Martedì 6 gennaio 2004 - Reggio Calabria - Stadio Oreste Granillo - Reggina-Lazio 2-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

6 gennaio 2004 - 3077 - Campionato di Serie A 2003/04 - XV giornata -

REGGINA: Belardi, Franceschini (58' Leon), Sottil, Torrisi, Mesto, Baiocco, Tedesco, Falsini, Cozza (85' Martinez), Di Michele (80' Jiranek), Bonazzoli. A disposizione: Lejsal, Giacchetta, Stellone, Dall'Acqua. Allenatore: Camolese.

LAZIO: Peruzzi, Stam, Couto (55' Oddo), Mihajlovic, Favalli, Albertini (55' Zauri), Giannichedda (84' Delgado), Liverani, Fiore, Corradi, Muzzi. A disposizione: Casazza, Dabo, Melara, Sergio Conceicao. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).

Marcatori: 16' Liverani, 60' Di Michele, 69' Cozza.

Note: espulsi al 40' Muzzi ed al 93' Oddo. Ammoniti Corradi, Torrisi, Giannichedda. Recuperi 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 1.348 paganti per un incasso di euro 38.246,00. Abbonati 18.510 per una quota partita di 350.000,00 euro.


L'esultanza di Fabio Liverani
Jaap Stam in azione

La Gazzetta dello Sport titola: "Tanta Reggina Un po' di Collina. Lazio k.o. dopo la fiscale espulsione di Muzzi. Di Michele e Cozza chiudono il conto dopo una marea di occasioni mancate".

Continua la "rosea": I giocatori della Lazio non hanno firmato la proroga che più stava a cuore a Mancini: dar seguito alla striscia di tre vittorie consecutive che aveva riportato i biancocelesti in zona-Champions. Con due avversari sulla strada, prima del giro di boa, non esattamente tremendi (Brescia e Modena), il Mancio aveva covato l'ipotesi di virare a quota 37 e di predisporsi ad un girone di ritorno ghiotto di prospettive. E invece niente. La Lazio davanti al panettone sembra Cipollini davanti ai Pirenei: non riesce proprio a scollinare. Non vince la partita d'inizio anno dal 1999 e in questo caso sì, ha concesso la proroga. Si è arresa a una strepitosa Reggina e ha finito in nove, giocando in dieci dal 40' del primo tempo. Concediamo alla Lazio il sospetto di essere incappata in una "collinata", cioè nella classica occasione che permette al miglior fischietto del mondo di essere protagonista, entro i confini della legge, ma a dispetto del buon senso. Spieghiamo. È il 40' del primo tempo: Muzzi, già ammonito, esce ingenuamente dalla barriera e la palla, per sfortuna sua, gli sbatte pure sul gomito. Quanti, al posto di Collina, si sarebbero limitati a far ripetere la punizione, preferendo evitare di deragliare gli equilibri in campo? Collina, si sa, non ha di queste paure. Per la Lazio, in vantaggio di un gol, comincia la discesa verso la sconfitta.

Ma la concessione è puramente platonica, perché l'episodio non incrina minimamente il diritto alla vittoria dei calabresi, che prima di passare in svantaggio, avevano già mandato sul taccuino 4 nitide palle-gol (palo compreso) e ne costruiranno altre 3, gol a parte. Peruzzi finirà per essere il migliore dei suoi, mentre Belardi metterà in crisi molti cronisti: gli diamo il voto, o no? Utile anche il confronto tra i 9 calci d'angolo della Reggina e l'unico battuto dalla Lazio, al 31' della ripresa, per avere il senso di una partita che la Reggina ha rischiato di perdere, ma che ha giocato dal primo all'ultimo minuto a centro-ring, picchiando come un dannato. Camolese, ex ragazzo del Filadelfia, vuole dare un cuore-Toro alla sua nuova creatura: il trapianto sta riuscendo alla perfezione. Senza Mozart, in panca Jiranek (tornato molto lentamente dalle vacanze), Camolese presenta una Reggina tutta italiana. Mancini rimpiazza Stankovic con Giannichedda, che sta davanti alla difesa, più basso rispetto ai compagni di linea, votati alla sofferenza. Albertini dovrebbe avere i suoi anni migliori e Liverani un altro passo per contendere palloni a gente reattiva come Tedesco e Baiocco, ben assistita dai ripiegamenti di Cozza e Di Michele. In fascia è anche peggio, perché Fiore sembra il più appesantito dai panettoni, mentre Muzzi non è nato per rincorrere fluidificanti. Infatti Mesto fa un figurone e al 13' innesca Di Michele, che serve Bonazzoli libero di appoggiare in rete a Peruzzi battuto. Da non credere cosa si mangia il ragazzone che non segna dal 20 settembre. La Reggina paga 3 minuti dopo. Lungolinea di Mihajlovic che qualcuno (a torto) giudica fuori, Favalli corre e crossa a centro area per Liverani, mal intercettato da Tedesco: 0-1.

La rabbia arma la reazione della Reggina. Imbeccato dal solito Mesto, Cozza tira un rigore di testa al 20': palla a lato di un nulla. Palo di Bonazzoli al 23' su punizione di Cozza: altra mazzata per l'attaccante perseguitato dalla sfortuna. Bravo lui a restare vivo, brava la curva a cantare "Bonazzoli alè, alè", mentre forse quelli del Crédit Suisse meditano: ma è un bene per una banca sponsorizzare gente che sperpera tanto? Poi Collina e Muzzi creano la superiorità numerica. Mancini, dopo 10' di ripresa, riorganizza il fortino del 4-4-1 accentrando Stam e inserendo a destra Oddo (per il nervoso Couto); Zauri] si piazza a sinistra, dando il cambio allo stanco Albertini. Camolese risponde, inserendo un attaccante (Leon) al posto di un difensore (Franceschini) e arretrando Mesto. Il campo dice che le mosse giuste le ha fatte il Camola. Al 15' infatti Oddo resta immobile mentre Di Michele gli sbuca alle spalle e incorna la punizione di Cozza: 1-1. E al 24' Leon scodella da destra il cross che la testa di Cozza trasforma nel gol partita, con Mihajlovic e Peruzzi statuine da presepe. Ma il portiere, con almeno tre miracoli su Cozza e Bonazzoli si era già salvato l'anima. La perde definitivamente Oddo entrando duro (pur non colpendolo) su Falsini: rosso in pieno recupero. Il Granillo gode per una vittoria attesa dal 19 ottobre (Reggina-Siena 2-1) e per dei gol che mancavano dal 9 novembre: Reggina-Modena 1-1. Camolese conta 8 punti dalla quartultima e 8 squadre alle spalle. Perfino i banchieri svizzeri sorridono.