Domenica 14 dicembre 2008 - Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 3-3


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14 dicembre 2008 - 3.307 - Campionato di Serie A 2008/09 - XVI giornata - inizio ore 15.00

UDINESE: Handanovic, Sala, Coda, Domizzi, Motta, Inler, G.D'Agostino (87' Pasquale), Lukovic, Pepe (71' Obodo), Quagliarella (84' Floro Flores), Di Natale. A disposizione: Belardi, Nef, Asamoah, Sanchez. Allenatore: Marino.

LAZIO: Carrizo, Belleri (46' Meghni), Cribari, Diakite, Radu, Lichtsteiner, Dabo (80' Foggia), Ledesma, Del Nero (46' Pandev), Rocchi, Zarate. A disposizione: Muslera, Rozehnal, Firmani, C.Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Rosetti (Torino).

Marcatori: 9' Di Natale, 15' Quagliarella, 55' Di Natale, 60' Zarate, 72' Diakite, 85' Ledesma.

Note: pomeriggio freddo e piovoso, terreno pesante. Ammoniti Dabo e Meghni per gioco falloso, Radu per gioco non regolamentare, Quagliarella per proteste. Angoli: 6 a 3 per la Lazio. Recuperi: 1' p.t., 3' p.t.

Spettatori: 14.000 circa.


La prima rete dei friulani
Mauro Zarate ha appena accorciato le distanze: 3-1
L'esultanza del bomber argentino
Modibo Diakite svetta su tutti ed insacca in rete: 3-2
Un altro fotogramma della rete del difensore biancoceleste
Cristian Ledesma scocca il tiro vincente: è il 3-3
L'esultanza del centrocampista argentino
Tommaso Rocchi ci prova di testa
Mauro Zarate
Modibo Diakite

Spettacolare rimonta dei biancazzurri che, sotto di tre reti ad Udine, riescono a pareggiare. Al Friuli finisce infatti 3-3 e per la Lazio è il secondo pareggio dopo il derby perso con la Roma il 16 novembre. Fino al 15' del secondo tempo l'Udinese è tranquilla e non ha fatto i conti con il vecchio cuore biancoceleste buttato lì oltre l'ostacolo, dopo interminabili minuti di follia. Delio Rossi si è affidato forse con troppa leggerezza al 4-4-2 con una difesa inedita (Diakite-Cribari) più Belleri e Del Nero impiegato in Campionato dopo sette mesi. Rischio pagato, perché l'Udinese è già in vantaggio dopo nove minuti: Quagliarella, spalle alla porta, vede arrivare Di Natale servendolo in piena area di rigore, il nazionale si accentra e fa partire un pallonetto delizioso che supera Carrizo in uscita. Di nuovo una rete subita nei primi minuti di gioco per i biancazzurri. Il resto lo fa una totale confusione della difesa che combina le cose peggiori al 15': è Di Natale stavolta a servire Quagliarella mentre la difesa laziale si ferma invocando un fuorigioco che non c'è e lasciando così campo totalmente aperto: Carrizo è evitato e la palla è nuovamente in rete. La Lazio è ferita e frastornata, l'Udinese spietata e furba nel capire i punti deboli degli avversari. Carrizo riesce ad evitare la disfatta immediata salvando poi su Quagliarella.

Dall'altra parte del campo gli attaccanti laziali non sembrano proprio essere in partita. La difesa dell'Udinese, in più, si chiude benissimo facendo arretrare quasi tutta la squadra nella propria area. Di conseguenza, la Lazio non riesce a trovare un varco e per Rocchi e Zarate non c'è neanche il brivido di un tiro in porta, tentato solo da Diakite. Il primo vero tiro inventato dagli attaccanti biancocelesti arriva solo al 45': lancio in avanti di Ledesma, Rocchi parte sulla linea dell'area e colpisce di testa ma la palla finisce alta di poco. Nella ripresa Delio Rossi fa marcia indietro ricreando il "tridente pesante" mandando sotto la doccia proprio gli uomini a cui aveva dato fiducia in avvio: escono Belleri e Del Nero, entrano Meghni e Pandev. Ma la Lazio si attarda nel trovare la sistemazione ideale, è ancora distratta. Al 55', infatti, perde palla a centrocampo, parte ancora una volta Di Natale in contropiede, evita Radu e tira su Carrizo che respinge ma non trattiene, il bianconero riprende la palla, scarta il portiere e mette in rete. Tre a zero per i bianconeri friulani e la Lazio è sempre più piccola ma che, tuttavia, cerca di ritrovarsi con un tiro dalla distanza di Meghni e facendo progressi al 60' quando Pandev, resistendo in area, tira con Handanovic che respinge su Zarate che, da due passi, può così accorciare le distanze.

