Domenica 18 settembre 2005 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Treviso 3-1


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18 settembre 2005 - 3.156 - Campionato di Serie A 2005/06 - III giornata

LAZIO: Peruzzi (80' Sereni), Oddo, Siviglia, Stendardo, Zauri, Manfredini, Firmani, Dabo, Pandev (87' S.Inzaghi), Di Canio (55' Behrami), Rocchi. A disposizione: Belleri, Cribari, Baronio, Liverani. Allenatore: Rossi.

TREVISO: Handanovic, Galeoto, Viali, Cottafava, Dellafiore (70' Giuliatto), A.Filippini (80' Chiappara), Gallo (46' Fava Passaro), Parravicini, E.Filippini, Pinga, Reginaldo. A disposizione: Zancopé, Lorenzi, Muntasser, Anderson. Allenatore: E.Rossi.

Arbitro: Sig. P.S. Mazzoleni (Bergamo).

Marcatori: 20' Rocchi, 26' Pandev, 44' Pinga, 87' Oddo (rig).

Note: espulso all'80' Handanovic per fallo da ultimo uomo. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 4.120 per un incasso di 76.874 euro, abbonati 18.258 per una quota di euro 223.070,35.


Paolo Di Canio in azione
Tommaso Rocchi in azione
Esultanza biancoceleste

La Gazzetta dello Sport titola: "Comanda Di Canio. Fa 100 gare con la Lazio e si scatena: Treviso a picco".

Continua la "rosea": Modo migliore per festeggiare le cento maglie della amatissima ma non abbastanza frequentata Lazio non ci poteva essere. All'alba dei 37 anni Paolo Di Canio sfodera la più bella prestazione di sempre in un Olimpico colpevolmente semideserto (oltre al record negativo di abbonati solo 4.000 paganti!), manda a casa il derelitto Treviso con la terza sconfitta consecutiva e proietta la squadra del contestatissimo Lotito al secondo posto, sia pure in ampia comproprietà. Magari non durerà molto, visto che alle porte c'è un calendario terribile, Milan, Palermo, Udinese, Fiorentina, Roma, ma tanto vale godersela almeno fino a mercoledì. Tre a uno meritato, lo dice il numero delle occasioni da rete collezionate e la totale assenza di parate da parte dei due portieri biancocelesti, Peruzzi prima, costretto solo ad inchinarsi al calcio piazzato di Pinga sul 2-0, e Sereni nel finale. Di Canio ha maramaldeggiato nel primo tempo, quello che la Lazio avrebbe meritato di chiudere con un vantaggio molto più ampio del 2-1 materializzatosi con l'uno-due di Rocchi e Pandev nel giro di sei minuti. Due assist straordinari di Paolo il caldo, che già aveva mandato una prima volta in porta Rocchi e che in proprio aveva sfiorato la rete con una spettacolare sforbiciata. Niente elisir di lunga vita, per lui: più semplicemente, una buona condizione di forma e una situazione tattica assai congeniale.

Il 4-4-2 di Delio Rossi lo indicava infatti come punta, ma la mossa di schierare Pandev quale esterno sinistro di metà campo è stata subito rivelatrice dei veri piani del tecnico laziale. Di Canio si è messo infatti a giocare senza fissa dimora più da trequartista che da attaccante puro, sempre qualche metro dietro a Rocchi, il duracell dell'attacco laziale, così che a sinistra si aprivano spesso e volentieri corridoi per Pandev. I gol sono proprio arrivati così, anche perché il Treviso, schierato dall'altro Rossi (Ezio) con un 4-4-1-1 in cui Pinga avrebbe dovuto fare dall'altra parte il DiCanio senza possederne la personalità, ha mostrato paurose lacune nei lenti centrali difensivi e nel portiere Handanovic, commettendo soprattutto l'imperdonabile errore di ignorare ogni forma di marcatura personalizzata per Di Canio. Nella ripresa Ezio Rossi ha subito inserito il centravanti Fava (mossa giusta ma mal ripagata dal diretto interessato) al posto dell'inconsistente centrocampista Gallo, e, accentrando i gemelli Filippini (bello il loro saluto alla Nord) intorno al regista Parravicini, s'è giocato il tutto per tutto col 4-3-3. La Lazio, in difficoltà a metà campo causa il sopraggiunto mancato sostegno degli esterni difensivi Oddo e Zauri, altrimenti impegnati su Pinga e Reginaldo, ha sbandato per una decina di minuti. Il tempo per Delio Rossi di togliere proprio Di Canio, a quel punto superfluo, e aggiustare tatticamente la squadra con l'inserimento di Behrami a destra, il dirottamento di Manfredini a sinistra e di Pandev in attacco.

