Domenica 21 dicembre 2003 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 2-1


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21 dicembre 2003 - 3076 - Campionato di Serie A 2003/04 - XIV giornata -

LAZIO: Sereni, Stam, Negro, Couto (67' Zauri), Favalli, Muzzi (46' Oddo), Stankovic, Albertini (81' Delgado), Liverani, Fiore, Corradi. A disposizione: Casazza, Mihajlovic, Dabo, Gottardi. Allenatore: Mancini.

INTER: Toldo, Cordoba, Adani, Cannavaro, J.Zanetti, Almeyda, Emre, Pasquale (73' Okan), Cruz (70' Martins), Vieri, Recoba (46' Kily Gonzales). A disposizione: Fontana, Gamarra, Lamouchi, Luciano. Allenatore: Zaccheroni.

Arbitro: Sif. Trefoloni (Siena).

Marcatori: 30' Vieri, 42' Corradi, 82' Zauri.

Note: espulso Almeyda al 70'. Ammoniti Almeyda, Fiore, Delgado, Favalli. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 17.200 paganti, incasso 519.430 euro. Abbonati 41.436 per una quota di 523.540,77 euro.


Bernardo Corradi in azione
Un'azione della gara
Un momento della gara
Jaap Stam in azione di contrasto

La Gazzetta dello Sport titola: "Alla settima l'Inter si ferma un giro. I gol di Corradi e Zauri vanificano il vantaggio di Vieri, ma è l'espulsione di Almeyda a decidere. L'Inter crea molto, ma paga la follia del mediano e l'errore difensivo di Kily. Oltre al gol di Bobo, i nerazzurri costruiscono altre occasioni per chiudere la gara".

Continua la "rosea". Chi trova un amico trova un tesoro. La Roma in fuga scudetto ce l'ha e si chiama Lazio. Dopo il derby perso e la vittoria sulla Juventus, ecco l'ultimo servigio reso ai cugini. Fatta fuori l'Inter, con Mancini che interrompe la serie d'oro di Zaccheroni alla prima sconfitta in nerazzurro. Ora Inter e Lazio sono a otto punti dalla Roma. State certi che a Capello va bene così, l'Inter seconda sotto di soli cinque punti gli avrebbe reso meno speciale questo Natale in vetta. Match bello e pazzo. Nel quale gli allenatori se la giocano di fino cercando in tutti i modi di superarsi. Il 2-1 conclusivo, con la Lazio di rimonta, è tuttavia legato a due episodi a loro modo entrambi straordinari. L'attacco di follia pura che al minuto 24 del secondo tempo, con le squadre ferme sull'1-1 fissato nella prima metà della gara dai centravanti azzurri Vieri e Corradi, costa ad Almeyda l'espulsione. L'argentino, appena ammonito, sarà pure stato in qualche modo provocato da quella linguaccia senese di Corradi, ma la manata che gli assesta e soprattutto il successivo show, col cartellino rosso strappato dalle mani di un esterrefatto Trefoloni, sono da museo degli orrori. Come la ancora più stupefacente corrida che segue, con Almeyda che vuole farsi giustizia e prima di uscire ne combina di tutti i colori.

L'altro momento è del minuto 37. In una manciata di secondi è racchiuso il fascino e l'imprevedibilità del calcio. Emre manda in porta Vieri, ma quel lancio verticale al bacio sbatte sui tacchetti dell'attaccante che ha già innescato il turbo. La beffa d'una grande chance mancata si traduce nell'azione vincente della Lazio: Stam-Favalli-Delgado, il cross del ragazzino italo-spagnolo appena entrato al posto di Albertini per sfruttare la superiorità numerica, e sull'altro palo a fare centro è Zauri, un altro panchinaro (subentrato a Couto) lasciato colpevolmente incustodito da Kily Gonzales. L'Inter, nella serata in cui ritrova Vieri, ha di che dolersi per le scelleratezze di Almeyda e per un mezzo rigore che sull'1-1 è forse stato provocato da Stam su Cruz. Un episodio che tuttavia a forza d'essere rivisto in moviola appare sempre meno rigore. Un match nel quale hanno il loro peso anche le assenze. Numerose, e tali da indirizzare in certa misura il varo di formazioni ad alto se non altissimo rischio. Non che a Mancini e Zaccheroni restino gli avanzi, sia chiaro. La voglia di vincerla, questa partita, fa il resto. Ciascuno dei due tecnici, infatti, sposa soluzioni che statistiche alla mano possono lasciare perplessi.

