Mercoledì 2 dicembre 2009 - Salisburgo, Stadion Salzburg - Red Bull Salzburg-Lazio 2-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

2 dicembre 2009 - 3355 - Europa League 2009/10 - Girone "G", gara 5 - inizio ore 19.00

RED BULL SALZBURG: Gustafsson, Schwegler, Sekagya, Afolabi, Ulmer, Tchoyi (82' Zickler), Leitgeb, Opdam, Pokrivac (87' Cziommer), Svento, Janko (91' Nelisse). A disposizione: Arzberger, Dudic, Augustinussen, Jezek. Allenatore: Stevens.

LAZIO: Muslera, Diakite, Cribari, Radu (54' Rocchi), Lichtsteiner, Brocchi (80' Makinwa), Mauri, Foggia, Kolarov, Zarate, Eliseu (46' Meghni). A disposizione: Iannarilli, Scaloni, Sevieri, Luciani. Allenatore: Ballardini.

Arbitro: Sig. Dan Tudor (ROU) - Guardalinee Sigg. Nica ed Onita (ROU) - Quarto Uomo Sig. Petrescu (ROU) - Assistenti arbitrali aggiunti Sigg. Hategan e Avram (ROU).

Marcatori: 52' Afolabi, 56' Foggia, 78' Tchoyi.

Note: ammoniti Muslera per fallo di reazione, Eliseu, Diakite, Brocchi, Pokrivac per gioco falloso, Mauri e Zarate per proteste. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 30.000 circa.


L'occasione per Eliseu nei primi minuti di gioco
Un tiro da fuori area di Stefano Mauri
Un fotogramma della gara
Mauro Zarate contrastato fallosamente
Tommaso Rocchi in azione
Fernando Muslera impegnato in una parata
Mauro Zarate in un'azione di gioco
L'1-0 di Afolabi
Pasquale Foggia sigla l'1-1
La rete di Tchoyi

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, Europa addio. Sconfitta a Salisburgo. La squadra di Ballardini perde 2-1 e con la vittoria del Villarreal di Rossi saluta la competizione. Gli austriaci passano nella ripresa con Afolabi, Foggia pareggia, ma Tchoyi chiude il conto".

Continua la "rosea": Europa League addio. La Lazio alza bandiera bianca a Salisburgo dove la squadra di Stevens passa 2-1, vincendo largamente il suo girone ed eliminando i biancocelesti che pagano anche la concomitante vittoria del Villarreal di Giuseppe Rossi. Partita giocata senza convinzione, forse condizionata dal derby con la Roma. Per battere il Salisburgo, crocevia del futuro europeo, Davide Ballardini cambia due pedine: Foggia al posto di Makinwa, Zarate preferito a Rocchi. Lo schema è offensivo; una sorta di 4-3-3, anche se, in realtà, Mauri fa il trequartista alle spalle dell'argentino e di Eliseu. Ma gli austriaci hanno dalla loro la tranquillità di un primo posto a punteggio pieno, con la consapevolezza che un punto potrebbe bastare per passare il turno. L'allenatore Huub Stevens non cambia e propone il consueto 4-1-4-1 con il bomber Janko punta unica. Sul sintetico della Red Bull Arena, il Salisburgo ha tutti gli interessi a non spingere. Ci mette del suo anche una Lazio molto alta, abile nel possesso palla, ma impalpabile negli ultimi venti metri, eccezion fatta per l'occasione capitata al 4' da Eliseu: un tiro angolato deviato in angolo. Gli austriaci hanno tutto l'interesse per non forzare. Tattica opportunista la loro: possesso palla e ripartenza, ma senza colpo ferire. Solo una volta Janko sfiora il palo di testa sfruttando una rimessa laterale-cross di Schwegler. La Lazio a dire il vero fa davvero poco per puntare a Gustaffson. Bene Foggia con i suoi inserimenti, discreto Zarate con le sue azioni in profondità, ma le marcature dei padroni di casa sono impeccabili. Servirebbe ben altro per sfondare; soprattutto più furore: magari l'esperto Rocchi inserito nel tridente. Ma anche più serenità, dopo l'atteggiamento per certi versi provocatorio della squadra di casa, gestito con poca autorità dall'arbitro romeno Tudor.

