Domenica 2 ottobre 1994 - Firenze, stadio Artemio Franchi - Fiorentina-Lazio 1-1


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2 ottobre 1994 - 2616 - Campionato di Serie A 1994/95 - V giornata

FIORENTINA: Toldo, Carnasciali, Luppi, Cois, Pioli, Malusci, Carbone, Di Mauro (46' Robbiati), Batistuta, Rui Costa (78' Tedesco), Baiano. A disp.: Scalabrelli, Sottil, Flachi. All. Ranieri.

LAZIO: Marchegiani, Negro, Favalli, Di Matteo, Cravero, Chamot, Rambaudi (19' Bergodi), Fuser, Boksic (46' Casiraghi), Winter, Signori. A disp.: Orsi, Bacci, Venturin. All. Zeman.

Arbitro: Beschin (Legnago).

Marcatori: 60' Batistuta, 94' Bergodi.

Note: pioggia e terreno allentato. Ammoniti Favalli, Di Matteo e Winter per la Lazio, Robbiati e Carnasciali per la Fiorentina. Espulso Chamot al 16'. L'argentino, nel rientrare negli spogliatoi dopo l'espulsione, è stato colpito da una moneta. La ferita è stata suturata con alcuni punti.

Spettatori: 37.000 circa.

Signori in azione
Marchegiani in uscita
Una fase della gara
Chamot sanguinante dopo essere colpito da una moneta
Il difensore riceve i soccorsi
L'uscita dal campo
Bergodi agguanta il pareggio in extremis

