Lunedì 19 gennaio 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Como 0-3
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19 gennaio 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXI giornata - inizio ore 20:45
LAZIO: Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (64' Lazzari), Belahyane, Cataldi (53' Rovella), Taylor (85' Dele-Bashiru), Cancellieri (53' Isaksen), Ratkov (53' Noslin), Zaccagni. A disposizione: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Hysaj, Nuno Tavares, Farcomeni, Pedro. Allenatore: Sarri.
COMO: Butez, Smolcic (46' Posch), Ramón, D.Carlos, Valle, Caqueret (65' Sergi Roberto), Perrone, Da Cunha, Paz (81' Douvikas), Baturina (74' Vojvoda), Rodriguez (81' Kuhn). A disposizione: Tornqvist, Vigorito, Kempf, Dossena, Alberto Moreno, Le Borgne, Van Der Brempt, Cerri. Allenatore: Fabregas.
Arbitro: Sig. Fabbri (Ravenna) - Assistenti: Sigg. Perrotti e Cavallina - Quarto uomo: Sig. Feliciani - V.A.R.: Sig. Maggioni - A.V.A.R.: Sig. Maresca.
Marcatori: 2' Baturina, 24' Paz, 49' Paz.
Note: In tribuna l'ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti. Al 35' Provedel para un calcio di rigore. Ammoniti 20' Zaccagni, 22'` Smolcic, 42' Romagnoli, 44' Cataldi, 58' Pellegrini, 75' Posch, 89' Valle e Rovella. Angoli 3 a 2. Recuperi: 5' p.t., 3' s.t.
Spettatori: 35.000 circa.
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XXI giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “È una Lazio da uscirne Paz”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Baturina e doppietta di Nico: tracollo dei biancocelesti. L’Olimpico fischia: la squadra di Sarri, smantellata dal mercato, rimedia una brutta figura. E il Como vola verso l’Europa”.
Avvilito, impotente, Sarri. Show impietoso e implacabile di Fabregas, ha passeggiato di nuovo davanti al maestro. Fa effetto il Como quando è in versione Barça: scherza col pallone. Nico Paz e gli altri compari sono giocherelloni. È stato Lotito a togliere l’allegria, il talento e la bellezza che erano della Lazio di Mau e dell’Olimpico vendendo, smontando, andando a caccia di plusvalenze, facendo quello che aveva negato di fare a gennaio. Da troppi anni è sempre l’anno zero. È un oltraggio a Sarri, è un oltraggio ai laziali. Loro non perdono mai la forza di crederci, di tifare, hanno continuato a farlo sotto di 3 gol, fino alla fine. Mau è tornato in un anno balordo, assiste a uno scempio che esula dai suoi demeriti. Gli manca sempre mezza squadra, lancia acquisti allo sbaraglio come mai ha fatto. Taylor doveva essere uno in più con Guendouzi, non il sostituto. Ratkov buttato così è a disagio. Ai laziali non resta che inneggiare al passato. Lotito ieri ha gettato Cragnotti tra le braccia dei tifosi, nella sera in cui la Nord aveva annunciato una nuova contestazione contro lui stesso e gli arbitri. Si è inflitto l’autogol. Insulti a Claudio, cori per Sergio.
