Lunedì 9 marzo 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sassuolo 2-1

Da LazioWiki.

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9 marzo 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXVIII giornata - inizio ore 20:45

LAZIO: Motta, Marusic, Gila, Romagnoli (46' Provstgaard), Nuno Tavares, Dele-Bashiru, Cataldi (38' Patric), Taylor, Isaksen (79' Cancellieri), Maldini (65' Dia), Zaccagni (79' Pedro). A disposizione: Furlanetto, Giacomone, Lazzari, Pellegrini, Hysaj, Belahyane, Przyborek, Noslin, Ratkov. Allenatore: Sarri. .

SASSUOLO: Muric, Coulibaly (68' Walukiewicz), Idzes, Muharemovic, Garcia (68' Doig), Koné (83' Bakola), Lipani (46' Matic), Thorstvedt, Berardi, Nzola (68' Moro), Laurienté. A disposizione: Satalino, Turati, Zacchi, Volpato, Romagna, Vranckx, Iannoni, Felipe. Allenatore: Grosso.

Arbitro: Sig. Arena - Assistenti: Sigg. Meli e Alassio - Quarto uomo: Sig. Tremolada - V.A.R.: Sig. Paterna - A.V.A.R.: Sig. Abisso.

Marcatori: 2' Maldini, 35' Laurienté, 90'+2' Marusic.

Note: esordio in Serie A e in una partita ufficiale con la maglia della Lazio per Edoardo Motta. Ammoniti 37' Lipani, 58' Coulibaly, 86' Laurienté, 88' Walukiewicz. Angoli 1 a +. Recuperi: 2' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 5.667 presenti.


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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la XXVIII giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio, premio di desolazione”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Nel silenzio dell’Olimpico Marusic trova il grande acuto. Maldini la sblocca subito. Laurienté trova il pari. Decisivo l’ingresso di Cancellieri. Motta esordiente a 21 anni non trema”.

Una Lazio che incarna la sua meravigliosa capacità di farcela. Vittoria al 92’ contro ogni guaio, sempre senza il soccorso del Var, con la forza dei sopravvissuti, con l’anima dei disperati, con Motta esordiente a 21 anni, manona santa sull’1-1. Con Patric regista d’emergenza. Perdendo Romagnoli. Con Gila d’assalto, con Marusic centravanti-gol. Con Sarri stretto nel suo sudario, ormai abituato a tutte le rovine e a tutte le assenze. In campo, anche in campionato, si è rivista una squadra affamata. La Lazio non vinceva dal 30 gennaio, può scacciare certi incubi di classifica. Il giro di campo dei biancocelesti, nel vuoto di 5.000 tifosi (dato comprensivo di steward, invitati e varie), fa tenerezza. Stavolta non c’erano tifosi neppure a Ponte Milvio. Grosso era partito male e ha chiuso male. Meglio i cambi di Sarri: Dia, Pedro e Cancellieri, decisivo per l’assist a Marusic. Matic, Moro, Walukiewicz, Doig e Bakola hanno dato poco. La Lazio l’ha giocata meglio, l’ha voluta.

Il via. Dal pienone del 2014 agli assenti di ieri. Lazio-Sassuolo, per analogia epocale, è una partita contro Lotito. Stessa Lazio di Coppa tranne Motta. Grosso con Lipani e Nzola. Subito impennata laziale, Sassuolo in barca. Gol subito su contropiede da rimessa laterale, il colmo. Rimessa di Marusic su Maldini, spizzata per Isaksen. Volata del danese, tiro ribattuto, il rimpallo ha spalancato la porta a Maldini. Dribbling e gol facile facile, era passato poco più di un minuto. Daniel era dove tutti speravano che fosse, a centro area. "Sempre così", l’urlo di Grosso. Un’altra falsa partenza. Neroverdi avventurati, Lazio con la variante: Sarri ha chiesto a Tavares di stare stretto sul giro palla. Lo scopo? Far stringere Berardi per liberare il passaggio a Zaccagni. Lo schiaffone non ha svegliato il Sassuolo. Isaksen si è divertito a scherzare Garcia. Ancora lui di testa. Laurienté ha perso il terzo pallone di fila. Scivoloni per tutti su un campo viscido. Sassuolo disastroso anche in uscita, scambio-flipper Zaccagni-Taylor-Isaksen-Taylor: Dele-Bashiru fuori. La Lazio ha iniziato ad abbassarsi, il Sassuolo ha trovato palleggio. Sinistro di Nzola deviato da Romagnoli e da Motta, che balzo. Poi è finito ko Cataldi: sospetto stiramento al polpaccio sinistro. Patric si è scaldato. Danilo è rientrato. Lazio sotto la linea del pallone. Azione da sinistra del Sassuolo. Isaksen è uscito su Garcia, che ha dato la palla a Laurienté. Doppio pasticcio del danese e di Marusic. Assist di Thorstvedt per Laurienté un gollissimo. Pesa lo scivolone di Cataldi, ormai fermo. Sarri era decimato. Al 36’ giallo per Lipani. Cataldi fuori, Patric da play. La Lazio ha gridato al rigore. Maldini abbattuto da Lipani dopo l’ammonizione. Graziato dall’arbitro Arena. Dov’era il Var?

