Domenica 10 febbraio 2008 - Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-0


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10 febbraio 2008 - 3.270 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXII giornata - inizio ore 15.00

EMPOLI: Bassi, Raggi, Marzoratti, Piccolo, Antonini, Marchisio (92' Tosto), Budel (62' Moro), Marianini, Vannucchi, Giovinco (66' Abate). A disposizione: Balli, Giacomazzi, Rincon, Volpato. Allenatore: Malesani.

LAZIO: Ballotta, Rozehnal (76' Baronio), Siviglia, Cribari, Kolarov, Vignaroli, Dabo (63' Bianchi), Ledesma, Mauri, (74' Manfredini), Pandev, Rocchi. A disposizione: Muslera, Radu, Del Nero, Tare. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Rosetti (Torino) - Assistenti Sigg. Lion e Biasutto - Quarto uomo Sig. Scoditti.

Marcatori: 7' Vannucchi.

Note: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Espulso all'88' Kolarov per gioco violento. Ammoniti: 10' Ledesma, 63' Dabo, 28' Rozehnal, 37' Vannucchi, 54' Marchisio, 55' Pozzi, tutti per comportamento scorretto. Angoli: 4-2. Falli 38-26. Tiri in porta 3-6. Tiri fuori 5-5. Fuorigioco 5-2. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 2.743 per un incasso di 33.017 euro, abbonati 4.489 per una quota di 36.716 euro.


Il tiro vincente di Vannucchi
Rolando Bianchi in azione
Goran Pandev tenta la via della rete
Aleksandar Kolarov in un momento dell'incontro
L'espulsione del calciatore serbo

Una brutta Lazio, lenta e vulnerabile sulle fasce e poco incisiva in avanti, esce senza punti dal "Castellani", restituendo fiato a un Empoli che finora era riuscito a vincere soltanto tre partite e che, pur mostrando chiari segnali di risveglio a livello di gioco, era rimasto incagliato al penultimo posto in classifica. A decidere la sfida è un bel gol su punizione di Ighli Vannucchi, uno dei pochi a illuminare il pomeriggio toscano. E' infatti il fantasista a guadagnarsi e a trasformare la punizione che al 7' mette già la partita dalla parte dei toscani e che alla fine risulterà decisiva. La Lazio incassa il colpo, rischiando su un altro piazzato di Vannucchi (questa volta Ballotta c'è) ma prima Pandev (il macedone, preferito a Bianchi, conclude alto dal limite) poi Kolarov (bolide dai 30 metri) certifica la presenza dei biancocelesti in partita. Vannucchi, con la premiata collaborazione di Giovinco (vera novità in casa toscana con tanto di cambio di modulo, dal 4-4-1-1 al 4-3-2-1) intanto prova a lavorare ai fianchi la Lazio, che soffre con Rozehnal a destra e Kolarov a sinistra.

E' del 22' una bella conclusione di Giovinco parata da Ballotta, mentre sul fronte opposto è pericolosissimo Rocchi, che aggira Bassi in uscita ma la cui conclusione (da posizione defilatissima) è debole e Marzoratti spazza. Faticano comunque Dabo e Ledesma in mezzo al campo (forse condizionati dalle ammonizioni rimediate nei primi minuti), l'Empoli sembra avere un'altra marcia. Per rivedere un altro tiro pericoloso della Lazio bisogna aspettare il 40' quando Pandev trova il corridoio per Mauri: diagonale del centrocampista e palla fuori di un soffio. Rossi non cambia gli uomini ma l'atteggiamento della Lazio al rientro dagli spogliatoi è diverso, anche se Bassi in realtà non deve mai compiere interventi importanti. Un cross di Vignaroli da una parte, un altro di Kolarov dall'altra: Rocchi e Pandev non ci arrivano per un soffio mentre, al 14', il macedone spreca un contropiede. Arriva il momento delle sostituzioni: Rossi ovviamente rischia (Bianchi dentro per Dabo, è tridente), Malesani si copre (Abate e Moro per Budel e soprattutto Giovinco).

