Domenica 11 settembre 2005 - Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-1


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11 settembre 2005 - 3.155 - Campionato di Serie A 2005/06 - II giornata

CAGLIARI: Carini (46' Campagnolo), Lopez, Canini, Bega, Agostini, Abeijon, Conti, Esposito (79' Pisano), Capone (61' Langella), Gobbi, Suazo. A disposizione: Vignati, Budel, Conticchio, Ferrarese. Allenatore: Arrigoni.

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Siviglia, Stendardo, Zauri, Manfredini, Dabo, Baronio (79' Firmani), Cesar, Di Canio (58' Pandev), Rocchi (83' S.Inzaghi). A disposizione: Sereni, Cribari, Belleri, Behrami. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Bertini (Arezzo).

Marcatori: 1' Suazo, 13' Siviglia.

Note: serata calda, terreno in buone condizioni. Prima della partita osservato un minuto di raccoglimento per ricordare l'ex dirigente della Lazio, Andrea Ercoli, scomparso venerdì mattina. Al 78' espulso Lopez per fallo da dietro. Ammoniti: Capone, Baronio, Abeijon, Firmani. Angoli: 6-5 per il Cagliari. Recuperi: 0' p.t. e 3' s.t. Esordio in serie A per Campagnolo.

Spettatori: 10.000 circa.


La rete di Suazo
La rete di Siviglia
La gioia del biancazzurro

La Gazzetta dello Sport titola: "Cagliari e Lazio tutto all'inizio. Due gol in 13 minuti, poi poche emozioni".

Continua la "rosea": Gol, errori, contestazioni. È mancato solo il bel gioco: per il resto Cagliari-Lazio ha rispettato in pieno il copione del calcio ultima maniera. Due partite in una, e siamo ancora a settembre. Quella in campo, durata appena un tempo, è finita con un pareggio sul quale c'è poco da discutere. Quella giocata dal pubblico di casa sembra invece destinata a tormentare la stagione del Cagliari: il presidente Cellino e il redivivo allenatore Arrigoni sono stati "omaggiati" con una serie di insulti. I mali ambientali del Cagliari sono di vecchia data e sicuramente il licenziamento incomprensibile di Tesser, accompagnato da una serie di dichiarazioni sconcertanti da parte di Cellino, ha reso ancor più tetra l'atmosfera. L'atteggiamento voltagabbana di Arrigoni ha fatto il resto. Peccato: da queste parti, tra l'ironia di Scopigno, i gol di Riva e la classe di Zola, il calcio aveva vissuto storie importanti. Aveva avuto, soprattutto, uomini diversi. La partita è durata un tempo: il sospetto è che il famoso thè dell'intervallo sia stato a base di camomilla. Un epilogo imprevedibile, dopo un inizio a tavoletta, con il Cagliari in gol dopo appena trentadue secondi. L'affondo di Capone ha colpito a freddo la difesa laziale e Suazo, liberissimo al centro dell'area, ha fatto il suo dovere di bravo centravanti. Dopo dodici minuti, il tempo necessario per rendersi conto che la difesa del Cagliari è tenera come il burro, è arrivato il pareggio. La firma di Siviglia, con una zuccata a palombella, ha ribadito per l'ennesima volta il carattere burlone del calcio: lo stesso Siviglia, tornato alla Lazio nell'ultimo giorno dimercato, aveva firmato il pareggio della squadra biancoceleste pochi mesi fa.

Stessa porta, stesso risultato finale. Difese distratte, poca personalità a centrocampo, attacchi in ombra. Cagliari e Lazio hanno giocato una partita fotocopia e questo spiega la legittimità del pareggio. La difesa del Cagliari è da brivido: per almeno tre volte è stato "cercato" l'autogol. Anche in questo, però, il passato è decisamente superiore: Niccolai era un maestro rispetto agli allievi di oggi. La Lazio ha compensato il gap dei sardi con un attacco completamente assente. Rocchi e DiCanio non hanno mai tirato in porta: colpa dello scirocco? L'inserimento di Pandev è avvenuto troppo tardi: forse Delio Rossi doveva intervenire prima, forse ha prevalso la ragione di stato nel cercare di evitare frizioni con personalità importanti. Pandev era annunciato stanco dopo gli impegni con la sua Nazionale: ma per quel che ha fatto vedere era assai più tonico della coppia titolare. Dal punto di vista tattico, meglio sicuramente la Lazio nella fase offensiva, almeno nelle intenzioni. Incerti momenti, il canonico modulo 4-4-2 è diventato, con il movimento di Manfredini e Cesar, un coraggioso 4-2-4. La spregiudicatezza non è stata premiata al momento dell'ultimo passaggio o del tiro in porta, ma l'impressione è che con gli esterni la Lazio possa fare male. Il Cagliari, invece, ha rispolverato il 4-3-3, ma un conto è avere Zola e un altro Capone. Langella è partito ancora dalla panchina: il suo ritorno ad alti livelli serve come il pane. Il vero punto debole della squadra sarda è la difesa. Cellino s'illude di aver risolto i problemi licenziando Tesser. Un consiglio: invece di umiliare gli allenatori, compri i giocatori. Il sole di Miami può illuminarlo.


