Domenica 11 novembre 2001 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 2-1


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11 novembre 2001 - 2972 - Coppa Italia 2001/02 - Ottavi di finale - gara d'andata

LAZIO: Peruzzi, Negro, Colonnese (84' Cesar), Fernando Couto, Favalli, Mendieta (72' De La Peña), Giannichedda, Liverani, Stankovic (56' Gottardi), Crespo, S.Inzaghi. A disposizione: Concetti, Comazzi, M.Mancini, Kovacevic. Allenatore: Zaccheroni.

SIENA: Gianello, Rahozhkin, Mandelli, Mignani, Radice, Argilli, Passoni, Caracciolo (55' Sciaccaluga), M.Rossi, De Cesare (46' Scalzo), Campolonghi (55' Zampagna). A disposizione: F.Rossi, Martinelli, Voria, Balzaretti. Allenatore: Papadopulo.

Arbitro: Sig. Palmieri (Cosenza).

Marcatori: 16' Crespo, 40' De Cesare, 45' Crespo.

Note: espulso Simone Inzaghi al 41'. Ammoniti Argilli, Caracciolo e Mandelli.

Spettatori: 16.200


Il biglietto della gara
Corrsport del giorno dopo
Hernan Crespo

Un epiteto all'arbitro costerà a Simone Inzaghi da 30 a 60 milioni, ma alla Lazio poteva costare un'altra figuraccia. Sarà questa la multa che la società infliggerà all'attaccante per aver fatto rischiare alla sua squadra di uscire dalla Coppa Italia contro il Siena, ultimo nel campionato di serie B. Il destino di Zaccheroni è soffrire. Così non è bastato andare in vantaggio con Crespo dopo 16' (assist al contrario di Mandelli che, di testa all'indietro, ha servito l'argentino) per gestire con calma la partita. Prima è arrivato, al 40', il pareggio di De Cesare, simbolo degli affanni di Couto e Favalli (il migliore in difesa è stato Colonnese): "buco" a sinistra e tiro a spiovere che trova l'incrocio dei pali. Poi, un minuto dopo, l'espulsione di Inzaghi. Sceneggiata in tre tempi: 1) fallo sull'avversario; 2) tuffo a pesce appena entrato in area; 3) plateale insulto all'arbitro che gli aveva (giustamente) fischiato una punizione contro.

Per fortuna della Lazio, Hernan Crespo ha trovato nei minuti di recupero del primo tempo il 2-1: uscita a vuoto del portiere toscano, tiro di Negro ribattutto sulla riga e tap-in dell'argentino, al quinto gol in due partite. Un vantaggio preziosissimo visto che, ridotta in dieci, la Lazio non ha praticamente giocato il secondo tempo. Ha lasciato il campo al Siena, che ha chiuso i biancocelesti nella loro area per lunghissimi minuti ma pagato le incomprensibili sostituzioni del suo tecnico, che ha tolto i due attaccanti migliori. Zaccheroni ha sintetizzato così, con insolita ma giustificata durezza: "Una squadra non si può proporre in campo come abbiamo fatto noi nel secondo tempo: sembrava che la palla scottasse, nessuno voleva prendersi responsabilità. Era meglio mandare in campo la squadra Primavera, visto che dopo l'intervallo la Lazio è rimasta negli spogliatoi". E chi è entrato, come De la Peña, è scivolato comicamente solo davanti al portiere nell'unica azione della Lazio nella ripresa. Merito di Crespo, naturalmente.