Champions: per venti minuti i nerazzurri hanno cercato di non concedere troppo a una Lazio che aveva iniziato discretamente e poi hanno progressivamente preso in mano la sfida, sfruttando gli episodi ed interpretando in modo accorto e intelligente ogni momento della ripresa. La squadra di Sarri abbandona definitivamente le speranze di rientrare nel giro europeo e d’ora in avanti trasformerà il campionato in un allenamento agonistico per la Coppa Italia, unico obiettivo ancora vivo.

Dea matura. Ieri la vittoria pomeridiana della Fiorentina sul Como aveva cambiato lo scenario della partita dell’Olimpico dando alla Lazio la possibilità di rientrare disperatamente in corsa per le coppe e all’Atalanta quella di raggiungere il sesto posto. A marzo Sarri e Palladino si affronteranno altre due volte per meritarsi la finale di Coppa Italia, ma la sfida di ieri aveva comunque un valore ed evidenzia pure il favorito della semifinale. L’Atalanta ha mostrato una maturità notevole proprio perché è riuscita a vincere con le marce basse e accettando di convivere con qualche difficoltà iniziale. Per i nerazzurri è anche un periodo fortunato: come già successo contro la Juve in Coppa Italia, gli episodi sono stati tutti favorevoli. Ma saperli sfruttare è un merito. La Lazio, invece, ha provato a scatenare la velocità degli esterni e la tecnica di Maldini: un buon proposito che per una ventina di minuti ha infastidito la difesa dell’Atalanta, ma l’unica occasione è arrivata da una bella giocata di Daniel che si è girato nello stretto e ha servito Taylor il cui tiro, deviato da Carnesecchi, è finito sul palo. Isaksen, però, si è spento in fretta, Noslin ha alternato cose buone ad errori e Maldini deve necessariamente diventare più cattivo in area. Nel primo tempo l’Atalanta ha avuto poco dai trequartisti e così si è affidata agli esterni. Quando a sinistra Bernasconi ha sfruttato un’uscita sbagliata di Provedel, il seguente tiro di Krstovic è stato respinto sulla linea da Provstgaard. Quando a destra Zappacosta ha triangolato con Krstovic ed è arrivato sul fondo a crossare, Cataldi ha intercettato con la mano e Ederson ha trasformato il rigore.

Soluzioni in attacco. Atalanta cinica e Lazio poco concreta? A prima vista sì, ma sarebbe un’analisi frettolosa. La realtà è che la squadra di Sarri fatica a creare occasioni se non in ripartenza o in velocità sulle fasce. Quando è entrato Ratkov si è visto qualcosa di diverso con un maggiore sfruttamento dei cross, poi con l’ingresso di Cancellieri al posto di Taylor e il conseguente passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 sono state battute strade diverse. Ma è difficile rinunciare al senso del gioco dell’olandese, quindi la Lazio sembra destinata a una ricerca costante di soluzioni improvvisate, in base allo sviluppo delle partite. E in fase difensiva persiste il problema della chiusura degli spazi sulla trequarti. La Lazio continua a non spezzare la linea e quindi, se i centrocampisti non retrocedono rapidamente, gli avversari possono trovare comode trame di gioco arrivando direttamente dai trequartisti liberi di ricevere e decidere cosa fare. Il secondo gol dell’Atalanta, segnato da Zalewski al 15’ della ripresa, è nato proprio così: ripartenza lentissima dei nerazzurri, difesa piazzata, palla servita fuori area all’ex romanista che ha potuto avvicinarsi, prendere la mira e calciare senza alcun problema. Isaksen non è stato cattivo come avrebbe dovuto nel rincorrere Zalewski, ma se Patric fosse andato incontro all’avversario il gol sarebbe stato evitato. La Lazio ha problemi strutturali e fa errori concettuali oltre che tecnici: la combinazione di queste cose complica anche le partite giocate discretamente, come quella di ieri. L’Atalanta, invece, sa meglio come arrangiarsi. All’Olimpico ha giocato con la fiducia di chi, prima o poi, trova una chiave. Senza De Ketelaere sarebbe servito un buon Samardzic, che invece non si è visto. Scamacca è rimasto in panchina, il generoso Krstovic è andato vicino alla rete ma non l’ha trovata, Raspadori nella ripresa non ha inciso. Però in qualche modo sono arrivate i gol della vittoria e le solite parate decisive di Carnesecchi. E adesso la Dea va a Dortmund, senza paura.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri: “Risultato bugiardo”. Il tecnico tiene alto il morale e pensa alle sfide di Coppa “Ci è mancato un pizzico di fortuna. Buona Lazio, vale più della classifica. Con la Dea ce la possiamo giocare”.

