Sabato 6 dicembre 2008 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-3


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6 dicembre 2008 - 3.306 - Campionato di Serie A 2008/09 - XV giornata - inizio ore 20.30

LAZIO: Carrizo, De Silvestri, Diakite, Rozehnal, Kolarov, Dabo (46' Brocchi), Ledesma, Foggia (77' Meghni), Mauri, Pandev (31' Rocchi), Zarate. A disposizione: Muslera, Radu, Cribari, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

INTER: Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Samuel, Maxwell, Zanetti, Cambiasso, Muntari (78' Figo), Stankovic (86' Mancini), Ibrahimovic, Cruz (28' Crespo). A disposizione: Orlandoni, Burdisso, Materazzi, Quaresma. Allenatore: Mourinho.

Arbitro: Sig. Orsato (Schio) - Assistenti Sigg. Rosi e Grilli.

Marcatori: 2' Samuel, 48' Diakite (aut), 55' Ibrahimovic.

Note: serata umida con leggera pioggia, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Zarate, Brocchi, Diakite, Julio Cesar, Maxwell, Stankovic. Angoli 7-5 per la Lazio. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 50.000 circa.


La rete di Samuel
La rete del vantaggio interista vista da altra angolazione
Modibo Diakite ha appena colpito la palla: è autogol
L'autorete vista da altra angolazione
La terza rete nerazzurra
Tommaso Rocchi in azione
Mauro Zarate
La disperazione del bomber argentino
Goran Pandev
Ousmane Dabo
Pasquale Foggia
Momenti di tensione durante l'incontro
Un fotogramma della gara
Sergio Cragnotti e Claudio Lotito in tribuna

Delio Rossi era certo che contro l'Inter i timori reverenziali potevano risultare fatali. Ecco allora una Lazio spregiudicata con Foggia alle spalle di Pandev e Zarate, anche se un po' stanca dopo l'impresa contro il Milan in Coppa Italia. Rivoluzione poi in difesa rispetto alle previsioni: a sinistra schiera un cursore offensivo come Kolarov. L'Inter invece allinea il suo infallibile rombo. Mourinho sceglie il meglio: Stankovic a supporto del tandem offensivo Ibrahimovic-Cruz. Trio micidiale, soprattutto quando a supporto ci sono elementi come Cambiasso o Muntari, oppure cursori micidiali dell'altezza di Maicon e Maxwell o difensori centrali ai limiti della perfezione come Samuel.

Troppo cinica l'Inter per una Lazio non al meglio dopo la maratona in Coppa Italia di tre giorni prima. L'avvio dei nerazzurri è furioso ed al secondo minuto arriva subito la rete: cross di Muntari, Samuel irrompe in area siglando di testa. Dopo uno smarrimento iniziale, la Lazio reagisce con un cross che Diakite non riesce a raggiungere di pochissimo, con due tiri fuori di Kolarov e Dabo e due tiri di De Silvestri, il primo deviato in angolo da un difensore, il secondo ben parato da Julio Cesar. Al 19' la reazione nerazzurra con Ibra che calcia alle stelle da buona posizione. Al 24' ancora Samuel di testa mette di poco alto. Tre minuti dopo si fa male Cruz e Mourinho lo sostituisce con l'ex Crespo. Alla mezz'ora grande azione di Pandev che entra in area nerazzurra e serve Zarate stoppato in corner, ma subito dopo anche il macedone deve uscire per problemi muscolari. Al suo posto subentra Rocchi. Il raddoppio dell'Inter arriva al 46' del primo tempo: una sfortunata deviazione di Diakite, su un cross basso di Maicon, finisce sulla traversa ed poi in rete alle spalle di Carrizo.

Nella ripresa la Lazio continua a provarci, ma sterilmente. Al 55' l'Inter va ancora in rete con colpo di testa di Ibrahimovic, partito però in posizione di fuorigioco. Due minuti dopo i biancocelesti vanno in gol con Kolarov su calcio di punizione dal limite ma l'arbitro Orsato fa ripetere sostenendo di non aver fischiato la battuta. Fischia anche l'Olimpico, tanto più che poco prima c'era stata una caduta sospetta di Foggia in area sulla quale il direttore di gara non era intervenuto. Intorno alla mezz'ora prima Rocchi e poi Zarate (bel doppio slalom) impegnano Julio Cesar. Poi non succede quasi più nulla. Dopo questa sconfitta i biancazzurri escono ridimensionati. Ci vorrà molto lavoro per mister Rossi per far quadrare il cerchio.