Al 72' su di un calcio d'angolo di Zarate, Diakite impone la propria statura segnando di testa. All'Udinese non era bastato inserire in copertura Obodo per Pepe mentre invece, alla Lazio, è bastato, eccome, rimettere in campo Pandev, uno dei suoi uomini fondamentali. E a questo punto manca solo la guarigione, che vuol dire caduta e colpo in testa per l'Udinese. La Lazio cresce e mette paura alla squadra di Marino. E la raggiunge quando, all'85', Ledesma dalla distanza ammutolisce tutti per il 3-3. Impresa dei biancazzurri quindi, ma merito anche di Rossi capace di capire i suoi errori e correggerli durante il corso della gara, limitando i danni. Il tecnico della Lazio non ha dato tanto peso alle contestazioni del pubblico dopo il terzo gol dell'Udinese. "Hanno diritto a contestare - ha detto - e io sono una persona democratica. Ma le contestazioni - ha poi aggiunto in modo sibillino - sono come il vento. Vanno e vengono. E a Roma soffia spesso il ponentino.... Ecco le contestazioni sono proprio come il ponentino". Rossi ha lodato la sua squadra "per la grande reazione" e ha spiegato che "pensavo che l'Udinese giocasse con il 4-3-3 e io avevo già fatto le mie scelte. Paradossalmente abbiamo preso i primi due gol in contropiede, in casa di una nostra diretta concorrente. E per giunta sugli sviluppi - ha detto Rossi - di punizioni a nostro favore. Commettiamo troppi errori grossolani. Poi la reazione c'è stata e ad un certo punto ho anche creduto di poter vincere la partita. Perchè avevamo preso l'abbrivio giusto". Sulle scelte di formazione, Rossi ha detto di aver dato una chanche a Belleri e Cribari "perché io ho il dovere di far giocare tutti. Rozehnal invece l'ho fatto riposare volutamente". Per il presidente Lotito, invece, "il pareggio ci va stretto. Abbiamo preso gol su errori nostri, ma potevamo anche vincere la partita".


La Gazzetta dello Sport titola: "Ribaltone. L'Udinese va sul 3-0. Impresa Lazio: 3-3! Doppio Di Natale più Quagliarella, la carica friulana dura un'ora. Poi Zarate, Diakite e Ledesma in mezzora acciuffano il pareggio".

Continua la "rosea": Quando la crisi dilaga, una squadra può uscirne sbranandola oppure mettendosi coperta per aspettare che passi. Nessuna delle due misure viene usata in pieno da Udinese e Lazio: il 3-3 è una (involontaria) soluzione politica, democristiana oppure del più moderno "ma anche". È un pareggio che interrompe i tormenti: le cinque sconfitte di fila bianconere oppure l'unico punto nelle quattro precedenti uscite laziali. Ma è pure un esito che non lascia felicità, perché la porzione sbagliata di match dice che il disagio non è alle spalle. La ferocia dell'Udinese sparisce dopo un'ora; il risultato è di 3-0, la vittoria sembra certa e il primo quarto d'ora è uno show: due reti, un'altra fallita, due angoli e calcio italo-brasiliano, cioè contropiede ed eccesso tecnico. Due gol da un'area all'altra; prima partendo da Handanovic, con un raffinato assist di Quagliarella e il pallonetto sul portiere di Di Natale. Poi addirittura da corner della Lazio, battuto su Dabo che si affloscia e lascia la ripartenza a Totò, gentile nel far segnare Quagliarella. Anche il terzo è un cambio di campo, da Pepe a Di Natale (con regalo di Carrizo). A far sciogliere il coraggio friulano sono un tap in di Zarate e una zuccata di Diakite. Quindi Ledesma con un destro diagonale certifica la mezz'ora di entusiasmo della Lazio.

Mancano 5 minuti, la gente di qualsiasi fede esce senza certezze. I motivi: doppia Udinese. La situazione di partenza (leggi anche disperazione) ispira costruzioni diverse dal solito. Marino rimette in moto il 3-4-3, con Sala centrale, Lukovic e Motta ai lati. Quando difende diventa 5-3-2: Pepe è la punta che scende a centrocampo. Il rientro di Di Natale è superlativo, tutta la zona offensiva ne trae beneficio. La difesa tiene un tempo; nella ripresa, stabilmente a cinque, cede prima il settore centrale (D'Agostino). Marino mette Obodo (per Pepe) che non sbarra e non lancia il contropiede. Capitolo Lazio. Delio Rossi pianta Belleri e Del Nero (alla prima stagionale) sui lati, il 4-4-2 diventa 4-3-1-2 quando Del Nero prova ad accentrarsi, ma nell'intervallo i due escono (e Lichtsteiner arretra): ecco Pandev e Meghni come ammissione dell'errore. Tridente quasi puro, Zarate più attivo e Ledesma che sbaglia meno: così la Lazio risale, anche perché ha il controllo del possesso (59 per cento) e alcuni giocatori che non hanno paura di concludere. Prima aspettare timorosi, poi divorare con rabbia. Gli avversari agiscono al contrario, nessuno prevale: la crisi si arresta, ma non scompare.