Prova a guardare il lato positivo Maurizio Sarri, proiettato soprattutto al doppio confronto di Coppa Italia: "Ci sono ancora tante partite in mezzo, ma quello che mi porto dietro da questa sconfitta è che noi con questo avversario ce la possiamo giocare". La sua Lazio non ha raccolto quanto avrebbe potuto, ha peccato di precisione sotto porta, ha colpito due pali e non ha avuto la buonasorte dalla sua parte negli episodi chiave della gara: "Ci è mancato un pizzico di culo. Nel secondo tempo loro hanno tirato in porta una volta, nel primo due. L'Atalanta è in un momento così, anche con la Juventus in Coppa Italia ha fatto 3 tiri e segnato 3 gol".

Dettagli. Questione di dettagli: "Penso che il risultato sia immeritato, ma a volte gli episodi girano così e bisogna accettarlo. Ci poteva stare il rigore per noi, così come è nato fortuitamente quello assegnato a loro, anche perché la deviazione di Kolasinac viene considerata "fortuita" sebbene lui calci di piatto. A prescindere da questo, penso però che abbiamo fatto una buona partita, perché la nostra squadra qualche mese fa non avrebbe mai fatto 18 tiri contro questo avversario. E questo nonostante sia la terza gara in sei giorni. Poi, l'aspetto che mi è piaciuto di più è che i ragazzi ci hanno provato fino al 95'. È un risultato bugiardo, che non ci deve dare retro pensieri negativi". Il Comandante vuole mantenere alto il morale e il livello di competitività, aspetto fondamentale per il presente e soprattutto per il futuro: "Questa settimana mi porta a pensare che siamo una squadra superiore rispetto alla classifica che abbiamo. Se si reggono tre partite in sei giorni di questa intensità vuol dire che si sta diventando squadra. Da questo finale di stagione si capisce anche se si potrà contare su questi giocatori per il futuro. Non dobbiamo mollare".

Tifosi. E un altro aspetto importante per il domani è la questione tifosi, anche ieri assenti dall'Olimpico per via della contestazione nei confronti di Lotito: "Sicuramente se ci fossero stati i soliti 45mila la partita avrebbe potuto prendere anche un'altra piega. Però hanno deciso così e avranno le loro buone ragioni. Per noi è una mancanza forte, inutile far finta di niente. Tuttavia considero quello che stanno facendo come un atto d'amore: se la gente venisse allo stadio solo per abitudine non prenderebbe certe decisioni. Tra l'altro parliamo di un popolo non così esigente da dire di voler vincere a tutti i cosi, vuole solo essere competitivo. Io ho grande rispetto per le decisioni delle persone, poi se loro scelgono di tornare sono il più contento del mondo".


In un altro articolo, le parole di Marusic, che ha raggiunto Milinkovic a 341 presenze “Il ritorno di Sergej sarebbe giusto, tutto è ancora aperto. I nuovi sono giovani, ci aiuteranno a essere più competitivi. Lazio più cattiva manca solo il gol”. Adam è settimo all time per gare in biancoceleste: “Ne voglio altre”. Provstgaard “Il mio obiettivo è diventare uno dei titolari”.

Ora è Gila a preoccupare la Lazio. Ha sentito un dolore al ginocchio sinistro, ha resistito fino all’intervallo. Poi il cambio. Non pensa sia stato il contrasto con Zalewski, avvenuto a fine primo tempo, ad aver causato il ko. Lo ha detto Sarri. Gila era uscito in copertura sul polacco all’altezza della linea di centrocampo. Eppure l’attaccante dell'Atalanta, calciando, ha lasciato andare la gamba e ha colpito con i tacchetti il ginocchio dello spagnolo. Mario si è fermato e ha portato le mani dietro al ginocchio, si toccava nella parte in cui c’è l’inserzione del soleo. Ha resistito circa 3 minuti prima di chiedere l’intervento dei medici, sono entrati in campo al 37'. Lo spagnolo si è buttato a terra bloccando il gioco. Subito ghiaccio spray. Sarri gli ha chiesto di resistere fino al 45'. Tra oggi e domani il difensore sarà visitato e si conoscerà la diagnosi. Sarri ieri era senza Romagnoli (squalificato). Provstgaard ha alternato luci e ombre, un salvataggio sulla linea, tanti raid aerei sventati, anche la marcatura molle su Krstovic quando ha chiuso il triangolo con Zappacosta (azione del rigore). Il danese si tiene pronto anche per Cagliari, seppure Sarri non vede di buon occhio due mancini in coppia. C’è pure l’opzione Patric.

