Sabato 29 novembre 2025 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 1-0
► Stagione
Turno precedente – Turno successivo
29 novembre 2025 – Milano, stadio Giuseppe Meazza - Campionato di Serie A, XIII giornata - inizio ore 20.45
MILAN: Maignan, Tomori, Gabbia, Pavlovic, Saelemaekers, Fofana (65' Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi, Leao, Nkunku (82' Ricci). A disposizione: Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Estupinan, Jashari. Allenatore: Allegri.
LAZIO: Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (85' Nuno Tavares), Guendouzi, Vecino (62' Dele-Bashiru), Basic (85' Noslin), Isaksen (70' Pedro), Dia (62' Castellanos), Zaccagni. A disposizione: Mandas, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Belahyane. Allenatore: Sarri.
Arbitro: Sig. Collu (Cagliari) - Assistenti: Sigg. Vecchi e Yoshikawa - Quarto uomo: Sig. Zufferli - V.A.R.: Sig. Di Paolo - A.V.A.R.: Sig. Paterna.
Marcatori: 52' Leao.
Note: ammoniti 26' Fofana, 57' Pellegrini, 64' Gabbia, 73' Romagnoli, 90' Ricci, 90'+13' Zaccagni. Espulsi 90'+7' Allegri, 90'+8' Ianni. Angoli 1 a 4. Recuperi: 1' p.t., 14' s.t. Osservato un minuto di silenzio in memoria dell'ex portiere Lorenzo Buffon.
Spettatori: 73.156.

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images

Foto Getty Images
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la XIII giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Leao va in testa, poi il caos”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Rigore negato alla Lazio nel finale. Allegri espulso. La squadra di Sarri inizia meglio del Milan ma sbatte su Maignan. Il portoghese trova il guizzo decisivo. Un braccio di Pavlovic scatena il finimondo: biancocelesti furiosi e in silenzio stampa”.
Effetto Allegri, Sarri scippato anche nell’onore. Max è primo con soave perfidia nella folle notte di San Siro, dopo un finale che è un film giallo. Braccio di Pavlovic su tiro di Romagnoli al 95', un detonatore. La Lazio che grida al rigore. Il Milan che grida allo scandalo. Il Var Di Paolo che richiama l’arbitro Collu. Max esplode, si toglie la giacca, urla “me ne vado” e se ne va. Poi torna, incrocia Collu a brutto muso, becca il rosso. Ianni, vice di Sarri, va incontro ad Allegri, sembra il remake della lite con Mourinho in Premier. Rosso anche per lui. Scoppia il putiferio a San Siro. Collu rivede l’episodio a rissa placata, oltre il 100'. Il braccio di Pavlovic era sanzionabile, questo è certificato dal controllo Var. Ma il rigore non è stato assegnato per un presunto fallo di Marusic (maglia tirata) subìto da Pavlovic prima del tiro di Romagnoli. In realtà è Pavlovic a trattenere per primo. Caos e polemiche fino al 104', poi la Lazio è entrata in silenzio stampa. Allegri si tiene il primo posto aspettando Roma-Napoli. E’ primo con l’innata abitudine al cinismo, la spietatezza fatta metodo, usando i giocatori più del gioco. Leao, decisivo, è al quinto gol, si sta impadronendo dell’area. Sarri invece si sente come chi ha subìto il furto del pareggio, delle caramelle e non solo del rigore. La Lazio non s’è mai inchinata al miedo escénico. Ha messo in gioco tutto: agonismo, possesso e palleggio, non il cinismo. Dia è distributore, mai sfondatore. E Taty nel finale non ha inciso. A Mau può salvarlo solo Lotito col mercato. Primo tempo alla Lazio, con Maignan a miracol mostrare su Gila. Secondo del Milan, con Provedel a tenere in piedi la Lazio. Round di campionato al Milan, giovedì la Coppa Italia.