La ripresa inizia con Meghni al posto di Eliseu. Ballardini si affida ai numeri del francese, abile anche con le conclusioni dalla distanza. Ma è il Salisburgo a partire con il piede giusto sfruttando pressing e velocità, le sue doti migliori. Tanto da passare al 7' con uno splendido colpo di testa nel sette di Afolabi. Con l'ingresso successivo di Rocchi (fuori Radu), la Lazio spinge di più e guadagna metri. L'attaccante apre spazi favorendo le giocate di Zarate che al 12' regala una magia. Azione personale con irruzione in area e bordata respinta da Gustaffson sui piedi di Foggia che non perdona. Lo stesso Foggia, con Meghni disperso, va a fare il trequartista alle spalle di Rocchi e Zarate: mossa che funziona e dà una scossa alla manovra offensiva. Ma il Salisburgo non molla: colpisce il palo con Leitgeb e passa di nuovo al 33' con un capolavoro di Tchoyi. Il camerunese ubriaca Cribari e poi batte Muslera con un tocco morbido. Gol fantastico che arriva subito dopo le proteste della Lazio per un fallo di mano in area di Schwegler (a che serve l'arbitro di porta?). Ballardini inserisce Makinwa (Brocchi out) che colpisce il palo di testa. L'ultimo assalto dei romani che escono dall'Europa e ora cercano il riscatto in campionato.


Il Messaggero titola: "Lazio battuta e fuori dall'Europa. Qualche segno di ripresa dalla squadra di Ballardini che prima di subire il 2-1 si è vista negare un rigore".

Continua il quotidiano: Lazio battuta 2-1 a Salisburgo ed eliminata dall'Europa League in quanto al massimo può raggiungere il Villarreal a 9 punti (gli spagnoli hanno vinto a Sofia) ed in questo caso sarebbe fuori per la differenza reti negli scontri diretti con gli spagnoli. Alla fine il Salisburgo, che era già qualificato, ha festeggiato come se avesse vinto la Champions. Va detto subito che il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio. La Lazio ha mostrato piccoli segni di ripresa ed in Europa ha confermato di saper segnare, cosa che non le riesce più in campionato. E poi sul risultato finale pesa una decisione dell'arbitro romeno Tudor che non ha concesso alla Lazio un rigore. Intorno alla mezz'ora della ripresa un'azione di Zarate in area è stata interrotta da un fallo di mano di un difensore austriaco. Dopo il danno è arrivata la beffa, perché sulla ripartenza il Salisburgo ha trovato il gol della vittoria. A questo proposito giova ricordare che in Europa League ci sono gli arbitri dietro la porta. Esperimento insignificante visto (e non riguarda solo la Lazio di oggi) che non si accorgono di niente.

La Lazio era partita meglio degli avversari in un primo tempo modesto e senza emozioni, a parte due conclusioni di Eliseu e Mauri. Partita nervosa da entrambe le parti e al 20' il direttore di gara graziava Muslera che, dopo essere stato caricato in uscita da un attaccante, reagiva con una testata: giallo invece del rosso. Ripresa con Meghni al posto di Eliseu. Al 6' Salisburgo in vantaggio con un colpo di testa di Afolabi bravo a raccogliere un calcio di punizione ed mettere alle spalle di Muslera. Altro cambio di Ballardini: entra Rocchi, esce Radu. Al 12' il pareggio biancoceleste. Zarate, a volte irritante per i suoi assolo, stavolta salta tre avversari e mette al centro dove Foggia vince un rimpallo e realizza il gol. Al 28' occasione molto favorevole per Rocchi che tira sul portiere. Zarate si aspettava il passaggio e protesta. Poi il rigore negato, il gol austriaco, il palo di Makinwa che pareggia quello degli austriaci colpito prima di passare in vantaggio. Intanto il Villarreal ha raddoppiato a Sofia e vince 2-0. L'avventura europea della Lazio è proprio finita, ma la squadra ha dato qualche segno di risveglio. E ora il derby.


