Sabato 21 febbraio 2026 - Cagliari, Unipol Domus - Cagliari-Lazio 0-0
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21 febbraio 2026 – Cagliari, Unipol Domus - Campionato di Serie A, XXVI giornata - inizio ore 20:45
CAGLIARI: Caprile, Zé Pedro, Mina, Dossena, Obert, Adopo, Mazzitelli (42' Idrissi), Sulemana, Palestra, Kilicsoy (88' Zappa), Esposito (72' Trepy). A disposizione: Sherri, Ciocci, Juan Rodriguez, Raterink, Albarracin, Liteta, Pavoletti, Mendy. Allenatore: Pisacane.
LAZIO: Provedel, Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini (72' Tavares), Belahyane, Rovella (59' Cataldi), Taylor, Isaksen (59' Cancellieri), Maldini (72' Ratkov), Zaccagni (84' Noslin). A disposizione: Motta, Furlanetto, Patric, Dele-Bashiru, Dia, Hysaj, Przyborek. Allenatore: Sarri.
Arbitro: Sig. Rapuano (Rimini) - Assistenti: Sigg. Costanzo e Fontani - Quarto uomo: Sig. Galipò - V.A.R.: Sig. Maggioni - A.V.A.R.: Sig. Maresca.
Note: ammoniti 26' Mina, 45'+1' Pellegrini, 56' Zé Pedro, 64' Provstgaard. Espulso 85' Mina per doppia ammonizione. Angoli 3 a 6. Recuperi: 2' p.t., 6' s.t.
Spettatori: 15.262, incasso di 324.119 euro.
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XXVI giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Tutto chiuso il sabato sera”. Continua il quotidiano sportivo romano: “La Lazio crea poco: altra frenata. Al Cagliari non basta Palestra. Nonostante l’assalto nel finale, arriva il sesto pari in trasferta. Sarri rischia il 10° posto. Rovella esce per infortunio. Rientra Zaccagni”.
Spirito di bandiera, mutuo soccorso. Il punto del Cagliari è un atto di forza e resistenza, va a più 8 aspettando la Fiorentina. È un punto difeso in 10 dall’87' al 95'. Pisacane sempre più temerario, era senza centrocampisti, ha perso anche Mazzitelli. Ha inventato Sulemana play e Idrissi mezzala. Il punto della Lazio è da formichina, un nonnulla. È nona, può diventare decima, dipende da Bologna-Udinese, un segno mortificante. Le terre d’Europa sono sempre più remote: -11 dal sesto posto. Cagliari si gode un Palestra portentoso, esterno e ala, a ogni sgommata ha seminato il panico. Anche un gol in fuorigioco. A Sarri non resta che accendere ceri per segnare, ma niente. Non ha centravanti che premono il grilletto, anzi che arrivano al tiro. Maldini perso nel vuoto, solo una volta in profondità. Ratkov s’è visto per un assalto a destra. La scossa finale l’hanno data Noslin (ha causato il rosso di Mina) e Cataldi (punizione più parabola da fuori). Centrocampo piatto: poco Rovella, un po’ di Taylor, Belahyane solo un tempo. Zaccagni convalescente. Far allenare questa Lazio a Mau è come sottrarre la vena creativa a un poeta.
L’avvio. Pisacane senza centrocampisti in panchina. Sarri smoccola prima di ogni formazione. Ribocciati Tavares e Dele-Bashiru. Riecco Pellegrini, Belahyane e Rovella. Zaccagni dentro con pochi allenamenti. Modulo ibrido per il Cagliari, un mix: 3-5-2 in possesso, 4-4-1-1 in fase difensiva. Uomo chiave Palestra: palla a lui per far inserire Adopo. Cagliari aggressivo, un po’ lento sul giro palla. Lazio impoverita nel gioco. Belahyane mezzala di costruzione, ha provato a imbeccare Isaksen in profondità. Sul primo raid del danese il giallo di Dossena, dopo un minuto e 40 secondi. Ecco la giocata su Palestra, prende il primo corner. Palo esterno di Zé Pedro. Un pertugio che rimarrà sempre libero. Ancora Cagliari: Adopo su cross di Obert, quasi infila di testa. Altro buco. Maldini s’è visto su un’accelerazione, steso da Mina (giallo). Il primo tiro nello specchio della Lazio con Provstgaard, un’incornatina. Belahyane l’unico ad inventare corridoi, sul cross di Marusic non è arrivato Zaccagni. Maldini troppo dietro. Altro corner del Cagliari, Mazzitelli solo. Sempre Palestra ad aprire per Adopo, suo il cross per Esposito. Bolide fuori. Pisacane ha perso Mazzitelli (polpaccio sinistro). Dentro Idrissi, un terzino, da mezzala. Sulemana centrale. Ora 4-4-1-1 anche in possesso. Palestra ha costretto Pellegrini al giallo. All’intervallo 53,4 per cento di possesso al Cagliari.