La platea. Gattuso, Galliani e Luis Alberto in Tribuna. Ma Milan-Lazio sono soprattutto loro, Allegri e Sarri. Max senza Pulisic, con Nkunku accanto a Leao. Mau continua a tamponare falle, è senza registi, gli è rimasto Vecino. Milan col 3-5-2, ma ha impostato a 4. Tomori largo a destra, mossa che diventerà decisiva. Lazio stretta in fase difensiva, diga mobile e reattiva. Spumeggiante la partenza dei biancocelesti. Dopo 2 minuti, su un’uscita sballata di Tomori e un anticipo di Vecino su Leao, è nato il primo brivido. Saelemaekers ha steso Zaccagni. Punizione di Basic, incornata di Gila, volo di Magic Maignan, palla sulla traversa. Lazio in pressing con sei uomini. Risposta con Saelemaekers, murato da... Fofana. Ma le azioni più avvolgenti sono state biancocelesti. Bartesaghi e Saelemaekers s’abbassavano. Rabiot, Modric e Fofana erano aggrediti. Modric, imbottigliato, ha perso due palloni non da lui. Il Milan faticava ad accorciare su Dia. La Lazio, con il giro palla, ha sempre cercato Zaccagni e Isaksen. Così è nata la seconda palla-gol: triangolo Zaccagni-Basic-Zaccagni, salva Bartesaghi. Poi è andato in pressione il Milan. Un vuoto la latitanza di Nkunku e Leao. E’ tornata in gioco la Lazio. Giro palla da destra a sinistra con Basic e Zaccagni. Oplà, tunnel del capitano laziale su Tomori e frecciata deviata da Maignan.
La ripresa. Subito all’arrembaggio la Lazio. Tiro di Zaccagni, Tomori sulla linea. Gioco in mano ai biancocelesti, ma qui Zaccagni è stato sciagurato. Pallone regalato al Milan. Dopo un ping-pong e un giro palla di 14 passaggi, gli ultimi 4 di prima, il gol di Leao. Assist di Tomori, salito da terzino. Primo tiro nello specchio. Finale con il valzer di cambi, l’assalto della Lazio, il Var e la delirante baraonda.
• Il Messaggero titola: “Guizzo di Leao. Lazio furiosa con l’arbitro”. Continua il quotidiano romano: “Prova autoritaria dei biancocelesti, ma un errore difensivo lancia il Milan al comando. Parapiglia per il tocco di mano di Pavlovic nel recupero, ma non viene dato il rigore. Il direttore di gara richiamato dal Var nega il penalty perché “c’era prima un fallo di Marusic”. Espulsi Allegri e Ianni”.
Se dormi col Diavolo, ti risvegli all'inferno. Fa malissimo, il graffio di Leao, ma il pugno nello stomaco è il rigore non assegnato dall'arbitro Collu in pieno recupero. La Lazio è furiosa, avvilita, perché avrebbe meritato almeno il pareggio. E invece resta ferma all'ottavo posto, a cinque punti dalla Juventus. Davvero un peccato veniale punisce i biancocelesti, dopo un incontro quasi perfetto e una lotta sino all'ultimo minuto. Per un misero svarione difensivo va in frantumi il piano tattico di Sarri, le linee perfette disegnate col compasso. Allegri esulta con il suo ghigno cinico, ma deve comunque ringraziare ancora un super Maignan e un "aiutino", se per almeno una sera il suo Milan si ritrova da solo in vetta al campionato. La Lazio deve crescere ancora nella sua compattezza, è ingenua e senza un genio.