E' ancora il mancino di Kolarov, dopo un colpo di testa di Rocchi bloccato da Bassi, a creare le maggiori insidie: tiro dai 35 metri e palla che lambisce il palo. Al 26' nuovo contropiede, questa volta dell'Empoli, Antonini però si addormenta sull'assist di Marchisio. A cavallo della mezz'ora è Raggi a impensierire Siviglia e compagni: prima con un colpo di testa, poi con una deviazione a mezz'altezza. Per Ballotta comunque nessun grosso pericolo. Nonostante l'ingresso di Bianchi la Lazio però fa scena muta eccezion fatta per una mischia al 38' risolta con grosse difficoltà dalla retroguardia azzurra e per un sinistro altissimo di Pandev servito dell'ex attaccante del Manchester City. Al 44' viene espulso Kolarov per una brutta entrata su Marianini. E' l'ultimo sussulto: l'Empoli porta a casa tre punti fondamentali in chiave salvezza, la Lazio continua il suo campionato anonimo.


La Gazzetta dello Sport titola: "Vannucchi inventa la giusta punizione. Il fantasista colpisce a freddo una Lazio troppo svagata. L'Empoli si chiude, vince e risale la corrente in zona salvezza".

Continua la "rosea": Basta poco per abbattere la Lazietta di questi giorni. Bastano un pizzico di spregiudicatezza e una punizione calciata come Dio comanda. Vittoria cruciale dell'Empoli, che risale un bel pezzo di corrente, scavalca la Reggina e tira giù la Lazio, alle porte della zona B. Decisivo Ighli Vannucchi, trequartista di provincia e appassionato pescatore. Suo il calcio da fermo che vale i tre punti. Un tiro chirurgico, con palla sopraelevata a cercare il palo coperto dalla barriera. Osservatori laziali imprecano contro il 43enne portiere Ballotta. Malignità troppo facili, su quel pallone sarebbe forse arrivato Buffon. Se la punizione l'avesse calciata Ronaldinho, tutti ne avrebbero proclamato l'"imparabilità". Alberto Malesani ha saggiamente temperato i suoi furori offensivi, tipici di un allenatore che ricerca il bel calcio e perciò fatica a ottenere i risultati che merita. Empoli di qualità in partenza: modulo ad albero di Natale con due trequartisti, Giovinco più Vannucchi dietro Pozzi centravanti. Non sono molte le provinciali che osano il doppio fantasista. Ottenuto ciò che voleva, il golletto dell'1-0, Malesani non si è vergognato di difenderlo, seppure con qualche patema. Nella ripresa, quando Delio Rossi ha buttato dentro Bianchi e disegnato un tridente, il "Male" si è protetto con Abate e Moro, il primo al posto di Giovinco. Ne è venuto fuori un 4-5-1 flangiflutti. Le salvezze si costruiscono così, con coraggio e concretezza. Capito, Lazio?

Un mix di ragazzi promettenti e onesti mestieranti. Vannucchi ha trent'anni e il suo l'ha fatto. Lo ricorderemo come uno che poteva combinare di più, ma che si è divertito lo stesso a primeggiare in club secondari. Il futuro appartiene a due ragazzini di scuola Juve, Sebastian Giovinco e Claudio Marchisio. Il Giovinco di ieri non ha entusiasmato, si è mosso sotto traccia, ma non ci sono dubbi che possieda piedi e intuizioni da potenziale fuoriclasse. Giovinco ha problemi di continuità, non di altezza. Marchisio sembra un centrocampista già maturo. Ieri ha preso le redini della mediana e non le ha mollate mai. Qualche errore di gioventù, per esempio certi lanci di esterno, quando accortezza imponeva l'uso di altra parte del piede, ma sono dettagli. Questo 22enne è forte, lo trovi dappertutto quando serve - nel secondo tempo ha salvato il risultato disinnescando Pandev nell'economia di un contropiede laziale 3 contro 2 - e alla Juve converrà riprenderselo. A proposito: perché spendere tanti milioni per Tiago se in casa hai già Marchisio? Risposta: boh. Per la Lazio non vale aggrapparsi agli assenti - Zauri, De Silvestri, Mutarelli, Behrami e Mudingayi - per giustificare la nona sconfitta in 22 partite. I giocatori chiave sono più o meno quelli di un anno fa, l'allenatore è sempre Delio Rossi, però mancano fame e voglia di spaccare il mondo.

A Empoli tanti laziali avevano le menti altrove. Si respira un'aria spessa, si capisce a occhio nudo che diversi mammasantissima del gruppo non vedono l'ora di abbandonare il "francescano" Lotito ai suoi fioretti. Delio Rossi ci mette del proprio, nel senso che non pungola i "senatori" come dovrebbe. Su tutti Pandev, che da un po' ha smesso di giocare alla Pandev. Occhio, Lazio: in certe annate balorde ci vuole niente a finire come peggio non si potrebbe.