Perso il suo mentore ma ritrovato l'equilibrio, la squadra ha rischiato pochissimo, e solo in due circostanze Reginaldo ha avuto la palla buona senza sfruttarla. Nel finale è arrivato il rigore trasformato da Oddo, che oggi ha buone possibilità di diventare materia per il primo caso tv sulla simulazione. Rocchi si è infatti lasciato cadere su Handanovic ed è stato onesto nel dopo partita ad ammetterlo. Il giovane arbitro Mazzoleni, probabilmente mal consigliato dall'assistente Carretta, ha optato per rigore ed espulsione. Ai fini del risultato, cambia nulla. Ai fini del giudice sportivo Laudi, di Rocchi e Handanovic, oggi potrebbe anche cambiare tutto.


Il Corriere della Sera racconta così la gara:

La sfida dei signori Rossi viene vinta da Delio, il tecnico della Lazio. Grazie soprattutto a Paolo Di Canio, che illumina la squadra biancoceleste con le sue intuizioni, i suoi assist da cui nascono i primi due gol (il primo di Rocchi, il secondo di Pandev, entrambi nella prima metà della gara), e festeggia così al meglio la centesima presenza con la maglia biancoceleste. Vittoria, tuttavia, meno limpida di quanto dica il risultato. Perché il 3-1 matura soltanto a pochi minuti dalla fine, dopo una reazione significativa del Treviso, cominciata dalla rete su punizione di Pinga poco prima dell'intervallo, e dopo un calcio di rigore "regalato" alla squadra di casa a pochi minuti dalla fine e trasformato da Oddo. La decisione di Mazzoleni ha fatto subito discutere. Handanovic in uscita su Rocchi non sembra toccare l'attaccante biancoceleste, che cade invece platealmente inducendo così l'arbitro (probabilmente mal consigliato dal guardalinee) ad assegnare prima il calcio di rigore e poi ad estrarre il cartellino rosso per il portiere del Treviso. Persino Rocchi, negli spogliatoi, ammetterà in qualche modo la "furbata" parlando di "rigore dubbio. Ci sta a volte, davanti a un contatto del genere, di fischiare il calcio di rigore. Io il fallo l'ho cercato ma non è che ho fatto qualcosa di male: questi rigori a volte gli arbitri li concedono e altre volte invece no".

Ora Rocchi rischia perfino una squalifica se verrà utilizzata contro di lui la prova tv. La sincerità del giocatore laziale non lenisce la delusione degli avversari. Ezio Rossi, il tecnico del Treviso ultimo in classifica con zero punti dopo tre partite assieme a Empoli e Reggina, ha parlato di "sconfitta meritata perché non si possono regalare in serie A venti minuti come noi abbiamo fatto con la Lazio". A poco, infatti, è servito un secondo tempo giocato comunque con grande determinazione dai veneti, nelle cui file si sono ripresentati ieri all'Olimpico i gemelli Filippini, protagonisti lo scorso anno della salvezza biancoceleste. La Lazio, dunque, con questa vittoria fa un bel balzo in avanti in classifica, anche se i problemi da risolvere, legati alla condizione fisica e all'organizzazione di gioco, per Delio Rossi rimangono ancora tanti. Il tecnico è chiamato però a risolverli con una certa urgenza, visto che per la Lazio comincia un mese di partite estremamente difficile. Dopodomani sera ci sarà il Milan a San Siro, poi il Palermo in casa, l'Udinese fuori, la Fiorentina all'Olimpico e infine, il 23 ottobre, il derby con la Roma.