La Repubblica titola: "Non bastano le magie della coppia Di Natale-Quagliarella. I biancazzurri rimontano tre gol. Friulani, un punto in 6 partite. L'Udinese si butta via, la Lazio ritrova il cuore".

L'articolo così prosegue: Un'ora di grande Udinese, mezz'ora di grandissima Lazio. Viene fuori così il "folle" 3-3 del Friuli tra due squadre che si presentano all'appuntamento in piena crisi di risultati, uscendone con un solo punto in più in classifica. Alla fine è la Lazio ad essere più felice del pari, non può certamente esserlo l'Udinese capace di farsi riprendere dopo un 3-0 rotondo, costruito sulle magie di Di Natale e Quagliarella, ma poi scivolato via sotto i colpi di una Lazio mai doma e ridisegnata in corsa da Delio Rossi. Udinese reduce da 5 sconfitte consecutive, Lazio con un solo punto nelle ultime quattro partite, brutto momento per due squadre alla ricerca di quel gioco che avevano messo in mostra nella primissima parte della stagione, riuscendo addirittura a tener testa all'Inter. La cronaca. Il momento d'oro è solo un ricordo per bianconeri e biancocelesti e sarà anche per questo che Marino e Rossi cambiano qualcosa nei rispettivi scacchieri. Il tecnico bianconero ripropone il 3-4-3, niente difesa a 4, ma centrocampo più solido. In avanti torna un grande Di Natale molto ben assistito da Quagliarella nella prima ora di gioco. Cambia ancora di più Delio Rossi che per la prima volta in campionato schiera il 4-4-2 e fa debuttare nell'11 titolare Belleri e Del Nero.

Le punte sono Rocchi e Zarate, Pandev, non al top, va in panchina. Partita subito bella e avvincente, nonostante le condizioni del campo, molto pesante a causa della pioggia. La Lazio non parte male, ma in difesa balla troppo e già al 9' Carrizo è battuto da una grande giocata della splendida coppia Di Natale-Quagliarella: il secondo confeziona un assist da applausi per il primo che con un colpo sotto batte il portiere argentino e porta in vantaggio l'Udinese. Come se mancassero 10 minuti alla fine, la Lazio si butta in avanti a testa bassa, grosso errore perchè al 15' l'Udinese raddoppia con Quagliarella dopo un contropiede 2 contro 1 condotto in collaborazione con Di Natale. Lazio al tappeto, Udinese travolgente e vicina al tris appena un minuto dopo con Quagliarella. Non convince il 4-4-2 di Rossi, Belleri a destra è sovrastato da Di Natale e Carrizo trema almeno in un paio di occasioni. La Lazio ci mette il cuore, Ledesma si sforza di creare gioco e dai suoi piedi (tiro dalla distanza e assist per Rocchi al 45') nasce qualcosa. Si va negli spogliatoi sul 2-0 per l'Udinese, Rossi capisce che ha sbagliato formazione e cambia in corsa, riproponendo il 4-3-3 e facendo entrare Meghni per Belleri e Pandev per Del Nero. Il macedone dà una marcia in più ai suoi, ma ancora una volta la Lazio si "suicida" regalando il contropiede del 3-0 a Di Natale (qualche responsabilità per Carrizo). Partita chiusa, notte fonda per la Lazio che, però, al 15' rivede uno spiraglio di luce grazie ad una grande giocata di Pandev, Handanovic respinge, ma nulla può sul tap-in di Zarate.

L'Udinese si spaventa, la Lazio ritrova certezze e coraggio e, al 27', un gran colpo di testa di Diakite che porta il risultato sul 3-2. Due minuti dopo Carrizo si riscatta e dice no a Quagliarella. Si sveglia anche Zarate praticamente inesistente per 70 minuti nonostante il gol. Marino prova a dare un po' di peso al suo centrocampo, entra Obodo ed esce Pepe, ma l'Udinese ormai pensa solo a difendersi e sbaglia perchè, al 40', trova un destro forte e preciso di Ledesma che fissa il risultato su un incredibile 3-3. Un punto che in classifica serve a poco sia all'Udinese che alla Lazio, ma i friulani muovono la classifica dopo 5 turni di digiuno, i biancocelesti (2 punti nelle ultime 5 gare), fiducia e morale grazie ad una rimonta tutta cuore e carattere.