I cambi. Fuori Romagnoli nell’intervallo, polpaccio indurito. Ecco Provstgaard. Grosso ha richiamato Lipani. Pressing a velocità differenti della Lazio, palla al Sassuolo. "Siamo in ritardo", l’urlo di Sarri. Sveglia immediata, assalti a sinistra con Tavares a sfondare e Zaccagni al tiro. Poi Dele e Taylor. Motta sbilanciato sul cross di Garcia deviato da Gila, palla sulla traversa. Sempre possesso al Sassuolo, salito oltre il 60%. Lazio a fiammate. Gila ha iniziato a trascinare con i coast to coast. Scricchiolii e ribaltoni continui. Linea del Sassuolo troppo alta. Ancora Gila a soffiare il pallone a Moro, filtrante per Isaksen. Il pallonetto, la peggiore delle scelte. Motta ha respinto su Laurienté, miracolo su Doig, i suoi primi numeri. Cancellieri dentro col turbo, tuffo di Muric. Lazio indiavolata. Dal 41’st al 43’st ammoniti Laurentié e Walukiewicz. L’ultimo assalto: Marusic scambia con Dele-Bashiru e si butta dentro. Cross di Cancellieri, Muric a farfalle. Incornata di Adam. Sarri sfrenato. Lotito nel suo scranno solitario. Il vero abisso è tra Mau e il presidente.


Il Messaggero titola: “Lazio col cuore. Marusic scaccia la malinconia”. Continua il quotidiano romano: “Battuto 2-1 il Sassuolo in un Olimpico ancora deserto. Apre Maldini, pari di Laurienté, risolve il montenegrino al 92’ e conquista una vittoria interna che mancava da fine gennaio. I biancocelesti ora al decimo posto. Ansia per Cataldi e Romagnoli, usciti per un indurimento al polpaccio”.

Testa in alto, bandiera in mano. Il bomber è Marusic e salva la Lazio sul gong da un calvario infinito, fuori e dentro al campo. Sesta gioia in pieno recupero. Se gli spalti sono vuoti e l'infermeria si riempie di continuo, almeno i biancocelesti si scrollano dall'undicesimo posto in classifica e tornano a un punto dal Sassuolo nono. Laurienté risponde a Maldini, ma poi il terzino montenegrino fa esplodere Sarri al 92' e riacciuffa una vittoria casalinga, che mancava ormai dal 30 gennaio col Genoa (poi 3 pari e 3 ko). Funziona la consolidata tradizione contro i neroverdi di Grosso: la Lazio è imbattuta in dieci delle ultime 12 gare all'Olimpico. Funzionano i cambi di Mau perché Cancellieri entra col turbo e confeziona l'assist del riscatto.