La ripresa. La fotografia della partita di Maldini: palla a centrocampo, s’è lanciato contro la difesa del Cagliari, l’hanno chiuso in tre. Zaccagni e Isaksen lontani. Partita capovolta: Lazio più alta, con Isaksen e Zaccagni dentro al campo. Cagliari più basso, un blocco di sei uomini dietro. Giallo a Zé Pedro, steso Rovella: frattura alla clavicola destra. Dentro Cataldi. Anche Cancellieri per Isaksen. Ancora Palestra, scatenato, agganciato da dietro da Provstgaard. Giallo sacrosanto. Sempre Palestra lanciato in porta da Zé Pedro. Dribbling su Provstgaard, gol di sinistro in fuorigioco, contromovimento da vero attaccante. Pellegrini sempre preso alle spalle. Ratkov per Maldini. Pisacane con Trepy, 19 anni, baby centravanti. Tavares per Pellegrini, stordito da Palestra. Idrissi da fuori, Provedel in tuffo. Sarri sceglie Noslin, carica da cavalleria. S’è lanciato a sinistra, tra Mina e Adopo. Mina, sulla linea, ha colpito l’olandese col tacco. Rapuano prima indica il rigore, poi punizione. Mina era ammonito, rosso. Punizione di Cataldi, volo di Caprile. Cagliari col 3-5-1. Dossena salva su un cross di Tavares. Cataldi a giro fuori. Sarri impreca sull’ultimo corner sprecato. Pisacane salvo.
• Il Messaggero titola: “Lazio, un punto piccolo piccolo”. Continua il quotidiano romano: “Prestazione anonima dei biancocelesti che da Cagliari tornano solo con un pareggio. La difesa resta affidabile, l’attacco non punge. Il match con l’Atalanta può salvare la stagione. Le migliori occasioni dopo l’espulsione di Mina all’85’. Ratkov e Cataldi hanno sfiorato la vittoria”.
Dispersi nell'anonimato. Nemmeno la Sardegna è più l'isola felice della Lazio. Il terzo pareggio consecutivo nelle ultime tre trasferte (dopo Lecce e Juventus) non si registrava dal 2016 con Pioli, 15 punti su 13 gare lontano dall'Olimpico (3 vittorie, 6X, 4 sconfitte) nello stesso anno. Il Cagliari sfiora addirittura il successo, assente dal 2013 contro i biancocelesti, e che meriterebbe (gol annullato a uno scatenato Palestra per fuorigioco). Il punto biancoceleste è davvero piccolo in uno spazio piccolo: quel nono posto su cui già oggi una fra Bologna e Udinese può effettuare il sorpasso.
