Sabato 25 novembre 2023 - Salerno, stadio Arechi - Salernitana-Lazio 2-1

Da LazioWiki.

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25 novembre 2023 – Salerno, stadio Arechi - Campionato di Serie A, XIII giornata - inizio ore 15.00


SALERNITANA: Costil, Daniliuc (62' Fazio), Gyomber (46' Lovato), Pirola (86' Bronn), Mazzocchi, Coulibaly, Bohinen (62' Legowski), Bradaric, Candreva, Kastanos (72' Maggiore), Ikwuemesi. A disposizione: Fiorillo, Salvati, Sambia, Martegani, Botheim, Cabral, Simy. Allenatore: F.Inzaghi.

LAZIO: Provedel, Lazzari (62' Hysaj), Gila, Patric, Marusic, Guendouzi, Cataldi (80' Vecino), Kamada, Felipe Anderson (69' Isaksen), Immobile (69' Castellanos), Zaccagni (62' Pedro). A disposizione: Mandas, Sepe, Pellegrini, Ruggeri, Basic, Rovella. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Sig. Alessandro Prontera (Bologna) - Assistenti Sigg. Baccini e Cecconi - Quarto uomo Sig. Pezzuto - V.A.R. Sig. Pairetto - A.V.A.R. Sig. Nasca.

Marcatori: 43' Immobile (rig), 55' Kastanos, 66' Candreva.

Note: ammonito al 32' Lazzari, al 42' Gyomber, al 54' Daniliuc ed all'84' Maggiore tutti per gioco falloso, al 64' il tecnico salernitano Filippo Inzaghi, al 79' Cataldi ed all'88' Fazio tutti per proteste, al 90'+3' Coulibaly e Vecino per comportamento non regolamentare. Angoli 4-9. Recuperi: 3' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 16.700.


Mattia Zaccagni
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Adam Marusic
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Matteo Guendouzi
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Manuel Lazzari
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Il calcio di rigore trasformato da Ciro Immobile
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Daichi Kamada
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Mario Gila
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Gustav Isaksen
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Felipe Anderson
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I due tecnici: Filippo Inzaghi e Maurizio Sarri
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Immobile e Candreva per la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

I calciatori convocati per la partita odierna

• Il Corriere dello Sport titola: "L'urlo dell'ex e Lazio a picco. Vantaggio di Immobile su rigore, Kastanos e Candreva la ribaltano. Prima vittoria per la Salernitana. Mai Sarri aveva perso 6 volte su 13 in Serie A: i biancocelesti sono irriconoscibili mentre Pippo Inzaghi esulta per i tre punti".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Un anonimo Sarri, senza onor di firma: mai aveva perso 6 partite su 13 in A. S’è inchiodato da solo al muro delle responsabilità. È una Lazio che rotola tristemente. Si è divertito Candreva, giovanotto che va per i 37, ad assestarle un’altra ingrata bastonata da ex, a regalare la prima vittoria alla Salernitana e un grande sfizio a Inzaghi (Pippo). Il bell’Antonio ha camminato su rovine fumanti. Il gol del 2-1 è una sintesi angelica di raffinata balistica: ha mandato gambe all’aria Provedel (forse ingannato anche dal vento impetuoso) e steso i biancocelesti con una folgore da 30 metri. Uno come Candreva la Lazio oggi come oggi non ce l’ha. Zaccagni e Felipe sono anime perse. Sarri si è presentato con una pattuglia sgangherata. Tiriamo in ballo gli assenti, parliamone pure. Era senza Luis Alberto (squalificato), Romagnoli e Casale (infortunati), in corsa ha perso Zaccagni (infortunio ad un’anca). Ma la sconfitta investe tutto e tutti. La filosofia della ricostruzione del centrocampo, l’allenatore, il gioco, i giocatori. Sono troppe le capriole di una stagione vissuta in sciagurato bilico. La Lazio, anche ieri, è stata incapace di difendere il vantaggio di Immobile (su rigore). Non si possono regalare spazi, episodi, situazioni, secondi tempi. Il gioco è diventato furore cieco, disordinato. Gli assenti non possono, e non devono, costituire l’unica unità di misura. Lo dimostra la Salernitana. Inzaghi era senza Dia, Ochoa e Tchaouna. Voleva la partita perfetta, l’ha avuta. Spirito di gruppo, fitti reticolati. Squadra coraggiosa.

L'avvio. C'erano una volta Milinkovic e Luis Alberto nella Lazio. Ieri c’erano Guendouzi e Kamada con Cataldi regista. La partita non poteva nascere sotto auspici più sinistri considerando anche la coppia di difesa Patric-Gila (non giocava da marzo). Il centrocampo era impresentabile. Guendouzi si sbatte, garantisce giocate rabbiose, non è illuminante. Kamada è un pesce fuor d’acqua, non solo da mezzala. Non che ci aspettassimo squilli di trombe, ma neppure prestazioni così avvilenti. Inzaghi ne ha approfittato. S’è presentato con un 3-4-2-1 (seconda volta con la difesa a tre). Ha puntellato il centrocampo con Coulibaly e Bohinen. Kastanos e Candreva erano dietro Ikwuemesi. Kastanos partiva trequartista, s’abbassava per schermare Cataldi e per costruire. Candreva dominava le operazioni offensive. Nessuno dei due era limitato dai centrocampisti laziali né la difesa si scomponeva per aggredirli. Nei primi venti minuti noia totale, poi è venuta fuori la Salernitana. Smanacciata di Provedel su cross velenoso di Candreva. Traversa ciclonica di Bohinen. Felipe ha provato a svegliare la Lazio accentrandosi dalla destra, tirando a colpo sicuro. Gyomber ha salvato immolandosi.

