Domenica 2 marzo 2003 - Perugia, stadio Renato Curi - Perugia-Lazio 2-2


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2 marzo 2003 - 3035 - Campionato di Serie A 2002/03 - XXIII giornata

PERUGIA: Kalac, Sogliano, Di Loreto, Milanese, Zé Maria, Tedesco (46' Pagliuca), Obodo, Blasi, Grosso, Vryzas, Miccoli (83' Caracciolo). A disposizione: Tardioli, Baronio, Berrettoni, Fusani, Rezaei. Allenatore: Cosmi.

LAZIO: Marchegiani, Oddo, Negro, Stam, Favalli, Fiore, Simeone, Liverani (80' Lazetic), Cesar (70' Chiesa), Corradi, C.Lopez (90' Castroman). A disposizione: Concetti, D.Baggio, Pancaro, Fernando Couto. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Trefoloni (Siena).

Marcatori: 13' Zé Maria (rig), 16' Corradi, 43' Grosso, 85' Negro.

Note: giornata piovosa, terreno pesante e scivoloso. Ammoniti: Negro, Grosso, Blasi. Al 90' viene allontanato dalla panchina del Perugia Alessandro Gaucci per proteste. calci d'angolo: 6 - 8. Osservato un minuto di silenzio per commemorare il Sovrintendente della Polizia di Stato Emanuele Petri, vittima di un omicidio in mattinata sul treno per Firenze. La Lazio ha inoltre giocato la gara con il lutto al braccio per commemorare la scomparsa di Alberto Sordi.

Spettatori: 20.000 circa con 9.522 paganti per un incasso complessivo di euro 178.341.


La rete di Bernardo Corradi
Negro esulta dopo la sua rete che vale il pareggio
Obodo nella morsa di Liverani, Corradi e Stam

La Repubblica titola: "Perugia e Lazio pari con un rigore fasullo".

Un rigore che non c'è, un arbitro che c'è fino a un certo punto, un campo che ti fa scivolare molto e sbagliare di più. Perugia e Lazio provano a vivere il loro calcio piacevole per natura. Ma non è facile e il risultato è una somma di errori e volontà, di sbandate e intuizioni, con la squadra di Mancini che ancora non riesce a rivedere la vittoria in questo girone di ritorno ma comunque ritrova una buona porzione di sé stessa. "Sono contento della squadra. Sul 2-2 abbiamo anche provato a vincere" dice alla fine Mancini, che rivede un po' di luce dopo una serie di domeniche appannate. La Lazio è viva e corre ancora, anche se in classifica la sua è una corsa lenta, col Chievo che torna sotto. "Anche il Milan oggi ha avuto problemi, io dico che possiamo ancora recuperare punti per lottare per lo scudetto". Così parla Mancini, che non è affatto contento per quel rigore concesso al Perugia al 10' del primo tempo. "Non voglio star qui a lamentarmi, però quel rigore era inesistente ed episodi come questi condizionano la partita. Era successo anche col Chievo...". Curioso che Gaucci jr. riesca a lamentarsi per lo stesso episodio. "Rigore sacrosanto ma non capisco perché l'arbitro non abbia nemmeno ammonito Marchegiani. L'atteggiamento dell'arbitro non ci ha aiutato. Tra l'altro la mia espulsione dal campo è davvero curiosa. Ho detto una frase del tipo "Che c...o fischi", se mettessero i microfoni in panchina caccerebbero fuori tutti ogni domenica".

Fatto sta che quel rigore non c'era. Tedesco, liberato verso la porta da Stam che scivola nel fango, si butta prima del contatto con Marchegiani. Trefoloni non fischia subito, è il guardalinee Russo a segnalargli il presunto fallo. E' il 12' quando Ze Maria calcia il rigore del vantaggio. La sfida inizia con un minuto di silenzio: si ricorda Emanuele Petri, il sovrintendente di pubblica sicurezza ucciso la mattina sul treno Firenze-Roma. Petri viveva a due passi da qui, a Tuoro sul Trasimeno. La Lazio invece indossa il lutto al braccio in ricordo di Alberto Sordi. Mancini non ce la fa a recuperare Mihajlovic e schiera Stam centrale. A destra c'è Oddo. Mancando Stankovic, in mezzo c'è la coppia formata da Simeone e dall'ex Liverani. Fiore sta a destra, in attacco Lopez, preferito a Chiesa, lavora con Corradi. Cosmi ha il solito dubbio. La scelta è tra Fusani e Obodo. Il nigeriano vince il ballottaggio. Il fango non aiuta le trovate tecniche delle due squadre. Miccoli non entrerà mai in partita, l'altro velocista, Lopez, lo seguirà. Bella la sfida di fascia tra Ze Maria e Cesar. Di qualità il carattere della Lazio, che tre minuti dopo il gol subito si rimette in corsa con un colpo di testa di Corradi, bravo ad anticipare Kalac, colpevole per essere uscito dai pali senza darsi uno sguardo intorno. Il suo collega Marchegiani (sostituto dell'infortunato Peruzzi) non sembra più lucido di lui. Ogni uscita è un brivido. Dopo il pari della Lazio la partita vive in equilibrio. Il Perugia ci prova. E ci riesce al 42', quando, dopo un angolo di Miccoli, Grosso riprende una respinta corta di Oddo, si aggiusta la palla e calcia un sinistro basso oltre Marchegiani. Il secondo tempo ritrova subito la Lazio.

E anche Corradi: lancio di Simeone e colpo di testa dell'attaccante, con palla che sbatte sul palo. E' il 6' e un minuto dopo Pagliuca, entrato al posto di Tedesco, si ritrova solo davanti alla porta. Il tocco è troppo leggero e Favalli può respingere. D'ora in poi è solo Lazio. L'ingresso di Chiesa per Cesar aumenta la pressione. Dopo un tiro al volo di Miccoli (fuori) e un siparietto di Trefoloni, che si oppone involontariamente a Blasi, la squadra di Mancini pareggia grazie a un altro colpo di testa, questa volta di Negro, con palla spizzicata che corre nell'angolo. La Lazio potrebbe addirittura prendersi tre punti se al 41' Lopez non calciasse con una mira approssimativa un diagonale che meritava di più. E così la partita finisce con un pareggio di cui nessuno osa lamentarsi. I lamenti, semmai, sono indirizzati all'arbitro Trefoloni, che riesce a scontentare tutti. E non è facile. Da Roma intanto arriva un'altra voce sul futuro societario: ci sarebbe alle porte una cordata statunitense guidata da Matteo Corsini.