Le difficoltà. Odissea nella Lazio. Ormai Sarri è come un naufrago, guida una squadra demotivata dentro a un campionato già finito. Corre verso un futuro che forse è già passato. La sola semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta può offrire un salvagente, ma neppure così tanto sicuro. Per questo l'obiettivo è avere almeno tutti al top per il 4 marzo all'Olimpico. Così Mau prosegue un turnover mirato. Al momento Gila è out per un'infiammazione al tendine rotuleo: Provstgaard vince il ballottaggio con Patric al fianco di Romagnoli, ma è ancora troppo acerbo. Pellegrini sostituisce Tavares, ma Palestra se lo divora in ogni scatto. Rovella torna il play titolare in campionato, ma non è ancora se stesso ed è pure sfortunato (nuovo lieve infortunio). Belahyane sfrutta invece la sua grande chance, dona dinamismo a centrocampo. La sorpresa nel tridente è il ritorno di Zaccagni dal 1’, per mettere minuti sulle gambe, dopo 22 giorni di stop dal ko di fine gennaio. Daniel Maldini resiste da falso nueve, ma combina sempre troppo poco. Isaksen sfrutta i suoi movimenti e si conquista subito una punizione a cui a Dossena viene abbonato un giallo. Pisacane schiera un 4-3-3 a specchio, anche se spesso imposta a tre dietro. Sul primo corner battuto da Esposito, una capocciata di Ze Pedro accarezza il palo esterno. Le palle alte in area spaventano sempre la Lazio: su un cross di Obert, Adopo si divora di testa un rigore in movimento. Il primo tiro biancoceleste è invece un passaggio di Provstgaard a Caprile, poi Zaccagni non arriva in scivolata su un rasoterra di Marusic al centro. Esposito sfiora l'incrocio sull'ennesima incursione di Adopo. Caprile copre il primo palo sul primo inserimento di Taylor, stavolta poco attivo.
I cambi. Nella ripresa il Cagliari è già in campo con Idrissi al posto di Mazzitelli (fastidio al polpaccio). La Lazio prova a palleggiare di più, ma il possesso è fine a se stesso. Caprile neutralizza facilmente un tentativo da lontano di Taylor. Le occasioni più pericolose si colorano sempre di rossoblù: Sulemana calcia alto, ignorando però Adopo tutto solo. Rovella si lussa una spalla in uno scontro con Ze Pedro, entra Cataldi al suo posto. Sarri sfrutta lo slot e inserisce anche Cancellieri per Isaksen sull'esterno destro. Maldini sgomita, ma non trova mai uno spunto vero. Palestra invece sì che è davvero un talento autentico del calcio italiano: Ze Pedro lo lancia sul fondo, il terzino dribbla Provstgaard (fatto ammonire poco prima con un altro scatto) e trafigge Provedel, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Sarri tira un sospiro di sollievo e tenta un doppio cambio per cercare un colpo: fuori Pellegrini e Maldini, dentro Tavares e Ratkov. Niente, ancora i sardi sfiorano il vantaggio: Idrissi fa volare Provedel all'angolino. In un bolide inutile (e alle stelle) di Marusic c'è tutta la frustrazione della Lazio. Noslin entra nel finale, sgomma e può trovare un episodio decisivo: Mina lo atterra col tacco sulla linea dell'area e si becca il secondo giallo (espulso). C'è bisogno del check del Var per capire che non si tratta di rigore (prima indicazione dell'arbitro Rapuano). Cataldi calcia forte e angolato, miracolo di Caprile sul primo palo. Idrissi semina il panico, Cataldi sfiora ancora il sette in pieno recupero, ma alla fine tutto si rivolve in un inutile 0-0, il quarto in trasferta della Lazio. Dispersa nell'anonimato.
• Il Tempo titola: “Lazio sbiadita”. Continua il quotidiano romano: “Da Cagliari arriva il terzo pareggio consecutivo in trasferta. Prova incolore degli uomini di Sarri che rischiano in difesa. Domenica prossima all’Olimpico di Torino, poi l’andata della semifinale di Coppa Italia”.
... Il calvario continua. Un pareggio, il terzo consecutivo in trasferta dove la Lazio ha il peggior attacco del campionato (solo 8 reti segnate) per muovere una classifica sempre più anonima. A Cagliari finisce 0-0, poca roba la creatura di Sarri che non riesce nemmeno a sfruttare la superiorità numerica nei dieci minuti finali. Una prestazione incolore, qualche rischio in difesa e pochissime occasioni costruite. Se queste partite devono servire per preparare la Coppa Italia, c'è poco da stare sereni perché la squadra non ha staccato la spina ma sembra avere dei limiti strutturali ormai conclamati che non le permettono di fare di più. Dopo la dolorosa sconfitta interna contro il Lecce, Pisacane punta su Palestra, Esposito dietro a Kilicsoy. Sarri sorprende tutti nelle scelte iniziali: oltre al rientro di Zaccagni dall'inizio con Maldini confermato al centro dell'attacco, si rivedono a centrocampo Belahyane e Rovella al posto di Dele-Bashiru e Cataldi. In difesa fiducia a Provstgaard accanto a Romagnoli con Gila indisponibile (assenti anche Lazzari, Gigot, Basic e Pedro). Primo tempo inguardabile, la Lazio prova anche a fare gioco ma con modesti risultati: qualche accelerazione di Isaksen, un tiro (se così si può dire) di Taylor e un paio di tentativi di Marusic sull'esterno.