Prendete Mancio: con Fiore, Albertini, Liverani e Stankovic insieme dal primo minuto, ha iniziato una sola partita delle ventitrè fin qui disputate. Quella col Chelsea all'Olimpico. Finì 0-4. Prendete Zac: Cruz, Vieri e Recoba insieme dall'inizio li ha visti solo in televisione ma quand'era già il nuovo tecnico dell'Inter. Accadde a Mosca, Cuper appena esonerato, Verdelli vittima sacrificale, e Lokomotiv già sul 3-0 (poi definitivo) quando il trio dopo un'ora si sciolse. Devono saperlo anche loro, Mancio e Zac, che c'è poco da scherzare con questi precedenti. Ecco che allora le scelte vengono coniugate con accorgimenti tattici che ne attenuano la spregiudicatezza. Zac preferisce Pasquale a Kily Gonzales, così che gli esterni di metà campo, l'altro è il solito Javier Zanetti, sono in pratica due terzini prestati a un reparto appena più avanzato. Una prudenza doverosa, tanto più visto che la mossa di Mancio è quella di varare un centrocampo a cinque, con Muzzi esterno di destra, Fiore a sinistra, Stankovic, Albertini e Liverani nel mezzo, a creare una costante superiorità numerica nei confronti di Almeyda e Emre. L'uomo che "avanza" all'Inter è Cordoba, in una difesa a tre nella quale Cannavaro e Adani sono impegnatissimi da Corradi.

E' una partita a scacchi nella quale la Lazio sviluppa le trame migliori e prevale nel possesso palla, ma quanto ad occasioni è un'altra storia. Quando il pallone arriva dalle parti di Vieri, e visto che intorno a lui ci sono Negro, Couto (e soprattutto Sereni), il profumo del gol si avverte subito. Vieri lo sfiora in avvio, incornando appena a lato sul cross di Pasquale e lo stacco difettoso di Negro. Cruz si sacrifica molto e da una sua verticalizzazione arriva la palla buona per Recoba, sul quale Sereni è più reattivo del Chino. Ma quando questi mette al centro una palla rasoterra avvelenata dall'acqua che cade leggera, Sereni fa la cosa più sbagliata e nemmeno tanto insolita, se la perde per strada. S'imballa pure Favalli, e così Vieri fa un gol alla Pippo Inzaghi. La replica di Corradi, dodici minuti dopo, arriva sull'asse di sinistra, dove Mancini ha appena spostato Stankovic, fischiato perché interista (del futuro) confesso. Il cross del serbo innescato da Favalli è su misura per l'acrobazia di Corradi. La ripresa è in equilibrio, nonostante Mancio e Zac muovano (e bene) le rispettive panchine: Oddo per lo spento Muzzi e Kily Gonzales per il solito evanescente Recoba. Cambiano i moduli, ma non succede più niente fin quando Almeyda non la fa davvero grossa. Zaccheroni fa entrare Martins e Okan per Cruz e Pasquale, pur di non rinunciare all'offesa. Ma i cambi più ispirati sono quelli di Mancini. Per forza, entrano Delgado e Zauri. Quelli del 2-1.


Il Corriere della Sera titola: "La Lazio blocca la rincorsa record dell'Inter. Botta e risposta Vieri-Corradi. Nella ripresa Almeyda si fa cacciare e Zauri firma il gol decisivo".

Continua il quotidiano: Vince la Lazio, con Corradi e Zauri, fa festa la Roma. Fabio Capello dovrà dire un bel grazie a Roberto Mancini, che in due settimane ha battuto prima la Juve (7 dicembre) e poi l'Inter. I giallorossi scappano, i nerazzurri, rimasti in dieci da metà ripresa, cadono dopo sei vittorie consecutive ed è la prima sconfitta in campionato di Zaccheroni, che si immaginava un ritorno diverso contro la sua ex squadra. L'Olimpico è ancora lo stadio delle streghe per gli interisti, che contro la Lazio non vincono dal '96 e che non hanno saputo far fruttare il tesoro del vantaggio iniziale, firmato da Vieri, in netta ripresa, dopo mezz'ora. La Lazio, che ha affiancato i rivali al quarto posto, ha giocato con maggiore determinazione, non si è mai arresa, anche quando le giocate non entravano; l'Inter invece, è rimasta lontanissima da quella vista a Torino contro la Juve oppure a Kiev. È stata poco zaccheroniana e molto approssimativa, è sembrata in riserva di energie fisiche e nervose, ha perduto tanti palloni, ma soprattutto ha perso la testa con Almeyda e non ha sfruttato la sconfitta del Milan e il pareggio della Juve, che in caso di vittoria, le avrebbe consentito di salire al secondo posto. D'altronde i risultati del pomeriggio, la pioggia violenta, la contestazione iniziale dei tifosi laziali hanno avuto un effetto frenante sulla prima mezz'ora, quasi che le due squadre si sentissero schiacciate dalla paura di perdere e di fallire la grande occasione per volare in classifica.

