Domenica 31 maggio 2015 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 2-4

Da LazioWiki.


Stagione

Turno precedente

31 maggio 2015 - Campionato di Serie A - XXXVIII giornata - inizio ore 20.45

NAPOLI: Andujar, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, David Lopez, Inler (53' Gabbiadini), Callejon (89' Zapata), Hamsik, Mertens (77' Insigne), Higuain. A disposizione: Rafael, Colombo, Mesto, Strinic, Henrique, Zuniga, Jorginho, Gargano. Allenatore: Benitez.

LAZIO: Marchetti, de Vrij, Gentiletti, Mauricio, Basta, Parolo, Cataldi (83' Onazi), Lulic, Candreva, Djordjevic (78' Klose), Felipe Anderson (65' Ledesma). A disposizione: Berisha, Strakosha, Novaretti, Braafheid, Cana, Ciani, Mauri, Perea, Keita. Allenatore: Pioli.

Arbitro: Sig. Rocchi (Firenze) - Assistenti Sigg. Cariolato e Padovan - Quarto uomo Sig. Marzaloni - Assisteti di porta Sigg. Mazzoleni e Irrati.

Marcatori: 33' Parolo, 46' Candreva, 55' Higuain, 64' Higuain, 85' Onazi, 92' Klose.

Note: osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Bruno Pesaola, già calciatore e tecnico del Napoli deceduto in settimana. Espulsi al 37' il D.S. del Napoli Bigon, al 62' Parolo e al 70' Ghoulam entrambi per doppia ammonizione per gioco scorretto. Ammoniti Djordjevic, Lulic, Candreva per gioco scorretto, Mauricio per comportamento non regolamentare. Al 76' Higuain fallisce un calcio di rigore tirato sopra la traversa. Angoli: 3-2. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 49.085 con un incasso di euro 1.111.689,84.


Il minuto di raccoglimento in memoria di Bruno Pesaola
Foto Ansa
Il tiro vincente di Marco Parolo (fuori quadro) per il primo vantaggio laziale
Foto Mosca
La gioia del centrocampista biancoceleste dopo la marcatura
Foto Mosca
Stefan de Vrij
Foto Mosca
Una fase di gioco
Foto Ansa
Antonio Candreva sigla la rete dello 0-2
Foto LaPresse
Miroslav Klose festeggia la marcatura del definitivo 2-4
Foto Reuters
Eddy Onazi in azione
Il calcio di rigore fallito da Higuain
L'esultanza della compagine biancoceleste a fine gara
Foto Afp
Il Mister Stefano Pioli portato in trionfo da Eddy Onazi
Foto Afp
Duello tra Cataldi e Hamsik

I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XXXVIII giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Champions Real Pioli, Rafa crac”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Da pazzi: Parolo e Candreva, poi Pipita rimonta, sbaglia il 3-2 su rigore e arriva il trionfo Lazio con Onazi e Klose”.

In Champions ci va la Lazio, se supererà i play-off. Ci arriva non dopo una partita, ma dopo una battaglia fantastica, finita con 6 gol, due espulsioni e un rigore sbagliato. L'ultima gara del campionato è stata il riassunto straordinario delle emozioni più forti di tutta la stagione, emozioni che il Napoli stava per dominare quando Higuain è partito verso il dischetto del rigore. Il risultato era sul 2-2, il Pipita aveva segnato le due reti della folle rimonta, stava per completare il miracolo, ma quella palla è finita in curva. Da lì la Lazio è risalita con altri due gol, quattro in tutto, l'ultimo di Klose, per prendersi il terzo posto. Al Napoli, sorpassato dalla Fiorentina, è andato il quinto.

Poco Napoli per 45'. Difesa e contropiede, ma di qualità. Così la Lazio aveva preparato lo spareggio del San Paolo e così l'ha vinto, modificando la sua linea di gioco, lasciando al Napoli la palla e l'iniziativa. Ma nel primo tempo era poco il Napoli per creare davvero dei problemi alla difesa della Lazio, se in quel reparto c'è un giocatore come De Vrij. Per 45', una sola volta la difesa di Pioli si è slabbrata e Callejon, lanciato in campo aperto da un assist fenomenale di Higuain, s'è mangiato davanti a Marchetti il gol che poteva aprire una partita diversa.