Tutto qui, il resto è uno stucchevole tentativo di tenere il pallone tanto che gli avversari colpiscono un palo esterno con Ze Pedro poi Adopo sempre di testa fallisce l'appuntamento su una delle poche distrazioni difensive dei biancocelesti. Pellegrini soffre con Palestra, Zaccagni patisce la lunga assenza, Belahyane non è una mezzala. Nulla di fatto, al riposo Sarri non può essere contento della prestazione dei suoi, Pisacane si gode la prova del Cagliari anche se deve sprecare uno slot per il cambio forzato di Mazzitelli, dentro Idrissi. Nella ripresa si fa male Rovella che cade male e si lussa la spalla (entra Cataldi) ma la partita non cambia. Lazio con uno stucchevole possesso palla, Cagliari che riparte bene soprattutto dalla parte di Palestra (annullato un gol per fuorigioco). Sarri inserisce anche Cancellieri (per Isaksen), Ratkov (fuori Maldini) e Tavares (out Pellegrini), Pisacane risponde con il giovane Trepy per Esposito.
Nel finale minuti anche per Noslin, Zaccagni lascia il campo visibilmente affaticato. Proprio l'olandese causa l'espulsione di Mina all'85' per doppio giallo (fallo al limite dell'area), Cataldi impegna Caprile in tuffo. Gli assalti finali in superiorità numerica sono infruttuosi (sempre Cataldi il più pericoloso), sarebbe stato ingiusto un risultato diverso dal pareggio. Ora c'è la trasferta di domenica prossima all'Olimpico di Torino prima dell'andata della semifinale di Coppa Italia che si giocherà in un Olimpico vuoto per la protesta dei tifosi. La luce in fondo al tunnel non si vede proprio.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio che sfortuna”. Continua il quotidiano sportivo: “Solo pari a Cagliari e perde Rovella: clavicola fratturata. I sardi partono all’attacco, il palo ferma Ze Pedro. Biancocelesti più pericolosi dopo il rosso a Mina”.
Se fossimo stati sul ring del Madison Square Garden, Pisacane avrebbe festeggiato ai punti. Visto com’è andata - uno 0-0 con diverse occasioni dei sardi, con la banda Sarri svegliata solo dall’espulsione di Mina nel finale -, la Lazio saluta la Sardegna con un valigione strapieno di domande. Quinto 0-0 dell’anno, 13a partita su 26 senza segnare, campionato anonimo e sogni tagliuzzati con l’accetta. Il sesto posto dista 11 punti, vincere la Coppa Italia può dare un senso alla stagione. Il Cagliari ha sofferto nel finale. Due punti persi e tre gare di fila senza vittoria, ma la zona rossa è a +8.
Più Cagliari. Cinque le palle gol confezionate dai rossoblù: il palo di Ze Pedro su calcio d’angolo, il colpo di testa di Adopo planato in area dalle retrovie, un destro alto di Esposito - l’occasione migliore -, un altro di Dossena e un sinistro di Idrissi neutralizzato da Provedel. Ma lo zoom è uno. Scarpini fluorescenti, numero 2: Palestra ha vinto in modo netto il duello con Pellegrini e ha fatto ammonire sia lui sia Provstgaard, schierato dal 1’ insieme a Romagnoli. Due mancini in costruzione per Sarri, un inedito. Palestra, dicevamo. Nel primo ha avviato l’azione di Esposito e ha strappato gli applausi grazie a una gran giocata su Pellegrini. Per lui anche un gol annullato per fuorigioco nella ripresa. Inutile girarci intorno: è da Nazionale.