Marusic. Nella conferenza postpartita ha regalato una suggestione Marusic parlando dell’amico Milinkovic, chissà che non torni tra qualche anno per chiudere la carriera alla Lazio: "Parliamo spesso, per me Sergej è un fratello, abbiamo passato tanti anni insieme. Non sono sicuro, posso sperare che lui voglia tornare tra qualche anno, sarebbe una cosa giusta, sa quanto è importante qui e quanti giocatori gli vogliono bene. Tutto è aperto, solo questo posso dire". Proprio Marusic ha raggiunto Milinkovic a quota 341 presenze, ora è settimo nella classifica all time: "Per me è importante questo record. Spero di poter fare anche tante altre presenze". Adam ha analizzato la partita: "Difficile, ma siamo stati dentro tutto il tempo creando tante occasioni senza fare gol, questo ci manca, dobbiamo essere più cattivi sotto porta". Marusic non ha perso la speranza nel futuro: "Ho firmato per altri due anni, sono sicuro che con i nuovi potremo avere una squadra molto competitiva per il prossimo anno. Sono tutti giovani e saranno importanti per noi".

Provstgaard. Ecco Provstgaard: "Stiamo provando ad avere maggiore continuità, ma è un po’ difficile". Sul match: "Dobbiamo rivedere la partita e capire cosa avremmo potuto fare meglio. Possiamo fare di più con il pallone". Vuole diventare titolare: "Questo è il mio obiettivo, il mister deciderà quando sarà il mio momento. Sono felice dell’opportunità che mi ha dato di giocare novanta minuti contro l’Atalanta. Sto crescendo e sono soddisfatto". Il campionato per arrivare pronti alla semifinale di Coppa: "Il campionato è importantissimo, anche se stiamo perdendo un po’ di partite. Dobbiamo essere pronti per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta e se vogliamo riuscirci bisognerà allenarsi ogni giorno con grande forza. Le opportunità arrivano solamente per chi lavora".




La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XXV giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 61 25 20 1 4 60 21 39 31 10 1 2 30 10 0 2
Milan 53 24 15 8 1 40 18 22 24 7 3 1 29 8 5 0
Napoli 50 25 15 5 5 38 25 13 28 8 4 0 22 7 1 5
Roma 47 25 15 2 8 31 16 15 25 8 1 3 22 7 1 5
Juventus 46 25 13 7 5 43 23 20 26 7 5 0 20 6 2 5
Atalanta 42 25 11 9 5 34 21 13 25 7 4 2 17 4 5 3
Como 41 24 11 8 5 38 18 20 23 6 5 2 18 5 3 3
Bologna 33 25 9 6 10 34 32 2 14 4 2 6 19 5 4 4
Lazio 33 25 8 9 8 26 25 1 19 5 4 4 14 3 5 4
Sassuolo 32 25 9 5 11 29 35 -6 14 4 2 6 18 5 3 5
Udinese 32 25 9 5 11 28 38 -10 16 4 4 5 16 5 1 6
Parma 29 25 7 8 10 18 31 -13 13 3 4 6 16 4 4 4
Cagliari 28 25 7 7 11 28 35 -7 15 4 3 5 13 3 4 6
Torino 27 25 7 6 12 25 44 -19 14 4 2 7 13 3 4 5
Genoa 24 25 5 9 11 29 37 -8 13 3 4 6 11 2 5 5
Cremonese 24 25 5 9 11 21 33 -12 12 2 6 4 12 3 3 7
Lecce 24 25 6 6 13 17 31 -14 13 3 4 6 11 3 2 7
Fiorentina 21 25 4 9 12 29 39 -10 10 2 4 6 11 2 5 6
Pisa 15 25 1 12 12 20 42 -22 7 1 4 8 8 0 8 4
Verona 15 25 2 9 14 19 43 -24 7 1 4 7 8 1 5 7





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