Partenza col botto. Ironia del destino, c'è l'ex Luis Alberto (invitato da Tare) in tribuna a San Siro. Magnifica visione dell'ex, unita alla nostalgia per la sua magia a centrocampo. Figuriamoci adesso che la regia biancoceleste sembra quella di un film horror. Con Rovella e Cataldi ko, Sarri è costretto a reinventare Vecino vertice basso. Per fortuna almeno Gila recupera dall'affaticamento e si proietta subito dalla difesa all'attacco: stacco imperioso, Maignan fa un miracolo e devia il suo colpo di testa sull'incrocio. Il Milan gira di continuo i mediani per avere maggior palleggio. La Lazio resta compatta, chiude le linee di passaggio e spesso trova buchi in mezzo. Il poeta Modric fa l'unico errore della sua gara, ma il tiro al volo di Isaksen finisce in Curva Sud. Buone le solite accelerate di Zaccagni, che non trova però mai nessun compagno in area a rimorchio. I rossoneri faticano a costruire, sono macchinosi e imprecisi, non riescono mai a superare l'ex Romagnoli nemmeno col lancio lungo. Alla mezz'ora si addormenta il ritmo, ma un altro squillo di Zaccagni sveglia Maignan sul primo palo. Attimi di paura per una brutta torsione del ginocchio del capitano, che tuttavia rimane dolorante in campo. L'assenza di Pulisic è pesante, Allegri invoca un pressing più alto, ma il cambio di atteggiamento non sortisce chissà quale effetto, se non un siluro sballato di Tomori, direttamente in calcio d'angolo.
La beffa immediata. Meglio la Lazio, ma il Milan chiude l'undicesimo primo tempo senza subire gol. Dia si limita troppo a legare il gioco: fa le sponde, ma spesso poi è assente sugli inviti attraenti di Isaksen e Zaccagni sul primo o il secondo palo. Nella ripresa i biancocelesti sembrano addirittura avere più coraggio, ma la beffa arriva al primo tiro rossonero nello specchio: azione strepitosa a cinque tocchi (Modric, Saelemaekers, Fofana, Tomori), compreso quello decisivo sotto porta di Leao. Pessimi gli svarioni di Basic e Gila, Provedel non può nulla sul tapin ravvicinato. Crollano i nervi della Lazio, il Milan dilaga e sfiora più volte il raddoppio. Fofana cade sul più bello, dopo un assolo che fa infiammare San Siro. Provedel vola su una capocciata di Leao. Sarri corre ai ripari con un duplice cambio: fuori Vecino per Dele-Bashiru (dentro dopo un mese e mezzo) e Dia per Castellanos. Basic va in regia, ma in realtà il 4-3-3 diventa più un 4-2-3-1 con il nigeriano più avanzato. Il Taty è redivivo: si avventa su un traversone di Guendouzi e per poco non la mette dentro al volo. Rischia tanto Romagnoli, con un tackle da dietro su Saelemaekers, ma l'arbitro Collu estrae solo il giallo perché non è un fallo da ultimo uomo. Entra anche Pedro a creare un po' di scompiglio e l'altro "vecchietto" Modric sembra in affanno. Basic prova invano dalla distanza prima di lasciare il terreno. Sarri si gioca tutto, anche Noslin e Tavares a pochi minuti dal gong, ma il Milan sfiora ancora il 2-0: Provedel riesce a stoppare Pavlovic in qualche modo. Taty invoca il primo penalty nel finale, ma sembra lui toccare la palla con la mano. C'è invece il gomito largo di Pavlovic su Romagnoli, in pieno recupero. Collu viene richiamato al Var da Di Paolo, finisce in parapiglia con i rossi ad Allegri e Ianni dietro di lui al monitor. Niente, l'arbitro s'inventa un fallo prima (una trattenuta di Marusic) pur di non indicare il dischetto. Contro il Diavolo non c'è nemmeno una mano de Dios.
• Il Tempo titola: “Lazio beffa finale”. Continua il quotidiano romano: “A San Siro decide un gol di Leao nel secondo tempo. Ma ai biancocelesti manca un rigore a tempo scaduto. Milan in vetta alla classifica aspettando le partite di oggi. Ora bis in Coppa Italia”.
Milan per una notte in vetta, Lazio alla quinta sconfitta in campionato che la condanna a una classifica anonima. Gara equilibrata, decisa dal gol di Leao all'inizio della ripresa dopo un primo tempo dove i biancocelesti si erano fatti preferire. Prosegue il tabù di Sarri che perde per l'ottava volta di seguito a San Siro. Zaccagni & Co. non sfigurano, però non portano a casa nulla anche per un rigore non concesso alla fine per un netto fallo di mano. L'arbitro Collu si inventa un fallo di confusione e la partita si chiude 1-0, un vero scandalo.