La Gazzetta dello Sport titola: "Squadra senza pietà. Tsunami Inter. Sesta vittoria consecutiva: +9. Lazio travolta. Samuel, autogol di Diakite e Ibra. Un'altra prova di forza dei nerazzurri. Il gol del difensore dopo 2' mette la gara in discesa e la difesa è impenetrabile".

Continua la "rosea": Fuori i secondi. Perché l'Inter è sempre più prima, senza alcuna pietà per chi osa sfidarla. La sesta vittima consecutiva scivolata nel trappolone di Mourinho è la Lazio, liquidata con tre gol che valgono altri tre punti di vantaggio sulla Juve e il Milan. A loro l'obbligo di rispondere oggi, Lecce e Catania permettendo, in attesa di sfidarsi domenica prossima. Quando l'Inter potrebbe staccarle di nuovo. Come in ottobre, l'Inter spegne le luci dell'Olimpico con la sicurezza della grande squadra. Contro la Roma Ibrahimovic aveva aperto le danze dopo 5' e il 4-0 finale ridimensionò le speranze tricolori della squadra di Spalletti. Stavolta lo 0-0 salta ancora prima, perché Samuel segna al 2' e il 3-0 conclusivo è uno schiaffo alle speranze di Rossi che si era illuso di avere ritrovato la Lazio dopo avere eliminato il Milan in Coppa Italia. Un punto nelle ultime 4 gare in campionato (con due sconfitte consecutive senza gol) è la fotografia aggiornata di una squadra troppo fragile dietro, che ha smarrito la via del gol. E non è un caso che l'Inter, oltre ad avere la migliore difesa, per la prima volta ha anche il miglior attacco, non più alla pari con la Lazio, con 25 reti. L'Inter costruisce la vittoria sfruttando le fasce laterali nel primo tempo. Incomincia Muntari, da sinistra, a scodellare sulla testa di Samuel il pallone dell'1-0, dopo appena 2'.

Poi nell'ultimo dei 3' di recupero, Maicon scatta come una furia sulla destra e quando mette in mezzo il cross, Diakite spaventato dalla presenza di Crespo infila la propria porta in goffa acrobazia. E il resto è mancia, con la terza rete di Ibrahimovic di testa. Per la prima volta Mourinho conferma la stessa formazione. Una precisa scelta, o meglio la felice consapevolezza di essere sulla strada giusta. E i fatti gli danno subito ragione, perché al primo tentativo l'Inter colpisce e affonda la Lazio con un prepotente stacco di testa di Samuel. A quel punto la superiorità dei nerazzurri diventa schiacciante, a livello atletico in primo luogo, perché quello che colpisce è la forza fisica che sprigiona la squadra, corta e compatta come vuole Mourinho. Il 4-3-1-2, inaugurato nel 2-0 a Palermo, in realtà è molto diverso da quello inventato da Mancini due campionati fa proprio all'Olimpico, ma contro la Roma. Stankovic, teorico trequartista come allora, è soltanto il vertice avanzato di un rombo chiuso alle sue spalle da Cambiasso tra Zanetti e Muntari, perché il serbo si preoccupa più di rientrare ad aiutare gli altri centrocampisti che di smarcare le due punte. Tanto varrebbe, allora, invertire la sua posizione con quella di Cambiasso, ma anche così l'Inter appare solida in ogni reparto. Dietro Cordoba e Samuel sono una coppia quasi insuperabile, in mezzo Muntari si dimostra molto più continuo dell'ultimo Vieira, e davanti con Cruz prima e Crespo poi, il mattatore è sempre Ibrahimovic che si conferma goleador da trasferta con la sua settima rete, su otto, lontano da San Siro dove l'Inter sa vincere senza il minimo scarto.