L'illusione. La Lazio era senza bussola, con Ciro costretto a venire incontro al pallone nonostante il permesso di Sarri a esimersi. L’unico a imbeccarlo è stato Cataldi lanciando in profondità. Immobile è stato placcato da Gyomber. L’arbitro Prontera ha iniziato con le sviste. Niente rigore. E’ stato il Var Pairetto a richiamarlo. Giallo per Gyomber e Ciro ha fatto centro. Prontera ha fatto di peggio. Fallaccio di Gyomber su Marusic, incredibile assoluzione. La Lazio si è imbestialita. Ma dall’intervallo è spuntata senza testa e cuore. Candreva e Kastanos hanno iniziato lo show. Da un colpo di testa del primo è nato il tap-in del secondo (1-1). Da uno schema su punizione, provocata da Kamada, è nato il 2-1. Sarri le ha provate tutte inserendo Castellanos, Pedro e Isaksen. Risultato: zero tiri nello specchio. Inzaghi, passando al 3-5-1-1, ha gestito i momenti finali nel delirio del popolo di Salerno.


Il Messaggero titola: .

Prosegue il quotidiano romano: .


Il Tempo titola: .

Prosegue il quotidiano romano: .


La Gazzetta dello Sport titola: .

Continua la "rosea":


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Sarri brancola. Si danna e si condanna. Minaccia il passo d’addio. Non sa più cosa fare, cosa dire, cosa pensare. È esploso all’Arechi, facendo credere che potrebbe mollare. Se ci pensa davvero o se è un bluff per scuotere la Lazio si capirà nei prossimi giorni, sicuramente dopo il Celtic: "Se nei prossimi giorni valuterò che è colpa mia sarò il primo a prendere la decisione di andare via parlando con il presidente". È certo che si sente avvilito: "Qualcosa che non funziona c’è. Se fossi sicuro che è solo colpa mia andrei via. Non capisco però dove possa essere la mia diversità rispetto allo scorso anno, quest’anno sono molto più pressante, non ho mai parlato alla squadra così tanto". Sarri non si dà pace. Forse allena una Lazio inallenabile, imprescrutabile. Non è mai stata all’altezza dell’anno scorso. Non si sa quanto durerà la sua riflessione, sempre che sia vera. Un messaggio a Lotito l’ha mandato, è un suggerimento, non sarebbe contrario al ritiro: "Lotito? Non so quello che vuole fare. Io, se fossi il presidente, interverrei in maniera pesante, non sono fautore dei ritiri ma farei qualcosa per rompere l’inerzia. La squadra ha perso personalità, iniziativa. Dopo il gol, nel secondo tempo siamo rientrati per gestire cinquanta minuti. Questo non rientra nelle nostre caratteristiche".

La delusione. Sarri ha usato parole forti: "A livello di mentalità una prestazione sconcertante, tanti non stanno rendendo come l’anno scorso. O abbiamo perso la testa e la dimensione di quel che siamo realmente oppure è colpa mia, non me ne sto rendendo conto ma qualcosa è successo". Ha sempre cercato di trovare soluzioni, non ci riesce più. È entrato nel tormentone ripetendo "il rendimento di tanti giocatori non è all’altezza dell’anno scorso, forse è anche colpa mia. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità". Il calendario, gli arbitri. Niente alibi: "Certe prestazioni non si possono giustificare neanche con il calendario. Se la Lazio gioca così è inutile parlare di alta classifica, farà una tranquilla metà classifica". L’attacco è sfiorito, non si tira: "Poche occasioni? Questo ci sta succedendo troppo spesso. Abbiamo trovato una squadra che ci concedeva ampi spazi quindi c’erano i presupposti per essere pericolosi invece abbiamo fatto troppo poco. Ci si può appellare a duemila storie, come la mancata espulsione di Gyomber, l’arbitro non ha avuto personalità e non può arbitrare a questi livelli. Ma non si possono racchiudere 90 minuti in questo. Queste gare l’anno scorso si vincevano serenamente".

L'anima. Sarri vede una Lazio senz’anima: "Noi eravamo spenti, la Salernitana ha preso tanti gol, è ovvio che mi aspettassi di più. Se per perdere basta che si accenda la Salernitana, allora le sconfitte saranno molte". La Lazio lo spiazza: "Questa è una squadra che se parli di applicazione ti dà sempre la sensazione di averla. Non fa allenamenti in cui ti dà la sensazione di essere fuori di testa". Fuori casa è un disastro, 5 ko nelle ultime 7 uscite: "Nei due anni precedenti abbiamo fatto gli stessi punti in casa e fuori, questa è un’altra nota stonata". Sarri ha ripetuto un concetto: "Non si può rientrare dall’intervallo senza giocare a calcio". Martedì il Celtic, Sarri ci sarà: "Spero sia un'altra storia, mi preoccupa la mentalità della squadra in campionato". La Lazio si allenerà alle 11. L’ipotesi ritiro sarà vagliata oggi sempre che Lotito non l’abbia deciso stanotte. La Lazio, prima di partire da Salerno, ha avuto un confronto con alcuni rappresentanti della Curva Nord. È stata chiesta una scossa. Il viaggio di rientro è stato vissuto sullo stesso treno dei 500 ultras presenti all’Arechi.



La formazione biancoceleste:
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica






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