Domenica 15 aprile 1984 - Firenze, stadio Comunale - Fiorentina-Lazio 3-2


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15 aprile 1984 - 2201 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1983/84 - XXVI giornata

Fiorentina G.Galli, Ferroni II, Contratto, Oriali, F.Rossi, Passarella, D.Bertoni, Pecci, Monelli (88' Pulici), Massaro, P.Iachini (6' A.Bertoni). A disp. Landucci, Miani, Cuccureddu. All. De Sisti.

Lazio: Orsi, Miele (69' Giordano), Filisetti (23' Della Martira), Spinozzi, Batista, Podavini, Piga, Vinazzani, D'Amico, Laudrup, Cupini. A disp. Cacciatori, Piraccini, G.Marini. All. Carosi.

Arbitro: Lanese (Messina).

Marcatori: 25' Laudrup, 30' Passarella, 32' Passarella, 62' Spinozzi (aut), 78' D'Amico (rig).

Note: giornata primaverile, temperatura mite. Terreno in ottime condizioni.

Spettatori: 35.000 circa.

La miglior Lazio della stagione mette alle corde una Fiorentina frastornata dal cauto e da una certa presunzione; un pareggio sarebbe stato meritato, dagli ospiti. Pensate: i biancocelesti, in svantaggio dopo la doppietta di Passarella che aveva colmato l'inaspettato svantaggio hanno colpito per due volte il palo con Galli ormai fuori causa in entrambe le occasioni è stato Vinazzani a centrare i legni, sfiorando clamorosamente il pareggio. Poi, nel momento di maggior pressione da parte dei laziali, con la Fiorentina che spesso stava a guardare, ecco l'autogol di Spinozzi su tiro di Oriali. A questo punto qualunque altra squadra si sarebbe arresa. Non la Lazio di Carosi che trovava un rigore per accorciare le distanze e poi attaccava ancora cercando il pareggio. Si è rivisto in campo per una ventina di minuti anche Giordano, che Carosi dopo molte titubanze aveva portato in panchina. Giordano mancava dai campi da gioco da 103 giorni, cioè dalla gara dell'infortunio di Ascoli.

Sul campo fiorentino si è limitato a passeggiare, a cercare qualche allungo concludendo soltanto in un'occasione, rimandando alla prossima partita (con il Napoli) un impegno più sostenuto. Per la Lazio sarà una carta in più da giocare nel drammatico finale. Il bellissimo pomeriggio fiorentino ricco di follia è piaciuto a tutti fuorché ai viola, molti dei quali hanno avvertito fin troppo il tepore primaverile e sono rimasti a guardare. Se soltanto a sprazzi si è vista la Fiorentina, la Lazio come volume di gioco e come impegno è stata decisamente superiore, anche se le è mancata in fase conclusiva quella concretezza di cui non difettavano gli avversari, specie con l'arrembante Passarella autore di una prestazione eccellente sia in difesa che in attacco. Il Passarella formato Mundial tanto per intenderci, quello che non ha bisogno di fare falli per imporre la propria classe indiscutibile. I due gol segnati nell'arco di altrettanti minuti dicono abbastanza sulla prova dell'argentino: nella prima occasione si è letteralmente tuffato per agganciare di testa il cross di Bertoni; nella seconda circostanza su un favoloso cross di Pecci ha anticipato il titubante Orsi mettendo in rete di prepotenza.

Peccato che attorno a Passarella molti latitassero, a cominciare dal portiere per finire a Ferroni e Rossi. Insomma una Fiorentina non esaltante contro una Lazio che sul piano della generosità l'ha superata. Sollecitati da un grande Batista, ben diretti da D'Amico e in avanti da un ottimo Laudrup sempre più a suo agio nel nostro calcio, i biancocelesti hanno trovato per primi la strada del gol ma al momento di sfruttare le occasioni hanno avuto il piede « storto ». Ecco, con un Giordano in buone condizioni ieri non si sarebbero fatti sfuggire l'occasione per portare a casa un clamoroso successo. La Lazio ora deve riprendere tutto da capo mentre i viola si stanno avvicinando alla Roma e alla zona Uefa. I fatti più importanti. Escono Iachini e Filisetti entrambi strappati, sotto con Alex Bertoni e Della Martira. Al 25' Laudrup scambia in area con Cupini e segna. Pareggia Oriali (21') di testa ma Lanese annulla per fallo di Monelli.

Due minuti dopo su punizione di Bertoni è Passarella a mettere il pallone in rete ed il gol è convalidato. Al 32' bis dell'argentino stavolta su lancio di Pecci. Due pali consecutivi di Vinazzani (al 37' e al 40') poi nella ripresa al 16' la deviazione in gol di Spinozzi su tiro di Oriali. Rigore per la Lazio trasformato da D'Amico: Galli in verità aveva parato il tiro perdendo poi il pallone oltre la linea.

Fonte: La Stampa



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