Giovedì 2 febbraio 2023 - Torino, Allianz Stadium - Juventus-Lazio 1-0

Da LazioWiki.

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2 febbraio 2023 – Torino, Allianz Stadium - Coppa Italia, Quarti di finale - inizio ore 21.00


JUVENTUS: Perin, Danilo, Bremer, Alex Sandro, Cuadrado (88' De Sciglio), Fagioli (63' Miretti), Locatelli, Rabiot, Kostic, Chiesa (78' Di Maria), Vlahovic (63' Kean). A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Gatti, Rugani, Paredes, Soulé, Iling-Junior. Allenatore: Allegri.

LAZIO: Maximiano, Lazzari, Patric, Romagnoli (77' Casale), Marusic, Vecino (59' Milinkovic), Cataldi (74' Marcos Antonio), Luis Alberto (74' Basic), Felipe Anderson, Immobile (46' Pedro), Zaccagni. A disposizione: Provedel, Adamonis, Hysaj, Pellegrini, Gila, Radu, Bertini, Cancellieri, Romero. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Sig. Maresca (Napoli) - Assistenti Sigg. Carboni e Preti - Quarto uomo Sig. Feliciani - V.A.R. Sig. Di Paolo - A.V.A.R. Sig. Di Martino.

Marcatori: 44' Bremer.

Note: ammonito 65' Cuadrado, 68' Zaccagni, 79' Perin, 84' Danilo. All'83 espulso il preparatore atletico Fonte. Angoli 5 a 2. Recuperi: 3' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 21.581 per un incasso 913.182 euro.


Toma Basic
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Luis Alberto
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Patric
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Danilo Cataldi
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Marcos Antonio
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Alessio Romagnoli
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Mattia Zaccagni
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Sergej Milinkovic-Savic
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Manuel Lazzari
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Pedro
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

• Il Corriere dello Sport titola: “Questa Lazio non punge”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Nel momento più difficile dell’anno la Juve ritrova la compattezza: nelle semifinali affronterà l’Inter. Biancocelesti eliminati: vola via un altro obiettivo della stagione. Decide uno stacco di Bremer che punisce un’incertezza di Maximiano. Sarri praticamente senza attacco, Immobile in campo solo per 45’”.

Senza incantare e di corto muso, come preferisce Allegri, la Juve ha centrato l’ingresso alle semifinali di Coppa Italia. Troverà l’Inter di Simone Inzaghi, che avrebbe preferito il derby del cuore con la Lazio. Ha deciso un gol di Bremer, complici Patric e l’uscita sbagliata di Maximiano. Dopo l’Europa League, Sarri ha perso un altro obiettivo stagionale e anche se non lo confesserà mai apertamente non se ne duole: la sua priorità resta il campionato. La corsa Champions, riaperta dalla penalizzazione della Signora e dalla crisi del Milan, è contendibile con dodici o tredici titolari, da gestire con accortezza e non spremere, possibilmente giocando una volta a settimana. Non è stata una serata esaltante. La Juve, dopo aver incassato undici gol nelle ultime quattro partite, si è ritirata su, andando avanti nel torneo (con l’Europa League) che può restituirle entusiasmo. Segnali di Chiesa, distante dalla forma top, ma in crescita: alterna lampi a lunghe pause, è normale. Poco Vlahovic, ma per la prima volta dopo tre mesi ha tenuto il campo sessanta minuti. Max ha rivisto concretezza e solidità, ma occhio a scambiare un indizio per una sentenza. La Lazio non aveva attacco o quasi. Immobile, recuperato per modo di dire, è lontanissimo dai suoi standard. Felipe, Pedro e Zaccagni, esausti, non riuscivano a sgommare e Sarri, non fidandosi di Cancellieri e Romero, non ha alternative. Così non era semplice battere neppure una Juve ai minimi storici.

Poca profondità. Mau inizialmente ha rinunciato a Milinkovic, puntando ancora su Luis Alberto, tornato titolare fisso. Un quarto d’ora di palleggio e di baricentro alto hanno spinto Allegri a invertire le posizioni di Fagioli e Rabiot con l’idea di contrastare meglio la luce del centrocampo laziale. Ciro spingeva per giocare dall’inizio, ma non è in condizione, ha bisogno di rodaggio. Nel primo tempo non è mai riuscito a liberarsi al tiro e neppure a scattare in profondità, Bremer gli aveva preso le misure e l’unico pallone buono è finito sui piedi di Zaccagni, non troppo convinto nel tiro a giro. L’ex Verona non ha inquadrato lo specchio da posizione ideale. Allegri si era messo a guardia, chiedendo ai due esterni un lavoro di grande sacrificio in fase difensiva. Cuadrado e Kostic lo hanno ripagato. Il colombiano aspettava Zaccagni, non lo ha mai fatto andare via e aveva la forza per mettere sotto pressione Marusic quando la Juve attaccava. Kostic non soffriva le combinazioni classiche tra Felipe e Lazzari e mulinava il suo piede sinistro, al solito ispirato. Mancava un elastico come Milinkovic, Vecino viaggia a cadenza ridotta e non ha la stessa capacità di innesco del serbo.