Costruzione. Sarri e Pisacane hanno sventolato l’uno sul viso dell’altro i loro atti di costruzione. La Lazio è rimasta aggrappata alla partita grazie alle imbucate sugli esterni - bravo Belahyane, al rientro dal 1’ dopo un mese: tre filtranti di livello per liberare Isaksen e Marusic -, ma ha pagato l’assenza del nove. Basta guarda la heatmap di Maldini per capire cosa gli sta chiedendo Sarri: dozzine di tocchi a centrocampo, pochi dentro l’area. La giocata manifesto s’è vista nei primi 45’: è andato a prendersi un pallone a metà campo, ha puntato Mina e l’ha fatto ammonire. Sotto porta, nessuna conclusione. Pisacane ha puntato sull’ampiezza invece, costruendo col 4-3-3 e ripiegando col 4-4-2, anche se dalla sinistra la Lazio ha imbucato spesso. Il motivo? La posizione di Obert, più alto rispetto a Ze Pedro. Belahyane l’ha capito e ha verticalizzato da quel lato. Lodevole una giocata di suola con tanto di tacco nel primo tempo, poi è calato. Appunto tattico: il Cagliari ha virato dal 4-3-3 al 4-4-2 dopo l’infortunio di Mazzitelli al 42’ (polpaccio). Dentro Idrissi come esterno. Meglio con le tre punte.
Lazio, i gol? La via del gol della Lazio è come l’Odissea. Si fa fatica ad arrivare a Itaca, cioè a segnare. Le occasioni sono state due, tutte dopo il rosso: destro su punizione di Cataldi neutralizzato da Caprile, e ancora destro a giro del 32 a lato di poco. Il suo ingresso ha scosso la squadra, così come quello di Noslin: appena entrato, l’olandese è stato bravo a conquistarsi il piazzato facendo espellere Mina (ingenuo). Per il resto, non bene. L’ultimo ostacolo di questo sfortunato viaggio è stato l’infortunio di Rovella: frattura della clavicola destra. Si aggiunge all’ennesima lista di sgambetti della sorte. La qualificazione all’Europa via Serie A è un miraggio. Oggi la Lazio rischia di essere scavalcata da una tra Bologna e Udinese. Resta solo la Coppa Italia. E 12 partite per finire l’Odissea.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
“La Lazio è questa”, le parole del tecnico Sarri: “Gioco per forza un calcio diverso dal mio. Una stagione maledetta”. Mau torna a parlare di rosa inadeguata, di infortuni a catena e sciopero del tifo: “Il Flaminio casa dei tifosi? Bello, ma a noi mancano ora”.
Sarri non può essere Sarri, è il peccato originale di Lotito: "Io sto giocando un calcio diverso, sono tanti i giocatori che non hanno caratteristiche per giocarlo. La rosa è questa". Mau a cantilena, cos’altro può fare? Cos’altro può dire? "È una stagione maledetta per motivi che non sto qui a dire. Col Cagliari abbiamo fatto poco in fase offensiva per vincere. Abbiamo anche tante altre difficoltà". Tredici partite su 26 senza gol, basta per leggere gran parte di questa Lazio: "Palloni persi, scelte affrettate, strappi anziché palleggio", i motivi alla base del flop sotto porta. E Maldini non ha cambiato l’antifona: "Se Maldini può diventare punta? Dipende da cosa si intende per diventare punta. Sarà sempre una punta atipica, ha certe caratteristiche, non ha mai grandi attacchi dello spazio in profondità e dell’area di rigore. Viene a giocare e rimane lontano dall’area. Sarà più dura farlo migliorare in questo". Su Ratkov sempre fuori: "Quanti allenamenti avete visto? Ratkov è indietro come tutti i ragazzi di 22 anni che vengono da un altro calcio, da un’altra lingua. La Serie A italiana non è più di altissimo livello ma tatticamente è difficile, nei primi tre mesi ha fatto fatica Platini. Se pretendiamo che Ratkov sia pronto è una pretesa alta". Uno dei grandi rimpianti di Mau: "Il nostro campionato è un rincorrersi di difficoltà. Eravamo senza 5 giocatori e Rovella ha la frattura della clavicola. Penso si dovrà operare, non credo che la stagione sia finita. Ma neppure una cosa da dieci giorni. Non è un momento di emergenza, è la normalità, è tutto l’anno che siamo così, costretti a fare rientrare giocatori dopo due allenamenti. È difficile".
