Domenica 13 aprile 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 1-1


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13 aprile 2008 - 3.281 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXXIII giornata - inizio ore 15.00

LAZIO: Muslera, Zauri, Siviglia, Rozehnal, Kolarov (19' De Silvestri), Mudingayi, Baronio, Mutarelli, Mauri (77' Meghni), Tare, Vignaroli (72' Rocchi). A disposizione: Ballotta, Cribari, Dabo, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

SIENA: Manninger, Rossettini, Loria, Portanova, Rossi, Vergassola, Coppola, Galloppa (46' Locatelli), Kharja (59' Codrea), Frick (67' Riganò), Maccarone. A disposizione: Eleftheropoulos, Alberto, Ficagna, Forestieri. Allenatore: Beretta.

Arbitro: Sig. Pinzani (Empoli) - Assistenti Sigg. De Santis e Lanciani - Quarto uomo Sig. Pierpaoli.

Marcatori: 46' Mutarelli, 88' Loria.

Note: ammoniti Riganò, e Siviglia per proteste, Mutarelli e Portanova per comportamento scorretto. Angoli: 6-2. Falli commessi: 21-22. Tiri in porta 4-3. Tiri fuori 8-3. Fuorigioco 1-2. Una traversa per la Lazio. Recuperi: 3' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 4.062 per un incasso non comunicato, abbonati 14.934 per una quota di euro 188.294,55.

Il biglietto della gara
Massimo Mutarelli festeggiato dopo la rete
Un momento della gara
Igli Tare in azione
L'infortunio occorso ad Aleksandar Kolarov

Classifiche tranquille e il primo caldo. Ecco i due alibi per Lazio e Siena che si concedono una domenica serena e una partita senza spunti né spettacolo che finisce 1-1 grazie al gol di Mutarelli al 46' e alla rete di Loria all'88' su una clamorosa papera di Muslera. Se quello di oggi per il giovane portiere uruguaiano era un esame, l'esito è quello di una sonora bocciatura. Ritmi lentissimi e poca voglia di spingere il piede sull'acceleratore. E se Beretta sceglie un 11 molto vicino a quello titolare, Rossi rivoluziona la sua squadra cercando risposte da chi finora ha avuto poco spazio a cominciare dal portiere Muslera per proseguire con Rozehnal, Baronio, il "desaparecido" Mauri, Tare e Vignaroli. Fuori Cribari, Ledesma, Pandev, Rocchi, Bianchi. Il turn-over di Rossi ha una spiegazione più che logica: la semifinale d'andata di Coppa Italia in programma mercoledì sera a San Siro. Il Siena, con 8 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, arriva all'Olimpico senza grandi assilli, anche se Beretta un punto a casa lo porterebbe volentieri per vivere le ultime 5 giornate in assoluta tranquillità. Il tecnico bianconero, privo di Bertotto e De Ceglie, dà spazio a Kharja, preferito a Locatelli sulla trequarti, e a Coppola che prende il posto di Codrea. Squadre tutt'altro che vivaci, gara noiosa che al 16' rischia di diventare tragica: brutto lo scontro aereo Kharja-Kolarov, il serbo della Lazio ha la peggio e per una profonda ferita alla fronte che gli fa perdere molto sangue è costretto ad abbandonare il campo e a lasciare il posto a De Silvestri.

Fino a quel momento era stato proprio Kolarov, con le sue punizioni, a creare qualcosina. Eppure lo shock per l'incidente sveglia, si fa per dire, le due squadre. Ci prova Baronio su punizione, poi un bel destro di Frick fa fare bella figura a Muslera che si salva in angolo. Fa qualcosa in più il Siena, ma del resto la Lazio schierata da Rossi è una squadra del tutto inedita che ha difficoltà a trovare l'intesa tra i reparto. Al 35', però, i biancocelesti vanno vicinissimi al gol con Mauri che di sinistro colpisce la traversa sotto-misura. Al 46' arriva il gol che decide la partita: lo firma il recuperato Mutarelli con un gran destro di controbalzo che Manninger non trattiene. Nella ripresa (sembra impossibile) succede ancora meno rispetto al primo tempo. Da segnalare solo due punizioni di Baronio (9' e 34') che sfiora il palo con Manninger battuto e la bella parata del portiere austriaco (23') sul contropiede di Vignaroli. Inesistente il Siena, ma al minuto 88 su un tiro per nulla irresistibile di Loria, Muslera fa la frittata prendendo un incredibile gol sul suo palo. Finisce 1-1, il Siena conserva gli 8 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, la Lazio conquista un punto che non può servire a nulla. Meglio concentrarsi sulla doppia semifinale di Coppa contro l'Inter cercando di capire, in campionato, chi merita un futuro in biancoceleste.


La Gazzetta dello Sport titola: "Muslera ci ricasca, il Siena va. Rossi punta sulla Coppa e cambia la Lazio: lo tradisce una papera che regala il pari ai toscani".

Continua la "rosea": Calimero Muslera. Il pulcino nero della Lazio si aggira a fine partita in cerca di qualche mano amica da stringere. Ne trova poche, e non potrebbe essere altrimenti. La panciata sul tiro di Loria ricorda troppo le goffaggini dell'1-5 col Milan che il 7 ottobre gli costarono il posto in campionato. Così, il comodo e meritato 1-0 firmato Mutarelli, diventa un pari che non toglie nè aggiunge nulla alla classifica di due squadre ormai salve, ma riapre in casa Lazio la ferita portiere. Per rimarginarla in fretta, niente meglio di Ballotta titolare mercoledì in coppa Italia (fin qui di Muslera), semifinale con l'Inter. E' racchiusa proprio nella coppa che suggerisce a Delio Rossi il turnover totale. Dei titolari gioca solo Siviglia cui si aggiungerà De Silvestri (fuori Kolarov ferito alla testa, 20 punti di sutura) e nel finale Rocchi. Senza fare niente di straordinario, la Lazio bis dominerà l'incontro: un salvataggio sulla linea (Vergassola), una traversa (Mauri) e il bel gol di controbalzo di Mutarelli. L'errore? Come dice Delio Rossi, non aver avuto la "cattiveria" di chiudere il match. La Lazio due funziona perché certi movimenti di centrocampo e difesa sono memorizzati anche dai rincalzi. Ma davanti Tare e Vignaroli, che pure si dannano, non sono nemmeno lontani parenti di Bianchi, Pandev e Rocchi. Brutto Siena, lo dice pure Beretta che tenta con cambi e spostamenti di modificare un ozioso tran tran da pancia piena. Il solo tiro di Frick nel primo tempo, deviato da Muslera, e quello vincente del difensore Loria valgono il 10° risultato utile, 4 vittorie e 6 pareggi delle ultime 11 giornate. Non può essere un caso.