Domenica 16 settembre 1984 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 0-1


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16 settembre 1984 - 2211 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1984/85 - I giornata

LAZIO: Orsi, Storgato, Filisetti, Vianello, Batista, Podavini, Torrisi (79' Fonte), Manfredonia, Giordano, Laudrup, D'Amico (65' Marini). A disp. Cacciatori, Spinozzi, Garlini. All. Carosi.

FIORENTINA: G.Galli, C.Gentile, Contratto, Oriali (89' Carobbi), Moz, Passarella, Massaro (84' Occhipinti), Socrates, Monelli, Pecci, P.Iachini. A disp. P.Conti, C.Pellegrini III, P.Pulici. All. De Sisti (in panchina Onesti).

Arbitro: Pieri (Genova).

Marcatori: 71' Pecci.

Note: giornata estiva, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Moz, Massaro e Gentile. Esordio in serie A per Francesco Fonte classe 1965.

Spettatori: 50.000 circa di cui 31.359 paganti e 16.835 abbonati.

Il biglietto della partita
Il viola Socrates fermato dai difensori laziali
Una fase della partita

Maltrattata dalla Roma domenica scorsa in Coppa Italia, sgridata da Chinaglia e contestata dai tifosi in una settimana per niente tranquilla, la Lazio è stata bastonata anche dalla Fiorentina lasciando intendere, a chi già non lo sapesse, che questa sarà una stagione sofferta e forse avara di soddisfazioni. Per la verità la squadra di Carosi e Chinaglia ha retto abbastanza bene il confronto, fatte le debite proporzioni con un avversarlo che non nasconde sogni e ambizioni.

Si è difesa con discreto ordine, ha tamponato e persino tentato, ma alla distanza ha dovuto arrendersi a un terribile sinistro di Pecci, splendido quanto casuale, che si è infilato nel sette spegnendo gli entusiasmi già tiepidi dei sostenitori biancocelesti. Socrates ha superato l'esame, cosi come la Fiorentina, senza troppo brillare, ha potuto iniziare il suo cammino in campionato con una vittoria e questo fa sempre bene al morale, specie oggi con la Coppa alle porte. I viola, alla conta delle occasioni e del gioco, sono stati certamente superiori agli avversari. Soprattutto nel secondo tempo, quando la Lazio ha pensato o creduto che un pareggio fosse sufficiente per riportare serenità in un esercito già scosso prima ancora di iniziare la guerra.

Ma la supremazia della Fiorentina, evidente in difesa e a centrocampo, dove Gentile e Oriali mostrano di invecchiare come il buon vino, non ha trovato sbocchi altrettanto felici in attacco, dove Monelli, da solo, non ha combinato granché. I tiri sono venuti quasi sempre da fuori, ad opera del centrocampisti, e non è un caso che il gol della vittoria sia stato segnato da oltre 25 metri: la Fiorentina raramente è riuscita ad avvicinarsi di più malgrado la bella tela tessuta a ridosso dell'area. Ci sono dei problemi da risolvere, nella formazione viola, problemi tattici e di competenze, e qualche giudizio si può già abbozzare anche se sarà il tempo, come sempre, a fissare meglio le valutazioni del complesso e del singoli.

All'Olimpico, era molto attesa la prova di Socrates, che non aveva finora troppo convinto. Ebbene, il dottore ha superato l'esame, è stato promosso malgrado un evidente ritardo nella condizione atletica. Il brasiliano ha giocato, specie nel primo tempo, una serie di splendidi palloni, lavorati al limite con superba semplicità, ha messo due volte i compagni, prima Contratto e poi Oriali, in condizione di segnare, ha insomma lasciato intendere grandi potenzialità anche in un calcio difficile come il nostro, un calcio che non perdona le carenze sul piano atletico.

E' facile prevedere che Socrates, una volta entrato nel meccanismo della squadra e del campionato, sarà protagonista vero. Semmai, a voler essere troppo sottili e veggenti, c'è da chiedersi fino a che punto due giocatori come Pecci e Socrates, molto simili nell'interpretare lo schema, possano tatticamente convivere. Entrambi tendono a convergere il gioco, entrambi amano dettare il passaggio e il triangolo: da quanto si è visto contro la Lazio, il ruolo di leader dovrebbe toccare a Socrates, sempre molto intelligente e essenziale nel suoi tocchi nel vivo. Meglio, Socrates dovrebbe essere il punto di riferimento in attacco e Pecci iniziare la sua manovra più indietro, in posizione di centromediano metodista.

La Lazio, davanti alle manovre più ordinate e classiche della Fiorentina, ha risposto con l'arma del carattere. Bene si è comportato Batista, benissimo Manfredonia, e di Laudrup va detto che ha solo la sfortuna di non giocare in una grande squadra. In compenso è stato nullo Giordano, ben controllato da Moz, sicché la manovra offensiva del padroni di casa è mancata, come quella della Fiorentina, di efficacia nel momento conclusivo. Batista ha colpito una traversa al 3', su punizione, Laudrup ha calciato di sinistro al 7' sull'uscita di Galli, Giordano si è liberato per il tiro al 15' su servizio di Storgato, un buon avvio.

Ma la Fiorentina, sorretta da Gentile (tornato al suo vecchio ruolo di terzino di spinta), Oriali e Socrates ha risposto con un sinistro alto di Monelli (20'), una fuga di Contratto lanciato da Socrates (34') ed un bel tiro di Orlali (39') sempre servito da Socrates. Orsi, portiere della Lazio, è stato bravo ad opporsi col corpo. Nella ripresa la Fiorentina ha accentuato la sua pressione, anche se Socrates, in evidente ritardo di condizione, ha giocato a singhiozzo ribadendo però un fatto, che le sue prestazioni alterne dipendono esclusivamente da problemi di ambientamento. E cosi, invece del piede vellutato del brasiliano, è toccato al piedone di Peccl risolvere l'incontro al 72'. Iachini ha crossato da destra, Torrisi ha respinto e Pecci, di sinistro al volo, ha indovinato l'incrocio alla sinistra di Orsi. Gran gol, niente da fare per la Lazio, rimonta impossibile. Sul taccuino dell'arbitro Pieri, sono finiti ancora tre nomi, quelli di Moz, Massaro e Gentile, ammoniti nel finale per interventi non troppo delicati sulle caviglie di Giordano, Batista e Laudrup.

Fonte: La Stampa

Nota

Incidenti all'allenamento della Lazio. Sassi, bottiglie, lattine sono stati lanciati dai tifosi contro i giocatori mentre si stavano allenando sul campo di Tor di Quinto. All'allenamento non si è visto Giorgio Chinaglia che domenica e lunedì aveva duramente contestato la squadra. Il presidente in un incontro avuto l'altra notte con Carosi avrebbe anche contestato le scelte del tecnico per la partita con la Roma. Carosi intanto ha detto che per l'esordio della Lazio in campionato potrebbe procedere ad un radicale cambiamento della formazione. Secondo alcune voci il tecnico vorrebbe addirittura lasciare fuori squadra il centravanti Bruno Giordano che ieri è stato a lungo contestato dai tifosi. "Buffone" hanno ripetuto più volte. L'unico a salvarsi dalla contestazione è stato Batista, uno dei migliori in campo domenica. Intanto Massimo Cacciatori, secondo portiere della Lazio, è stato allontanato dalla rosa della prima squadra per aver rivolto "parole ingiuriose" a Chinaglia.

Fonte: La Repubblica 12 settembre