La partenza. L'Olimpico non è più tabù, ma rimane semi-deserto (poco più di cinquemila spettatori) per lo sciopero a oltranza del tifo organizzato. In questo clima così gelido persino l'aquila Flaminia si rifiuta di compiere al meglio il suo volteggio. Magari sognava un esordio diverso in Serie A, Edoardo Motta, il giovanotto che dovrà sostituire Provedel (oggi l'intervento alla spalla) sino al termine del campionato. Un altro macigno sulla stagione di Sarri, partita col mercato bloccato, proseguita col mercato di indebolimento e altri 34 infortuni in mezzo. Basic è ancora out, così Mau conferma in toto la stessa formazione di Coppa con Dele-Bashiru. Grosso rinuncia all'influenzato Matic, nello speculare 4-3-3 c'è il giovane Lipani al suo posto. Prima da titolare per Nzola davanti perché Pinamonti è squalificato. Isaksen parte a mille, semina il panico e, sulla respinta di Idzes, riesce a far sbloccare finalmente Maldini da un metro: prima rete per l'ex Atalanta con la nuova maglia e primo centro di un attaccante biancoceleste nel 2026 in campionato. Isaksen non è sazio, sfrutta un'altra verticalizzazione, ma sfiora il palo con un tiro strozzato. Il Sassuolo fatica, sembra addormentato e subisce le clamorose occasioni della Lazio: Idzes rischia l'autogol su un cross di Tavares, una spizzata di Isaksen accarezza un altro legno, è fuori misura il diagonale di Dele-Bashiru. Sarri è soddisfatto, ma invoca più cinismo perché forse ha un presentimento. Grosso urla ai suoi di alzare il baricentro e smuove una reazione d'orgoglio: Nzola calcia da posizione defilata, Romagnoli e Motta si salvano in calcio d'angolo. Cataldi sente tirare il polpaccio, ma rimane in campo zoppicando e scivola sul triangolo Laurienté-Thorstvedt, che porta al pareggio emiliano: Romagnoli resta fermo, siluro del francese all'incrocio. Nell'emergenza totale (stagione finita per Rovella e Vecino è stato ceduto), Patric sostituisce Cataldi e si arrangia come vertice basso.

L'episodio. Nella cattiva sorte non arriva mai un aiuto: i biancocelesti reclamano invano un rigore (contatto Lipani-Maldini) sul finale del primo tempo. Nella ripresa subito dentro Provstgaard per Romagnoli (indurimento del solito polpaccio) e Matic per Lipani (ammonito). La Lazio è scoraggiata e schiacciata, il Sassuolo domina il possesso, ma non arriva mai al tiro. Così i biancocelesti ritrovano una chance con una scorribanda di Dele-Bashiru, ma la conclusione di Taylor viene stoppata da Thorstvedt sul più bello. Brividi su un traversone di Garcia deviato sulla traversa da Gila, Motta è spaventato. Sarri cerca di dare una scossa con Dia al posto di Maldini in attacco, ma è un assolo di Gila a creare il pericolo più serio. Grosso rinforza le fasce perché Isaksen e Zaccagni sono spine nel fianco, ma non pungono: il capitano non è cattivo dalla distanza, Gustav si divora un cioccolatino di Gila con un cucchiaio troppo lezioso. Sarri è furioso e sostituisce entrambi con Cancellieri e Pedro. La gara procede a fiammate, per lunghi tratti è sotto ritmo, ma si riapre nel finale all'improvviso. Motta è di nuovo incerto su un diagonale di Laurienté, ma si riscatta sul subentrato Doig. Una capocciata di Provstgaard esce d'un soffio. L'assalto biancoceleste merita di più. Muric para due volte Cancellieri, ma poi esce a farfalle sul cross dell'esterno: Marusic è al centro dell'area, sembra Bobo Vieri un po' per la stazza, un po' per il gol. È il primo timbro in questo campionato dell'unica bandiera, che ha già rinnovato. Il salvatore della Lazio.


Il Tempo titola: “Recupero Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Dopo oltre un mese in casa con il Sassuolo arriva una vittoria. Apre Maldini poi il pari di Laurienté, decide Marusic al 92’. In un Olimpico deserto i biancocelesti si riprendono il decimo posto in classifica”.

