Giovedì 28 settembre 2017 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Zulte Waregem 2-0


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28 settembre 2017 – Roma, stadio Olimpico - Europa League - Fase a gironi, gruppo K - II giornata - inizio ore 19.00


LAZIO: Strakosha, Patric, Luiz Felipe, Radu, Marusic, Parolo, Di Gennaro (54' Immobile), Murgia, Lukaku (79' Lulic), Luis Alberto (54' Milinkovic-Savic), Caicedo. A disposizione: Vargic, Crecco, Leiva, Nani. Allenatore: S. Inzaghi.

ZULTE WAREGEM: Leali, De Fauw, Baudry (85' Saponjic), Heylen, Hamalainen, Derijck, De Pauw (46' Olayinka), Doumbia, Coopman, Leya Iseka, Kastanos (46' Kaya). A disposizione: Bostyn, Walsh, De Mets; Jensen. Allenatore: Dury.

Arbitro: Sig. Lechner (Austria) - Assistenti Sigg. Heidenreich e Kolbitsch - Quarto uomo Sig. Witschnigg - Addizionali Sigg. Harkam e Weinberger.

Marcatori: 18' Caicedo, 90' Immobile.

Note: ammonito al 50' Baudry e all'84' Leya Iseka per gioco falloso. Angoli 7-3. Recuperi: 0' p.t., 2' s.t.

Spettatori: gara giocata a porte chiuse per squalifica comminata dall'Uefa.


Alessandro Murgia
Foto Bartoletti
Jordan Lukaku
Foto Bartoletti
Felipe Caicedo
Foto Ansa
Una fase di gioco
Foto Bartoletti
Luis Alberto
Foto Bartoletti
Davide Di Gennaro
Foto Bartoletti
Un momento della gara
Foto Bartoletti
Marco Parolo al tiro
Foto Ansa
La grande chance di Felipe Caicedo nel secondo tempo neutralizzata dal portiere ospite
Foto Fotonotizia
Ciro Immobile
Foto Fotonotizia
Ciro Immobile e Senad Lulic
Foto Fotonotizia
Festeggiamenti biancocelesti
Foto Fotonotizia

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, Immobile fa 13. Strakosha è un muro. Waregem k.o. Apre Caicedo, il portiere salva tre volte e nel finale Ciro si conferma in stato di grazia: tredicesima rete stagionale".

Continua la "rosea": Più sofferta di quanto dica il punteggio, meno facile di come avrebbe suggerito il divario tecnico tra le due formazioni, ma preziosissima. E in ogni caso meritata. La vittoria della Lazio sullo Zulte Waregem, la settima in nove partite ufficiali, arriva attraverso strade più tortuose del previsto, ma arriva. E consente a Inzaghi e ai suoi uomini di mettere già quasi al sicuro il discorso qualificazione nel girone di Europa League oltre che, più in generale, di proseguire il momento magico. Che non è stato interrotto né dal k.o. col Napoli (l’unico rimediato finora) né dalla lunga lista di infortuni (a cui si aggiunge Luis Alberto, uscito per una contusione, è in dubbio per domenica). La seconda vittoria consecutiva senza reti al passivo (dopo il 3-0 di Verona) matura grazie alla prima rete laziale dell’ecuadoriano Caicedo, che sblocca la gara con un colpo di testa in tuffo poco dopo il quarto d’ora. E viene sigillata solo al 90’ col raddoppio del solito Immobile che entra nel corso della ripresa, sembra distratto, ma poi alla prima palla utile colpisce l’ex compagno di Under 21 Leali.

