Giovedì 19 gennaio 2023 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-0

Da LazioWiki.

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19 gennaio 2023 – Roma, stadio Olimpico - Coppa Italia, Ottavi di finale - inizio ore 18.00


LAZIO: Maximiano, Lazzari (66' Marusic), Patric, Romagnoli (66' Casale), Hysaj, Milinkovic (80' Vecino), Cataldi (90'+2' Marcos Antonio), Luis Alberto, Pedro (80' Romero), Felipe Anderson, Zaccagni. A disposizione: Provedel, Adamonis, Radu, Fares, Basic, Bertini, Cancellieri. Allenatore: Sarri.

BOLOGNA: Skorupski, Cambiaso, Soumaoro (46' Lucumì), Sosa, Lykogiannis, Schouten (46' Medel, 66' Pyyhtia); Orsolini (64' Zirkzee), Dominguez, Moro, Aebischer (64' Soriano), Barrow. A disposizione: Bardi, Ravaglia, Posch, Ferguson, Kasius, Amey. Allenatore: Thiago Motta.

Arbitro: Sig. Baroni (Firenze) - Assistenti Sigg. Prenna e Perrotti - Quarto uomo Sig. Ayroldi - V.A.R. Sig. Mazzoleni - A.V.A.R. Sig. Paterna.

Marcatori: 33' Felipe Anderson.

Note: ammonito 57' Sosa, 61' Zaccagni, 79' Luis Alberto, 88' Zirkzee. Angoli 5 a 1. Recuperi: 2' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 14.000 circa, di cui 5.000 paganti (ingresso compreso nell'abbonamento al campionato).


Patric
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Mattia Zaccagni
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Luis Alberto
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Manuel Lazzari
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Luis Maximiano
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Il tocco vincente di Felipe Anderson
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Elseid Hysaj
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Luka Romero
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Pedro
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L'omaggio della Curva Nord per Sinisa Mihajlovic
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Il ricordo di Sinisa Mihajlovic
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio, Felipe e vincenti”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Il brasiliano ancora decisivo, fatale per Motta l’errore di Sosa che si fa rubare palla da Pedro. Prima del fischio d’inizio grande emozione all’Olimpico per l’omaggio congiunto a Mihajlovic. Rossoblù spuntati e mai pericolosi. Sarri fallisce più volte il raddoppio ma conquista i quarti con la Juve senza troppi affanni”.

Lassù anche Sinisa avrà pianto. La fierezza di Arianna e dei figli sotto la Nord. L’omaggio dell’Olimpico, un fiume di lacrime, quando scorrevano sui maxischermi le immagini dei suoi vecchi gol su punizione. Chissà, in una notte così struggente, avrebbe perdonato anche Sosa, novello Ibañez, palla soffiata da Pedro e gol di Felipe, come nell’ultimo derby romano. E poi Mihajlovic, da allenatore del Bologna, lo diceva ogni volta. "Se proprio devo perdere, quando succede con la Lazio, mi dispiace un po’ meno". Va avanti Sarri, di corto muso. Ai quarti di Coppa Italia, a inizio febbraio, ritroverà Allegri e la Juve. Si è arreso Thiago Motta. Fuori Arnautovic e Sansone, impalpabile Barrow, l’ingresso ritardato di Zirkzee. Bologna spuntato, neppure un tiro nello specchio, appena 3 in tutta la partita, di cui due sparati in curva da Orsolini. Le attenuanti non bastano. Troppo poco per pensare di superare il turno. L’opportunità era ghiotta. La Lazio, senza Immobile, gioca bene ma perde pericolosità, realizza molto meno, deve capitalizzare al massimo quanto trasforma, come è successo ieri. Almeno quattro o cinque occasioni fallite, due di Milinkovic, una di Zaccagni, due di Felipe (in apertura e in chiusura). Sarebbe servito il raddoppio per eliminare gli affanni, contenuti, degli ultimi minuti. Di buono ci sono il risultato e la tenuta in una fase così delicata dei rapporti interni: Mau, a dieci anni dalla Coppa Italia del 2013, non si sarebbe potuto permettere di uscire subito.

