Domenica 19 gennaio 1964 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 0-2


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19 gennaio 1964 - Campionato di serie A 1963/64 - IX giornata Recupero dell'incontro in programma il 03/11/1963 e posticipato per impegni della Nazionale (Italia-URSS 1-1).

LAZIO: Recchia, Zanetti, Mazzia, Governato, Pagni, Galli, Maraschi, Landoni, Rozzoni, Morrone, Giacomini. All. Lorenzo .

JUVENTUS: Anzolin, Gori, Sarti, Bercellino (I), Salvadore, Leoncini, Dell'Omodarme, Del Sol, Nenè, Sivori, Menichelli. All. Monzeglio .

Arbitro: sig. De Marchi di Pordenone.

Marcatori: 50' Mazzia (aut), 82' Sivori.

Note: pomeriggio di sole, temperatura di 8 gradi; terreno in buone condizioni. Esordio in serie A per Recchia. Calci d'angolo: 6 - 5 (2 - 4) a favore della Lazio.

Spettatori: 60.000 con 38.000 paganti per un incasso di £.41.000.000 .

Ancora una buona prestazione della Lazio ma il risultato la vede sconfitta per la sesta volta consecutiva. La situazione comincia a preoccupare ma il mister Lorenzo non è neanche sfiorato dalle voci di stampa che lo vorrebbero esonerato. La stessa Società ha saggiamente smentito le indiscrezioni e non potrebbe essere altrimenti visto che il gioco biancoceleste è brillante e per di più espresso contro le squadre più forti del Campionato. Anche contro la Juventus la Lazio ha retto bene e si è resa pericolosa numerose volte e certamente in misura maggiore rispetto ai piemontesi. Ancora squalificato Gasperi, Lorenzo lascia fuori Cei, apparso incerto contro il Bologna, e lo sostituisce con l'esordiente Recchia, conferma Rozzoni retrocedendo Galli al posto del quale rientra Giacomini. La Juventus, priva dello squalificato Castano, rinforza il centro campo mantenendo molto vicini Del Sol, Leoncini e Dell'Omodarme che innescano i veloci Menichelli e Nenè mentre il formidabile Sivori, pur controllato con intelligenza da Governato, ha fatto partita a sè spostandosi in ogni parte del campo. Inizialmente la Vecchia Signora tenta di impensierire i romani: i tiri di Nenè (2'), Del Sol (5') e Leoncini (6') vanno tutti fuori dello specchio della porta e costringono i difensori biancocelesti a superarsi per tentare di arginare gli attacchi. Ma la Lazio non sta solo a guardare. Al 10' Rozzoni costringe di testa Anzolin a una grande parata. Purtroppo sarà questa l'unica occasione in cui l'ariete laziale, lento, macchinoso, abulico, si farà notare. Ancora la Lazio con Maraschi al 17' in contropiede colpisce l'esterno della rete. Al 20' Sivori finta il cross e invece inventa un tiro a parabola che si appoggia sulla parte superiore della traversa. Al 38' il sig. De Marchi non fischia un nettissimo rigore contro la Juve per un intervento di Salvadore che falcia Morrone, solo davanti ad Anzolin, con un intervento a forbice. Il pubblico e i giocatori laziali protestano con veemenza ma la Lazio non è mai fortunata con gli arbitri veneti. Fino alla fine del tempo il gioco ristagna a metà campo ma le due squadre danno sempre l'impressione di potersi fare del male da un momento all'altro. Nella ripresa le squadre, ambedue stanche, si allungano e il gioco perde di razionalità ma aumenta la spettacolarità. Nenè resiste all'intervento di Pagni e lascia partire un siluro che Recchia controlla con sicurezza al 55'; un cross di Del Sol viene colpito con la fronte da Bercellino (I) con violenza estrema e Recchia vede il pallone colpirlo casualmente al petto al 58'. Un attimo dopo è Rozzoni ad essere preceduto da Salvadore in recupero. Al 60' accade l'episodio che deciderà la partita. Un passaggio di Zanetti a Mazzia al limite dell'area laziale vede l'ex juventino cincischiare incerto sul da farsi, mentre Dell'Omodarme lo pressa senza particolare convinzione. Intuita l'incertezza del compagno Recchia si spinge al limite dell'area chiamando il pallone mentre Mazzia, come colto da un raptus, scarica un retropassaggio angolatissimo verso la porta con Recchia preso in controtempo. Il pubblico è diviso tra lo smarrimento e l'indubbia comicità dell'accaduto. La Lazio reagisce e sfiora il pareggio con un bel tiro di Maraschi, sfuggito a Sarti, al 72'. Tre minuti dopo, in area juventina, Galli sta per battere a rete a colpo sicuro quando ancora Salvadore gli toglie il pallone con un netto fallo di mano. Bercellino (I) stesso si porta le mani sul volto in segno di disperazione ma l'ineffabile arbitro De Marchi fa segno di continuare. Lorenzo viene trattenuto sulla panchina dal giovane medico sociale Ziaco. A questo punto la Lazio s'arrende e Sivori dopo un tunnel ai danni di Governato scaglia un tiro diabolico verso Recchia e il pallone prende un effetto bizzarro che sorprende il numero uno biancoceleste. Ancora tanta sfortuna per la Lazio e un arbitraggio scandaloso che ha impedito alla squadra di raccogliere quanto ha meritato. All'uscita dal campo il romano e romanista Menichelli, sicuramente il più deludente della squadra juventina e annullato da un coriaceo Zanetti, ha beffeggiato il pubblico inferocito con gesti volgari e provocatori.