Tra le due reti ci sono due partite diverse. Ed entrambe fanno finire la Lazio sul banco degli imputati per un comun denominatore: la troppa sufficienza. Nella prima, che dura circa un’ora, i biancocelesti comandano il gioco agevolmente, a tratti facendo anche accademia, ma hanno il torto di non chiudere la gara, pur avendo una mezza dozzina di occasioni per farlo (Murgia, Parolo, due volte Luis Alberto e altre due volte Caicedo i finalizzatori mancati). Colpa grave, perché nel deserto dell’Olimpico (gara giocata a porte chiuse causa squalifica Uefa per gli ululati razzisti dei laziali a Praga nel 2016), c’è il rischio che la squadra si addormenti e rimetta in gioco un avversario spaurito e inconcludente. Ed è ciò che accade nella mezzora finale, quando lo Zulte si rianima e va vicino al pareggio in tre occasioni. E se tra i pali non ci fosse uno Strakosha monumentale la beffa si materializzerebbe. Tutto è bene quel che finisce bene, però. Alla fine Inzaghi si prende una vittoria che, sommata a quella del Nizza sul Vitesse, mette già la squadra romana (e anche quella francese) in una situazione ideale ai fini della qualificazione. Sensazione rafforzata, oltre che dalla classifica, dalla consistenza tecnica delle altre due squadre del girone. Lo Zulte si rivela davvero poca cosa, specie nella fase difensiva. Ma anche davanti, nonostante le amnesie laziali nel finale di gara, i belgi non riescono a combinare cose interessanti. Dopo i cinque gol presi dal Nizza nella prima gara, il tecnico Dury schiera una squadra fin troppo prudente, con un 3-5-2 che in fase di non possesso diventa un 5-4-1. Che tuttavia non basta ad arginare la Lazio, per quanto in formazione ampiamente rimaneggiata.

Il turn over di Inzaghi è dettato più dall’infermeria che dall’esigenza di far rifiatare i titolari. E infatti i cambi rispetto a Verona sono solo tre. Due dei "nuovi", Caicedo e Murgia, se la cavano bene (anche se l’ecuadoriano, dopo aver sbloccato, si divora per due volte il raddoppio), l’altro, Di Gennaro, è ancora a corto di condizione. Ne risente inevitabilmente la manovra, che l’ex giocatore del Cagliari è chiamato a impostare. E infatti col passare dei minuti la Lazio rallenta troppo il ritmo fino a rimettere in gioco gli avversari. E quando Di Gennaro esce le cose non cambiano perché Milinkovic, al rientro dopo l’infortunio, non è sul pezzo. Alla fine, però, i tre punti arrivano lo stesso. Sofferti più del lecito, ma meritati. E utilissimi.


Il Corriere dello Sport titola: "Due gol nel deserto. La Lazio, non senza qualche difcoltà, supera lo Zulte e si prende tre punti pesantissimi. A segno Caicedo e Immobile: il primato nel girone europeo si deciderà nelle sfide con il Nizza".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Ha aperto Caicedo, il centravanti per l’Europa League, e ha chiuso Immobile, decisivo come al solito, a segno in contropiede al novantesimo, lanciato a rete da Murgia per allontanare timori e fantasmi. Sono servite due grandi parate di Strakosha (prima su Leyka Iseka e poi su Olaynka) negli ultimi venti minuti per evitare il pareggio dei belgi. Due gol allo Zulte Waregem nell’acquario dell’Olimpico, si giocava a porte chiuse per scontare un vecchio turno di squalifica, è arrivata un’altra vittoria pesantissima per la classifica. Il primato nel girone si deciderà nel doppio confronto con il Nizza. Era troppo ampio il divario, la Lazio ha sofferto nel fnale perché si era divorata almeno cinque o sei occasioni in precedenza per raddoppiare e perché nella ripresa il calo atletico è stato evidente. Di Gennaro e Lukaku non reggono ancora l’intera partita, due cambi obbligati e poi si è aggiunto il terzo con Luis Alberto, costretto a uscire per un trauma al piede destro. Milinkovic è entrato male, stralunato e impreciso, quasi irritante per il modo supponente con cui da qualche settimana scende in campo. Persino Immobile ha faticato a trovare il ritmo giusto e anche altri giocatori erano entrati in sofferenza. Flessione naturale in fondo a un ciclo di partite durissimo e con appena tre cambi rispetto a Verona.

