Mercoledì 23 gennaio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 0-0


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23 gennaio 1974 - 1799. Coppa Italia 1973/74 - Girone finale B - II giornata

LAZIO: Pulici F., Petrelli, Martini L., Wilson, Oddi, Inselvini, Franzoni, Mazzola (II), Chinaglia, Frustalupi (46' Nanni), Manservisi (70' D'Amico). A disp. 12° Moriggi, 13° Polentes, 15° Borgo. All. Maestrelli.

JUVENTUS: Zoff, Spinosi, Marchetti, Furino, Morini, Mastropasqua, Viola, Gentile, Anastasi, Capello, Altafini. A disp. 12° Piloni, 13° Longobucco, 15° Maggiora, 16° Musiello. All. Vycpalek.

Arbitro: sig. Bernardis di Trieste.

Note: giornata fredda, terreno in discrete condizioni. Ammonito Gentile e Inselvini.

Spettatori: 45.000 circa. Incasso £. 67.000.000.

Il biglietto della gara
Chinaglia esce dal campo
(Gent.conc. Alberto Torregiani)
Zoff anticipa Chinaglia
Il primo goal annullato ad Altafini
Il titolo de l'Unità

E' finita 0-0, come speravano i juventini, dopo la batosta fiorentina con alcuni giocatori acciaccati, con il morale a pezzi e con un po' di paura. Il pareggio forse ha soddisfatto meno i laziali, che giocando in casa avevano il dovere di vincere per impegnare un posto nella finale di Coppa Italia. Alla fine pure i biancoazzurri accettavano il risultato senza molto reclamare, perché anche in formazione rimaneggiata la Juventus impone sempre rispetto. La decisione sulla scelta della squadra che disputerà la finale della Coppa Italia è stata rinviata al 27 marzo quando i romani faranno visita alla Juventus al comunale di Torino, sempre che Palermo e Cesena si fermino ad aspettare le due « grandi » in ritardo. Lazio e Juventus evidentemente hanno giocato in Coppa pensando al campionato. Gli assenti infatti erano numerosi.

I biancoazzurri erano privi di Garlaschelli e di Re Cecconi; Nanni e D'Amico hanno giocato soltanto nella ripresa. I bianconeri hanno tenuto a riposo Causio, Longobucco, Salvadore, Bettega e Cuccureddu. Ma c'è di più: qualcuno ha preferito non rischiare molto, accettando il piccolo trotto, evitando gli scontri duri, non affaticandosi fuori misura. Frustalupi addirittura ha disertato il secondo tempo, lasciando il suo posto a Nanni. La Coppa fa gola, ma il campionato interessa di più. I padroni di casa hanno iniziato a tutto ritmo sperando di colpire l'avversario in fase di assestamento. Inselvini correva a perdifiato (lui è una riserva e poteva farlo) per dare aiuto a Chinaglia, a cui Frustalupi indirizzava suggerimenti utilissimi. Era la solita Lazio con due punte fisse (Franzoni e Chinaglia), tre centrocampisti (Mazzola, Inselvini e Manservisi) e un regista a dirigere (Frustalupi). Dietro la squadra era al completo, sicura come sempre, decisa in Wilson e Petrelli, mobile in Martini, rude in Oddi.

La Juventus tentava un accordo fra Altafini ed Anastasi, guidati da un Capello sempre presente, lucido, pronto ai rilanci. Gentile, nell'insolito ruolo di mezz'ala, correva e combatteva come usa fare lui, Viola si distingueva per appoggi utili e preziosi, pur dimostrando tendenza al gioco manovrato anche quando sarebbe stato opportuno operare in velocità. Morini montava una guardia spietata a Chinaglia, Spinosi non incontrava difficoltà nel controllare Franzoni. Furino non rischiava sortite, preferendo rimanere in zona giocherellando quel tanto che giudicava necessario per non sfigurare. Gli appunti di cronaca non sono molti. I laziali attaccavano subito con decisione, ma non riuscivano ad Impensierire Zoff.

Ci provava Chinaglia al 7' (Morini pareva in difficoltà) ma sbagliava. Tentava ancora Giorgione al 25' ma Zoff era pronto a deviare. Un minuto dopo Frustalupi centrava basso e Franzoni in mischia falliva il tocco finale. Entrava in scena l'arbitro Bernardis che commetteva un errore piuttosto grave: Gentile riceveva una manata in faccia da Martini, e tentava una reazione. Bernardis ammoniva lo Juventino e perdonava l'iniziatore dello scontro. L'offensiva laziale si fermava verso la mezz'ora. Era Altafini a dare la carica ai bianconeri. José tentava attacchi a ripetizione. Segnava al 31' un bel gol ma Bernardis annullava forse per fuorigioco. Subito dopo (32') ancora Altafini andava a segno di testa ma questa volta la posizione di fuorigioco dell'italo-brasiliano era nettissima. Nella ripresa Maestrelli lasciava negli spogliatoi Frustalupi e mandava in campo Nanni. Al 52' veniva ammonito Inselvini per proteste, al 57' Oddi sprecava un servizio di Chinaglia, al 63' sempre Glorgione calciava fuori da posizione angolata.