L’avvio. Partita mai iniziata. Sarri con Ratkov, il centravanti della discordia, per provarlo e forse per provocare. Cesc senza attaccanti puri. Eppure Caqueret era più vero che finto centravanti. In più Baturina d’assalto e cinque cambi. La genesi del primo gol, dopo 90 secondi, è tattica illusionista di Fabregas. Primo possesso: da Butez è partito un giro palla di 24 passaggi, scattato dopo 15, concluso 1 minuto e 29 secondi dopo col gol di Baturina. Lazio vittima di un torello. Da Cunha, Perrone, Nico Paz e Caqueret formavano un quadrilatero contro Taylor, Belahyane e Cataldi. Più che 4-2-3-1 un 4-2-2-2. Perrone e Da Cunha. Poi Nico Paz e Cacqueret con Jesus Rodriguez e Baturina alti e larghi. Sul gol Baturina s’è accentrato ed è partito Valle da terzino, ha bruciato Marusic, suo l’assist. Non l’ha presa mai la Lazio nei primi 20 muniti. Il Como in fase di non possesso era 4-4-2. Nico Paz in diagonale su Cataldi. Caqueret saliva su Romagnoli. Belahyane unico a provarci. Squadra disarmata. Sarri ha rischiato di perdere Gila, dolorante a un ginocchio. Lazio accartocciata. Si scorgevano, qui e là, pallidi contropiedi. Ammonito Zaccagni, fallo su Smolcic. Ammonito Smolcic, fallo su Zaccagni. Il Como, possesso e riaggressione, ha raddoppiato dopo un contrasto perso da Taylor. Perrone ha recuperato il pallone, Jesus Rodriguez ha spostato il gioco da destra a sinistra. Baturina ha crossato, il rimpallo ha favorito Nico Paz. L’Olimpico ha inveito contro Lotito. Erano in quattro a chiudere il cross: Nico Paz, Caqueret, Jesus Rodriguez e Smolcic. Tre i difensori della Lazio. Quasi rissa per l’esultanza di Nico. Il tamburello del Como era straziante. Taylor ha rifilato un calcione a Caqueret. L’arbitro Fabbri richiamato all’OFR: rigore. Ha provveduto Provedel parando su Nico. Nervi tesi dei laziali contro l’argentino, colpo a Belahyane. Ratkov, come Taty e gli altri, s’è visto solo con le sponde. Finale di primo tempo incandescente. Ammonito Romagnoli. Ammonito Cataldi (proteste), salterà il Lecce. Taylor ha trovato l’unico corridoio, Zaccagni murato da Butez.
La ripresa. Fabregas con Posch al posto di Smolcic. Jesus Rodriguez e Baturina si sono scambiati i ruoli. Altra magia di Cesc. Il tris di Nico è nato dal tacco di Baturina, ora davanti, centrale. Folgorante il sinistro a giro dell’argentino. Aveva perso palla Marusic, era nata un’altra girandola. Sarri con Isaksen, Noslin e Rovella. Poi Lazzari. Cesc con Sergi Roberto. Da Cunha, più avanzato, ha sfiorato il poker. Como da Champions. Giorni da crollo dell’impero per la Lazio, se qualcosa di imperiale resta.
• Il Messaggero titola: “Incubo Lazio travolta e contestata”. Continua il quotidiano romano: “Non c’è storia nel posticipo dell’Olimpico: il Como scatenato passa subito con Baturina, poi la doppietta di Paz che sbaglia anche un rigore parato da Provedel. Biancocelesti nervosi e sterili. I lombardi non vincevano a Roma dal 1952. Crollo emotivo e fisico. Cataldi salta Lecce per squalifica”.
L'ira funesta del Como si abbatte sulla Lazio. Indemoniati, i ragazzacci di Fabregas, vendicano l'ingiusta sconfitta subita in casa contro il Milan e si impongono a Roma con un terno secco: meritato allungo al sesto posto, a -2 dalla Juve al quinto. Segna subito Baturina (poesia pura un assist di tacco), chiude Nico Paz, che si divora la tripletta dal dischetto. I biancocelesti sono furiosi e frustrati dall'ennesimo rigore fischiato contro (stavolta è netto, esagerati sono invece i gialli di Fabbri), ma ciò che più preoccupa è l'inquietudine trascinata in campo già al fischio d'inizio. Ora l'Europa diventa un miraggio. Non c'è storia nel posticipo all'Olimpico. E non fa storia nemmeno il malcontento sempre più esplicito: un quarto d'ora di contestazione contro la società e gli arbitri in Curva Nord. Acclamato l'ex presidente Cragnotti in tribuna, cori di dissenso verso Lotito (addirittura auguri di morte nel minuto di silenzio, dedicato alla scomparsa di Commisso). Ci perdonerà il patron, ma i soldi fanno ancora la differenza nel calcio. Non a caso, il Como sembra già di un altro mondo.