Il sito web Uefa.com così commenta la gara:

La S.S. Lazio saluta la UEFA Europa League. Allo Stadion Salzburg, nella quinta giornata del Gruppo G, la squadra di Davide Ballardini perde 2-1 contro il FC Salzburg ed è matematicamente eliminata dalla competizione, visto il contemporaneo successo del Villarreal CF sul campo del PFC Levski Sofia. In Austria succede tutto nella ripresa: Pasquale Foggia risponde al vantaggio di Rabiou Afolabi, a dodici minuti dalla fine arriva il gol vittoria di Somen Tchoyi. La squadra di Huub Stevens, a punteggio pieno, conquista così aritmeticamente qualificazione e primo posto nel raggruppamento; per gli uomini di Davide Ballardini, a secco di successi dal 22 ottobre, prosegue invece il momento difficile alla vigilia del derby contro l'AS Roma. Ballardini cambia per quattro undicesimi la squadra reduce dallo 0-0 contro il Bologna FC. In difesa Guglielmo Stendardo, non inserito nelle liste UEFA, è rimpiazzato da Cribari, a centrocampo lo squalificato Roberto Baronio e l'indisponibile Matuzalem sono sostituiti da Stephan Lichtsteiner e Stefano Mauri; in attacco, Tommaso Rocchi si accomoda in panchina per far posto a Eliseu. Una sola novità nel rispetto alla formazione schierata contro l'SK Rapid Wien: il terminale offensivo è Marc Janko e non Alexander Zickler. La Lazio inizia con intraprendenza e dopo appena quattro minuti Eliseu sfiora il gol, con un tiro angolo deviato in corner da Gustafsson.

Due minuti dopo è Mauri, con una conclusione dalla distanza, a sfiorarla traversa. Al 10' si fa vedere il Salisburgo, ma il tentativo di è senza pretese e sfila sul fondo. Con il passare dei minuti la pressione della squadra di Ballardini si allenta e la partita "ristagna" a centrocampo. Gli austriaci si rendono insidiosi con due rimessi laterali di Schwegler, in pratica due corner: su entrambe Janko svetta più in alto di tutti ma non inquadra mai lo specchio. Al 24' Kolarov, dopo un'ottima chiusura su Sekagya, serve bene Foggia il cui tiro dal limite è ribattuto. Radu è prezioso e tempestivo nella chiusura su Janko pronto ad andare al tiro, poi ci prova due volte Kolarov: la sua conclusione al 36' da 40 metri e la sua punizione nel recupero finiscono abbondantemente sopra la traversa. Dopo l'intervallo, Ballardini cambia: fuori Eliseu, dentro Mourad Meghni. Ma al 52’ sono i padroni di casa a passare: su una punizione, Lichtsteiner perde la marcatura su Afolabi e il nigeriano, con un bel colpo di testa, non dà scampo a Fernando Muslera che riesce solo a toccare. Rocchi rileva Ştefan Radu e la Lazio pareggia immediatamente. Mauro Zarate, bravissimo, salta tutti gli avversari che gli capitano nei paraggi e calcia in porta: Gustafsson risponde alla grande, ma sul pallone si avventa Foggia che riesce a mettere dentro. Rocchi poco dopo mette un pallone invitante per Mauri, in ritardo di un soffio. Dalla parte opposta Cribari manca l'intervento, ma Svento non ne approfitta.

Scosso dal pareggio subito, il Salisburgo prende il sopravvento e la Lazio subisce: al 66' è bravo Diakite nell'anticipo di testa su Janko, pronto allo stacco. Al 70', però, l'autore del gol degli austriaci la combina grossa e "buca" il pallone: Rocchi spara addosso a Gustafsson, poi – complice una deviazione – Zárate manda a lato. Rocchi ha un'altra buona chance, al 77' i padroni di casa colpiscono invece un clamoroso palo con Christoph Leitgeb. La partita cambia volto e destino al 78'. Zarate reclama un rigore per un fallo di mano in area di Christian Schwegler, che l'arbitro reputa involontario. Sul ribaltamento di fronte, con la Lazio scoperta, Tchoyi "ubriaca" di finte Cribari e supera Muslera con un morbido tocco sotto. C'è tempo per un palo di Stephen Makinwa, appena entrato al posto di Cristian Brocchi: ai biancocelesti gira proprio tutto storto…