Domenica 29 novembre 2009 - Roma, Stadio Olimpico - Lazio-Bologna 0-0


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29 novembre 2009 - 3.354 - Campionato di Serie A 2004/05 - XIV giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Diakite (72' Lichtsteiner), Stendardo, Radu, Brocchi, Baronio (85' Eliseu), Matuzalem, Kolarov, Foggia (66' Meghni), Rocchi, Zarate. A disposizione: Berni, Cribari, Dabo, S.Inzaghi. Allenatore: Ballardini.

BOLOGNA: Viviano, Zenoni, Moras, Portanova, Lanna, Guana, Mingazzini (24' Casarini), Mudingayi, Adailton (61' Bombardini), Di Vaio (70' Osvaldo), Zalayeta. A disposizione: Colombo, Britos, Vigiani, Marazzina. Allenatore: Colomba.

Arbitro: Sig. Bergonzi (Genova) - Guardalinee Sigg. Giachero e Comito - Quarto Uomo Sig. Calvarese.

Note: ammoniti Mingazzini, Guana, Matuzalem, Foggia per gioco falloso, Osvaldo e Radu per reciproche scorrettezze.

Spettatori: 20.000 circa.


Tommaso Rocchi in azione (Foto Ansa)
Mauro Zarate in azione (Foto Lapresse)
Tommaso Rocchi contrastato da un difensore felsineo (Foto Ap)
Ancora Maurito Zarate in azione (Foto Ap)
Un fotogramma della gara (Foto Ap)
Lo screzio tra Radu ed Osvaldo (Foto Getty Images)
Un momento dell'incontro (Foto Lapresse)
Tommaso Rocchi trattenuto per la maglia (Foto Getty Images)

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio e Bologna in bianco. Uno 0-0 che scontenta tutti. Padroni di casa decisamente più intraprendenti, ma l'occasione più ghiotta è stata per Di Vaio nel primo tempo. Entrambe le squadre quint'ultime a quota 13".

Continua la "rosea": Finisce 0-0 tra Lazio e Bologna, che salgono entrambe a quota 13 e lasciano il Livorno e l'Atalanta in terz'ultima posizione con 12. Un pareggio che non accontenta la Lazio, decisamente più intraprendente nel corso dei 90 minuti, ma che per assurdo può quasi andare stretto al Bologna, che con Di Vaio nel primo tempo ha avuto le due occasioni più ghiotte del match. La Lazio continua non vincere in campionato dal 30 agosto (2-1 in trasferta sul Chievo) mentre il Bologna sale a 15 trasferte consecutive senza vincere (6 pareggi e 9 sconfitte dal 28 gennaio). E' la prima volta dal 1989 (12 gare in tutto, 25 gol) che i biancocelesti non vanno a segno in un match ufficiale casalingo contro i rossoblu, che a loro volta non segnano per la prima volta dopo 9 partite consecutive con almeno una rete all'attivo. Ballardini parte con l'11 annunciato, Colomba preferisce Moras a Britos e deve fare a meno di Raggi a favore di Zenoni. La Lazio è subito arrembante e al 7' sfiora il gol: Rocchi aggancia in area, appoggio delizioso per Zarate il cui destro al volo è respinto alla grande in tuffo da Viviano. Al 13' progressione strepitosa di Zarate che s'invola per 50 metri, salta tutta la difesa e poi conclude centrale per la respinta di Viviano: sarebbe stato un gol alla Maradona. Al 19' pasticcio della difesa laziale, Di Vaio ha la palla tra i piedi ma si attarda, deve decentrarsi sulla destra, riesce a caricare bene il tiro e manda a lato da pochi metri in diagonale. Il Bologna perde Mingazzini, che prima si fa ammonire (salterà per squalifica il match casalingo con l'Udinese) e poi lascia il posto per infortunio a Casarini, ma è pericoloso ancora in contropiede.

Clamorosa l'azione al 43': Zalayeta imbecca Di Vaio solo davanti a Muslera, però viene ravvisato dal guardalinee un fuorigioco perlomeno sospetto. La falsariga è la stessa nella ripresa, sebbene con ritmi più blandi e con gli ospiti più attenti nel serrare le marcature. All'8' Kolarov serve in orizzontale Foggia che al limite dell'area controlla bene e di sinistro manda fuori davvero di poco. Al 20' altra occasione per il Bologna con Bombardini, subentrato ad Adailton, che ha spazio sulla sinistra, non tira, prende il fondo e appoggia all'indietro dove non c'è nessun compagno a raccogliere. Rocchi viene cercato con minor regolarità, ma è sempre pericoloso, mentre Kolarov qualche volta abusa della sua potenza di fuoco dalla distanza caricando il sinistro anche quando le alternative non mancano. Alla distanza il più continuo è Zarate che si rende pericoloso sia lungo le corsie laterali sia in quella centrale e al 35' va al tiro dal limite dell'area con Rocchi che involontariamente respinge. Al 40' ancora Zarate appoggia per Meghni che da 18 metri manda a lato di mezzo metro alla sinistra di Viviano. L'intensità agonistica non cala fino allo scadere e al 45' va segnalato uno screzio tra Radu e Osvaldo: il biancoceleste spinge l'argentino che si getta a terra simulando un colpo al volto decisamente fuori luogo.


Il Messaggero racconta così la gara:

Sono ormai 12 turni che la Lazio non riesce a raccogliere i tre punti. Di buono c'è che per la seconda partita consecutiva non subisce reti. E non si può dire che non abbia provato a sfondare il muro avversario: 18 tiri verso la porta di Viviano, 11 angoli (sette solo nel primo tempo) e tanta dedizione, specie nel primo tempo. Poi la carica nervosa si esaurisce e per i rossoblù controllare la partita diventa più facile. Conservare l'iniziativa per 40 minuti su 46 e tirare nello specchio della porta avversaria una sola volta. È il primo tempo della Lazio, che non si risparmia quanto a impegno e mostra anche sprazzi di bel gioco, ma poi si spegne. In questa frazione il solo rischio la Lazio se lo crea da se: al 18' Radu e Stendardo pasticciano un rinvio finendo per servire Di Vaio che salta Muslera, ma poi spedisce a lato di un soffio. La ripresa inizia ancora con la Lazio in avanti ed il tiro di Foggia (8') fuori di un soffio. In campo si vedono parecchi errori ed i due tecnici ricorrono alle panchine, ma Muslera resterà a guardare fino alla fine. Nella Lazio fuori Foggia (per Meghni) e Diakite (per Lichtsteiner). Il più pericoloso resta però Kolarov che al 26' impegna Viviano con un diagonale che il portiere rossoblù devia di piede. Affiora la stanchezza e gli errori in fase di impostazione si moltiplicano da ambo le parti, come i fischi dei tifosi. L'ultimo acuto è ancora di Kolarov, con una punizione che sibila a lato e lascia la squadra di Ballardini a chiedersi come uscire da questa spirale.