Sono mancati i presupposti per il debutto di Nani, Inzaghi però ha avuto buone risposte da Luiz Felipe e da Caicedo. Bene, molto bene l’ecuadoriano, peccato per le due occasioni fallite nella ripresa che gli avrebbero consentito di chiudere in gloria la serata. Dury a sorpresa ha presentato lo Zulte con la difesa a tre e si è disposto a specchio nel tentativo di chiudere ogni varco. Kastanos aveva il compito di disturbare Di Gennaro, ma l’ex play del Cagliari è stato intelligente, faceva girare palla con un fraseggio rapido, erano Patric e soprattutto Radu (ben 99 passaggi) ad avviare l’azione facendo salire la Lazio che trovava Luis Alberto tra le linee. Lo spagnolo è diventato il vero regista occulto di Inzaghi, si muove senza dare riferimenti, prende palla dove vuole e apre la manovra sugli esterni. Così la Lazio è passata in vantaggio al 17' del primo tempo. Il traversone lungo di Lukaku ha trovato Marusic sul secondo palo. Il montenegrino ha appoggiato di testa saltando meglio di Hamalainen, Caicedo si è tuffato e ha bruciato Derijck sul tempo. Primo gol del centravanti ecuadoriano, dal fisico spaventoso: potente e veloce, capace di far salire la squadre e alternare l’allungo. Combinava bene in verticale con Luis Alberto. Il ritmo restava basso, ma era tanta la superiorità e la Lazio ha costruito almeno altre quattro buone occasioni senza trovare il raddoppio. La sventola di Luis Alberto non ha inquadrato lo specchio, Leali ha sfoderato una prodezza sul destro di Parolo.

Lo Zulte si è visto a un soffio dall’intervallo, Leya Iseja ha sparato alto a due passi da Strakosha, l’azione era nata da un errore di Radu. Il doppio cambio di Dury ha trasformato i belgi nella ripresa, Kaya ha aggiunto geometrie, Olayinka un altro peso all’attacco, Leyka Iseka si è allargato sulla fascia ed è diventato molto più incisivo. Caicedo di testa e in mischia avrebbe potuto segnare, la Lazio era stanca e si è abbassata, faceva fatica a ripartire, Luis Alberto è stato sostituito. Strakosha si è opposto al sinistro di Leya Iseka, era il primo tiro nello specchio dello Zulte e arrivava al settantesimo. L’albanese poi ha tolto dalla porta anche il colpo di testa ravvicinato di Olayinka. Proprio al novantesimo il gol della liberazione, nato da una percussione di Murgia: contropiede palla al piede, aveva le due punte da servire, ha scelto di allargare a sinistra per Immobile. Ciro ha preso il tempo giusto e con il compasso ha piazzato nell’angolo opposto. Era il suo primo tiro della partita, dodicesimo gol stagionale con la Lazio. Impressionante.


Il Messaggero titola: "Lazio, una Coppa Felipe. Europa League, Caicedo spiana la strada ai biancocelesti che restano a punteggio pieno: in testa è duello con il Nizza. Per battere lo Zulte servono anche i miracoli di Strakosha e la rete del solito Immobile che archivia la pratica al 90’".

Prosegue il quotidiano romano: Caicedo, Strakosha e il solito Immobile. La Lazio va e vince anche in Europa League. Battuto per 2-0 il modestissimo Zulte Waregem. Apre l’ecuadoregno e chiude Ciro in un Olimpico senza tifosi biancocelesti. A rendere meno spettrale il clima ci hanno pensato i circa 200 sostenitori belgi con le loro urla sguaiate, ma divertenti. Tutto facile, o quasi. La Lazio gioca a ritmi bassissimi, non chiude la partita e nel finale è decisivo Strakosha con due grandi interventi. I ragazzi di Simone conquistano la seconda vittoria in Europa League e volano al primo posto in classifica, a quota sei, a braccetto con il Nizza che ha battuto il Vitesse. Per la qualificazione sembra ormai una lotta a due. Il 19 ottobre il primo scontro diretto in terra francese. L’unico ostacolo poteva essere l’assenza di tifosi, ma la Lazio è riuscita a superare anche quello. Lo Zulte, come da previsione, non ha offerto grossa resistenza. Un po’ di aggressività, il minimo sindacale. I biancocelesti, rimaneggiatissimi, ci impiegano appena 18 minuti per prendere le misure ai belgi e portarsi in vantaggio.