Nove difensori. Difesa a 3 sulla carta, a 5 sul campo, poi 4 centrocampisti e un solo attaccante, Djordjevic, sballottato da Koulibaly e soprattutto da Albiol. Appena possibile, palla rapida per Candreva e Felipe Anderson. Questa era l'idea di Pioli, idea rischiosa perché tenere un tipo come Higuain a due passi dalla porta non dà molta tranquillità. E poi, difendere a cinque era come richiamare quattro attaccanti a ridosso dell'area di Marchetti. Ma quando Parolo, favorito da un errore troppo evidente di Andujar (era fuori posizione, distante dai pali), ha segnato il gol dell'1-0, quel tipo di atteggiamento è diventato vincente. Dopo mezz'ora di partita il Napoli doveva segnare due gol, quindi era costretto a intensificare lo sforzo offensivo perdendo ancora un po' d'equilibrio. Il gol della Champions, segnato dal giocatore col rendimento più alto della stagione laziale, Antonio Candreva, è stato il risultato migliore dell'idea di Pioli: Lulic ha anticipato David Lopez, alzato la testa e lanciato Candreva davanti ad Andujar, battuto da un rasoterra. Per far capire bene la partita della Lazio, era il quarto contropiede del primo tempo.

Un altro Napoli. Tenendo così a lungo il pallone, al Napoli sarebbe servita più qualità in attacco, quella qualità che Callejon e soprattutto Hamsik non riuscivano a garantire. Alla fine del primo tempo, il Napoli è rientrato negli spogliatoi sommerso dai fischi del San Paolo, ma quando Benitez l'ha corretto, dopo pochi minuti, con Gabbiadini seconda punta alle spalle di Higuain, al posto dell'inutile Inler, portando Hamsik in mediana, quei fischi si sono trasformati quasi subito in un boato. È difficile stabilire se sia stata quella mossa a scatenare il Napoli, ma da quel momento è iniziata un'altra partita.

Doppio, non triplo Higuain. Su una palla persa per strada da Parolo e recuperata proprio da Hamsik, il Napoli ha iniziato a ricostruire il suo sogno. Assist di Callejon, tocco in rete di Higuain. Il Pipita si stava solo scaldando. De Vrij ha ricacciato dalla porta un tiro di Mertens, ma Parolo ha dato un altro aiuto al Napoli, entrando come una frana su David Lopez: secondo giallo, Lazio in 10. Si è scatenato un uragano, la Lazio era in balìa del Napoli. Felipe Anderson si è fatto schiacciare dalla pressione di Koulibaly che gli ha strappato il pallone, Mauricio ha sbagliato su Mertens e Gentiletti è stato saltato da Higuain: 2-2. La partita è esplosa, ma Ghoulam ha pensato di riequilibrarla col secondo giallo, beccato pure lui pochi minuti dopo il primo. Il Napoli non si è fermato ed ha avuto la più grossa delle occasioni, un calcio di rigore (dubbio, per la verità) per l'intervento di Lulic su Maggio. Ma proprio Higuain, l'uomo che stava realizzando il capolavoro, l'ha frantumato sparando il rigore in curva. Pioli aveva messo Ledesma per gestire quei momenti convulsi e la scelta era indovinata. Anzi, tutt'e tre i cambi del tecnico hanno avuto effetto: Onazi ha segnato il 3-2 in contropiede, Klose il 4-2 di testa.


Il Messaggero titola: “Paradiso Lazio è la Champions”. Continua il quotidiano romano: “L'impossibile è accaduto: la squadra di Pioli sbanca Napoli e vola in Europa. Una partita incredibile, prima dominata e poi subita. Alla fine ci sono Onazi e Klose”.

La sfida. La partita più bella nella notte più biancoceleste, nella sfida da consegnare alla storia. Una Lazio dalle sette vite che prima domina, poi soffre, lotta, va vicino al baratro, si rialza e firma il passaporto per la Champions League. Il Napoli, invece, passa dalle struggenti note di Pino Daniele ai fischi per la cocente delusione per una serata che certifica la sua stagione negativa: sognava la Champions, è finito addirittura quinto. La partita che valeva tutto si chiude con il trionfo della Lazio che ha conquistato l'agognato terzo posto, approdando ai preliminari di Champions League. Il giusto suggello per una stagione straordinaria. Pioli, potendo gestire due risultati, varava un assetto più logico e prudente rispetto al derby e la squadra appariva più compatta, coperta e pronta a presidiare ogni zolla di campo. Lasciava il pallino agli avversari, portando anche 10 elementi sotto la linea della palla, e il Napoli, che non brillava per fantasia e rapidità, finiva per sbattere contro un muro.