Testa di Marusic a pochi secondi dal fischio finale e finalmente la Lazio torna a vincere dopo oltre un mese di astinenza. Premiata la volontà della creatura di Sarri contro un buon Sassuolo. Riconquistata la parte destra della classifica dopo una sfida in cui ancora una volta fortuna aveva voltato le spalle. Si sblocca Maldini poi il pari di Laurienté, si fa male Cataldi e poi Romagnoli resta negli spogliatoi all'intervallo. Con i cerotti ma con grinta e cuore, fino alla rete del terzino montenegrino che regala una boccata d'ossigeno a tutto il gruppo. Rimane un'altra notte triste, ormai è una sgradevole abitudine, Olimpico deserto, sempre peggio, sempre meno spettatori. Un'emorragia preoccupante, una forma di protesta che sta minando anche le certezze dei generali di Formello, quelli ottimisti che credevano in un lento ritorno della gente allo stadio. Il presidente Lotito è con le spalle al muro, sperava che, come in passato, avrebbe prevalso il bene per la squadra ma stavolta le sue aspettative stanno andando deluse. Ieri record negativo, non si arriva alle cinquemila presenze, la diserzione va avanti e sta creando una disaffezione generalizzata che dovrebbe spingere il numero uno del club a farsi delle domande anche se trovare delle soluzioni appare a questo punto impossibile. Tant'è, nel mondo Lazio da sempre malato di tafazismo cronico, ormai è tutti contro tutti e l'esito finale di questa guerra appare imprevedibile e dai sinistri presagi per il futuro del club biancoceleste. Sarri affida la porta al giovanissimo Motta dopo l'infortunio di Provedel, per il resto sono quelli che hanno giocato contro l'Atalanta mercoledì in Coppa Italia. Conferma per il tridente d'attacco formato da Isaksen, Maldini e Zaccagni, così come Dele-Bashiru ha un'altra occasione per convincere il tecnico. Grosso presenta il solito Sassuolo senza Matic che va in panchina e Pinamonti squalificato. Davanti c'è Nzola con Laurienté e Berardi a lungo inseguito dalla Lazio in passato.

Primo affondo e subito gol: Isaksen parte in contropiede, Muric respinge, il pallone finisce tra i piedi di Maldini che segna a porta vuota. Sono passati due minuti, i biancocelesti affondano nel burro ma il danese spreca due volte, la prima in ripartenza, la seconda di testa. E allora, come sempre nel calcio, cresce il Sassuolo anche perché Cataldi si fa male, viene rimandato in campo e così, al 36', Laurienté beffa l'incolpevole Motta dopo una bellissima azione tutta di prima. Solo a quel punto Sarri cambia il suo regista prediletto (un altro stop muscolare) con Patric, quasi una provocazione nei riguardi di Belahyane e degli altri centrocampisti. Si va al riposo in parità dopo che la Lazio aveva chiesto inutilmente un rigore per fallo di Lipari su Maldini. Nella ripresa subito Provstgaard per Romagnoli e dall'altra parte Matic al posto dell'ammonito Lipani. Dopo venti minuti di nulla, dentro anche Dia per Maldini mentre Grosso inserisce anche Doig, Walukiewicz e Moro. Isaksen sbaglia un gol fatto e viene sostituito da Cancellieri, minuti anche per Pedro (fuori Zaccagni). Nel finale la Lazio ci prova di più, si riversa nella area del Sassuolo e nel recupero trova la testata benedetta di Marusic per il 2-1. Ora il Milan, sempre all'Olimpico, per onorare il campionato e tenersi in forma per il 22 aprile quando si giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Atalanta, unico obiettivo reale rimasto in una una stagione anonima.


La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio gioia finale”. Continua il quotidiano sportivo: “Muric sbaglia al 92’ e fa sorridere Sarri. Si sblocca Maldini. Daniel apre dopo 2’, risposta Sassuolo con Laurienté. Poi Marusic sfrutta l’uscita a vuoto del portiere”.

All’ultimo tuffo. Quello con cui al secondo minuto di recupero Adam Marusic, lasciato colpevolmente solo dai difensori del Sassuolo e sfruttando un’uscita a vuoto di Muric, scaraventa di testa in rete la palla che consente alla Lazio di tornare al successo 40 giorni dopo l’ultima vittoria. Anche quella (sul Genoa, per 3-2) era arrivata in pieno recupero, grazie a un rigore di Cataldi. Segno che in questa annata particolare e complicata la formazione di Sarri deve soffrire fino in fondo anche nelle giornate in cui vince.

