Domenica 3 dicembre 2006 - Firenze, stadio Artemio Franchi - Fiorentina-Lazio 1-0


Stagione

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3 dicembre 2006 - 3.220 - Campionato di Serie A 2006/07 - XIV giornata

FIORENTINA: Frey, Ujfalusi, Dainelli, Gamberini, Pasqual, Pazienza (89' Gobbi), Liverani (79' Blasi), Donadel, Jorgensen, Toni (71' Pazzini), Mutu. A disposizione: Lobont, Potenza, Kroldrup, Montolivo. Allenatore: Prandelli.

LAZIO: Peruzzi, Oddo (46' Siviglia), Stendardo, Cribari, Zauri, Mudingayi, Ledesma, Mutarelli, Foggia (72' Manfredini), Pandev (67' Makinwa), Rocchi. A disposizione: Ballotta, Bonetto, Baronio, Tare. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna).

Marcatori: 15' Toni.

Note: ammoniti Stendardo e Ledesma, Ujfalusi e Dainelli per gioco falloso. Angoli 6-2 per la Fiorentina. Recuperi: 0' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 30.000 circa. Paganti 6.278 per un incasso di 128.799 euro; abbonati 23.900 per una quota di 463.965 euro.


Il colpo di testa vincente di Toni
La rete viola vista da dietro
Goran Pandev in azione
Gaby Mudingayi in azione

La Gazzetta dello Sport titola: "Lampo Toni, sereno Fiorentina".

Pantaleo Corvino continua a guardare la classifica senza tener conto della penalizzazione. Con questo criterio la Fiorentina sarebbe sola al quarto posto. In perfetta zona-Champions. Ma i quindici punti di handicap ci sono. E allora, nonostante la sofferta vittoria contro la Lazio, la squadra di Prandelli è sempre ancorata al terzultimo posto. Con l'ansia di chi deve ancora convivere con la zona-salvezza. Numeri a parte resta la sensazione che la formazione viola si sia lasciata il peggio alle spalle. Anzi, se Toni dovesse ritrovare il ritmo-gol della passata stagione anche la zona Uefa potrebbe diventare un traguardo credibile. E un simile risultato sarebbe il trampolino ideale per dar ancora più forza al progetto "grande-Firenze" tanto caro alla famiglia Della Valle. Alla Fiorentina versione-Champions bastano una manciata di minuti per orientare nel verso giusto la partita. Quindici, per l'esattezza. Il tempo necessario per aggredire una Lazio che, a causa dell'assenza per squalifica di Mauri (pedina indispensabile), è costretta a tradire il modulo con il centrocampo a rombo per affidarsi al cosiddetto albero di Natale. Con Pandev e Foggia alle spalle di Rocchi. La squadra biancoceleste fatica a trovare le giuste posizioni in campo. Liverani, a esempio, viene aggredito senza troppa convinzione in prima battuta da Pandev. La Fiorentina trova, quindi, strada libera. Peruzzi rimedia da campione su Mutu (4') ma è costretto ad arrendersi al 15' su un tocco volante di Toni. Per il centravanti della Fiorentina è il sesto gol. Niente male visto che continua a scendere in campo con un piede dolorante. Il vantaggio è meritato anche perché la squadra di Prandelli è padrona del centrocampo e riesce quasi sempre ad andare in superiorità numerica sulla fascia sinistra grazie alle incursioni di Pasqual e ai virtuosismi tecnici di Mutu. La Fiorentina versione-salvezza riaffiora dopo il vantaggio. Insieme a tutte le sue paure.