Frittata. Un po’ alla volta, la Juve ha preso corpo. Maximiano ha schiaffeggiato il diagonale di Kostic e ha bloccato il colpo di testa centrale di Rabiot, un gol fallito da cinque o sei metri. La Lazio non riusciva a ripartire, stava perdendo intensità e consistenza. A un sospiro dall’intervallo, ha beccato gol sugli sviluppi di un angolo. Atteggiamento passivo, troppo molle. Kostic ha ripreso la palla e l’ha rimessa nel cuore dell’area, Bremer ha bucato la linea, è saltato di testa sopra Patric e ha beffato Maximiano, uscito male.

Cambi. Sarri ha cominciato la ripresa con Pedro al posto di Ciro e dopo un quarto d’ora ha tolto anche Vecino per inserire Milinkovic. La migliore Lazio possibile al momento ha aumentato la pressione, ma stava venendo fuori la partita ideale per la Juve, abituata a non concedere spiragli. Allegri ha richiamato Vlahovic e Fagioli sganciando Kean e Miretti. Il campo si stava aprendo. Moise, più in forma dell’ex viola, è stato subito pericoloso in contropiede. Felipe, da centravanti, è rimasto imbottigliato nel traffico. Milinkovic era svagato, fuori ritmo. Non ha inciso. Sarri, negli ultimi minuti, ha esentato anche Luis Alberto, Cataldi e Romagnoli, pensando al Verona. Una scelta chiara, nettissima.


Il Messaggero titola: . Continua il quotidiano romano:

Il Tempo titola: . Continua il quotidiano romano:

La Gazzetta dello Sport titola: . Continua il quotidiano sportivo:


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri: “La partita è sempre stata sotto controllo, ma abbiamo perso brillantezza. Speriamo nel rientro di Immobile. L’allenatore analizza il ko biancoceleste: pagata la scarsa pericolosità in avanti: “La Lazio è mancata negli ultimi venti metri. Era giusto che Milinkovic riposasse: ci sono altre competizioni”.

Uscita dalla Coppa Italia perché mai così dentro la partita. Una prova deludente, alla Juventus è bastato spingere sull'acceleratore nel primo tempo per mettere un piedino fuori dalla crisi. Non s'è visto il gioco, forse neanche il coraggio necessario per accentuare le problematiche bianconere. Non serviva un miracolo. Addio alla Coppa Italia, niente semifinale contro l'ex Simone Inzaghi. Squadra ordinata, ma poco intensa, senza poi avere la forza di rientrare in gara nella ripresa. Pericolosità minima, nemmeno una parata di Perin. È rimasto il campionato con la corsa Champions, aspettando l'inizio della Conference League con il doppio confronto con il Cluj (16 e 23 febbraio). Sarri, al triplice fischio, s'è però rammaricato solo per la mancata qualificazione: "Sono deluso dal risultato, non dalla prestazione. Ho visto una buona gara, abbiamo concesso pochissimo, siamo un po' mancati negli ultimi 20 metri. La partita è stata sotto controllo, abbiamo preso una sola ripartenza nel finale perché eravamo sbilanciati nella ricerca del pareggio. Stanchezza? Forse un minimo segnale c'è dal numero di passaggi sbagliati".

Ritmo. Le prestazioni sotto tono degli attaccanti hanno inciso nelle poche occasioni create: "Siamo mancati nel riempimento dell'area avversaria e nelle iniziative importanti, non siamo riusciti a saltare mai l'uomo. Loro ci aspettavano così bassi, c'era quindi pochissimo spazio, non ci sono stati purtroppo gli uno contro uno. Ma abbiamo tenuto bene il campo, ci dispiace uscire, però non siamo delusi dalla prestazione". Immobile è tornato titolare dopo il rodaggio con la Fiorentina: "Il suo infortunio ci ha messo in una condizione particolare. Chi sta giocando ora ha fatto tante partite, si è persa un pizzico di brillantezza. Giocando così spesso, qualcosa si lascia per strada. È un mese che non ci alleniamo più, si gioca ogni 4 giorni. Il rientro di Ciro da adesso in poi ci dovrebbe facilitare da questo punto di vista. Il suo cambio? Era programmato, sono sfide con l'incognita supplementari. Era meglio non rischiare".

Obiettivi. Gli hanno chiesto del mancato impiego di Milinkovic dall'inizio, entrato al posto di Vecino a mezz'ora dalla fine: "Aveva fatto tutte partite da 98-99 minuti nelle ultime cinque-sei. Era giusto fargli fare solo uno spezzone. Ora si parla a Mediaset - ha detto riferendosi ai diritti tv della competizione - e l'importante è la Coppa Italia. Però ci sono altre situazioni che non possiamo sottovalutare. Sergej sta giocando sempre, le ha fatte praticamente tutte, anche con la sua nazionale. Siamo a metà stagione e ha già fatto 3mila minuti in campo. Ogni tanto se ne fa 30-40 di minuti e non 90 penso possa essere salutare per lui". Sul rientro dei calciatori dal Mondiale : "Le reazioni sono molto individuali e condizionate da quello che è successo a livello personale e di squadra. Vecino non è uscito benissimo dal punto di vista mentale, Milinkovic un po' meglio. Sono due calciatori recuperati, ma ripeto, sono condizioni soggettive. Difficile dare una spiegazione fino in fondo". E sui bianconeri: "La società è forte, pagherà quel che deve e poi tornerà forte. Gli stipendi? La società ci ha chiesto un favore e noi glielo abbiamo fatto".




La formazione biancoceleste:
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/




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