Domenica 15 ottobre 2006 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cagliari 0-0


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15 ottobre 2006 - 3.212 - Campionato di Serie A 2006/07 - VI giornata – inizio ore 20:30

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stendardo, Cribari, Zauri, Manfredini (74' Belleri), Baronio (77' Mudingayi), Ledesma, Mauri, Pandev (67' Tare), Rocchi. A disposizione: Ballotta, Bonetto, Quadri, Firmani. Allenatore: D.Rossi.

CAGLIARI: Chimenti, Pisano, Lopez Brejio (78' Bizera), Bianco, Agostini, Biondini, Conti, Colucci, Esposito, Suazo (71' Pepe), Langella (46' D'Agostino). A disposizione: Fortin, Budel, Conticchio, Capone. Allenatore: Giampaolo.

Arbitro: Sig. De Marco (Chiavari) - Assistenti Sigg. Niccolai e Toscano - Quarto uomo Sig.

Note: espulsi Bizera al 90', Conti al 94', Oddo al 95'. Ammoniti Ledesma, Lopez Brejio, Stendardo, Mauri, Belleri. Al 9' Chimenti ha parato un calcio di rigore di Oddo. Falli fatti 21-15, calci d'angolo 7-5, tiri in porta 4-0, tiri fuori 6-3, fuorigioco 5-6. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 19.402.

La formazione iniziale: Mauri, Stendardo, Ledesma, Cribari, Oddo, Zauri, Peruzzi; Pandev, Baronio, Manfredini, Rocchi
Il calcio di rigore fallito da Massimo Oddo
Una parata di Chimenti
Ancora l'estremo difensore sardo che sventa un'azione biancoceleste
Tommaso Rocchi in azione
Massimo Oddo in un fotogramma dell'incontro

La Repubblica titola: "Finisce 0-0 il posticipo all'Olimpico, errore dal dischetto all'inizio. Fuori il capitano dei biancocelesti, Daniele Conti e Bizera. Oddo sbaglia un rigore, pari col Cagliari. Dopo la noia, tre espulsi nel finale. Il gruppo Rossi ancora a meno 1, per i sardi vittoria rimandata. Peruzzi annuncia: "A maggio 2007 lascerò il calcio"".

Continua il quotidiano: Ancora il segno meno. La Lazio non riesce a battere il Cagliari in casa (0-0) e guadagna un punto che serve a poco, visto che i biancazzurri si portano a -1 e non riescono a scrollarsi una penalizzazione che psicologicamente continua a pesare. Gara brutta che vive di fiammate e che viene condizionata dal rigore che Chimenti, al 9', respinge ad Oddo, se il campione del mondo avesse messo dentro il 14^ penalty di fila, la partita sarebbe stata diversa. Poi, nel finale, le espulsioni di Bizera, Conti e Oddo per una chiusura che peggiora il giudizio su un match da dimenticare, per tutti ma non per il Cagliari che porta a casa un punto che muove la classifica. Senza l'incitamento degli ultras (cori solo contro Lotito durante la premiazione delle 202 presenze di Peruzzi che a fine partita ha annunciato il ritiro: "A maggio 2007 lascerò il calcio"), ma con l'affetto del resto dello stadio, la Lazio scende in campo con il solito 4-4-2. Rossi si affida al doppio regista, al fianco di Ledesma, infatti, c'è Baronio, preferito a Mudingayi. In avanti la coppia Pandev-Rocchi. Il Cagliari risponde con il solito 4-3-3, ma con una sorpresa: a completare il tridente c'è Langella che ricompone il vecchio trio con Suazo ed Esposito. Il numero 23 rossoblù ha il compito di impensierire Oddo e allo stesso tempo di limitarne gli spunti offensivi. Ma è proprio Oddo, al 7', a dare il là alla prima azione da gol: cross in mezzo e avvitamento di testa di Rocchi che finisce sopra la traversa. Per la terna è angolo, dalla bandierina ancora Oddo, la palla schizza sul braccio di Bianco e De Marco concede il rigore. Dal dischetto va ancora Oddo, dopo 13 centri su 13, è Chimenti a spezzare la serie positiva del campione del mondo volando alla sua sinistra e deviando in angolo. Il capitano accusa il colpo, la Lazio anche nonostante la buona prova di Baronio in cabina di regia. Al 20' ci prova Rocchi, ma è alto il suo sinistro. Il Cagliari? Nullo dalla cintola in su, il tridente non si vede, Esposito e Langella fanno gli esterni di centrocampo, mentre Suazo non ha spazi per allungare la sua devastante falcata. Al 25' Lazio vicina al gol, ma sul cross di Pandev, Chimenti vola ad anticipare Mauri e Rocchi.