Non solo cuore. Vittoria voluta, cercata fino alla fine e tutto sommato meritata, anche se il Sassuolo, pur interrompendo la striscia positiva, anche all’Olimpico lascia una buona impressione. Successo, quindi, strappato con il cuore quello della Lazio, considerando anche le ormai consuete difficoltà ambientali e gli infortuni in serie che continuano a ostacolare il cammino di Sarri (dopo lo stop di Provedel in settimana, nel corso della partita si fermano pure Cataldi e Romagnoli). Ma se la squadra di casa torna al successo, rianimando così una classifica diventata più che anonima, lo deve non solo al carattere e alla generosità, ma pure a una cifra di gioco che, sia pur a tratti e con lunghe pause, ricomincia ad essere quella che vuole Sarri. Soprattutto nella prima e nell’ultima mezzora la Lazio gioca con intelligenza e intensità e crea occasioni. Alla fine le conclusioni verso la porta avversaria saranno 12, la metà delle quali nello specchio, compresi i due gol. Il primo dei quali arriva dopo appena due minuti grazie a Maldini (al primo gol con i biancocelesti) bravo a raccogliere e infilare in rete il tiro di Isaksen respinto da Muric. La Lazio insiste e sfiora più volte il raddoppio senza trovarlo, ma è comunque viva nell’area avversaria come poche altre volte in questa stagione.

Sassuolo bene, ma... Nella fase centrale della partita, però, i biancocelesti s’inceppano, ripiegano e confermano che il malato è ancora convalescente. Merito, ovviamente, pure di un Sassuolo che dopo aver solo subito nella prima parte di gara, poco prima della mezzora si mette a giocare e lo fa anche molto bene. Agli emiliani bastano un paio di affondi per trovare il pareggio. Che arriva non a caso grazie a Laurienté, il più attivo del tridente di Grosso. I neroverdi, i cui meccanismi di gioco sono ormai codificati oltre che efficaci, continuano a controllare il gioco fino al quarto d’ora della ripresa. Ma commettono l’errore di non credere fino in fondo alla vittoria. Grosso in realtà le tenta tutte e, dopo il cambio “prudenziale” di Lipani con Matic (il primo, già ammonito, aveva rischiato il secondo giallo per il fallo in area su Maldini non punito dal direttore di gara Arena), attinge a piene mani dalla panchina, inserendo Doig, Moro, Walukiewicz e Bakola. È a uno di loro (Doig) che capita la palla buona per il sorpasso, ma l’esordiente Motta gli nega il gol. Il Sassuolo finisce lì, il finale è tutto biancoceleste. Grazie anche ai cambi di Sarri che, rispetto a quelli di Grosso, risultano più incisivi. Pedro, Dia e Cancellieri rimettono in moto la squadra di casa, che torna a farsi viva e minacciosa nell’area emiliana. Fino a quell’ultimo tuffo di Marusic.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri: “Più forti di tutto”. Il tecnico: “Il futuro? Questa squadra va rinforzata. Infortuni, protesta: solo grazie ai ragazzi. I tifosi? La società deve riportarli allo stadio”.

Sarri a catena su tutto. Ha punto la società dal pre al postpartita. Sul futuro: "Non lo so. Faremo una riunione alla fine", la frase detta in tv. Sembrava riferirsi al suo di futuro, messo in dubbio per la prima volta. Poi Mau in conferenza ha chiarito: "Intendevo il futuro della Lazio. Quando mi parleranno dei programmi vi saprò dire quale sarà...". Sul mercato: "La squadra, per essere all’altezza della storia della Lazio, va rinforzata". Sui tifosi: "La società deve organizzare delle iniziative per riportarli all’Olimpico, a noi mancano". Sul caso portieri: "L’infortunio di Provedel è grave. Ero completamente in disaccordo con la cessione di Mandas a gennaio". Mau non si nasconde più, attacca a tutto spiano. Non si può continuare a giocare senza tifosi, l’ha ribadito più volte: "Penso che in società qualcosa si stiano pensando, per la squadra è avvilente, penalizzante, è una situazione gestibile nel breve periodo, nel lungo no. Se c’erano 45.000 persone la partita si chiudeva prima".