Non si può mai chiudere il taccuino degli appunti, quando recitano gli "zemaniani". E anche i cronometri, inchiodati sul 94' mentre Bergodi azzecca il tuffo a pesce dell'incredibile pareggio, correggendo l'ultima punizione che Signori tratteggia dalla trequarti sinistra, devono essere di alta precisione, come vuole dimostrare l'arbitro Beschin. Quasi superfluo aggiungere che nessun orologio fiorentino prevede identico recupero e allora, sotto nuvolacce gonfie di pioggia, monta l'ira degli esagitati per contestare l'inaccettabile borseggio. Borseggio? Beh, occorrerebbe spiegare ai teppisti, ai lanciatori di lattine, monete e cibarie, che soprattutto i loro cocchi viola hanno consentito la beffa, incapaci di chiudere una partita d'attacco sviluppata per quasi sessanta minuti in superiorità numerica. Partita avvelenata, dopo le schermaglie d'avvio, dopo l'indubbia pericolosità biancoazzurra rappresentata dal solito 4 3 3 zemaniano a passo di carica, causa una discutibile (e decisiva) valutazione arbitrale. Certo, interrompendo e ripartendo di rimessa, la Fiorentina ha già inalberato Rui Costa per scatenare lo scattista Batistuta (mira comunque sballata in solitudine e destro fuori quadro per graziare il superlativo Marchegiani), aggiungendo un successivo spreco nel momento in cui Baiano irrompe sotto rete per schiacciare di testa ancora un calcio piazzato di Rui Costa. Ma l'equilibrio di una sfida subito densa di ribaltamenti lo spezza Chamot, in anticipo su Batistuta per chiudere un lancio trapassante dello scatenato Rui Costa, più mobile e ispirato rispetto all'oppositore di zona Di Matteo. L'argentino, perno principale della terza linea laziale accanto a Cravero, e con Negro Favalli esterni, s'abbandona ad un peccato di presunzione, pretendendo di saltare in dribbling il furbo Gabriel che lo pressa. Decisione scriteriata: Chamot perde palla, vede sfilar via il connazionale e tenta l'improbabile recupero da dietro. Aggancio inevitabile, Batistuta carica la caduta e Beschin inflessibile sventola il cartellino rosso. Ecco, Chamot indugia, poi quasi sospinto dal dirigente Manzini s'avvia verso la curva Fiesole, dove di lì a poco diventa una maschera di sangue. Che accade? Un cecchino scellerato gli procura un taglio alla testa (ferita lacero contusa, tre punti di sutura), prima che imbocchi il sottopassaggio. E si agita l'accompagnatore per mostrare al direttore di gara la moneta da cinquecento lire scagliata con una fionda, mentre tardano i soccorsi. Cosa produrrà adesso la Lazio, già afflitta da problemi difensivi? Zeman toglie Rambaudi, e inserisce là dietro Bergodi, per ripristinare almeno un quartetto difensivo in grado di sostenere l'ondata viola, gli scatti intersecati Batistuta-Baiano, supportati da Cois, Carbone e Di Mauro. Cioè da gente lenta o prevedibile nei movimenti che tanto Winter quanto Fuser, superstiti centrocampisti in minoranza, sanno arginare, risalendo addirittura imprendibili. Sì, nel 4 3 2 biancoazzurro d'emergenza esiste addirittura spazio per innestare Boksic, che tiene impegnati Malusci, Pioli, Lippi. E, con il cambio di marcia, il croato inventa lo spazio profondo dentro cui Winter va di prepotenza al tiro frontale. Respinge Toldo in volo, riprende ravvicinato Signori, ma stavolta l'esecuzione obliqua sbatte contro un guantone del portiere a terra e s'impenna spolverando la traversa. Incredibile Lazio: è composta di cursori che assaltano ovunque e si sbilanciano, regalando altre palle gol, prima dell'intervallo. Inghiotte bocconi prelibati Batistuta, che almeno in tre occasioni, innescato da Rui Costa, dovrebbe scherzare Marchegiani in rassegnata uscita. Invece il portiere laziale lo ipnotizza, al punto di sembrargli un "millepiedi" inaggirabile. Stessa sorte, al culmine di una triangolazione volante con Cois e Di Mauro, frena l'effervescente Baiano, che sproposita sul portone laziale spalancato. Occorrerà ricordarlo, nel finale isterico. Intanto la Fiorentina riappare più spigliata, più verticalizzante, grazie all'innesto di Robbiati al posto dello sfiatato Di Mauro. E poiché dall'altra parte è sparito l'impagabile febbricitante Boksic, tocca a Marchegiani sbrogliare altre situazioni da brividi. Resisterà superlativo? No, Winter butta giù Carnasciali, escursionista scatenato. Alla punizione, quasi un corner, Baiano privilegia Batistuta. Stacco di testa e palo sono tutt'uno, poi il bomber si riprende la parabola e realizza. Rete che rimane pericolosamente unica, perché all'abbuffata di quasi gol s'aggiunge il sospetto di un rigore non accordato su Robbiati. Così si arriva al colpo di scena Signori-Bergodi.

Zeman si è presentato in sala stampa con il solito volto serio, ma non ha nascosto la soddisfazione per il punto conquistato all'ultimo tuffo. "La partita - ha detto - è stata condizionata dall'espulsione di Chamot, che io considero ingiusta perchè l'argentino è intervenuto sul pallone. Nella stessa gara ho visto scorrettezze molto più plateali. Chamot è il nostro difensore più importante: la sua uscita ci ha penalizzati, anche perché la Fiorentina in attacco ha fior di campioni. Con un uomo in meno non abbiamo potuto coprire il campo come siamo abituati a fare. La sostituzione di Boksic con Casiraghi era programmata. Boksic aveva nelle gambe la fatica della grande partita di martedì e i postumi di un attacco influenzale. L'unica cosa di cui mi lamento è la maniera in cui abbiamo preso il gol di Batistuta: con un po' di prontezza potevamo evitarlo, soprattutto dopo che il pallone è stato respinto dal palo. Sarebbe ingiusto, comunque, prendersela con i singoli. La squadra è stata ammirevole e questo per noi è un punto di eccezionale importanza".

Fonte: Corriere della Sera