Il sacrificio di Lulic. La Lazio non lasciava spazi, raddoppiava spesso sul portatore di palla, chiamava Candreva e Anderson a un sacrificio tattico costante. Lulic, più che giocare a centrocampo, finiva per fare il difensore su Mertens, il più intraprendente dei partenopei, che si mangiava l'unica, ma colossale, palla-gol per cambiare il destino della serata e forse della qualificazione. Anche Basta era chiamato ad arretrare sulla linea della difesa che diventava a 5. L'atteggiamento bloccato biancoceleste finiva per mandare in tilt la manovra di Benitez, troppo compassata e stucchevole per creare situazioni pericolose. Il Napoli nel cercare il gol e la vittoria, lasciava spazi invitanti per il mortifero contropiede ospite che colpiva con straordinaria puntualità. Lazio addirittura spietata: 2 occasioni, 2 gol. Il primo acuto era di Parolo, che trovava la deviazione di Inler e la complicità del portiere, il secondo veniva confezionato da Candreva, smarcato da un magistrale passaggio di Lulic. L'esterno romano si confermava il David Garret delle ripartenze, un solista fantastico, che usa il pallone come il violino.

Reazione partenopea. Benitez ai saluti, tanti fischi anche lui, aspettava 8 minuti della ripresa per mandare in campo l'invocato Gabbiadini e correggere la sbagliata formazione iniziale. L'ingresso dell'ex doriano conferiva maggiore peso all'attacco e Higuain riaccendeva le speranze sfruttando un prezioso assist di Callejon. La sfida diventava una corrida e prima De Vrij sulla linea (tiro di Mertens), quindi Marchetti salvavano il vantaggio. Nel momento di maggiore difficoltà arrivava l'espulsione di Parolo che cambiava completamente lo scenario in campo. Il Napoli, trasformato e rivitalizzato, diventava padrone assoluto dell'incontro e Higuain (nono gol alla Lazio) firmava il due pari, dopo un pallone perso dall'impalpabile e inguardabile Anderson.

Il cambio di assetto. Pioli si vedeva costretto a cambiare assetto, togliendo il brasiliano per inserire Ledesma ma l'iniziativa restava costantemente ai padroni di casa. L'espulsione di Ghoulam ristabiliva la parità numerica e la Lazio poteva respirare, in una ripresa giocata in apnea, su ritmi elevati e altamente emozionante. Proteste vibranti dei laziali quando un fallo di Lulic su Maggio, appena fuori area, veniva punito con il rigore da Rocchi. Sembrava il crepuscolo laziale ma Higuain calciava altissimo dal dischetto. E tutto restava ancora apertissimo. E Onazi segnava la rete più importante della vita, sfruttando un passaggio di Ledesma, dopo un fantastico recupero di Klose, da difensore vero. Il tedesco, da campione di razza, siglava il quarto gol, in uno stadio ammutolito.


Il Tempo titola: “Bentornata Lazio”. Continua il quotidiano romano: “La squadra di Pioli dopo 8 anni di astinenza torna in Champions. Napoli in Europa League. Vantaggio biancoceleste, Higuain pareggia, poi sbaglia un rigore. Onazi e Klose per la festa”.

Tutti zitti: la Lazio è in Champions dopo una stagione con i fiocchi. Si giocherà il preliminare dopo aver sbancato Napoli con una prova straordinaria e conquistato un terzo posto strameritato. Finisce 4-2 per i biancocelesti che, come spesso accade, sono stati capaci di andare al riposo col doppio vantaggio (Parolo e Lulic), di subire la rimonta del solito Higuain che poi ha pure tirato in curva un dubbio rigore che poteva far girare la gara. Eravamo nel cuore del secondo tempo, il Pipita ha calciato dentro il mare e la Lazio è stata brava e fredda a segnare con Onazi e Klose le reti che la portano a giocarsi un posto nel tabellone della coppa dalle grandi orecchie. In mezzo anche le espulsioni di Parolo e Ghoulam per condire una sfida che può diventare un film. A lieto fine per la banda Pioli che festeggia a centrocampo tra i fischi dei napoletani imbufaliti con il presidente Aurelio De Laurentiis.