La mossa. Ha scelto Patric, non Belahyane al posto di Cataldi: "Belahyane sta osservando il Ramadan, ma sta bene. Patric sa muovere il pallone a un tocco, serviva uno così. L’avevo provato in quel ruolo. Poteva essere una cazzata o una cosa giusta (risata, ndr)". È felice di questa Lazio orgogliosa: "Abbiamo avuto due periodi di 10 minuti in cui siamo stati in difficoltà, prima della fine del primo tempo e all’inizio del secondo, accettare un pareggio era subire un’ingiustizia, abbiamo fatto più di loro. Abbiamo meritato. Ci sono momenti di difficoltà, assenze prima e in corsa, la squadra è stata bravissima, ha fatto l'ultima mezz'ora con grande cuore. Ha conquistato un risultato in extremis, ma assolutamente meritato". Non è la prima volta che si svolta dopo il 90': "Questa è una squadra che riesce ad avere questo tipo di atteggiamento. Può sbagliare una partita, ma non così spesso, l’atteggiamento è quasi sempre positivo. Le difficoltà sono state enormi nel corso della stagione e non sono ancora finite. I ragazzi stanno reggendo anche all’assenza dei tifosi". Più volte ha parlato dell’Olimpico vuoto: "Non solo è brutto, è triste, è deprimente, avvilente, penso sia arrivata l’ora di fare qualcosa da parte della società". Cosa? Non lo sa: "È una situazione non facile. La società ha idee molto più chiare di me su come e dove intervenire, è una situazione che va avanti da tanto".

Gli stop. Sarri ha perso Cataldi, poi Romagnoli: "Provedel, Rovella, Cataldi e Romagnoli sono assenze pesanti, ma questo dà ancora più merito a una squadra in difficoltà. Alla fine abbiamo fatto un secondo tempo di cuore. L'1-1 sarebbe stato un'ingiustizia. Abbiamo sofferto, ma abbiamo anche fatto molto più di loro. Ringrazio i ragazzi, anche di fronte alle difficoltà hanno messo cuore e anima. Esco dalla gara convinto che se all'Olimpico c'erano 50.000 dopo mezz’ora si stava 3-0". Le previsioni sugli infortunati: "Per Cataldi indurimento al polpaccio. Anche per Romagnoli, ma risale alla gara con l’Atalanta. La causa un colpo ricevuto, aveva un po’ di ematoma". Mau ha promosso Motta: "Discreta partita, un’incertezza sola in 90 minuti e un paio di buone parate. Può migliorare nella distribuzione del pallone coi piedi, lo farà. Deve fare esperienza per arrivare al top delle potenzialità che ha".


In un altro articolo le parole di Marusic, autore del gol decisivo: “Lo stadio pieno è troppo importante. Felice per il gol molto pesante, ci ho creduto. Dobbiamo continuare così. Spero che i tifosi tornino presto”. Olimpico mai così vuoto, solo 5.667 ingressi. Isaksen: “Possiamo vincere contro tutti”. Motta ok.

Mai così deserto. E il vuoto lasciato dai laziali, considerando pure la serata senza raduno a Ponte Milvio, è diventato ancora più evidente. Remake senza protagonisti del "Libera la Lazio" di 12 anni fa, febbraio 2014, sempre il Sassuolo davanti: dalla protesta veemente con tutti allo stadio alla contestazione perpetua con nessuno sugli spalti. Soltanto 5.667 ingressi ai tornelli, di cui circa 2mila tra inviti e biglietti-omaggio. La prevendita del monday night lasciava pronosticare una serata così: 2.100 tagliandi venduti per la singola partita a cui si sarebbero aggiunti gli abbonati pronti a presenziare nonostante il clima ostile nei confronti della società. Di certo meno persone rispetto alle altre sfide già giocate all'Olimpico contro Genoa, Atalanta e il bis di Coppa Italia con i bergamaschi.