Le novità. Dopo le polemiche sull'acquisto e il vertice pacificatore di venerdì pomeriggio a Formello, è clamorosa la prima novità di formazione in attacco: fuori Noslin, c'è Ratkov dal 1’. L'altro rinforzo Taylor fa il bis da titolare con Cataldi e Belahyane nel nono centrocampo utilizzato da Sarri in questo campionato. Tutta colpa dell'emergenza e dell'ennesimo forfait di Vecino, che costringe Mau a convocare addirittura Dele-Bashiru, appena rientrato dalla Coppa d'Africa e in campo nel finale dopo la sgambata di ieri mattina a Formello. Sette undicesimi biancocelesti diversi rispetto alla prima giornata in riva al lago, e non è un merito del mercato. Anche il Como è cambiato: quattro volti nuovi nel 4-2-3-1 rispetto a quel lontano 24 agosto. Caqueret è una sorta di falso nueve più offensivo per non dare alcun punto di riferimento. Incredibile lo stop di Valle, a eludere Marusic, sul primo lancio di Da Cunha, dopo nemmeno una manciata di minuti dal fischio d'inizio Baturina sfrutta una deviazione di Romagnoli e fa 1-0. Palleggio a senso unico dei lombardi, che aggrediscono la Lazio e la schiacciano. I biancocelesti trovano qualche sbocco a sinistra con Pellegrini, ma nessuno raccoglie i suoi cross. Ratkov è un pesce fuor d'acqua, spaesato e isolato in attacco. Sterili i tentativi dalla distanza di Cataldi e Zaccagni, Butez è attento. Belahyane sfrutta un recupero e avvia il contropiede più pericoloso, ma Cancellieri è sempre impreciso e sbaglia il controllo. Il Como mantiene la calma e, dopo un tiki taka prolungato, Baturina fa partire un traversone al centro: la respinta di Pellegrini sbatte su Romagnoli e finisce fra i piedi di Nico Paz per il raddoppio. Piove ancora sul bagnato. Taylor rifila un calcione a Caqueret, ma il rigore arriva solo dopo il check al Var fra gli ola ironici e isterici di tutto l'Olimpico. Provedel para Nico Paz dal dischetto, ma è un inutile boato. Primo penalty parato dal portiere in Serie A dal suo sbarco alla Lazio, il secondo sbagliato (su quattro) invece dai lombardi in questo campionato. La Lazio non riprende coraggio, prevale sempre il nervosismo: Cataldi è diffidato e si becca un'ammonizione ingenua per proteste (salterà la trasferta di Lecce, sabato pomeriggio).
Il confronto. La frustrazione annebbia le menti e le gambe biancocelesti persino nell'unica chance di fine primo tempo: Zaccagni si fa ipnotizzare da Butez, rete divorata da un metro. Confronto serrato fra Sarri e l'arbitro Fabbri nel tunnel all'intervallo. Non gradite alcune ammonizioni nemmeno da Fabregas, che infatti a inizio ripresa sostituisce subito Smolcic con Posch. Il Como ricomincia a far girare la testa alla Lazio e si presenta con una giocata da standing ovation: assist di tacco all'indietro di Baturina per Nico Paz, che infila il pallone all'incrocio. Sarri toglie uno spremuto Cataldi e i fantasmi Cancellieri e Ratkov. Dentro Rovella, Isaksen e Noslin, alla ricerca di un sussulto d'orgoglio. Niente, la rabbia offusca il cervello e non riduce nemmeno il gap fisico: Zaccagni è sempre per terra, Pellegrini viene ammonito. Il Como decide di non infierire, non ce n'è bisogno. La Lazio è al tappeto molto prima del gong e non vince ormai dal 23 novembre contro il Lecce all'Olimpico. Bisogna cominciare anche a guardarsi le spalle con quattro pareggi e un ko nelle ultime otto gare di campionato. Il Como non trionfava dal 1952 nella Capitale, unica volta in quasi un secolo. Fabregas certifica una Caporetto biancoceleste anche in fase difensiva, punto forte del Sarrismo. Provedel evita il poker di Da Cunha, ma sette gol (su 19 totali) incassati negli ultimi 20 giorni del nuovo anno testimoniano un allarmante crollo emotivo e fisico. Così arrivano anche i primi fischi alla squadra, a fine gara, sotto la Curva Nord.