Le scelte di Pioli. Il tecnico biancoceleste ripropone la difesa a tre vista solo nella finale di Coppa Italia quando era servita per limitare l'attacco della Juve. Con De Vrij e Gentiletti c'è Mauricio, mentre a centrocampo Cataldi viene preferito a Ledesma. In attacco c'è Djordjevic. Benitez recupera Albiol e presenta il miglior Napoli possibile per l'ultima al San Paolo del suo effimero passaggio sotto il Vesuvio. Higuain che ha nella Lazio una delle sue vittime preferite (già 7 reti) guida l'attacco con Mertens e Callejon. Sugli spalti 60.000 napoletani a spingere i padroni di casa nell'impresa di salvare la stagione agguantando la Champions al fotofinish (prima del fischio iniziale toccante ricordo di Bruno Pesaola, il «Petisso»).

La svolta Parolo. Si parte e per dieci minuti la Lazio prova a dettare i ritmi. Giro palla lungo per evitare il pressing del Napoli e poi lancio per Djordjevic che lotta contro la coppia Koulibaly-Albiol. Tutto bene fino al 25' perché i padroni di casa non riescono a entrare nella difesa a cinque schierata da Pioli ma, quando Higuain inventa, non resta che farsi il segno della croce. L'argentino pesca sul filo del fuorigioco Callejon che parte verso Marchetti ma stavolta nella roulette russa il colpo è a salve e non colpisce al cuore le speranze laziali. Tiro fuori di qualche centimetro. E allora poco dopo la mezz'ora, nel pieno rispetto della legge del calcio, passano i biancocelesti. Anderson imita Higuain, apre il campo per Lulic che appoggia a Parolo: il sinistro del centrocampista della nazionale è chirurgico anche grazie alla deviazione involontaria di Inler. Il vantaggio della banda Pioli manda in confusione il Napoli che annaspa e così nel recupero Candreva si presenta solo davanti ad Andujar e regala un 2-0 pesante alla Lazio.

Ripresa bellissima. Subito Higuain ribalta la partita con la Lazio che va in affanno. Segna al 9', poi Parolo si fa espellere e allora lo stesso centravanti argentino entra in porta con la palla per il 2-2 con un boato pazzesco del San Paolo. Sembra finita e invece entra Ledesma bravo a guadagnarsi punizioni col mestiere, a far passare il tempo, a prendersi la parità numerica costringendo Ghoulam al doppio giallo. Rocchi fischia un dubbio rigore per un presunto fallo di Lulic su Maggio ma il Pipita calcia nel golfo. E allora Ledesma, sempre lui, serve Onazi per il 3-2 e poi confeziona anche l'assist per il 4-2 di Klose. Che la festa cominci. Applausi convinti a Pioli, ai giocatori e al club per aver saputo lottare per traguardi che un anno fa sembravano una chimera. La strada è segnata, basta saperla seguire trovando rinforzi adeguati per una Lazio che vuole ritagliarsi una dimensione sempre più europea.


La Gazzetta dello Sport titola: "Higuain sbaglia il rigore che vale la Champions”. Continua il quotidiano sportivo: “Che regalo a Pioli. Napoli k.o. Lazio gode. In una gara c'è tutto l'illusionismo del mondo. Benitez: squilibrio tattico contro l'attenta tenuta biancoceleste".

Giusto così, al playoff di Champions accede la Lazio, che delle due contendenti è stata la squadra più logica, lineare e continua. Il Napoli scavalcato dalla Fiorentina e “retrocesso” al quinto posto deve accontentarsi dell'Europa League: un fallimento, che ci obbliga alla rivalutazione di Walter Mazzarri. Rafa Benitez lascia il Napoli molto più in basso del punto in cui l'aveva preso. Mazzarri gliel'aveva consegnato al secondo posto, Champions diretta inclusa. Il biennio «rafaelita» si chiude con un terzo e un quinto posto, con una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, vittorie guastate dalla fuoriuscita dalla Champions un'estate fa e dall'eliminazione in semifinale di Europa League contro una squadra ucraina. Troppe contraddizioni, bilancio tecnico in rosso rispetto alle attese e alle potenzialità. Premiato l'equilibrio di Stefano Pioli, allenatore low profile, ma di alto rendimento. Quella di ieri potrebbe concorrere per il titolo di partita più pazza della stagione. La Lazio è andata all'intervallo sul 2-0, ma nei primi venti minuti della ripresa il Napoli ha messo a ferro e fuoco i sedici metri davanti a Marchetti e ha riacciuffato il 2-2 con una doppietta di Higuain.