Rete griffata da Caicedo, la prima con la maglia della Lazio. Un tuffo di testa ad anticipare i difensori avversari, un gesto felino per tenere fede al suo soprannome di panterone. Il 3-5-1-1 di Inzaghi funziona benissimo. Marusic e Lukaku hanno estrema libertà sulle fasce. E proprio da un cross del belga e da una sponda del montenegrino nasce il vantaggio laziale. Girano al minimo i ragazzi di Simone, ma tanto basta per battere lo Zulte e conquistare tre punti fondamentali per la corsa in Europa League. I biancocelesti si divertono, bellissima la sponda di petto di Caicedo per Luis Alberto, peccato che la sua bomba da fuori finisca a pochi centimetri dal palo. Lo spagnolo è costretto poi ad uscire per un brutto pestone al piede destro. È scatenato l’ecuadoregno, sublime il tunnel dentro l’area di rigore ai danni di un difensore dello Zulte. Veramente modesti i belgi, tanto che per tutto il primo tempo arrivano una sola volta dalle parti di Strakosha che va nello spogliatoio con i guanti bianchissimi. Ma il merito è anche della Lazio, che mette subito la gara in discesa rendendo tutto molto semplice.

Nella ripresa entrano Immobile e Milinkovic, che ha recuperato dall’affaticamento all’adduttore destro, ma l’approccio generale della squadra non è dei migliori. I biancocelesti si divorano due gol fatti con Caicedo e alla fine ringraziano Strakosha, che si supera su un tiro ravvicinato di Leya prima e poi salva su un colpo di testa di Doumbia. Inzaghi rinuncia a far esordire Nani e manda dentro Lulic. Qualche altro attimo di leggera sofferenza e alla fine ci pensa Immobile. Segna sempre lui. E la Lazio sorride anche in Europa.


Il sito web Uefa.com commenta così la gara:

La Lazio supera anche lo Zulte Waregem e resta a punteggio pieno in UEFA Europa League. In un Olimpico a porte chiuse, nella seconda giornata del Gruppo K, la squadra di Simone Inzaghi si impone 2-0 grazie ai gol di Felipe Caicedo - al primo centro in Biancoceleste - e Ciro Immobile. In uno scenario surreale vista l’assenza dei tifosi, la Lazio ha confermato il suo ottimo momento di forma, controllando il gioco nel primo tempo e superando un piccolo calo nella ripresa, grazie anche ai salvataggi di Thomas Strakosha. Le note più liete sono state la prima rete di Caicedo, sempre più positivo, e la conferma del "solito" Immobile, giunto a quota 13 centri stagionali tra club e nazionale. Il primo pericolo creato dalla Lazio arriva all’11’: Davide Di Gennaro ci prova da fuori di sinistro, ma il centrocampista 29enne manda di poco a lato. Qualche minuto dopo va alla conclusione dalla distanza Ștefan Radu, che però trova l’inattesa opposizione di Caicedo. Al 18’ la squadra di Inzaghi sblocca il risultato: sullo spiovente di Jordan Lukaku, Adam Marušić fa la sponda proprio per Caicedo che di testa in tuffo precede Timothy Derijck e batte Nicola Leali, portiere italiano della squadra belga. Per l’attaccante dell’Ecuador, un passato nel Manchester City e nell’Espanyol, è il primo gol in maglia Biancoceleste.