• Il Tempo titola: “Sprofondo Lazio”. Continua il quotidiano romano: “All’Olimpico biancocelesti mai in partita e sempre più lontana dalla zona Europa. Il Como dell’allievo Fabregas dà una lezione al maestro Sarri. Apre Baturina poi doppietta di Nico Paz che sbaglia un rigore”.
Altro che Europa, la Lazio scivola ancora in casa dove non vince dal 23 novembre, subisce un'altra lezione di calcio dal Como. Finisce 0-3, come all'andata dominio totale dei giovani di Fabregas, un altro pianeta rispetto a una squadra stanca e demotivata. Posizione di classifica mediocre, una sorta di limbo imposto da una condotta societaria scellerata. Il presidente Lotito sotto accusa è chiamato a correre ai ripari con un paio di interventi sul mercato per rinforzare il gruppo. Servirà a poco perché la frattura col pubblico è insanabile ma almeno eviterà guai peggiori in una stagione da tutti contro tutti. Sarri ha schierato i nuovi, l'olandese Taylor ha fatto la mezzala sinistra mentre il giovane Ratkov è andato al centro dell'attacco. Per il resto hanno giocato i reduci anche perché, pure stavolta c'erano quattro indisponibili: Basic, Dia, Patric e Vecino con Dele-Bashiru sceso poche ore fa di ritorno dalla Coppa d'Africa, convocato per giocare gli inutili minuti finali. Sull'altro fronte Fabregas si è affidato a tutti i titolari nonostante la partita persa immeritatamente contro il Milan giovedì scorso. La novità tattica è stata Baturina falso nove e non un centravanti statico per muovere meglio la difesa di Sarri. Un'intuizione geniale con cui ha avuto la meglio sul suo maestro ai tempi del Chelsea. Ha arbitrato Fabbri che qualche settimana fa si era dimostrato permaloso e modesto nella direzione contro il Bologna, peraltro come gli capita spesso.
I trentamila laziali che hanno sfidato freddo e pioggia per spingere la squadra, contestare Lotito e applaudire il presidente delle vittorie più belle, Sergio Cragnotti (invitato allo stadio dall'attuale numero uno del club), hanno assistito a uno scempio. Nemmeno due minuti di gioco e Fabregas è già in vantaggio: Marusic ha sbagliato su Valle, rimpallo e palla a Baturina che ha infilato Provedel con la deviazione decisiva di Romagnoli. Una doccia gelata per i laziali e Sarri infuriato per la disattenzione collettiva. Poca Lazio, il Como ha colpito ancora dopo un altro rimpallo sfortunato della difesa che è finito sul piede di Nico Paz: 0-2 dopo nemmeno mezz'ora. Poi Fabbri, sempre indisponente con i laziali ha ammonito Zaccagni, Cataldi (salta Lecce) e Romagnoli. Al 34' rigorino per il Como, fallito, di Taylor su Cacheret: il Var Maggioni ha richiamato l'arbitro che ha concesso il penalty tra i cori divertiti della curva Nord. Non resta che piangere, davvero una persecuzione. Provedel ha parato e salvato i suoi dopo un altro controllo del Var per cercare di consentire la ripetizione. A quel punto l'Olimpico è diventato una bolgia, Zaccagni ha fallito il gol della speranza prima di un tempo in cui la Lazio ha sofferto troppo il palleggio degli avversari e il solito arbitraggio vergognoso. La ripresa si è aperta con la perla di Nico Paz che ha fatto secco Provedel dopo una bella azione corale degli ospiti. A quel punto partita strafinita e spazio a Rovella, Isaksen, Lazzari e Noslin ma si è giocato solo per evitare la goleada di una squadra avversaria totalmente padrona del campo. Sabato la trasferta di Lecce per evitare di sprofondare ancora più in basso. Servirebbe l'aiuto dal mercato a lungo invocato da Sarri ma, anche se arrivasse, sarebbe ormai tardivo perché l'Europa è adesso solo un'utopia raggiungibile con la vittoria della Coppa Italia.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Como che spettacolo”. Continua il quotidiano sportivo: “Baturina-gol e show di Paz. Lazio travolta e fischiata. Partita a senso unico, l’argentino segna una doppietta e sbaglia pure un rigore. Fabregas gioca senza centravanti e sorprende Sarri”.