Allegri e Sarri, due toscani diversi per carattere e principi tattici, devono convivere con le assenze. Rossoneri senza Pulisic con Nkunku che va ad affiancare Leao mentre tra i biancocelesti c'è Vecino in mezzo al posto degli infortunati Rovella e Cataldi. Si parte col fischio del giovane arbitro Collu davanti a settantamila spettatori dei quali 2500 arrivati da Roma. Pochi secondi e la miglior occasione è della Lazio: punizione di Basic, stacco di Gila e respinta prodigiosa di Maignan. Il pericolo non scuote il Milan che aspetta, non si scopre, regala il pallone al centrocampo biancoceleste. Zaccagni impegna ancora il portiere francese poi al tramonto di un primo tempo molto bloccato. Tutto qui, Allegri temporeggia, Sarri non vuole prestare il fianco alle ripartenze di Leao, finisce pari senza grandi acuti. Bastano, però, pochi minuti per capire che il Milan ora vuole fare sul serio, sfonda a sinistra con Tomori, Leao infila da pochi passi l’incolpevole Provedel: 1-0 e i rossoneri cominciano a prendere campo mentre i laziali accusano il colpo. Pellegrini prende un giallo ingiusto ma pesante, Sarri corre ai ripari mettendo forze fresche: dentro Dele-Bashiru e Castellanos, fuori Dia e Vecino con Basic che va a fare il centrale (incredibile quanto accaduto tra infortuni e blocco del mercato). Allegri risponde con Loftus-Cheek per Fofana ma la Lazio ha poche idee tanto che c'è spazio pure per Pedro. Ammonito anche Romagnoli perché la creatura di Sarri si scopre e sulle ripartenze rischia tantissimo. Il tecnico del Milan non si fida, entra Ricci per l'attaccante Nkunku, il tecnico di casa non vuole lasciare spazio alla reazione biancoceleste peraltro molto sterile. Nel finale minuti anche per Noslin e Nuno Tavares, tutti avanti alla disperata ricerca di un gol che in trasferta è una chimera (sei partite su sette senza segnare).
In pieno recupero c'è un rigore netto per la Lazio, il Var Di Paolo che richiama Collu a rivedere un fallo di mano di Pavlovic su tiro di Romagnoli, l'annuncio dell'arbitro fa esultare San Siro dopo il rosso ad Allegri che condiziona il giovane arbitro al video. Tant'è, non ne va bene una, tanto che alla fine restano tutti in silenzio nel post-partita. Appuntamento giovedì sera all'Olimpico per la Coppa Italia, sempre Lazio-Milan. Una nuova sfida a campi invertiti per due squadre che, senza Europa, puntano ad andare avanti nella seconda competizione nazionale: in palio un posto nei quarti.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Il Re è Leao. Milan in testa”. Continua il quotidiano sportivo: “Rafa super, caos finale. Rosso ad Allegri, niente rigore alla Lazio. Il portoghese regala il primo posto per una notte al Diavolo. Tensione altissima al 95’: i biancocelesti chiedono il penalty, l’arbitro dice no dopo il controllo Var”.
Giovedì Milan e Lazio si rivedranno all’Olimpico, in Coppa Italia, e se ripartiranno dalla fine di questa partita, sarà un riavvio bollentissimo. Perché finisce tra litigi diffusi in tutto il campo e l’arbitro Collu accerchiato da mezza Lazio. Allegri è già negli spogliatoi, espulso anche con accenno di rissa con un assistente di Sarri. Il boato più esaltante, con i giocatori che saltano in campo, è al minuto 100 e 50 secondi, perché l’arbitro comunica che il gomito di Pavlovic che ha deviato in corner un tiro di Romagnoli, non è da rigore ma è fallo di Marusic che contrastava il serbo. Il Milan scansa il penalty che poteva costargli il pari e il primato in classifica, la Lazio è furibonda. Tra quattro giorni il secondo round.