I biancocelesti spingono, ma non trovano spazi, Giampaolo ha preparato bene la gara e le contromisure per fermare l'attacco laziale. Così non resta che tentare le conclusioni dalla distanza, ma né Rocchi, né Oddo trovano la porta. Nella ripresa Giampaolo cambia: fuori uno spento Langella, dentro D'Agostino che, dopo 48 secondi, va al tiro su assist di Esposito. Larga la girata di destro, palla-gol sprecata, c'era tutto il tempo per fermare la sfera e prendere la mira. Il campanello d'allarme scuote la Lazio, al 2' la triangolazione Rocchi-Mauri-Rocchi è molto bella, ma il destro dell'attaccante finisce sopra la traversa. Al 3' Stendardo vicinissimo al gol, fuori di un soffio il colpo di testa del difensore. Sembra l'inizio di un assedio, la scintilla che può far decollare una gara fin lì non proprio spettacolare. Non è così, il Cagliari si ricompone, la Lazio non riesce a sfondare e anzi, al 26', rischia su un gran contropiede di Esposito che, però, al momento del tiro viene rimontato da Oddo che gli devia il sinistro in angolo. Delio Rossi prova a cambiare qualcosa, dentro Tare per Pandev, Belleri per Manfredini, poi Mudingayi per un esausto Baronio, cambia poco o nulla. Al 36' Mauri invoca un altro rigore per un tocco col braccio di Pisano, per De Marco i due sono troppo vicini, tutto regolare, si va giustamente e anche stancamente avanti. Il risultato non cambia, il finale è convulso, De Marco sbaglia clamorasamente nel giudicare falloso un intervento di Bizera che anticipa Zauri, ma viene espulso. Conti protesta, anche lui viene spedito negli spogliatoi, il Cagliari conclude in 9, la Lazio in 10 perché anche Oddo si fa cacciare. Finale pessimo per una gara brutta e noiosa, finisce 0-0, Lazio deludente e al primo pareggio stagionale, il quarto per il Cagliari che non ha ancora vinto, ma che alla fine porta a casa un punto importante.


Il Corriere della Sera così racconta la gara:


Resta sotto lo zero e non può che prendersela con sé stessa. La Lazio che fa 0-0 contro il Cagliari gioca per larghi tratti in attacco, ma non trova quasi mai la porta. E se Oddo, dopo 14 centri consecutivi, si fa parare il rigore da Chimenti, vuol dire che la partita è stregata. A modificare gli equilibri ci prova l'arbitro De Marco, che dirige bene per 90', poi perde il lume della ragione cacciando in un colpo solo due del Cagliari: Bizera, appena entrato, e Conti. Il primo colpevole di un fallo che non c'è. Il secondo per proteste. E per un insulto al guardalinee, tre minuti dopo, manda sotto la doccia anche Oddo che così completa una serata da dimenticare. Il risultato però non cambia. E la Lazio torna delusa negli spogliatoi: dopo tre vittorie consecutive, il pareggio equivale a una mezza sconfitta. I biancocelesti comandano il primo tempo, anche dopo il rigore sbagliato. Il Cagliari, che Giampaolo schiera con tre punte, in realtà tradisce la vocazione offensiva del suo allenatore e sino all'intervallo si preoccupa soltanto di non prenderle. Peraltro senza fare troppa fatica, considerando che i biancocelesti, volenterosi e motivati, giocano bene in velocità, ma si smarriscono negli ultimi sedici metri. Chimenti, dopo avere stregato Oddo, è chiamato a un lavoro di semplice routine. La Lazio dà un'idea marcata di collettivo, sfrutta bene le fasce, cerca di far correre il pallone, ma si perde al momento di concretizzare il lavoro.

Rocchi non centra lo specchio della porta, Pandev è fumoso e i centrocampisti non riescono a trovare l'inserimento vincente. Nel momento in cui dovrebbe accelerare, la Lazio si sgonfia. Perde le distanze tra i reparti, non fa pressing, smette di giocare senza palla, diventando una squadra prevedibile. Lo intuisce anche il Cagliari che nella ripresa prova, con successo, una serie di ripartenze, ispirate soprattutto da Mauro Esposito, il migliore dei sardi, anche se ancora senza gol in questo campionato. Il pari all'Olimpico è un buon risultato per Giampaolo, ancora alla ricerca della prima vittoria. La Lazio spreca l'occasione di agganciare Parma e Chievo. S'incarta sul rigore sbagliato all'inizio e non trova l'acuto. Rossi, nel secondo tempo, prova con Tare, che dovrebbe dare profondità. Niente da fare. Il gol non arriva, il pareggio è inevitabile e l'annuncio di Peruzzi ("Smetto a fine stagione") non alza il morale.