Domenica 18 ottobre 1987 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Padova 1-1


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18 ottobre 1987 - 6 - Campionato di Serie B 1987/88 - VI^ GIORNATA

LAZIO: Martina, Brunetti, Beruatto, Pin, Gregucci, Marino (21' Piscedda), Savino (83' Caso), Camolese, Galderisi, Muro, Monelli. A disp. Salafia, V.Esposito, Nigro. All. Fascetti.

PADOVA: Benevelli, Donati, L.Russo, Piacentini, Da Re, Ruffini, S.Mariani (87' Favaro), F.Casagrande, Longhi, Valigi, Fermanelli (80' Zanin). All. Buffoni.

Arbitro: Sig. Frigerio (Milano).

Marcatori: 19' Monelli, 41' Fermanelli.

Note: giornata calda, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Piscedda, Ruffini e Donati. Angoli 10-2 per la Lazio. Al 21' Marino esce dal campo per una violenta pallonata alla testa.

Spettatori: 23.320 per un incasso totale di £. 543.213.000.

Alcuni ritagli di giornale della gara (Gent.conc. Giovanni Pantano)

Dalle prime battute di gioco, sembrava che la Lazio non dovesse incontrare difficoltà ad imporre la sua manovra rapida, precisa, di grande qualità, contro un Padova incapace di reagire. Inevitabile la rete dei biancocelesti a coronamento di una schiacciante superiorità: al 19' Camolese allungava sulla sinistra per Beruatto. Cross preciso dell'ex granata e Monelli, ben appostato in area, ribadiva il suo felice momento insaccando imparabilmente con un tiro al volo di sinistro. In precedenza i laziali erano andati molto vicini alla marcatura, prima con un colpo di testa di Gregucci che sfiorava il palo, poi con un improvviso tiro scagliato da Muro dalla lunga distanza, parato con affanno dal portiere avversario.

Ma dopo essersi portata in vantaggio, la squadra di Fascetti, probabilmente convinta di avere già in tasca il risultato, commetteva un peccato di presunzione tirando i remi in barca. Pur continuando a giocare su livelli apprezzabili, i romani non davano più l'impressione di marciare speditamente come era avvenuto in precedenza. La carica di entusiasmo aveva soltanto in parte mascherato l'assenza di un uomo dalla spinta poderosa come Acerbis, prezioso anche per la sua continuità. Tuttavia il merito dell'equilibrio restituito alla gara sempre vivace, a tratti assai interessante sul piano dell'estetica e dello spettacolo, andava al Padova. Passata la bufera, gli uomini di Buffoni venivano fuori con triangolazioni veloci, puntuali negli scambi abilmente guidati dall'inesauribile Piacentini, forse il migliore in campo con il portiere Benevelli.

Ma i padovani non riuscivano, però, a nascondere l'handicap costituito dalla mancanza di un attaccante di ruolo. Mariani e Fermanelli si facevano ammirare per la vivacità delle loro iniziative, ma essendo due mezze punte venivano frenate dalla scarsa confidenza con il tiro in porta. Un bel Padova, che legittimava l'attuale primo posto in classifica insieme con il Catanzaro, in sostanza non aveva nell'arco le frecce che contano per andare in gol. Tuttavia gli ospiti riuscivano a portarsi in parità al Roma. Inutile il volo di Martina, il Padova pareggia con Fermanelli 41', sfruttando un calcio di punizione, ottenuto in seguito a un fallo di Piscedda su Fermanelli. I calci piazzati costituivano l'unica arma per le risorse tecniche degli ospiti.

Calciava lo stesso Fermanelli, da circa 25 metri, un bolide che, dopo aver superato la barriera, finiva in fondo alla rete. Nell'occasione è sembrato che Martina, forse coperto dai compagni, si sia tuffato con un certo ritardo. Nella ripresa la Lazio tentava di riprendere le redini della gara cercando il successo pieno. Ma il suo gioco troppo soffocato al centro, privo di. sbocchi sulle fasce per mancanza di interpreti; veniva frenato abbastanza agevolmente dai veneti l quali, dal canto loro, trovavano lo spazio per ribattere con veloci manovre La maggior pressione dei biancocelesti, con un Monelli ben disposto sia nei tentativi a rete sia nei suggerimenti ai compagni, faceva nascere un pizzico di rimpianto per la vittoria mancata. Soprattutto perché, al 72; dopo che il portiere Benevelli si era esibito in un paio di strepitose parate su tiri di testa scagliati da Savino e Gregucci. veniva salvato dal palo colpito da Camolese. Con un po' di fortuna, la Lazio avrebbe potuto conquistare i due punti. Ma sul piano strettamente del gioco va rilevato che il Padova ha saputo meritarsi il risultato di parità.

Fonte: La Stampa