Capitolo Lazio. Rossi sorprende tutti, schierando 8 giocatori inizialmente in campo contro il Milan, con la stessa linea difensiva. Gli unici ritorni sono così quelli di Carrizo al posto di Muslera, Mauri in mezzo al campo e Zarate in attacco, con le esclusioni Lichtsteiner e Rocchi. Il 4-3-3 che ne consegue, senza un corridore prezioso come Brocchi, appare sbilanciato ancor prima del previsto, perché l'Inter va subito in vantaggio e a quel punto saltano i piani. La Coppa Italia non è il campionato, ma soprattutto l'Inter non è il Milan e così il grande Diakite di San Siro viene rimpicciolito all'Olimpico. Come se non bastasse, poi, si infortuna Pandev, rilevato da Rocchi. Ma prima di correre ai ripari inserendo Brocchi, Rossi viene punito dall'autogol del kappaò a fine primo tempo. A quel punto soltanto l'Inter può buttare via la vittoria. Per lo stesso principio, allargando il discorso, soltanto l'Inter può gettare un altro scudetto. E allora fuori i secondi.


La Repubblica titola: "Samuel in rete subito dopo il fischio d'inizio: e per i nerazzurri è tutto più facile. Poi arrivano un autogol e il solito Ibra. Per Mourinho una domenica a +9. All'Inter bastano due minuti. Lazio stanca e distratta: è 0-3".

L'articolo così prosegue: Imprendibile Inter. La squadra di Josè Mourihno vince all'Olimpico di Roma l'anticipo serale contro una Lazio poco concreta in fase offensiva. 3-0 per i nerazzurri e undicesima vittoria in campionato. La Lazio di Delio Rossi, reduce dalla brillante vittoria in coppa Italia ai danni del Milan, con molte novità: Carrizo in porta; difesa con De Silvestri, Diakite, Rozehnal e Kolarov; a centrocampo Foggia (preferito a Brocchi) con Dabo (ex di turno), Ledesma e Mauri; in avanti il tandem composto da Pandev (altro ex nerazzurro) e Zarate. Rocchi pronto a subentrare, schierato inizialmente in panchina. Inter decisa ad allungare, in classifica, in attesa delle prime inseguitrici, o a seconda dei punti di vista a evitare possibili tentativi di avvicinamento. Mourinho conferma il 4-3-1-2: davanti a Julio Cesar, difesa con Maicon, Cordoba e Samuel centrali, Maxwell sulla fascia opposta; capitan Zanetti con Cambiasso e Muntari a centrocampo; Stankovic dietro le punte Ibrahimovic e Cruz. Adriano non convocato, Mancini, Quaresma e Crespo in panchina.

Dopo appena 2' l'Inter sblocca il punteggio: cross dalla sinistra di Muntari e splendido stacco di testa per Samuel ad infilare l'immobile Carrizo. Lazio pronta a ripartire ma la squadra di Mourinho controlla bene i movimenti del pallone e reggeva bene la pressione degli avversari. All'8' Foggia dalla sinistra crossa al centro ma Diakite non arriva alla deviazione di testa. Un minuto dopo Kolarov lascia partire un gran sinistro con palla che terminava sull'esterno della rete, alla destra dell'attento Julio Cesar. Il destro al volo di Dabo (15') termina a lato e due minuti dopo calcia bene De Silvestri (tiro deviato da Maxwell) con palla di poco fuori. Sull'altro fronte (19') Ibrahimovic, da posizione decentrata calcia alto sopra la traversa. Mourinho costretto al primo cambio al 28' con l'ingresso di Crespo al posto dell'acciaccato Cruz. Al 30' Pandev salta due giocatori sulla sinistra e serve Zarate ma l'attaccante argentino è anticipato in extremis. Al 35' Stankovic impegna Carrizo, sulla respinta Crespo calcia fuori da posizione regolare. Prima del riposo il raddoppio (fortunoso) dell'Inter: splendido assist di Ibrahimovic per Maicon che crossa al centro e Diakite devia alle spalle di Carrizo per un classico autogol. Rossi nella ripresa inseriva subito Brocchi (al posto di Dabo).

L'Inter concede il tris al 10': preciso calcio di punizione di Cambiasso e deviazione vincente di Ibrahimovic. Due minuti dopo Kolarov, sempre su punizione segna per i laziali ma Orsato annulla perché non aveva dato l'avvio all'azione. Al 26' fuga di Foggia sulla destra e palla per Rocchi che impegna Julio Cesar. Ci prova ancora Zarate (27') con un buon dribbling in area ma con tiro debole. Al 38' ancora Inter a caccia del poker di reti prima del triplice fischio finale con il volenteroso Crespo che salta due avversari ed entrava in area ma senza mettere in apprensione la difesa laziale. Inter che sale a quota 36 punti in classifica, nove lunghezze in più di Juve e Milan; Lazio forse un po' stanca dopo le fatiche serali di coppa Italia.