Lo stesso Pipita però ha fallito il rigore del possibile 3-2 e questo è stato il momento topico, anzi emblematico delle due stagioni di Benitez. Higuain nel bene e nel male, si potrebbe sintetizzare con uno slogan. Grande attaccante, ma forse non grandissimo. Qui e ora, a caldo, ci viene da scrivere così, anche perché lo stesso Higuain, in Argentina-Germania finale del Mondiale, sullo 0-0 si era mangiato il gol del vantaggio. Un attaccante "emozionale", nel senso che a dispetto dell'atteggiamento da duro il Pipita negli attimi di frontiera si emoziona e si impappina. Il rigore l'ha calciato male, di fretta, e il pallone ha sorvolato di brutto la traversa. Uno sbaglio da almeno 9 milioni, più altri 40 in caso di qualificazione alla fase a gironi. Un errore che rischia di diventare la foto di una carriera, Higuain l'incompiuto. Il Pipita come giocatore simbolo del rovescio, ma pure la partita di ieri sera è stata paradigmatica del Rafa-Napoli, una formazione da montagne russe, discese ardite e risalite. Primo tempo imbarazzante per disequilibrio tattico. Presi due gol inammissibili. Sul primo, fase difensiva contemplativa: diversi giocatori azzurri sono rimasti a guardare gli avversari scambiarsi il pallone, fino al non imparabile tiro di Parolo, deviato sì da Inler, ma con Andujar sfarfalleggiante. Il secondo rappresenta tutto quello che non si deve fare: Koulibaly ha passato la palla a Lopez pressato sulla trequarti, Lulic ha anticipato il mediano e ha lanciato Candreva nel vuoto, perché nessuna copertura è scattata. Un obbrobrio.

Nella ripresa la trasformazione: Napoli furioso, Gabbiadini per Inler con Hamsik centrocampista puro, la doppietta di Higuain, l'espulsione di Parolo compensata però in fretta, in 8', dal rosso a Ghoulam. Fino al bivio del rigore. O di qua o di là, e il Napoli è rimasto al di qua, prigioniero dei suoi limiti e delle sue contraddizioni. In quell'istante è cominciato il "tutti a casa", e la rete del nuovo vantaggio laziale è stata crudele e significativa, perché a mettere Onazi davanti a Andujar ha provveduto Maggio con un tocco in scivolata. Non bastava il penalty gettato via, ci voleva l'assist all'incontrario. Tanto Benitez è stato sfacciato e ribaldo nel suo offensivismo, come se difendersi bene fosse roba per codardi, così Pioli si è dimostrato lucido e calcolatore col suo finto 3-4-3, sistema-esca per gonzi. In tanti campionati di 3-4-3 veri ne abbiamo visti soltanto due, il 3-4-3 dell'Udinese di Zaccheroni e il 3-4-3 del Genoa di Gasperini. Questo della Lazio al San Paolo era più che altro un 5-4-1, con gli esterni alti e bassi a scivolare indietro. Tanti si sono stupiti per l'opacità della prova di Anderson, ma Felipe ha immolato il suo talento per la causa. Difficile essere creativi, se in primis si hanno obblighi contenitivi. Forse è nato un genere, il «piolismo». L'efficacia della Lazio si spiega col mix di generi: Pioli ha impastato stili diversi, per non dire antitetici. Per esemplificare, si colgono elementi di Trapattoni (la prudenza) e di Zeman (i tagli offensivi, le ripartenze alte e feroci). Tutto si mischia e tutto si tiene nella Lazio. Il Napoli «rafaelita» resterà invece nella memoria come un'illusione ottica, quel che poteva essere e che non fu. Rafa l'illusionista.


• Tratte da Il Messaggero, alcune dichiarazioni post-gara.

Le parole di Stefano Pioli: "Dedico la vittoria alla mia squadra".