Avvisate il lago: è sempre più concreto il rischio che perda il titolo di attrazione principale di Como. La squadra di calcio sta cominciando a pareggiare la bellezza offerta da Madre Natura. Ieri i ragazzi di Fabregas hanno mostrato il loro spettacolo nella città che da sempre è un museo a cielo aperto. Roma è conquistata, in tutti i sensi: quello sportivo, perché la Lazio viene travolta sul piano del gioco e dei gol; quello estetico, perché la prestazione è abbagliante. Bravi tutti, bravissimi Paz e Baturina che hanno esibito il loro talento. Questa partita restituisce valore alla resilienza del Milan, bravo pochi giorni fa a non affondare prima e a rimontare poi una squadra che diverte e si diverte, che tiene la palla dal fischio iniziale a quello finale, che ti costringe a subire il suo piano e ad adeguarti. Se ci riesci: la Lazio non ci è riuscita e per la verità nemmeno ci ha provato. Tre gol, un rigore sbagliato, una sola parata vera di Butez, un controllo totale: all’andata il Como aveva dominato, ma era la prima giornata di campionato e qualcuno aveva pensato che potesse essere casuale. Cinque mesi dopo non c’è alcun dubbio: il Como ha continuato a crescere ed è a due punti dalla Juve e a cinque dalla zona Champions; la Lazio sta ancora cercando di dare un senso a un campionato deludente, non ha segnato in tre delle ultime quattro gare casalinghe, è nona e distante dalle posizioni europee.
La sorpresa. Al di là delle grandi giocate corali e individuali, resta negli occhi la cosa più interessante della giornata di Serie A, ossia il piano tattico di Cesc Fabregas. Il tecnico spagnolo ha proposto una squadra profondamente diversa da quella che aveva sfidato il Milan negli uomini (cinque cambi), ma soprattutto nella disposizione. Gli sono bastati pochi allenamenti (a dimostrazione di quanto servano, se si sfruttano bene) per studiare una soluzione che ha sorpreso Sarri. Il Como ha giocato senza centravanti e anche senza falso nove. Cesc ha piazzato un quadrato centrale con Perrone e Da Cunha davanti alla difesa e Paz e Caqueret nella metà campo offensiva. Sulle fasce Rodriguez e Baturina partivano larghi e poi si accentravano per aprire spazi e provare a colpire: un 4-2-2-2 senza un attaccante centrale, con i giocatori più offensivi molto esterni e un continuo movimento a destabilizzare i difensori avversari rimasti senza punti di riferimento. Quando la Lazio partiva dal basso, Caqueret saliva in pressione e i compagni disegnavano un 4-2-3-1. Quando invece era il Como a iniziare l’azione dalle parti di Butez, la squadra di Fabregas alternava la costruzione 3+1 a quella 3+2. Insomma Sarri non sapeva mai cosa sarebbe accaduto, anche perché gli incroci sulla trequarti e le rotazioni in mezzo confondevano la Lazio e impedivano qualunque pressione.
