Domenica 9 ottobre 1983 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 1-1


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9 ottobre 1983 - 2180 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1983/84 - V giornata

Sampdoria: Bordon, Galia, Vierchowod, Pari, Guerrini, Renica, Marocchino, Scanziani, Chiorri, Brady, R.Mancini (65' Casagrande). A disp. Rosin, Bellotto, Aguzzoli, Picasso. All. Ulivieri.

Lazio: Cacciatori, Miele, Spinozzi (65' Chiarenza), Manfredonia, Batista, Vinazzani, Cupini, Marini, Giordano, Laudrup, Piraccini (36' Vella). A disp. Ielpo, D'Amico, Meluso. All. Morrone.

Arbitro: Pairetto (Torino).

Marcatori: 1' Marocchino, 78' Giordano (rig).

Note:

Spettatori: 30.000 circa

L'ex Cacciatori a Marassi
Laudrup in azione
Il calcio di rigore trasformato da Bruno Giordano

Allora, questa Sampdoria non vuol proprio vincere. Un'occasione così favorevole non capiterà più: trovarsi in gol dopo appena quaranta secondi per una prodezza forse abbastanza casuale di Marocchino, con 89 minuti da amministrare giocando di rimessa ed approfittando dell'inevitabile sbilanciamento in avanti degli avversari; avere occasioni a ripetizione per arrotondare il vantaggio e sbagliarle tutte, una dopo l'altra, con incredibile pervicacia, fino a scivolare inevitabile, a poco più di dieci minuti dalla fine, sulla buccia di banana di un fallo in area che più stupido non si può, di contropiede, che il lento Chiorri non poteva certo garantire, e trovare qualche spazio in più anche per il debito di ossigeno di Scanziani e qualche altro, a cui il fresco Casagrande non riusciva a sopperire.

La Lazio accusava il colpo confermandosi squadretta di scarso rango, una volta bloccati Giordano e Laudrup. La sorte ha punito nel modo più crudele l'allenatore sampdoriano Ulivieri, nel momento in cui il tecnico, resosi conto che un folletto bizzarro rendeva praticamente impossibile alla squadra il gol della sicurezza, ha deciso di proteggersi, sacrificando Mancini (il quale, pur sbagliando molto, si era mostrato capace di sfruttare bene il contropiede) per chiamare in campo Casagrande. Da quel momento, mancavano 24 minuti al termine, la Lazio ha potuto spingere in massa, senza la preoccupazione di sorprese anche se, in apparenza, l'iniziativa l'avevano sempre tenuta i biancazzurri dopo il colpaccio a sorpresa di Marocchino.

Al 71', per esempio, Laudrup, ben servito da Marini, era riuscito a sfuggire proprio a Casagrande, presentandosi solo davanti a Bordon, che gli si era opposto con una gran parata in angolo. Questa era stata, comunque, l'unica azione offensiva di un certo peso della Lazio, che tuttavia al 79' si è trovata gratificata da un istintivo quanto inutile spintone in area di Guerrini a Vinazzani, che probabilmente non sarebbe arrivato egualmente sul pallone. Inevitabile da parte dell'arbitro Pairetto indicare il dischetto e dagli undici metri Giordano non perdonava, riscattandosi col gol decisivo in una giornata in cui il nazionale Vierchowod la palla non gliel'aveva proprio fatta mai vedere. Prima di questo sconcertante episodio (l'ennesima beffa per una Sampdoria che non raccoglie secondo le sue potenziali capacità) la partita si era giocata praticamente a senso unico anche se, in apparenza, l'iniziativa l'aveva sempre tenuta la Lazio dopo il colpaccio a sorpresa di Marocchino. L'ex juventino, ben servito da Pari, era andato via sulla destra sulla prima palla giocabile ed aveva scodellalo sul centro un tiro-cross che aveva assunto una traiettoria imprevedibile. L'intera difesa laziale era saltata a vuoto. Mancini aveva mancato la deviazione di testa e così Chiorri ad un metro dalla porta. La palla carambolava sul palo alla destra di Cacciatori e finiva in rete. La partita si esauriva qua. Da segnalare che uno spettatore è morto per infarto mentre seguiva la gara. E' Cataldo Santoro, 62 anni, pensionato, nativo di Catanzaro, ma da anni residente nel capoluogo ligure.

Fonte: La Stampa