Come nel derby. Thiago Motta ha scelto Barrow come punta centrale e un atteggiamento prudente, spostando Orsolini sulla fascia sinistra e con Aebischer finta ala destra. La cerniera formata da Dominguez, Schouten da vertice basso, e Moro teneva duro: 4-1-4-1. Bologna compatto, alternando la pressione alta alle fasi di attesa dietro la linea della palla. Sarri non si è fatto sorprendere e soprattutto non ha stravolto la Lazio. Un segnale. Solo due cambi rispetto al Mapei (Lazzari per Marusic, Patric per Casale), più Maximiano tra i pali al posto di Provedel. Il portiere portoghese, al vero debutto cinque mesi dopo il rosso alla prima di campionato, proprio contro il Bologna, si è riposato. Mai impegnato, se non nel giro palla arretrato con i difensori e in una presa su angolo. Da centrocampo in su, solo titolari. Se Luis Alberto e Milinkovic sembravano persi nel traffico, le risposte più convincenti sono arrivate da Zaccagni, imprendibile per Cambiaso. Un’occasione costruita in proprio (con tiro centrale) e un’altra a beneficio di Milinkovic, lezioso nel finalizzare. Skorupski si era dovuto tuffare, dopo undici secondi, solo per respingere il destro ravvicinato di Felipe. Superata la mezz’ora invece si è arreso, complice la leggerezza di Sosa. Thiago Motta ha difeso l’uruguaiano, stravede per le sue qualità di palleggio con il sinistro e la personalità. Lo ha tradito un eccesso di sicurezza e l’errore lo aiuterà a crescere. Invece di scaricare su Skorupski, ha tentato il dribbling e Pedro gli ha tolto la palla prima di consegnarla a Felipe, come era successo con la Roma il 6 novembre. Gol quasi in fotocopia. Il brasiliano è stato bravo a ingannare Soumaoro, che avrebbe avuto la possibilità di sbarrargli la strada a porta vuota.

Controllo. Non c’è stata reazione del Bologna. Thiago Motta dopo l’intervallo ha cambiato Schouten con Medel, finito ko dopo venti minuti (infortunio muscolare) e Soumaoro con Lucumi. Ha guadagnato campo con l’ingresso di Soriano e Zirkzee, spostando Barrow a destra. La Lazio, però, non ha concesso tiri e occasioni pulite, si è chiusa bene, conservando l’ordine tattico prediletto da Sarri. Luis Alberto, dedito al lavoro sporco, ha dimostrato applicazione. Milinkovic (di testa) e Felipe (di destro) hanno fallito il gol della sicurezza. Casale, Marusic, Vecino e Romero, i cambi, hanno dato una mano per arrivare in fondo con un filo di gas.


Il Messaggero titola: . Continua il quotidiano romano:

Il Tempo titola: . Continua il quotidiano romano:

La Gazzetta dello Sport titola: . Continua il quotidiano sportivo:


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri: “Non devo dare chiarimenti. Luis Alberto così è giocatore totale”. Il tecnico torna sul comunicato della società: “Ho espresso il mio pensiero. Ciro? Lo avessi avuto nella prima mezzora sarei stato più sereno. Milinkovic non sta al top della forma e ha scelto di essere più concreto”. Mau sta patendo un po’ il momento: “La prossima gara è tra 5 giorni e così ho potuto utilizzare tutti. Non so se ce la faremo in futuro”.

Il gelo resta. Chissà se Lotito, nella notte dell’Olimpico, lo avrà agganciato e coccolato dopo le interviste. Sarri non ha digerito il comunicato diramato dalla società dopo la trasferta di Reggio Emilia e ha le sue buone ragioni per lamentarsene. S’è beccato la reprimenda ufficiale per aver definito miracoloso l’eventuale ingresso in Champions. Altri dirigenti (di livello e di esperienza) avrebbero scelto di affrontare all’interno, non in tv, un caso del genere. "Io non mi devo chiarire con nessuno. Se si parla di sensazioni, esprimo i miei pensieri. Non ho mancato di rispetto a nessuno, quindi non ho bisogno di chiarimenti con nessuno". Di sicuro, almeno sino alla partita con il Bologna, non ci sono stati colloqui tra Mau e la dirigenza. E più che l’esegesi di una dichiarazione o di un aggettivo, ci sarebbe da discutere il mercato.

Serve un centravanti. Anche ieri la Lazio ha sofferto l’assenza di Immobile e di un realizzatore alternativo, come ha fatto notare Sarri a chi sottolineava la media punti elevata senza Ciro. "Se ci fosse stato, avrei guadagnato in serenità nella prima mezz’ora. È vero che Felipe non concede riferimenti, ma qualche volta non dà riferimento anche a noi. Caratteristiche sue. Quando il campo si apre, diventa più facile giocare senza centravanti. Immobile preferirei averlo in tutte le partite, è un punto di riferimento". Il capitano della Lazio dovrà saltare Milan e Fiorentina. Sarri si augura un rientro in tempi rapidi. "Le ipotesi ora sono complicate. Il prossimo controllo è fissato tra martedì e mercoledì. Non sembra un infortunio gravissimo, mi aspetto e spero sia un recupero abbastanza veloce".