Le conseguenze. La frammentazione del campionato porta a gioie istantanee che possono essere anche limitate nell’arco di un giorno, ma che si fanno sentire su chi le vive e chi le subisce. Il Milan che va in testa davanti alla Roma almeno fino a stasera alle 23 circa riesce a mettersi in pace, perché non ha fallito la prova post euforia da derby, che poteva essere anche scivolosa e comunque lascia la partita in bilico fino al termine. Aggiunge il settimo clean sheet al suo torneo e la dodicesima gara di fila senza perdere. Passa con il primo tiro in porta, a inizio ripresa, ringrazia Leao che non sarà un centravanti vero ma segna da “nove” scafato. La Lazio viene trattata alla maniera di Bologna, Napoli, Roma e Inter, stese da Allegri sempre in questo stadio, anche se il derby tecnicamente era in trasferta: la squadra di Sarri viene considerata ancora nel circolo della nobiltà gerarchica del nostro campionato, pur se è rimasta fuori dalle coppe, come del resto il Milan, e cerca sempre di restare ad altezza dei rossoneri.
I motivi. Soprattutto all’inizio e alla fine (il rigore richiesto) Sarri vuol fare vedere di non essere inferiore: dopo 77 secondi Maignan ha ancora addosso la polvere di stella del derby e appoggia sulla parte alta della traversa un gran colpo di testa di Gila, da punizione sulla trequarti letta male da Pavlovic. Deviazione strepitosa. Il Milan risponde subito con un’incursione di Leao, sul cui cross basso Saelemaekers indirizza verso la porta ma viene colpito Fofana. Dalla stessa posizione, Tomori poi mette fuori con un destro troppo imbruttito per finire in porta: siamo però a due attimi dall’intervallo e il Milan ha accumulato soltanto queste due chance e senza mai inquadrare la porta. Perché la Lazio senza palla preme in avanti, difende anche a 4-4-2, alzando una mezzala (quasi sempre Guendouzi) accanto alla punta, e compattando gli esterni con i mediani. Allegri prova a inserire i suoi fra le due rette sarriane, però non c’è troppa aria e sono molti gli errori tecnici che fanno sembrare il match una sagra delle palle perse. Il tecnico rossonero non si prende il rischio di tenere un solo atteggiamento, vale a dire blocco basso e ripartenza, ma ha una fase di possesso più marcata rispetto al derby. Come uscita dall’area allarga i difensori e fa scendere i centrali, in coppia o con Modric singolo comunque guardato da Fofana (2+2 e poi 3+2); quando supera la prima barriera laziale, ha quattro uomini per cercare spazi vuoti e soluzioni diverse sulla trequarti. Da quel punto il Milan cerca la verticalizzazione che però non riesce quasi mai, incagliata nell’intasamento della trequarti, dove i laziali sono cortissimi. Considerato che Modric non è in serata di lusso, alcuni suoi sbagli fanno alzare l’ooohh dalle tribune, anche Rabiot arretra al centro per impostare, mentre davanti Leao e Nkunku, coppia obbligata senza Pulisic e Gimenez, non riescono a dialogare. C’è confusione, il Milan prova con il lancio, ma Gila e Romagnoli sono attenti.
L’attimo decisivo. Ma tutta la geometrica simmetria difensiva laziale e lo studio dei posizionamenti svanisce di fronte alla mancata attenzione: perché nella scena che manda in vantaggio il Milan a inizio ripresa la Lazio non è in affanno o in recupero, ha il suo schema difensivo schierato ma piantato: sui cinque passaggi del Milan mancano l’aggressione e la chiusura dello spazio. Bravi i milanisti a entrare sempre in vantaggio dal lato destro, ma Basic non sbarra il corridoio a Tomori che crossa per Leao, in anticipo su Gila e gli altri difensori. Il fraseggio del Milan batte la teoria difensiva di Sarri. Alla Lazio restano le incursioni di Zaccagni, il migliore, la tenuta del palleggio nonostante le assenze di Rovella e Cataldi, l’entrata discreta di Dele Bashiru e Castellanos. In Coppa non sarà tutto dimenticato.