Più che scuotere lo Zulte, il gol galvanizza la Lazio. Alessandro Murgia riceve il pallone da Luis Alberto e si gira come un fulmine, ma il portiere degli ospiti la tiene; poi è lo spagnolo ex Liverpool, davvero bravo, ad andare due volte vicino al raddoppio. Leali compie un grande intervento su Marco Parolo, servito da Marušić, poi prima dell’intervallo si fa notare lo Zulte Waregem. Aaron Leya Iseka "stordisce" Patric con una finta e calcia di sinistro praticamente a colpo sicuro, senza però inquadrare lo specchio della porta. Nella ripresa il tecnico degli ospiti decide subito un doppio cambio: fuori Grigoris Kastanos e Davy De fauw, dentro Onur Kaya e il nigeriano Peter Olayinka. Dopo dieci minuti, arrivano le prime mosse anche di Inzaghi: Luis Alberto e Di Gennaro lasciano il posto a Immobile e Sergej Milinković-Savić. I Biancocelesti hanno subito una grandissima chance per raddoppiare. Milinković-Savić pennella un cross con il contagiri dalla sinistra, Caicedo da due passi deve solo spingere il pallone in rete ma di testa manda clamorosamente a lato. Lo stesso attaccante autore dell’1-0 calcia di potenza a pochi metri dalla porta, ma Leali con un prodigio salva i suoi.

Nel finale sala in cattedra anche Strakosha. Il portiere albanese della Lazio prima dice di no a Leya Iseka, che ancora una volta aveva saltato secco Patric, poi si supera sullo stacco di testa di Olayinka. Entra anche Senad Lulić, che rimpiazza Lukaku, una punizione del danese Brian Hämäläinen da distanza siderale mette i brividi ai giocatori Biancocelesti. Proprio al 90’, arriva il gol che chiude la partita. Lo firma, ovviamente, Immobile, dopo il super assist in transizione di Murgia: la Lazio ottiene la seconda vittoria consecutiva in UEFA Europa League, per la squadra di Inzaghi è il settimo successo su nove partite ufficiali.


Tratte dal Corriere dello Sport, alcune informazioni sulla gara:

Avanti così Lazio. Inzaghi è contento, contano e pesano i risultati, il percorso europeo passa anche attraverso serate come questa. Primo posto condiviso con il Nizza a quota 6 punti, il Sassuolo nel mirino per chiudere alla grande questo primo ciclo durissimo di partite e poi recuperare gli infortunati a cui ieri si è aggiunto Luis Alberto, uscito dall’Olimpico con un piede gonfio. Al netto di qualche sofferenza negli ultimi venti minuti, la Lazio ha trovato le buone risposte di alternative come Caicedo, Lukaku e Di Gennaro. "Abbiamo fatto bene i primi venti minuti, il ritmo si è abbassato dopo il primo gol e la squadra belga è entrata in partita. Dovevamo raddoppiare prima, abbiamo avuto diverse opportunità. Era la terza partita in settimana, ora dobbiamo recuperare le forze" ha raccontato Inzaghi, deciso ad andare avanti con la difesa a tre. Nella ripresa ha sganciato Immobile per trovare il secondo gol come è avvenuto a un sospiro dal traguardo. "Caicedo e Immobile hanno dimostrato di poter giocare insieme, lo avevano fatto bene anche in Olanda. Ho scelto Ciro perché volevo tenere su palla. Nani si è allenato bene negli ultimi giorni, con un altro sviluppo di partita sarebbe entrato". Simone sta cercando di cambiare il meno possibile, è riuscito a mantenere l’assetto tattico nonostante l’emergenza assoluta in difesa. "Fin dal primo giorno ho trovato grandissima disponibilità. L’anno scorso ho cambiato spesso modulo, ora abbiamo trovato un’identità. I giocatori hanno certezze. Patric è stato straordinario in un ruolo mai fatto in carriera e si sta ritagliando un grandissimo spazio, se lo merita per il lavoro quotidiano. Di Gennaro stava facendo bene, deve crescere il suo minutaggio. Il turnover? In panchina avevo anche Leiva e Nani".