A senso unico. Dopo una novantina di secondi il Como ha segnato con Baturina, bravo a sfruttare un’idea di Valle che aveva stoppato magicamente un lancio di Da Cunha. La Lazio, che deve ancora capire come servire Ratkov, ieri debuttante dall’inizio, non ha reagito semplicemente perché non prendeva mai la palla. Il raddoppio di Paz a metà tempo (palla vagante in area dopo cross di Baturina) ha indirizzato in modo definitivo la gara che lo stesso argentino non ha chiuso prima dell’intervallo facendosi parare da Provedel un rigore (secondo errore dal dischetto su due tentativi per Nico in Serie A) rinviando a inizio ripresa la sentenza, timbrata con un imprendibile sinistro dal limite dopo un’azione prolungata e un tacco smarcante di Baturina. La Lazio ha assistito allo spettacolo, mentre Sarri si dilungava in sterili proteste con il quarto uomo: ieri sul suo taccuino avrebbe potuto scrivere tante cose interessanti.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Sarri: “Mi tiro fuori”. Il tecnico non si addolcisce e non si fa comandare “Il mercato lo fa il club. Aspettiamo e speriamo. L’importante è che non si dica “questo l’ha voluto Sarri””.
Sarri non si addolcisce, non si ammorbidisce, non si fa comandare: "L’ultima settimana? Io l’ho vissuta bene. Non c’è niente di nuovo sotto il cielo laziale. Ascolti un’intervista di due anni e mezzo fa ad Auronzo di Cadore, sono le stesse parole", già da prima della partita, parlando a Dazn, Mau aveva lanciato una stoccata a Lotito. È la replica alla conferenza del presidente ("qui comando io") e di Fabiani di venerdì, è la sua difesa. Non è servito il vertice a tre successivo all’uscita del presidente per imbavagliare Sarri. I patti di giugno sono traditi: "Se mi era stato promesso di avere voce in capitolo sul mercato? Sono discorsi teorici. Il mercato di una società è un mix tra esigenze tecniche ed economiche, su cui non posso influire. Il presidente è stato chiaro, io mi sono tirato fuori. Vediamo chi arriva, speriamo bene". Sarri non vuole che si dica che gli acquisti sono concordati se non è vero, riferimento diretto al caso Ratkov: "L’importante è che non mi si tiri dentro nella scelta, che non si dica “l’ha voluto Sarri”. Si parla del presidente, può dire e fare quello che vuole. Lui ha queste uscite, è il proprietario. Se dice che il mercato lo fa la società stop. In me questo non influisce molto. Ho avuto anche De Laurentiis, ho le spalle larghe. Non si può pensare che questo ci fa perdere le partite altrimenti siamo deboli". Altra smentita sull’obiettivo europeo, dichiarato da Lotito venerdì: "Forse parlava di un obiettivo pluriennale, a me non l’ha mai detto. L’Europa è un miraggio quest’anno, dobbiamo costruire, si è sempre detto questo". La Lazio viene smontata in corsa: "Dobbiamo essere bravi ad andare oltre tutto altrimenti si iniziano a costruire alibi. Gli arbitraggi, il mercato, l’ambiente, i nuovi da inserire. Ci sono queste situazioni, bisogna volarci sopra. L’ambiente qui è un posto dove di mercato si parla di più, sembra che i nostri sono tutti sul mercato e questo può influire. Bisogna essere più bravi a gestire queste situazioni". Tutti sul mercato. Mau rischia di perdere anche Romagnoli, la sua colonna. Soffre per i tifosi, gli unici cori sono stati per lui: "I cori mi danno carica e frustrazione perché in questo momento facciamo fatica a dare soddisfazioni. Tutto quel che dico lo faccio per amore del popolo laziale e per la Lazio che mi piacerebbe riportare dove merita. In questo momento non lo posso fare, li ringrazio per il grande amore e mi scuso per la delusione che gli stiamo dando".