L’analisi. La scelta di Belahyane: "In allenamento ha fatto meglio degli altri". Senza Rovella chi da vice Cataldi? "Belahyane non smista palloni. Speriamo Basic recuperi, l’ha fatto". Il Cagliari in 10 ha retto: "In superiorità siamo stati poco. Qui hanno perso Juve e Roma". Sarri infuriato nel finale: "Le motivazioni ci sono, non è vero il contrario. Se mi sono innervosito è per alcune scelte. Ma abbiamo concesso poco". Trovare motivazioni non è facile al nono posto: "Non è semplice, per fortuna il gruppo è sano". L’assenza dei tifosi: "Essere senza tifosi in casa è una scelta, fuori è per una scelta assolutamente assurda. Uso una parola forte, è “anticostituzionale”". A Lazio Style è stato chiesto a Sarri un commento sul Flaminio, sarebbe la casa dei tifosi: "I tifosi spero di ritrovarli prima, non al Flaminio, è già un problema enorme non averli ora, figuriamoci se bisogna aspettare i lavori del Flaminio. Ho visto il render, sarebbe bellissimo". E lo sciopero del tifo? "Io non mi faccio promotore di niente. Le decisioni le rispetto: è un’assenza pesante, ci mancano".
In un altro articolo le dichiarazioni di Mattia Zaccagni. Appena guarito, subito lanciato dal tecnico: “La stagione? Tutti alla Lazio ci aspettavamo di più”. È tornato, cercava il 4° gol consecutivo a Cagliari: niente “Ambiente e guai fisici: anno difficile ma su la testa”.
Non ha centrato il poker desiderato. Ne aveva fatti tre al Cagliari nelle ultime tre, in Sardegna ha pagato una produzione offensiva insufficiente, a cui nemmeno il suo ritorno è riuscito a dare una scossa. Sarri non ha aspettato, l'ha schierato subito titolare, ha preferito rilanciarlo dall'inizio senza temporeggiare. È stato anche un segnale alla squadra, ha fatto capire di non voler attendere la ripresa per sganciare le armi migliori. La Lazio non è riuscita a soddisfarlo, anche il capitano ne ha pagato le conseguenze. "Tutti noi ci aspettavamo di più a livello di classifica. Siamo in un momento difficile, anche ambientale e di infortuni. Dobbiamo rimboccarci le maniche, stare a testa alta e lavorare bene in settimana", ha detto Zaccagni a Sky. Dal suo punto di vista era complicato immaginare una prova troppo diversa, non poteva essere al meglio dopo lo stop per la lesione al muscolo obliquo dell'addome. Un infortunio anomalo che l'aveva spedito ai box alla vigilia della sfida con il Genoa, facendogli poi saltare le partite contro Juventus, Bologna e Atalanta. Out tre volte in campionato e una in Coppa Italia.
Rientro. Ieri gli sforzi sono stati vani. Ci ha provato crossando per la testa di Isaksen, il tentativo del danese è risultato innocuo. In due occasioni è stato Marusic a richiedere il suo intervento in area, è arrivato con un pizzico di ritardo sui palloni spediti in mezzo dal montenegrino, era stato ficcante soprattutto il servizio al centro dopo il filtrante illuminante ricevuto da Belahyane. Zaccagni si è lanciato in scivolata, il cross basso è passato a pochi centimetri dal suo piede. A fine gara ha parlato dei nuovi: "Logico che il mercato chiuso è stato un problema per tutti, anche per il mister. Non è un alibi, non è una scusante, anzi dovevamo lavorare meglio. Abbiamo lasciato tanti punti in giro, ci troviamo in una posizione che non volevamo. Dobbiamo reagire, guardare avanti e rialzare la testa".
Tentativi. Sarri l'ha tenuto in campo per buona parte della ripresa, ha sostituito prima l'esterno opposto (Cancellieri per Isaksen) e il terzino alle sue spalle (dentro Tavares al posto di Pellegrini). Non è cambiata l'efficacia lì in attacco. Zaccagni si è sacrificato ripiegando in continuazione, da quella parte ha sgroppato Palestra, il più pericoloso del Cagliari. È rimasto in campo per 84 minuti, sono serviti per riazionare muscoli e gambe in vista della semifinale di Coppa Italia con l'Atalanta. Zac è stato sostituito da Noslin, l'olandese per centimetri non ha conquistato il rigore sblocca-risultato. Fino a quel momento Zaccagni aveva offerto qualche fiammata, si è spento quando ha cominciato a farsi sentire la stanchezza. "Sono stato un mese fuori, ho lavorato due giorni con la squadra e dopo 85 minuti posso dire che sono ancora un po’ indietro. Cercherò di lavorare in questa settimana per migliorare di condizione". L'ultimo gol segnato in campionato rimane proprio quello realizzato all'andata contro il Cagliari, siglò il 2-0 il 3 novembre. Sono passati tre mesi e mezzo. Non ha più contribuito al bottino di squadra. I problemi fisici sono alle spalle, davanti c'è poco tempo per dare una svolta alla stagione.