Controllo. Solo tre cambi, compreso il portiere. Sarri ha puntato sui titolari per eliminare il Bologna e centrare l’ingresso ai quarti di Coppa Italia. "Il messaggio era chiaro. Queste sono partite ad altissimo rischio, torneo di scarso interesse all’inizio, ma con il passare dei turni diventa una competizione importante. Questa volta il calendario ci aiutava. Giochiamo la prossima partita tra cinque giorni. Non so se questo tipo di scelta sarà ripetibile in futuro". Mau ha apprezzato la prova della Lazio. "Prestazione buona. Non mi sono piaciuti soltanto quei sette-otto minuti dopo il vantaggio. Nel secondo tempo abbiamo alzato la qualità del palleggio. Dispiace il mancato raddoppio, ma siamo sempre stati in totale controllo, come dimostrano le statistiche. Zero tiri subiti in porta".

Feeling. È finalmente sbocciato l’amore con Luis Alberto. "Vedendolo giocare lo avreste tolto? No. Sta diventato un giocatore totale, non ci fa mancare niente. Sul mercato, lui lo sa, ora non ci sono possibilità di trasferimento. E negli ultimi due mesi è stato il giocatore più in condizione. Peccato non si giocasse a novembre e dicembre, poi si è fermato per il trauma al ginocchio, ma l’avevo già detto. Sta bene, è di grande livello. Se continua a dimostrare questa disponibilità verso la squadra, diventa fenomenale". Sarri ha accarezzato anche Milinkovic. "Non è al top della condizione, ma mi è sembrato più concreto, forse perché si rende conto di non essere al massimo".

In un altro articolo del Corriere dello Sport, il racconto dell’omaggio dello stadio Olimpico a Sinisa Mihaijlovic.

Applausi ed emozioni all’Olimpico. Sarebbe stata la partita di Mihajlovic per questo è diventata una serata speciale da cui ripartire ricordandolo. Le immagini sui maxischermi, i cori dedicati e gli striscioni. E poi l’asta delle maglie: partita ieri, si chiuderà il 28. Il suo impegno continuerà con le iniziative legate all’ADMO.

Ha vegliato su Lazio e Bologna, ha dominato su tutto l’Olimpico la gigantografia di Sinisa Mihajlovic, una stampa monumentale. Era grande quanto tutta la Curva Maestrelli, altare della patria laziale. Sembrava quasi di poterlo toccare quel corpo che non c’è più. La foto ha preso vita sui maxischermi appena è partita la clip dei trionfi di Sinisa con la Lazio. I primi piani delle telecamere hanno stretto fermamente sulla moglie Arianna e sulla figlia Viktorija. Avevano lo sguardo fermo, le lacrime rigavano i loro visi. E poi su Miroslav, Dusan e Nikolas, gli uomini della famiglia. La sequenza è stata commovente, il dolore all’improvviso non è stato più attenuabile. La famiglia Mihajlovic è stata omaggiata dal presidente Lotito, visibilmente commosso, e dal diesse Di Vaio del Bologna, con due maglie delle rispettive società, firmate dai giocatori. Il coro “e se tira Sinisa è gol” ha richeggiato in tutto l’Olimpico, partendo dalla Curva Nord (riaperta dopo la chiusura con l’Empoli). "Sinisa padre, marito, uomo vero. Il tuo esempio vivrà per sempre", s’è letto su uno striscione. "Sinisa nel cuore", un altro messaggio. E quando lo speaker dell’Olimpico ha gridato numero e nome “con la 11, Sinisa Mihajlovic” la vita è sembrata tornare agli anni Duemila. Di Vaio ha ricordato Sinisa con queste parole: "Sinisa ha fatto la storia dei due club. Lui è stato amato tantissimo dai propri tifosi e ogni volta che giocheranno Bologna e Lazio emergerà il suo ricordo. Sinisa è stato una persona, un uomo, un allenatore molto importante. Questo è un giorno speciale per tutti noi".

L’asta. Sinisa ha lasciato un ultimo messaggio e un’ultima sfida, da missionario del calcio. Si era battuto accanto all’Ail (associazione italiana per la lotta alla leucemia, linfomi e mielomi). Nel suo nome la Lazio, il Bologna e l’ADMO (associazione donatori midollo osseo) hanno lanciato una nuova iniziativa. Le maglie indossate ieri dalle squadre sono state messe all’asta sulla piattaforma internazionale Match Worn Shirt e il ricavato verrà devoluto in favore dell’ADMO-sezione Lazio. Sarà aperta una nuova sede a Roma, sarà intitolata a Mihajlovic. L’asta si è aperta con l’inizio della partita, terminerà alle 16 del 28 gennaio. La Lazio omaggerà Sinisa anche martedì nel big match contro il Milan. "Noi ci impegniamo quotidianamente affinché un giorno ogni paziente affetto da una malattia del sangue possa trovare la speranza attraverso un donatore compatibile al 100%", ricorda Giulio Corradi, presidente ADMO-sezione Lazio e membro di giunta ADMO Nazionale. In Italia ci sono oltre 1700 persone in attesa un fratello genetico. Sinisa è stato un fratello per tutti loro.




La formazione biancoceleste:
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/




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