Giovedì 14 novembre 2002 - Belgrado, stadio Crvena Zvezda - FK Crvena Zvezda-Lazio 1-1


Stagione

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14 novembre 2002 - 3013 - Coppa UEFA 2002/03 - Secondo turno - gara di ritorno

CRVENA ZVEZDA (STELLA ROSSA): Randjelovic, Dudic (85' Milovanovic), Vidic, Lalatovic, Markovic, Gvodzenovic, Mladenovic, Kovacevic, Boskovic, Pjanovic (70' Bogdanovic), Mrdja (62' Bogavac). A disposizione: Stojkovic, Krivokapic, Jankovic, Lukovic. Allenatore: Filipovic.

LAZIO: Marchegiani (46' Concetti), Oddo, Stam, Fernando Couto, Favalli, Castroman, D.Baggio, Liverani, Sorin, Manfredini (55' C.Lopez), Chiesa (82' Simeone). A disposizione: Pancaro, Negro, Mihajlovic, Stankovic. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Rodriguez Santiago (Spagna).

Marcatori: 70' Boskovic, 77' Chiesa.

Note: ammoniti N.Kovacevic, Favalli, Liverani e Castroman per gioco falloso. Calci d'angolo: 9-5. Recuperi: 3' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 60.000 circa.


Il biglietto della gara
Fernando Couto
Un'azione della gara
Un momento di gioco
Chieva esulta dopo il suo goal

La Gazzetta dello Sport titola: "Chiesa-gol. Avanti Lazio. Mancini non sbaglia, la Stella Rossa si arrende".

Continua la "rosea": La Lazio non perde la testa. Neutralizza l'effetto Cirio e quello Marakana, lo stadio della Stella Rossa che torna a dichiarare dopo un bel po' di tempo un bollente tutto esaurito, e passa al terzo turno Uefa. Al gol di Fiore dell'andata segue un 1-1 che matura nella ripresa. Una punizione di Enrico Chiesa sbroglia una matassa intricata dopo il gol di Boskovic, nettamente il migliore in campo. Si fa un po' fatica a definire il tutto una qualificazione meritata, ma a volte in Europa, su questi campi e in mezzo a un po' di botte tollerate dall'arbitro, non possiamo fare troppo gli schizzinosi. Certo la prima ora della Lazio è stata quella di una bambina lasciata sola in mezzo a una strada di Trieste quando arriva la bora. Ma nella ripresa, con l'ingresso di Lopez e un po' più di coraggio, Mancini ha legittimato il proseguimento del viaggio con destinazione da stabilire stamane a Nyon.

La Lazio è stata brava a non sfarinarsi dopo aver subito il gol che aveva alzato parecchio la temperatura dello stadio. Nel bilancio della serata c'è poi anche un'altra soddisfazione: l'aver evitato a Stankovic e Mihajlovic, in panchina, il testa a testa col passato, celebrato con cori affettuosi dai loro tifosi di una volta. Per la Stella Rossa è stato un giorno speciale. "Mi sembra di stare a Bari", giurava un cronista di Belgrado chiedendo in prestito ai pannelli sui muri del caffè della tribuna stampa nientemeno che la vittoria nella Coppa Campioni '91! La squadra ha cominciato ad aggredire la Lazio come prescritto dal menù e cogliendo un palo dopo appena 8 minuti con una fiondata di Boskovic, un talentuoso ventiduenne che ci ha impressionato. Poi Marchegiani ha dato spettacolo nonostante il pestone su una mano che l'ha poi costretto a uscire a fine tempo: splendido un intervento a due riprese su una fuga di Boskovic e un'altra botta di Mrdja. In questo frangente la Lazio ha sofferto le pene d'inferno sulla sinistra, dove Favalli e Manfredini sono stati spesso superati in velocità dalle sovrapposizioni Mladenovic-Boskovic. Mancini ha voluto rischiare pochissimo e Chiesa è rimasto spesso da solo. Sul finire del tempo l'unico acuto: Castroman ci ha provato con un insidioso tiro-cross sventato con affanno da Randjelovic.

Nella ripresa, dopo la sfuriata iniziale della Stella Rossa ancora con due conclusioni di Gvozdenovic e Boskovic a lato di poco, la Lazio ha punto di più: Lopez ha spostato di qualche metro avanti la squadra, che ha respirato. Il problema è che il tam tam della Stella Rossa non è finito ed è venuta la punizione di Gvozdnevic con Boskovic che ha bruciato Couto, pure molto bravo per tutta la partita con Stam sui palloni aerei. Dopo il gol però, subito a venti minuti dalla fine, la Lazio ha mostrato personalità. Chiesa ha battuto la prima volta la punizione con Randjelovic in difficoltà. Ma l'arbitro ha fatto ripetere per un "abbraccio" irregolare tra Castroman e Lalatovic. Sulla replica decisivo il velo di Castroman e Couto. A quel punto Emanuele Concetti, terzo portiere della comitiva, ha provato un altro paio di brividi, ma la Stella Rossa non ci credeva più. La Lazio ha collezionato il 12° risultato utile consecutivo. Mica male per una squadra in mezzo alla tempesta societaria che conosciamo.