È la serata della Lazio, è la serata di Pioli. Al primo anno in biancoceleste ha riportato la società in orbita Champions e arrivato alla finale di Coppa Italia. Anche se c'è qualche rimpianto la stagione va considerata davvero importante. L'ultimo atto è stato quello più difficile con il trionfo vicino, poi la paura di un incredibile naufragio, infine la grande gioia per un successo che scaccia la paura. E regala il meritato terzo posto. L'allenatore emiliano è ovviamente contento ed elogia il gruppo. "Ho sempre saputo di avere tra le mani una squadra speciale, con dei valori importanti che alla fine fanno la differenza". Ha negli occhi tutte le situazioni di una partita che sarà impossibile dimenticare, vissuta con il cuore in gola. "Ci siamo complicati la vita anche questa volta, però abbiamo dimostrato di meritare la posizione conquistata. Mi dispiace aver dovuto spostare la finale di Coppa Italia, perché la squadra non era in grado di gestire due partite così importanti. Bisogna cambiare qualcosa nel varare i calendari e non racchiudere tutto in così poco spazio, fare come hanno fatto in altri Paesi dove si è giocato per le finali di Coppa senza interferire sul campionato. Devo comunque fare i complimenti ai calciatori, so quanto hanno lavorato per la società e per i tifosi. Questo è soltanto l'inizio, ci sono le basi per costruire d'importante, provare a crescere e migliorare".

Il tecnico spiega le scelte per la sfida decisiva. "Ho cercato di schierare una squadra più solida, più che il modulo è importante l'atteggiamento, ci abitueremo a giocare in diversi modi, i concetti di gioco sono chiari nella testa dei ragazzi: c'è bisogno di un numero minore di calciatori ma di maggiore qualità. Contro il Napoli abbiamo disputato un primo tempo fantastico, abbiamo regalato due reti, però il nostro lavoro è stato premiato. Sul rigore? Ho pensato che, anche se avesse segnato, avremmo avuto la possibilità di pareggiare. Abbiamo perso il derby e a Formello sono arrivati cinquemila tifosi, non ci hanno mai lasciati soli, meritavano questa soddisfazione. Dedico la qualificazione a tutto l'ambiente, sempre compatto anche nelle sconfitte, e alla mia famiglia, che mi segue sempre con grande sostegno. È stata la giornata più bella della mia carriera. Ma, per sentire la famosa musichetta, bisogna superare i preliminari".




Galleria di immagini sulle reti della gara
Parolo sblocca il risultato
Il raddoppio di Candreva
Higuain accorcia le distanze
Ancora Higuain per il pareggio
Onazi riporta la Lazio in vantaggio
Klose chiude la partita



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Stefano Pioli ha convocato i seguenti calciatori:



• La classifica dopo la XXXVIII giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Juventus 87 38 26 9 3 72 24 48 51 16 3 0 36 10 6 3
Roma 70 38 19 13 6 54 31 23 37 10 7 2 33 9 6 4
Lazio 69 38 21 6 11 71 38 33 37 12 1 6 32 9 5 5
Fiorentina 64 38 18 10 10 61 46 15 33 9 6 4 31 9 4 6
Napoli 63 38 18 9 11 70 54 16 38 11 5 3 25 7 4 8
Genoa 59 38 16 11 11 62 47 15 33 9 6 4 26 7 5 7
Sampdoria 56 38 13 17 8 48 42 6 31 7 10 2 25 6 7 6
Inter 55 38 14 13 11 59 48 11 28 7 7 5 27 7 6 6
Torino 54 38 14 12 12 48 45 3 31 8 7 4 23 6 5 8
Milan 52 38 13 13 12 56 50 6 32 9 5 5 20 4 8 7
Palermo 49 38 12 13 13 53 55 -2 30 8 6 5 19 4 7 8
Sassuolo 49 38 12 13 13 49 57 -8 29 7 8 4 20 5 5 9
Verona 46 38 11 13 14 49 65 -16 26 7 5 7 20 4 8 7
Chievo 43 38 10 13 15 28 41 -13 21 4 9 6 22 6 4 9
Empoli 42 38 8 18 12 46 52 -6 26 6 8 5 16 2 10 7
Udinese 41 38 10 11 17 43 56 -13 23 6 5 8 18 4 6 9
Atalanta 37 38 7 16 15 38 57 -19 19 4 7 8 18 3 9 7
Cagliari 34 38 8 10 20 48 68 -20 16 4 4 11 18 4 6 9
Cesena 24 38 4 12 22 36 73 -37 16 3 7 9 8 1 5 13
Parma 19 38 6 8 24 33 75 -42 19 5 4 10 7 1 4 14

Note: Parma penalizzato di 7 punti per irregolarità amministrative e fiscali





<< Turno precedente Torna alla Stagione Torna ad inizio pagina