Contava battere lo Zulte e prendere il largo in classifica. Mica semplice con lo stadio vuoto: "Volevamo vincere per dar seguito alla vittoria in Olanda, ora siamo in una buona posizione nel girone. Era una gara particolare a porte chiuse. Non è semplice visto che per noi i tifosi sono sempre un fattore. Alcuni non avevano mai giocato senza pubblico, a me da giocatore era capitato qualche volta e li avevo avvisati. Abbiamo fatto un bel passo avanti in classifica ma questa partita non era decisiva. Con il Nizza dobbiamo fare punti perché vogliamo arrivare alle ultime due giornate nel migliore dei modi". La Lazio è stata abile a gestire la sofferenza. "Se tieni la partita aperta il rischio c'è sino alla fine. Noi ci aspettavamo lo Zulte in un altro modo, poi abbiamo capito che si erano schierati con una difesa a cinque per coprirsi meglio, però siamo stati bravi a sbloccarla quasi subito. Sarebbe servito il raddoppio per evitare qualche rischio". Buone risposte sono arrivate dalla panchina. "Sono molto contento dei nuovi. Ho cambiato Di Gennaro perché aveva giocato meno e deve alzare il suo minutaggio. Ha fatto due ottime partite con lo Zulte e col Vitesse". Bene è andata la difesa, imbattuta come a Verona. "Giocare con una difesa nuova e non subire gol nelle ultime due partite è un motivo di grande orgoglio per un allenatore. Luiz Felipe ascolta tutti i consigli e sta crescendo molto. Patric in quel ruolo non aveva mai giocato e ha tirato fuori due belle prestazioni". Pensiero al Sassuolo: "Adesso dovremo stringere i denti e recuperare le energie. Sarà una partita difficile. Giocano un buon calcio, hanno ottimi elementi. Servirà una partita intensa e aggressiva per batterli. E poi speriamo di riavere qualcuno dopo la sosta".


È rimasto lì a lottare dall'inizio alle fine, ricoprendo prima il ruolo di mezz'ala e poi di perno davanti alla difesa. Da quando è iniziata la stagione ha saltato solo la partita contro il Genoa per squalifica. Per il resto en plein da jolly sulla mediana, con tanto di pausa spesa con la maglia dell'Italia. L'età e la fatica non contano se ti chiami Marco Parolo e sei l'uomo che si può etichettare sotto la dicitura "allenatore in campo". Il centrocampista va dritto al punto dopo il successo british contro lo Zulte Waregem: "Contava vincere e l'abbiamo fatto, anche se dovevamo chiudere prima la pratica. La Lazio ha una sua mentalità e una sua concezione di gioco a prescindere da chi va in campo". La qualificazione al tabellone dell’Europa League sembra poco più di una formalità dopo due giornate. Il primo posto al momento è condiviso con il Nizza, forse l’unico avversario che può dare fastidio ai biancocelesti. "Giocare in Europa è sempre bello – continua il centrocampista - vogliamo andare avanti il più possibile. Ci teniamo a fare bene in tutte e tre le competizioni. L’arma in più è il nostro gruppo, si vedeva fin dal ritiro estivo. Ci aiutiamo, c’è un grande spirito. E non esiste un giocatore che risolve da solo le partite perché Immobile è il primo che rincorre la palla per dare una mano in fase difensiva. Murgia? Sta crescendo, è già un punto fermo". Insomma, è un momento sì per la Lazio. E all’orizzonte c’è il Sassuolo in campionato. "Se siamo una grande squadra dobbiamo vincere assolutamente – chiude Parolo - I tre punti sono fondamentali per chiudere un ciclo quasi perfetto, in mezzo ci metto anche la gara contro il Napoli perchè nonostante la sconfitta abbiamo dimostrato di essere in crescita rispetto all’anno scorso".



Galleria di immagini sulle reti della gara
Felipe Caicedo sblocca la partita
Il raddoppio di Ciro Immobile



La formazione biancoceleste:
Strakosha, Luiz Felipe, Caicedo, Patric, Murgia, Luis Alberto;
Marusic, Di Gennaro, Lukaku, Radu, Parolo
La formazione iniziale biancoceleste in grafica





► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:




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