L’analisi. Sarri ha potuto salvare poco della non partita: "La squadra fino a oggi ha lottato, aveva perso contro le prime tre. Ora non pensiamo che i ragazzi siano diventati cialtroni. La realtà del nostro campionato è questa. Torniamo a essere una squadra un po’ più pulita mentalmente. Abbiamo duemila difficoltà. Fa male perdere così, ti dà frustrazione. Dobbiamo essere bravi ad azzerare". Sui gol: "Abbiamo preso gol dopo due minuti su un’azione provata continuamente venerdì, loro attaccano con gli attaccanti esterni. La grave responsabilità è che tre volte li abbiamo fatti entrare dentro l’area di rigore. Abbiamo preso due gol e un rigore a difesa schierata". Sarri su questo punto s’è arrovellato: "È abbastanza strano e difficile da capire il fatto che siano stati presi questi gol, la nostra difesa è sempre molto applicata. Il differenziale tecnico c’era, si poteva mascherare molto meglio". Torna Dia: "È un giocatore su cui avevo grandi speranze, non si è espresso al meglio, spero per la seconda parte".
“Ora serve il cuore”. Il portiere biancoceleste è stato l’unico a battersi e guarda alle prossime sfide. Provedel: “C’è solo da lavorare e fare più punti”. Gila: “Abbiamo preso subito un gol e ci siamo disuniti”.
L'unico sussulto della Lazio, un rigore parato. È un tutto dire: "Non c'è niente da salvare. Una sconfitta brutta, a parte qualche minuto dopo il penalty respinto, che ha portato a una piccola scossa con un'occasione importante". Provedel non ha potuto niente di fronte alla superiorità del Como: "Non abbiamo inciso sulla gara, è normale che l'ambiente sia deluso. Sono rammaricato, bisogna lavorare forte e fare molto meglio per portare a casa più punti possibili". Le voci di mercato non possono disturbare così tanto il rendimento della squadra: "Siamo professionisti, dobbiamo pensare solo al campo e a fare del nostro meglio. Il resto non ci compete". Sul morale della rosa: "Guardando la partita e la classifica, si può pensare che ci sia poco da fare. In realtà non è così, dobbiamo ragionare giorno per giorno per crescere e vincere".
Gila e Pedro. Il centrale a fine gara: "Prendere gol dopo 2 minuti è stato difficile. La rete ha spezzato la gara, abbiamo sofferto molto il metodo di gioco dell’avversario, è qualcosa su cui dobbiamo riflettere". Il monito accorato dello spagnolo: "Non si può perdere la testa. Il calcio non aspetta, a Lecce si deve vincere al 100%, senza pensare all’emergenza, agli arbitri e agli infortuni. Non possiamo arrenderci o fermarci, dobbiamo lottare. Abbiamo bisogno di qualche rinforzo. Il mio futuro? Non ci penso ora, poi vediamo che succede". In Spagna ha parlato Pedro, ha confermato l'addio a fine stagione: "Dirò addio alla Lazio, un club meraviglioso che mi ha trattato in maniera incredibile. Una volta conclusa la mia esperienza a Roma, vedrò se avrò qualche offerta interessante o se smetterò. Il ritiro è sempre più vicino". Il Tenerife lo tenta: "L'interesse c'è stato e per questo ringrazio la società. Lo apprezzo tanto, vedremo se si potrà concretizzare. È difficile, ma non voglio escludere nulla".
Mercato. Si continua a lavorare alla possibile uscita di Mandas. La trattativa con il Bournemouth non è semplice, c'è un accordo di massima sulle cifre (poco più di 20 milioni di euro). La Lazio però non accetta il prestito con diritto, pretende l'obbligo di riscatto per avere la certezza dell'incasso e non ridiscutere in estate del futuro del portiere. Il club inglese legherebbe questa condizione a un numero di presenze ottenute e agli obiettivi centrati. Il Genoa ha chiuso per Bijlow, il suo arrivo potrebbe liberare Leali permettendogli di raggiungere Roma per diventare il nuovo vice-Provedel. Occhio sempre alla posizione di Romagnoli, corteggiato dai qatarioti dell'Al-Sadd: ha una proposta di ingaggio da 6 milioni l'anno, farebbe vacillare chiunque. La sua cessione priverebbe Sarri di un difensore-cardine per lo spogliatoio e a livello tattico. Sarebbe il terzo big ceduto a gennaio dopo Guendouzi e Castellanos.