L'Inter è apparsa più slegata rispetto alle migliori esibizioni zaccheroniane ma ha costruito subito una palla-gol (testa di Vieri a sfiorare il palo dopo 90 secondi), ribadita dall'occasione capitata a Recoba, che sull'assist di Cruz, ha perso l'attimo per battere Sereni in uscita, pur avendo il pallone sul sinistro (24'). La Lazio ha faticato a lungo prima di mettere in apprensione Toldo. Così la partita è andata avanti a strappi, anche con mischie rischiose in area (Cannavaro-Corradi, Emre-Stankovic, Albertini-Pasquale) fino al gol interista, nato da un errore di Sereni sul cross di Recoba: pallone da bloccare e invece scappato via dalle mani del portiere per finire sui piedi di Vieri che, girandosi, con il destro ha trovato l'ottavo gol in campionato (30'), prima di correre ad abbracciare Martins in panchina. La Lazio è sembrata accusare il colpo, ma l'Inter, invece di tenere sotto pressione i biancocelesti, ha cominciato a perdere un numero rilevante di palloni in mezzo al campo: salvata da Toldo sulla conclusione di Fiore (32'), è caduta quando Zanetti, con un errore non da lui, ha lasciato Stankovic libero di costruire l'assist per Corradi, che davanti a Toldo non ha sbagliato (43'), chiudendo un primo tempo impeccabile. L'Inter ha cominciato la ripresa (Kily Gonzalez per Recoba, Oddo per Muzzi) come aveva chiuso il primo tempo, cioè regalando campo e palloni alla Lazio, che non è andata lontana dal vantaggio prima con Albertini (a lato, 2') e poi con Liverani (punizione a sfiorare la traversa, 4'). Ma la Lazio, passata dal 4-5-1 del primo tempo (con Fiore a destra e Muzzi a sinistra), ad un più propositivo 4-4-2 della ripresa (Fiore in attacco con Corradi), non ha preso subito in mano il gioco perché l'Inter, intuendo i rischi, ha trovato le energie per farsi di nuovo pericolosa.

Al 7' Trefoloni non ha concesso il rigore per un fallo di Stam su Cruz: ma il ginocchio lasciato proteso dall'olandese, con il pallone ormai oltre l'ostacolo, prevedeva il penalty, che non è stato fischiato (7'). Sulla successiva grande giocata di Vieri da fuori area (tiro a sorvolare la traversa, 14') l'Inter si è persa e la Lazio ha cambiato passo, soprattutto dopo l'entrata di Zauri (22'). La svolta della partita è arrivata però per una reazione inconsulta di Almeyda su Corradi dopo il fallo a metà campo in condominio con Adani: le mani in faccia all'attaccante hanno convinto Trefoloni ad estrarre il rosso, mentre l'argentino (già ammonito) perdeva la testa. Con l'Inter in dieci, Zaccheroni ha giocato la carta dell'audacia, togliendo Cruz e inserendo Martins, che ha pure sfiorato il vantaggio con un pallonetto troppo molle per sorprendere Sereni. La gara si è risolta per una questione di centimetri: per un niente il passaggio profondo di Emre non ha liberato Vieri davanti a Sereni (il pallone è rimbalzato sul tallone dell'attaccante), mentre sulla controgiocata è stato perfetto l'assist di Delgado, il ragazzino di Tenerife (17 anni) che la Lazio ha allevato con cura negli anni, per Zauri, che non ha sbagliato il diagonale (37'). Arrembante ma confusa la reazione interista, con l'uomo in meno: è stata la Lazio a colpire anche la traversa su punizione con Liverani, ma a quel punto, tutto era già scritto. L'Inter è a otto punti dalla Roma.