La Repubblica titola: "Gara mediocre tra due squadre in evidente ritardo di condizione. Segna Suazo dopo 35 secondi, dopo qualche minuto Siviglia. Cagliari e Lazio, due soli lampi poi un pareggio tra gli sbadigli".

Continua il quotidiano: Era la seconda di campionato, sembrava un'amichevole di luglio. Finisce 1-1 Cagliari-Lazio, sfida tra due squadre ancora in evidente ritardo di preparazione ed atleticamente quasi a terra come ha dimostrato un secondo tempo da sbadigli. Era il giorno del ritorno di Arrigoni al Sant'Elia. Il pubblico rossoblù, soprattutto la curva, lo accoglie con freddezza e contesta la decisione di Cellino che lo ha richiamato dopo l'esonero di Tesser alla prima di campionato. Anche i tifosi della Lazio contestano: nel mirino il presidente Lotito. Arrigoni sorprende tutti e schiera un inedito 4-2-3-1, abbandonando il 4-3-3 della scorsa stagione. Suazo è l'unica punta, alle sue spalle Esposito, Gobbi e Capone, Langella va in panchina. Lazio in campo con il 4-4-2, Rossi schiera Baronio e Manfredini, fuori Firmani e Behrami, in avanti è Di Canio ad affiancare Rocchi. Al Cagliari bastano 35 secondi per sorpendere la Lazio: incursione di Capone, palla per Suazo, stop di destro e sinistro preciso che batte Peruzzi. Cagliari in vantaggio, Lazio subito sotto, ma per nulla depressa. Oddo, soprattutto, e Cesar spingono sulle fasce, Rocchi e Di Canio fanno movimento e la difesa del Cagliari non sembra in gran serata. La conferma arriva al 13', serie di rimpalli in area, l'ultimo rinvio finisce sulla testa di Siviglia che di testa, in tuffo, batte Carini un po' sorpreso e in ritardo sulla conclusione del difensore biancoceleste, "fuggito" da Parma la settimana scorsa per ritrovare la Lazio.

Il Cagliari accusa il colpo, in difesa c'è qualcosa che non va, non solo negli uomini, il reparto è poco protetto e soffre. Al 19' un retropassaggio di Bega lancia Rocchi a rete, Carini questa volta è pronto e sventa la minaccia. Meglio la Lazio in questa fase, ma il Cagliari ha la forza per ricompattarsi e, a differenza degli avversari che raramente vanno al tiro, in due occasioni costringe al grande intervento Peruzzi, bravissimo al 23' sul destro di Conti, miracoloso al 29' su un colpo di testa ravvicinato di Gobbi. L'ultimo quarto d'ora del primo tempo non regala nulla, si va negli spogliatoi sull'1-1. Nella ripresa resta fuori Carini, nessuna "punizione" solo un guaio muscolare, almeno questo è quanto filtra dallo spogliatoio sardo. Partita sempre equilibrata, non bellissima però, tanti gli errori poche le giocate, bella quella di Esposito che, al 15', con uno splendido destro di prima intenzione sfiora l'incrocio. I due tecnici provano a cambiare qualcosa, Rossi toglie uno spento Di Canio e inserisce Pandev, Arrigoni si gioca la carta Langella (applausi per lui, l'aggressione di qualche giorno sembra solo un ricordo), esce Capone, si torna al tridente dello scorso anno, ma fatta eccezione per un "sinistraccio" di Langella i tre attaccanti sardi fanno veder davvero poco.

Né il Cagliari né la Lazio hanno la forza per osare e per cercare la vittoria, la partita potrebbe cambiare dopo il 33' quando Lopez si fa espellere per un brutto fallo da dietro ai danni di Pandev. Arrigoni è costretto a togliere un attaccante, Esposito, e ad inserire Pisano in difesa. Al 40' ci prova Pandev, ma il sinistro del macedone è respinto da Campagnolo. Questo l'unico lampo di una Lazio in superiorità numerica che, al 90', viene salvata dalla terza prodezza di Peruzzi che vola a deviare in angolo la punizione di Conti. Finisce 1-1, giusto così.