La squadra abbassa di una ventina di metri il baricentro lasciando l'iniziativa agli avversari. La Lazio ringrazia. Rossi sostituisce lo spento Oddo (si prepara la cessione al Milan?) e sopporta i continui errori di Ledesma in fase di costruzione di gioco. La figura chiave diventa Rocchi, un perfetto trampolino di lancio per i compagni. La formazione biancoceleste sfiora a ripetizione il pareggio andando, però, a sbattere contro il miglior Frey della stagione. Il portiere della Fiorentina respinge con il piede sinistro una conclusione a botta sicura di Makinwa (entrato al posto di uno spento Pandev), di pugno un violento destro da fuori area di Foggia e, infine, vola a alzare sopra la traversa un tiraccio dalla distanza di Mutarelli. Con qualche affanno la Fiorentina conquista tre punti preziosi dopo averne raggranellati appena 5 nelle ultime cinque gare. Prandelli, gara dopo gara, sta ritrovando il miglior Toni che può ancora difendere il suo titolo di capocannoniere del campionato. La Fiorentina, piuttosto, evidenzia una volta di più qualche limite nel reparto arretrato. Che soffre, soprattutto, quando viene preso in velocità. La Lazio interrompe bruscamente la striscia di tre vittorie consecutive. E domenica c'è il derby. Torneranno Mauri e il rombo di centrocampo. Anche la Lazio, come la Roma, ha una formula tattica prediletta. Basta una rete dell'attaccante per superare la Lazio. I viola ritornano a correre dopo due pareggi consecutivi.


Il Corriere della Sera riporta:


Si è fermata a Firenze la corsa della Lazio alla zona Champions. Dopo tre vittorie consecutive, che avevano ridato vitalità alle speranze europee, la squadra biancoceleste al primo confronto con un avversario almeno di pari livello si è arresa. Anche se non mancano i motivi per recriminare. Frey, portiere della Fiorentina, è stato strepitoso. L'arbitro, con alcune decisioni, ha scontentato Delio Rossi ("Il gol di Toni? Vale solo su certi campi", ha detto). E poi, forse, la scelta di lasciare Massimo Oddo negli spogliatoi alla fine del primo tempo non è sembrata particolarmente brillante. Il tecnico ha motivato così la sua decisione, destinata a fare rumore in questa settimana. "Oddo non era stato bene nei giorni scorsi ma, soprattutto, l'ho cambiato perché saliva troppo e faceva fatica a rientrare. Se si mettono in dubbio le mie scelte, vuol dire che non c'è rispetto. Io credo che non ci sia nulla di male nel cambiare un giocatore, visto che il mio lavoro consiste anche nel mandare la gente in tribuna. Come l'ha presa Massimo? Nessuno è mai contento di uscire. Lui è uno generoso, spontaneo, che si arrabbia anche quando vinciamo. Perderlo a gennaio? E perché dovrei? Massimo è il nostro capitano, se qualche società lo vuole, faccia un'offerta e se sarà congrua al suo valore, allora la prenderemo in considerazione". Più serena l'analisi della partita. "Siamo partiti abbastanza bene, ma dopo poco abbiamo preso gol su calcio piazzato. Loro hanno ben gestito il gioco ma nella ripresa abbiamo preso coraggio, costruendo diverse occasioni per pareggiare con Makinwa e Foggia. Purtroppo Frey ha parato tutto. È una sconfitta che brucia, ma sono soddisfatto della reazione della mia squadra".

Molto ha pesato l'assenza di Mauri ma Delio Rossi non vuole concedere alibi. "La sua indisponibilità non c'entra nulla. Quando si perde, bisogna anche considerare il valore degli avversari e loro sono senza dubbio una squadra di livello". Un commento su Ledesma e Foggia. "L'argentino ha sbagliato molto ma è stato sempre presente. A volte mancavano i collegamenti tra i reparti. Foggia ha fatto bene, non tanto inizialmente ma soprattutto quando ha giocato tra le linee. Mi dispiace che si sia dovuto fermare per il solito problema al piede". La gara con la Fiorentina è stata anche l'occasione per Rossi di rivedere sue vecchie conoscenze, a cominciare da Fabio Liverani. "Mi ha fatto piacere rivederlo, così come Pazzini e Montolivo che ho allenato ai tempi dell'Atalanta". In vista del derby c'è il tempo per un pizzico di scaramanzia da parte del tecnico romagnolo. "Lo scorso anno avevamo vinto a Firenze e poi abbiamo perso il derby. Speriamo che quest'anno succeda l'opposto. Se ho visto la partita della Roma? Non ancora, ma avrò occasione di studiare la squadra di Spalletti in questi giorni".