• Tratte dal Corriere dello Sport le reazioni post-gara, con la protesta biancoceleste contro la direzione arbitrale. La Lazio “Basta! Noi in silenzio, perché parlano le immagini”. L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie.
È una cosmica ingiustizia, l’ultima di una lunghissima serie, s’incrementa anno dopo anno. Tutta la Lazio è esplosa in campo, tutta la Lazio s’è chiusa in un silenzio polemico, provocatorio, dopo il finale shock col Milan. Prima il Var Di Paolo che segnala il braccio di Pavlovic sul tiro di Romagnoli, poi l’arbitro Collu che rivede l’episodio, certifica il rigore ma punisce un fallo di Marusic sul difensore del Milan, antecedente all’episodio, negando il penalty. Un errore che costa carissimo. Un pasticcio enorme. Pavlovic respinge il pallone con il braccio "fuori dalla sagoma", la spiegazione di Collu davanti a tutto San Siro. Ma ha riconsegnato la palla al Milan per rimetterla in gioco. I 2.000 laziali in Curva hanno iniziato a protestare, accusando l’arbitro. Sarri e i giocatori erano increduli, tutta la panchina s’è riversata in campo. Ianni era andato a brutto muso contro Allegri, entrambi espulsi per motivi diversi. Guendouzi, dopo la decisione comunicata da Collu, aveva allargato le braccia in segno di resa, come a dire “così non si può andare avanti”. La Lazio ha comunicato il silenzio stampa subito dopo il fischio finale, arrivato al 104’, dopo 9 minuti di recupero, i 5 dati al 90’ e gli altri 8 decisi successivamente.
La nota. La reazione della società è arrivata dopo mezzanotte, con un post su Instagram: "Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi", la frase a corredo di un video. Si vede l’azione incriminata, dal cross di Tavares (entrato al posto di Pellegrini nel secondo tempo), al tiro di Romagnoli. Poi il tocco di Pavlovic. Romagnoli si mette le mani in testa. Si vede Marusic a contatto con Pavlovic, si trattengono entrambi. E’ palese. Come si fa a dire che la prima trattenuta è di Marusic? Attorno a questa domanda ruotano tutti i dubbi della Lazio. Dubbi, ad avviso della società, certificati dalle immagini. La scelta del club è stata chiara: niente parole, niente sfoghi, niente rabbia in diretta per evitare che si sommino problemi, che si incappi in deferimenti e squalifiche. Il tempo farà sbollire la rabbia ed è possibile che altre reazioni arrivino nelle prossime ore. Lotito in questi casi ha una doppia reazione: si trincera dietro la frase “se ne parla nelle sedi opportune” oppure esplode. Negli ultimi anni ha scelto la prima strategia. Non è la prima volta che la Lazio subisce un’ingiustizia contro il Milan. A marzo 2024 fu l’arbitro Di Bello sotto accusa. All’Olimpico i biancocelesti chiusero in 8 contro 11, rosso per Isaksen, Marusic e Pellegrini. Il 28 gennaio 2018 a San Siro, sulla punizione calciata da Calhanoglu, Cutrone segnò con un braccio, anzi un gomito. Le immagini, in quei minuti, sparirono, spuntarono dopo. Sui social ieri a tarda sera in molti hanno ricordato l’episodio. È delusissimo e arrabbiatissimo, Sarri. La Lazio è rimasta in partita fino all’ultimo. Le è mancato solo il gol, sfiorato nel primo tempo con Gila e Zaccagni. Mau ieri ha ritrovato Taty, forse perderà Dia dopo la Coppa Italia. Il senegalese non sa ancora se potrà restare dopo Lazio-Milan o se dovrà andare già venerdì in Coppa d’Africa: "Ho ancora una gara penso, devo aspettare la lista per attendere la conferma".