Partecipazione. Ieri sera è sembrato di tornare ai tempi del Covid, alle gare disputate a porte chiuse. Si sono sentiti i contrasti, i colpi sul pallone, le voci, le proteste e le indicazioni dalla panchina. Dopo pochi minuti si è alzato il primo coro rivolto a Sarri: il tecnico ha alzato il braccio per ringraziare immediatamente, salutando i pochi presenti nei distinti adiacenti alla Curva Nord. L'appello del settore caldo della tifoseria è stato ascoltato di nuovo dalla stragrande maggioranza degli abbonati (29.918). Un'assenza partecipativa, la privazione dolorosa della propria passione. Per oggi alle 12 è atteso un nuovo annuncio dei gruppi organizzati per quella che sarà la prossima giornata di campionato (domenica con il Milan).

Marusic. Nel silenzio dell'Olimpico è spuntato l'urlo di Marusic nel finale. Il suo colpo di testa ha regalato i tre punti: "Lo stadio pieno sarebbe troppo importante, per ora i nostri tifosi hanno deciso così, speriamo che tornino il prima possibile", ha detto il terzino. Ha riempito l'area da centravanti per la deviazione decisiva: "Mancavano pochi minuti, mi sono detto di andare avanti. Ci ho creduto e ho fatto questo gol molto pesante, troppo importante per noi in questo momento. Sono felice per la vittoria, dobbiamo continuare così". Gila nel prepartita aveva parlato di 6 punti mancanti per la salvezza ("Sappiamo che prima dobbiamo salvarci. Non è l'obiettivo della società, ma ci mancano 6 punti"). Il montenegrino - premiato come "man of the match" - si è discostato dal pensiero del compagno: "Non abbiamo parlato di questo, siamo la Lazio e nella nostra testa ci sono altri obiettivi. Dobbiamo trovare motivazioni in ogni partita, dovranno essere tutte finali". Sulla stessa linea anche Isaksen: "Ogni gara è importante. La Coppa Italia è un grande obiettivo, ma dobbiamo continuare a spingere anche in campionato, nessuno sa cosa può succedere, quindi vogliamo conquistare più punti possibili". Sui tifosi: "Non è facile, ci mancano. Speriamo possano tornare presto, noi cerchiamo di fare sempre la prestazione". La prossima sarà con il Milan: "Possiamo vincere contro tutti". Sull'esordio in porta di Motta: "È un ragazzo tranquillo, ero sicuro che avrebbe fatto bene. Ho fiducia in lui, può solo migliorare".




La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XXVIII giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Inter 67 28 22 1 5 64 22 42 34 11 1 2 33 11 0 3
Milan 60 28 17 9 2 44 20 24 28 8 4 2 32 9 5 0
Napoli 56 28 17 5 6 43 29 14 31 9 4 0 25 8 1 6
Como 51 28 14 9 5 46 21 25 26 7 5 2 25 7 4 3
Roma 51 28 16 3 9 38 21 17 29 9 2 3 22 7 1 6
Juventus 50 28 14 8 6 50 28 22 29 8 5 1 21 6 3 5
Atalanta 46 28 12 10 6 39 26 13 29 8 5 2 17 4 5 4
Bologna 39 28 11 6 11 37 34 3 17 5 2 7 22 6 4 4
Sassuolo 38 28 11 5 12 35 38 -3 20 6 2 6 18 5 3 6
Lazio 37 28 9 10 9 28 28 0 22 6 4 4 15 3 6 5
Udinese 36 28 10 6 12 33 41 -8 19 5 4 5 17 5 2 7
Parma 34 28 8 10 10 20 32 -12 14 3 5 6 20 5 5 4
Genoa 30 28 7 9 12 34 40 -6 19 5 4 6 11 2 5 6
Cagliari 30 28 7 9 12 30 38 -8 16 4 4 6 14 3 5 6
Torino 30 28 8 6 14 28 49 -21 17 5 2 7 13 3 4 7
Lecce 27 28 7 6 15 20 37 -17 16 4 4 7 11 3 2 8
Fiorentina 25 28 5 10 13 30 42 -12 14 3 5 6 11 2 5 7
Cremonese 24 28 5 9 14 22 40 -18 12 2 6 5 12 3 3 9
Verona 18 28 3 9 16 22 49 -27 7 1 4 8 11 2 5 8
Pisa 15 28 1 12 15 20 48 -28 7 1 4 9 8 0 8 6





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