Domenica 12 febbraio 1978 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Atalanta 0-2

Da LazioWiki.

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12 febbraio 1978 - 1957 - Campionato di Serie A 1977/78 - XVIII giornata

LAZIO: Avagliano, Pighin, Ghedin, Wilson, Manfredonia, Cordova, Garlaschelli, Agostinelli, Giordano, Lopez, Badiani. A disp.: Cari, Clerici. All. Vinicio.

ATALANTA: Pizzaballa, Vavassori, Mei, Mastropasqua, Andena, Tavola, A.Scala, Rocca, Paina, Festa, Pircher. A disp.: Bodini, Cavasin, Bertuzzo. All. Rota.

Arbitro: sig. Agnolin (Bassano del Grappa).

Marcatori: 59' A.Scala, 66' A.Scala.

Note: giornata fredda e piovosa, terreno allentato. Ammoniti: Scala Pircher, Vavassori; Badiani, Wilson, Paina. Esordio in serie A per Giuseppe Avagliano classe 1953. Prima della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria del giocatore del Taranto Erasmo Iacovone deceduto in un incidente stradale. Angoli 14-2 per la Lazio.

Spettatori: 20.000 circa.

La formazione al centro del campo, prima del fischio d'inizio
Il portiere Avagliano in campo
Scala festeggiato dopo la seconda rete
Da l'Unità: la cronaca della gara
Dal Guerin Sportivo: il commento e le foto della partita

E' finita al grido di « buffoni buffoni » scandito rabbiosamente dal tifosi laziali, per sottolineare il disappunto verso la loro squadra battuta clamorosamente, ma in maniera del tutto legittima, dall'Atalanta che ha centrato il suo secondo successo stagionala. Per la compagine di Vinicio, è stata una giornata grigia come il cielo da cui è caduta per tutto l'incontro una gelida pioggerella. Le premesse erano apparse tutt'altro che incoraggianti per una squadra che aveva tanto bisogno di sostegno morale: spalti semivuoti (poco più di 6 mila paganti) sul quali spiccavano striscioni capovolti in segno di protesta contro il presidente Lenzini, che aveva rifiutato nel giorni scorsi di incontrarsi con i clubs.

I tifosi chiedono chiarezza per il futuro, ma soprattutto di conoscere il programma della presidenza. Il rifiuto del dialogo ha finito per alimentare la contestazione che rischia di assumere imprevedibili proporzioni dopo la sconfitta con una avversaria relegata in zona retrocessione. Al termine del confronto Vinicio e i giocatori apparivano letteralmente distrutti: E' un momento difficilissimo — ha sottolineato il trainer con un filo di voce — domenica dovremo andare a Torino per incontrare la Juventus e dopo sette giorni riceveremo l'Inter. Da qualche tempo circola insistente la voce di un divorzio fra il brasiliano e la Lazio. I due prossimi turni di campionato, se dovessero riservare altre amarezze ai biancoazzurri con pericolose ripercussioni anche sulla classifica, potrebbero accelerare una soluzione che appare scontata.

Pure fra i giocatori, dalle mezze frasi che si sono sentite negli spogliatoi, esiste un'atmosfera non proprio amichevole. Qualcuno, sul campo, tira la gamba indietro, come è accaduto ad esempio oggi nel reparto di punta. Da una analisi complessiva del confronto, sono proprio gli attaccanti ad assumere l'incomodo ruolo di maggiori imputati. Infatti la Lazio del primo tempo, pur non toccando mai i vertici di un football stratosferico, aveva giostrato in maniera accettabile sfiorando il gol in due o tre occasioni con Giordano, Agostinelli e Lopez. Cordova assumeva con autorità le redini del centro campo distribuendo palloni preziosi che però non trovavano mai nessuno all'appuntamento. Garlaschelli e Giordano, in modo particolare, sembrava che stessero giocando a rimpiattino.

C'è però anche da dire che l'allenatore Rota, imparata la lezione di tre settimane fa, quando la sua squadra fu sconfitta per 3-1 dalla Roma, ha ripresentato all'Olimpico una edizione riveduta e ottimamente corretta, dell'Atalanta. Non si è vista la compagine dalla manovra sufficiente, come se considerasse scontata In partenza una facile vittoria, ma una squadra che ha fatto dell'umiltà e dell'impegno agonistico, le sue armi più efficaci. All'offensiva a volte, pressante dei laziali, I bergamaschi hanno opposto un assetto razionale del loro ranghi con Pircher punta, Paina impegnato a coprire una vasta zona del campo, ma prevalentemente in appoggio al suo compagno di punta. Nella zona centrale del terreno di gioco, hanno costruito una valida diga Mastropasqua, Rocca, Festa, Tavola e Scala, goleador della giornata, a significare che l'Atalanta, con la sua manovra corale, era in grado di mettere in condizioni di segnare anche un centrocampista.

Tuttavia la squadra di Rota è apparsa particolarmente abile nell'estrema difesa che ha saputo risolvere più di una situazione pericolosa. La Lazio, che presentava in porta l'esordiente Avagliano in sostituzione del titolare Garella colpito da un forte attacco influenzale, nella ripresa è letteralmente crollata mentre gli avversari crescevano implacabilmente. A proposito di Avagliano va sottolineato che non ha avuto colpe sui gol incassati, ma in varie occasioni ha rivelato paurose incertezze come è accaduto al 31', quando, su un calcio d'angolo battuto da Rocca, ha colpito di pugno la palla mandandola a sbattere sul palo della propria porta. I bergamaschi si portavano in vantaggio al 59' in seguito ad una classica azione di contropiede che dava un tono concreto al loro tipo di impostazione tattica adottata abilmente per tutto l'incontro: Paina allungava rapidamente il pallone verso Scala il quale scattava, superava in dribbling Wilson e batteva Avagliano con tocco preciso.

A questo punto la Lazio cadeva nel trabocchetto di riversarsi in massa nell'area avversaria con le idee totalmente annebbiate, favorendo il gioco dei nerazzurri. Inevitabilmente giungeva al 65' la seconda rete anche se ottenuta in seguito agli sviluppi di un calcio piazzato: per un fallo su Paina, lanciato a rete, l'arbitro Agnolin assegnava la punizione che calciava Scala. La palla veniva respinta dalla barriera, riprendeva lo stesso Scala che batteva al volo, con un secco tiro a mezza altezza, per la seconda volta il portiere laziale. Per la Lazio, in completa deriva, non c'erano più speranze. Nei minuti di recupero, esattamente al 93' Mastropasqua spediva in curva un comodo pallone del tre a zero. Ma ormai sarebbe stato inutile. La Lazio, con la sua prima sconfitta all'Olimpico e unica della giornata, aveva già regalato tanti milioni a chi ha avuto la fortuna di stilare la schedina del difficile tredici al Totocalcio.

Fonte: La Stampa