Sabato 29 agosto 1998 - Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 1-2

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Stagione

29 agosto 1998 - Supercoppa Italiana 1998/99

JUVENTUS: Peruzzi, Birindelli (60' Di Livio), Tudor, Iuliano, Pessotto, Tacchinardi II, Deschamps (46' Fonseca), Davids (77' Dimas), Zidane, Inzaghi I, Del Piero. A disp.: Rampulla, Pecchia, Blanchard, Conte. All. Lippi.

LAZIO: Marchegiani, Fernando Couto (77' Gottardi), G.Lopez, Mihajlovic (84' Marcolin), Lombardi, Sergio Conceicao, Venturin, De La Pena, Nedved (55' Stankovic), Salas, R.Mancini. A disp.: Ballotta, Baronio, Rambaudi, Protti. All. Eriksson.

Arbitro: Sig. Bettin (Padova).

Marcatori: 38' Nedved, 86' Del Piero (rig), 93' Sergio Conceicao.

Note: espulso al 68' Filippo Inzaghi per doppia ammonizione (proteste e gioco falloso). Ammoniti Lopez, Tacchinardi e Venturin per gioco falloso, Stankovic e Marchegiani per comportamento non regolamentare. La Juventus ha disertato la cerimonia di premiazione.

Spettatori: paganti 16.500.

La rete di Conceiçao
La rete di Conceiçao
Salas e De la Pena con la Supercoppa conquistata
Salas e De la Pena con la Supercoppa conquistata

Perde male la Juve, sovrastata dalla Lazio ben prima di restare con Filippo Inzaghi in meno. Perdere la finale di Supercoppa Italiana non è un dramma, ma lo diventa se si gioca male e ci si comporta peggio, così come ha fatto Filippo Inzaghi causa l'espulsione che ha lasciato la squadra in dieci uomini a metà ripresa. I bianconeri non meritano di perdere all'ultimo minuto di recupero ma già da molto prima. Infatti, a parte il salvataggio di Mihajlovic sulla linea, solo un'invenzione può aiutare i campioni d'Italia a conquistare il primo trofeo ufficiale della stagione.

Non provvedendo Zidane, né Del Piero né altri, ci pensa l'arbitro Bettin che vede un fallo di mano di Lopez inesistente. Il rigore, realizzato da Del Piero, è comunque una solenne ingiustizia per la formazione capitolina. Non c'è tuttavia bisogno del primo gol laziale (De La Pena lancia in profondità, Mancini all'indietro di tacco e Nedved esterno destro vincente) per stabilire che è una buona partita e che la Lazio può giocarla almeno alla pari con la Juve, nonostante schieri una difesa senza Pancaro, Nesta e Favalli, operati, oltre a Negro squalificato.

E' una bella partita per il ritmo e per gli spazi e la Lazio è lontana da quelle prestazioni pre-Campionato poco brillanti. Prima del vantaggio avversario Zidane, al 36', potrebbe regalare il vantaggio ai bianconeri se, al suo dribbling concluso con un tiro incrociato dal limite dell'area piccola, non si opponessero Marchegiani e la traversa. Cinque minuti prima è Nedved, per la Lazio, ad impegnare Peruzzi con un potente tiro. Dopo il vantaggio sopra descritto, giunto al 38', la Lazio potrebbe chiudere la partita all'inizio della ripresa quando manca il colpo del k.o. prima con Mancini, solo, anzi affiancato da Nedved, nella deserta trequarti bianconera e poi con Stankovic, da poco entrato. In entrambi i casi Peruzzi è autore di un'uscita e di una parata da campione.

Lippi avvicenda Deschamps con Fonseca nell'intento di dare consistenza all'attacco, ma vede vanificare i propri progetti di rimonta quando Filippo Inzaghi viene espulso al 68' per doppia ammonizione. Ridotta in dieci, infatti, la Juventus si disunisce. La Lazio, però, si arrocca in difesa e non affonda i colpi come deve fare chi dispone di una superiorità numerica negli uomini. Infatti, prima di essere raggiunta sul calcio di rigore inconcepibilmente regalato dall'arbitro Bettin (non c'è il fallo di Marcolin su Del Piero, né Lopez colpisce di braccio, bensì di schiena), la squadra di Eriksson rischia sulla verticale Zidane-Del Piero: Mihajlovic, però, è prodigioso nel recupero a porta vuota.

Il gol di Sergio Conceicao, al 93', riporta giustizia ai biancazzurri: l'azione è iniziata proprio dal portoghese a destra e da lui stesso è chiusa a sinistra e vede la sapiente partecipazione di Salas, De La Pena e Mancini autore dell'assiste vincente. Finisce così la gara e per i biancazzurri arriva il secondo trofeo dell'era Cragnotti.

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio più forte di tutto. Raggiunta da un discusso rigore di Del Piero, trionfa al 93'. Meritata vittoria dei biancazzurri contro una Juve traballante in difesa e in dieci dal 19' della ripresa per l'espulsione di Inzaghi. Per la seconda volta in undici edizioni la Supercoppa va alla squadra che aveva vinto la Coppa Italia e non lo Scudetto. La Lazio, conquistando il trofeo, ha ripetuto l'impresa della Fiorentina nel '96. Meritata vittoria dei biancazzurri contro una Juve traballante in difesa e in dieci dal 19' della ripresa per l'espulsione di Inzaghi.

L'allenatore dei bianconeri Marcello Lippi: " Nel finale eravamo fermi sulle gambe, neanche un goccio di benzina. La Lazio ha meritato di vincere." Sulla premiazione disertata: "Non sarebbe successo se il gol fosse arrivato un po' prima ma, all'ultimo secondo, ce l'ha fatto dimenticare."

L'allenatore biancoceleste Sven Goran Eriksson: "I nostri tifosi sono stati eccezionali. Soprattutto perchè con il brutto precampionato che avevamo fatto il loro entusiasmo poteva calare. Invece ci hanno incitato sempre aiutandoci tantissimo. Questa è davvero una grande soddisfazione, perchè è una vittoria conquistata in casa della Juve con i bianconeri quasi al completo. Alla vigilia in pochi avevano scommesso su di noi. E del resto era normale visto che avevamo giocato davvero male sinora. Invece contro la squadra di Lippi abbiamo mostrato di avere carattere, voglia di sacrificarci."

"E abbiamo disputato proprio una buona partita, creando parecchie occasioni. Alla fine la gioia è stata grande per il gol di Sergio Conceicao, ma potevamo chiuderla prima, quando Mancini prima e Stankovic poi, hanno avuto due grandi occasioni per passare sullo 0-2. Dopo l'ultimo disastro in Spagna abbiamo parlato molto fra di noi. Cercando di capire gli errori fatti sia a livello di approccio mentale, sia sul piano del gioco. E così stasera ero davvero curioso di vedere la reazione caratteriale. Che è stata eccezionale. La difesa, inedita, ha saputo sacrificarsi."

"E voglio ricordare il salvataggio di Mihajlovic su tutti. In mezzo abbiamo trovato equilibri migliori, con un Sergio Conceicao che sulla fascia destra ci ha dato qualcosa di extra. Davanti poi abbiamo giocatori di grande valore."