Provedel, Gila, Romagnoli, Marusic, Vecino, Basic Isaksen, Dia, Guendouzi, Pellegrini, Zaccagni |
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:
|
• La classifica dopo la XIII giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Milan | 28 | 13 | 8 | 4 | 1 | 19 | 9 | 10 | 16 | 5 | 1 | 1 | 12 | 3 | 3 | 0 |
| Napoli | 28 | 13 | 9 | 1 | 3 | 20 | 11 | 9 | 16 | 5 | 1 | 0 | 12 | 4 | 0 | 3 |
| Inter | 27 | 13 | 9 | 0 | 4 | 28 | 13 | 15 | 15 | 5 | 0 | 2 | 12 | 4 | 0 | 2 |
| Roma | 27 | 13 | 9 | 0 | 4 | 15 | 7 | 8 | 12 | 4 | 0 | 3 | 15 | 5 | 0 | 1 |
| Como | 24 | 13 | 6 | 6 | 1 | 19 | 7 | 12 | 15 | 4 | 3 | 0 | 9 | 2 | 3 | 1 |
| Bologna | 24 | 13 | 7 | 3 | 3 | 22 | 11 | 11 | 13 | 4 | 1 | 1 | 11 | 3 | 2 | 2 |
| Juventus | 23 | 13 | 6 | 5 | 2 | 17 | 12 | 5 | 15 | 4 | 3 | 0 | 8 | 2 | 2 | 2 |
| Lazio |
18 | 13 | 5 | 3 | 5 | 15 | 10 | 5 | 13 | 4 | 1 | 1 | 5 | 1 | 2 | 4 |
| Udinese | 18 | 13 | 5 | 3 | 5 | 14 | 20 | -6 | 8 | 2 | 2 | 2 | 10 | 3 | 1 | 3 |
| Sassuolo | 17 | 13 | 5 | 2 | 6 | 16 | 16 | 0 | 7 | 2 | 1 | 3 | 10 | 3 | 1 | 3 |
| Cremonese | 17 | 13 | 4 | 5 | 4 | 16 | 17 | -1 | 6 | 1 | 3 | 2 | 11 | 3 | 2 | 2 |
| Atalanta | 16 | 13 | 3 | 7 | 3 | 16 | 14 | 2 | 10 | 2 | 4 | 1 | 6 | 1 | 3 | 2 |
| Torino | 14 | 13 | 3 | 5 | 5 | 12 | 23 | -11 | 8 | 2 | 2 | 2 | 6 | 1 | 3 | 3 |
| Lecce | 13 | 13 | 3 | 4 | 6 | 10 | 17 | -7 | 6 | 1 | 3 | 3 | 7 | 2 | 1 | 3 |
| Cagliari | 11 | 13 | 2 | 5 | 6 | 13 | 19 | -6 | 5 | 1 | 2 | 3 | 6 | 1 | 3 | 3 |
| Genoa | 11 | 13 | 2 | 5 | 6 | 13 | 20 | -7 | 6 | 1 | 3 | 3 | 5 | 1 | 2 | 3 |
| Parma | 11 | 13 | 2 | 5 | 6 | 9 | 17 | -8 | 6 | 1 | 3 | 3 | 5 | 1 | 2 | 3 |
| Pisa | 10 | 13 | 1 | 7 | 5 | 10 | 18 | -8 | 6 | 1 | 3 | 3 | 4 | 0 | 4 | 2 |
| Fiorentina | 6 | 13 | 0 | 6 | 7 | 10 | 21 | -11 | 2 | 0 | 2 | 4 | 4 | 0 | 4 | 3 |
| Verona | 6 | 13 | 0 | 6 | 7 | 8 | 20 | -12 | 3 | 0 | 3 | 3 | 3 | 0 | 3 | 4 |
| << Turno precedente | Turno successivo >> | ► Torna alla Stagione | ▲ Torna ad inizio pagina |