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
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• La classifica dopo la XXVI giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 64 | 26 | 21 | 1 | 4 | 62 | 21 | 41 | 31 | 10 | 1 | 2 | 33 | 11 | 0 | 2 |
| Milan | 54 | 26 | 15 | 9 | 2 | 41 | 20 | 21 | 25 | 7 | 4 | 2 | 29 | 8 | 5 | 0 |
| Roma | 50 | 26 | 16 | 2 | 8 | 34 | 16 | 18 | 28 | 9 | 1 | 3 | 22 | 7 | 1 | 5 |
| Napoli | 50 | 26 | 15 | 5 | 6 | 39 | 27 | 12 | 28 | 8 | 4 | 0 | 22 | 7 | 1 | 6 |
| Juventus | 46 | 26 | 13 | 7 | 6 | 43 | 25 | 18 | 26 | 7 | 5 | 1 | 20 | 6 | 2 | 5 |
| Como | 45 | 26 | 12 | 9 | 5 | 41 | 19 | 22 | 23 | 6 | 5 | 2 | 22 | 6 | 4 | 3 |
| Atalanta | 45 | 26 | 12 | 9 | 5 | 36 | 22 | 14 | 28 | 8 | 4 | 2 | 17 | 4 | 5 | 3 |
| Bologna | 36 | 26 | 10 | 6 | 10 | 35 | 32 | 3 | 17 | 5 | 2 | 6 | 19 | 5 | 4 | 4 |
| Sassuolo | 35 | 26 | 10 | 5 | 11 | 32 | 35 | -3 | 17 | 5 | 2 | 6 | 18 | 5 | 3 | 5 |
| Lazio |
34 | 26 | 8 | 10 | 8 | 26 | 25 | 1 | 19 | 5 | 4 | 4 | 15 | 3 | 6 | 4 |
| Udinese | 32 | 26 | 9 | 5 | 12 | 28 | 39 | -11 | 16 | 4 | 4 | 5 | 16 | 5 | 1 | 7 |
| Parma | 32 | 26 | 8 | 8 | 10 | 19 | 31 | -12 | 13 | 3 | 4 | 6 | 19 | 5 | 4 | 4 |
| Cagliari | 29 | 26 | 7 | 8 | 11 | 28 | 35 | -7 | 16 | 4 | 4 | 5 | 13 | 3 | 4 | 6 |
| Genoa | 27 | 26 | 6 | 9 | 11 | 32 | 37 | -5 | 16 | 4 | 4 | 6 | 11 | 2 | 5 | 5 |
| Torino | 27 | 26 | 7 | 6 | 13 | 25 | 47 | -22 | 14 | 4 | 2 | 7 | 13 | 3 | 4 | 6 |
| Fiorentina | 24 | 26 | 5 | 9 | 12 | 30 | 39 | -9 | 13 | 3 | 4 | 6 | 11 | 2 | 5 | 6 |
| Cremonese | 24 | 26 | 5 | 9 | 12 | 21 | 36 | -15 | 12 | 2 | 6 | 4 | 12 | 3 | 3 | 8 |
| Lecce | 24 | 26 | 6 | 6 | 14 | 17 | 33 | -16 | 13 | 3 | 4 | 7 | 11 | 3 | 2 | 7 |
| Pisa | 15 | 26 | 1 | 12 | 13 | 20 | 43 | -23 | 7 | 1 | 4 | 8 | 8 | 0 | 8 | 5 |
| Verona | 15 | 26 | 2 | 9 | 15 | 19 | 46 | -27 | 7 | 1 | 4 | 7 | 8 | 1 | 5 | 8 |
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