La Juventus dal canto suo accumulava numerosi calci d'angolo, ed andava vicino al gol al 71' con una azione Viola-Anastasi: Il tiro diagonale del centravanti si perdeva a lato. In questa circostanza veniva ammonito Wilson per proteste. Poco dopo Mazzola azzeccava un tiro pericoloso che Zoff deviava in calcio d'angolo (73'). Doveva essere questa l'unica parata veramente difficile di Zoff in tutta la partita. Finiva 0-0, come era inevitabile. La Juventus ha confermato di aver superato lo choc derivante dalla brutta sconfitta di Firenze. La squadra di Vycpalek ha ritrovato la calma e la serenità necessarie per riprendere il cammino. Buone informazioni anche dei giovani, specie Mastropasqua, che dovrà sostituire Salvadore per queste giornate di squalifica. Mastropasqua ha superato la prova. E' giovane e pertanto non ha grande esperienza. Troppo sovente abbandona la posizione per alimentare l'offensiva della squadra, ma tecnicamente è valido, fisicamente è solido. Manca di sprint, ma ha un buon recupero. Deve giocare per imparare.

Tutto sta a vedere se la Juventus può attendere che il ragazzo faccia esperienza. Ma il vero problema di Vycpalek è un altro, riguarda il pieno ricupero di Anastasi. Contro la Lazio il centravanti titolare ha palesato una imperfetta condizione fisica cadendo in molti errori sia di idee che di esecuzione. Oddi lo ha controllato con durezza, ma Anastasi ha subito la superiorità del rivale quasi con rassegnazione. Anastasi è un problema contingente ma è un problema importante. A Vycpalek si presenta un quesito: se Bettega non fa gol, se Anastasi non migliora, come si può lasciare fuori Altafini ? Per la partita con il Vicenza dovrebbero rientrare Bettega, Longobucco, Cuccureddu, e probabilmente anche Causio. Mastropasqua sarà il libero, ma la difficoltà sta nella scelta delle due punte. Tre sono gli uomini a disposizione, il migliore, in questo momento, è il vecchio José.

Atmosfera distesa negli spogliatoi di Lazio e Juventus, perfettamente in linea con il tono della partita. «E' stata una gara tranquilla e cavalleresca — ha commentato con la solita pacatezza Vycpalek — come ci si poteva aspettare da due squadre incomplete. Sono rimasto molto soddisfatto per la prova fornita dal nostri rincalzi. Per Mastropasqua è stata la prima gara impegnativa. Penso che giocherà anche domenica prossima in campionato. Altafini ha illuminato a tratti il gioco della Juventus riproponendo il solito dilemma fra le tre punte da mandare in campo. Tuttavia escludo, contro il Vicenza, l'utilizzazione contemporanea di Altafini, Bettega e Anastasi. Uno del tre andrà in panchina. Per quanto riguarda la partita di oggi, mi è sembrato che la Lazio sia stata più pericolosa nel tiri in porta, però la Juventus ha manovrato meglio. Questo punto ci dà la possibilità dì vincere il girone avendo noi tre partite in casa da sfruttare».

A chi gli chiedeva un giudizio sulla Lazio, il tecnico ha risposto: «anche i biancoazzurri, come noi, hanno presentato uno schieramento rivoluzionario e non è quindi possibile esprimere un parere preciso. Però ho notato che mancando contemporaneamente tre pedine come Re Cecconi, Nanni e Frustalupi, la qualità del gioco laziale non mi è sembrata molto brillante. Rimandiamo il giudizio dopo la partita vera che disputeremo tra un mese all'Olimpico. Allora si vedrà chi vale di più fra Lazio e Juventus. Vorrei esprimere, Infine, un elogio a Morini che ha fermato ottimamente Chinaglia». Per Capello, il risultato di parità ha rispecchiato fedelmente l'andamento della partita. «Zoff ha dovuto compiere la parata più difficile su quel tiro di Mazzola, — ha detto il regista bianconero — però siamo stati noi ad andare più vicini alla marcatura. A noi bastava un pareggio. Ci siamo quindi preoccupati soprattutto di contenere i nostri avversari. Non ho capito perché il segnalinee abbia alzato la bandiera in occasione del primo tiro di Altafini finito in rete.

«Ma vorrei parlare di una altra cosa: da tempo a questa parte ho notato che ogni entrata un po' decisa viene punita con il famoso cartellino giallo. Di questo passo il gioco del calcio diventerà un confronto fra signorine». «Io la partita l'ho presa sul serio — è intervenuto Altafini — ho bisogno di movimento per mantenere sempre attuale la mia candidatura ad un posto in squadra che non possiedo stabilmente. L'arbitro ha visto giusto fischiando il fuorigioco sulla mia seconda rete. Ma non ho capito bene perché mi è stata annullata la prima». Sul fronte biancoceleste, i giudizi non sono stati diversi da quelli juventini. «E' stata una partita infrasettimanale — ha detto Maestrelli — non si può affatto considerare un anticipo del confronto che disputeremo In campionato. Oggi posso soltanto augurarmi che la Juventus vinca la Coppa Italia e noi lo scudetto».

Fonte: La Stampa