Piste. Tavares è stato accostato al Como, non accetterà il Besiktas. Per Belahyane ci sono diverse soluzioni, la Lazio chiede circa 10 milioni. Fronte entrate, Sarri aspetta impaziente un altro centrocampista. La pista Mendoza, 20 milioni di costo, è in ribasso. La Lazio non ha presentato offerte all'Elche. Ci sono altri profili in via di valutazioni, ma il tempo stringe e le candidature sfumano. Per l'attacco la società tiene nascosto un baby centravanti mai svelato. Un sussulto servirebbe dal mercato, non solo in campo.
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XXI giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 49 | 21 | 16 | 1 | 4 | 44 | 17 | 27 | 25 | 8 | 1 | 2 | 24 | 8 | 0 | 2 |
| Milan | 46 | 21 | 13 | 7 | 1 | 34 | 16 | 18 | 24 | 7 | 3 | 1 | 22 | 6 | 4 | 0 |
| Napoli | 43 | 21 | 13 | 4 | 4 | 31 | 17 | 14 | 24 | 7 | 3 | 0 | 19 | 6 | 1 | 4 |
| Roma | 42 | 21 | 14 | 0 | 7 | 26 | 12 | 14 | 21 | 7 | 0 | 3 | 21 | 7 | 0 | 4 |
| Juventus | 39 | 21 | 11 | 6 | 4 | 32 | 17 | 15 | 22 | 6 | 4 | 0 | 17 | 5 | 2 | 4 |
| Como | 37 | 21 | 10 | 7 | 4 | 31 | 16 | 15 | 19 | 5 | 4 | 1 | 18 | 5 | 3 | 3 |
| Atalanta | 32 | 21 | 8 | 8 | 5 | 26 | 20 | 6 | 19 | 5 | 4 | 2 | 13 | 3 | 4 | 3 |
| Bologna | 30 | 21 | 8 | 6 | 7 | 30 | 24 | 6 | 14 | 4 | 2 | 4 | 16 | 4 | 4 | 3 |
| Lazio |
28 | 21 | 7 | 7 | 7 | 21 | 19 | 2 | 16 | 4 | 4 | 3 | 12 | 3 | 3 | 4 |
| Udinese | 26 | 21 | 7 | 5 | 9 | 22 | 33 | -11 | 13 | 3 | 4 | 4 | 13 | 4 | 1 | 5 |
| Sassuolo | 23 | 21 | 6 | 5 | 10 | 23 | 28 | -5 | 11 | 3 | 2 | 5 | 12 | 3 | 3 | 5 |
| Cremonese | 23 | 21 | 5 | 8 | 8 | 20 | 28 | -8 | 11 | 2 | 5 | 3 | 12 | 3 | 3 | 5 |
| Parma | 23 | 21 | 5 | 8 | 8 | 14 | 22 | -8 | 10 | 2 | 4 | 5 | 13 | 3 | 4 | 3 |
| Torino | 23 | 21 | 6 | 5 | 10 | 21 | 34 | -13 | 11 | 3 | 2 | 6 | 12 | 3 | 3 | 4 |
| Cagliari | 22 | 21 | 5 | 7 | 9 | 22 | 30 | -8 | 12 | 3 | 3 | 4 | 10 | 2 | 4 | 5 |
| Genoa | 20 | 21 | 4 | 8 | 9 | 22 | 29 | -7 | 10 | 2 | 4 | 5 | 10 | 2 | 4 | 4 |
| Fiorentina | 17 | 21 | 3 | 8 | 10 | 23 | 32 | -9 | 9 | 2 | 3 | 5 | 8 | 1 | 5 | 5 |
| Lecce | 17 | 21 | 4 | 5 | 12 | 13 | 29 | -16 | 9 | 2 | 3 | 6 | 8 | 2 | 2 | 6 |
| Pisa | 14 | 21 | 1 | 11 | 9 | 16 | 31 | -15 | 7 | 1 | 4 | 6 | 7 | 0 | 7 | 3 |
| Verona | 14 | 21 | 2 | 8 | 11 | 17 | 34 | -17 | 6 | 1 | 3 | 6 | 8 | 1 | 5 | 5 |
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