Mercoledì 19 settembre 2001 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Nantes Atlantique 1-3


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

19 settembre 2001 - 2961 - Champions League - Fase a gironi gruppo "D" - gara 2

LAZIO: Peruzzi, Stam (73' Pancaro), Nesta, Fernando Couto, Stankovic, Mendieta (65' C.Lopez), Simeone, Fiore, Favalli, S.Inzaghi, Crespo (77' Kovacevic). A disposizione: Marchegiani, Colonnese, Baggio, Castroman. Allenatore: Zoff.

NANTES: Landreau, Deroff, Gillet, Fabbri, Armand, Delhommeau, Berson, Djemba, Ziani, Ahamada (64' Quint), André (71' Dalmat). A disposizione: Grondin, Olembe, Aristouy, Bilayi Ateba, Devineau. Allenatore: Denoueix.

Arbitro: Sig. Fandel (Germania).

Marcatori: 3' Fabbri, 7' Fernando Couto, 63' Armand, 86' Ziani.

Note:

Spettatori: 18.248.

Il biglietto della gara
La formazione della Lazio
La formazione del Nantes

Toccherà ad Alberto Zaccheroni, da oggi, cercare di mettere insieme i cocci della Lazio. Il Nantes dilaga all'Olimpico, giocando molto meglio di una Lazio in piena confusione tecnica e tattica, e dà la scintilla a un'operazione che tutta la società biancoceleste aveva già preparato nei minimi particolari: il cambio dell'allenatore. Dino Zoff non meritava di concludere così la sua avventura sulla panchina della Lazio, ma la Lazio non merita di giocare un simile anticalcio. Il Nantes l'ha ridicolizzata con giocatori che costano, tutti insieme, come Mendieta. La curva degli Irriducibili se l'è presa con il presidente Sergio Cragnotti: "Guarda che hai fatto, Cragnotti guarda che hai fatto". Ultima puntata di una guerra interna. Poi ha fischiato un impresentabile Mendieta e un Crespo osceno. Alla fine, nel tracimare della rabbia, se l'è presa anche con un sito internet di tifosi non allineati alla loro posizione. Per Zoff un coro di incitamento all'inizio e uno volgare contro Zaccheroni. Nulla alla fine. Anche perché peggio di così la squadra non avrebbe potuto giocare. Parlano i numeri: tre pareggi in campionato e due sconfitte in Champions League. Massimo Cragnotti, terreo, a fine partita ha detto: "La situazione è drammatica, dobbiamo intervenire". Oggi ci sarà un incontro per decidere, soprattutto, che carica conservare a Zoff in società (sempre che Zoff decida di rimanere). Zaccheroni partirà da un contratto triennale, i cui dettagli sono già stati messi a punto, e forse da un rinforzo di mercato: Chiesa o Kily Gonzales. Cragnotti aveva fatto nei giorni scorsi una ricognizione con i giocatori più importanti: gli scricchiolii sulla gestione di Zoff si erano fatti un inquietante rumore di valanga. Il Nantes ha imposto schemi, una condizione atletica migliore, umiltà, piedi buoni perché è un'illusione solo italiana che i migliori giocatori siano nel nostro campionato. Non è così da tempo. In compenso abbiamo fatto il pieno di presunti e presuntuosi campioni. Zoff si consegna al suo destino mandando in campo Mendieta, che alcune voci davano in panchina, e fidandosi di Simone Inzaghi al posto di Claudio Lopez.

Dai due ottiene il vuoto assoluto. L'inizio della gara è simbolico. Passano tre minuti e, su azione di calcio d'angolo, la difesa cade in trance. Batte lungo Ziani, Gillet rimette in mezzo, Armand fa la torre e Fabbri spinge in gol, ancora di testa, da pochi passi, in secco anticipo su Mendieta. Tre tocchi consecutivi nell'area di rigore, due di testa, contro il tridente Stam-Nesta-Couto. Sembra impossibile, ma succede. La Lazio ha la fortuna di rimettere subito in pari la partita. Al 5' ci prova il portiere Landreau, con una spanciata su cross di Stankovic: la palla finisce in corner sfiorando il palo. Al 7' ci riesce una capocciata a metà tra Couto e Gillet: la palla finisce in gol, chi l'abbia toccata davvero per ultimo è roba da moviola o da indovino. Tanto e tutto presto. Poi la partita frena e la Lazio torna a ruminare un calcio con poca brillantezza. Mendieta è il peggiore, Fiore si allinea, Crespo latita. Nel secondo tempo aumentano due cose. La pressione della Lazio e la sua confusione. Il Nantes, ora, gioca nettamente meglio. Più organizzato, con un modulo elastico: difendono in sette e attaccano in cinque. Armand e Deroff sono i cursori chiamati a sdoppiarsi, Ziani il fosforo per far girare i meccanismi. Il gol del 2-1, al 18', è la sintesi di tutti i guai della Lazio. Armand fa quaranta metri palla al piede: nessuno lo affronta e lui, dal limite, piazza il destro all'incrocio. Un altro gol tatticamente inconcepibile. Lopez entra per Mendieta e si mette a giocare da solo. Kovacevic entra per Crespo (che si infuria) e si mangia un gol di testa. Quelli che restano, compreso Nesta, sono nel pallone. Il colpo di grazia arriva al 41'. Ziani ha addirittura il tempo di ciccare il primo tiro, riprendere il pallone e segnare tranquillo. Lo stadio canta "addio alla Champions League". Non è vero, perché il Psv ha battuto il Galatasaray e il girone è ancora aperto. Però molto deve cambiare. Si comincia da oggi. Da Zaccheroni.

Fonte: Corriere della Sera